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"Imbracature ed elmetti: caratteristiche e normativa"
fonte www.puntosicuro.it / D.P.I.
10/06/2015 - In relazione all’importanza che possono assumere i
dispositivi di protezione personale per evitare le cadute dall’alto,
uno dei principali rischi a cui sono soggetti i lavoratori in diverse
attività lavorative, è compito del nostro giornale segnalare tutti i
materiali che possono dare utili informazioni ai lavoratori e alle
aziende sull’uso e sulla scelta dei DPI.
Uno di questi materiali è un intervento dell’lng. Fabrizio Toselli (Tecnico Commerciale RothoBlaas srl) al convegno “
Criteri di scelta e uso dei dpi: imbracature, elmetti, scarpe e guanti per il rischio meccanico”
che si è tenuto a Treviso l’11 marzo 2015 ed è stato promosso
nell’ambito del Tavolo Provinciale di Coordinamento per la Salute e
Sicurezza nei Luoghi di Lavoro nella Provincia di Treviso.
Nell’intervento “
Imbracature ed elmetti: tipologia,
caratteristiche ed utilizzo” l’lng. Toselli ha presentato un’interessante
serie di slide – che vi invitiamo a visionare – con foto, indicazioni tecniche
e risultati dei test sui vari DPI.
Ad esempio l’intervento si è
soffermato su:
- imbragature
per il corpo - UNI EN 361:2003;
- connettori -UNI EN 362:2005;
- dissipatore di energia -UNI EN
355:2003;
- cordini - UNI EN 354:2003;
- dispositivo anticaduta di tipo
guidato - UNI EN 353-2:2003;
- dispositivo di tipo retrattile
- UNI EN 360:2003;
- dispositivi di ancoraggio - EN
795:2012;
- cinture di posizionamento e di
trattenuta – UNI EN 358:2001;
- casco o elmetto - UNI EN
397:2012.
Riguardo ai dispositivi di
ancoraggio, si è poi soffermato sulle diverse tipologie:
- dispositivi di ancoraggio fissi
- EN 795 Tipo A;
- dispositivi di ancoraggio
provvisori - EN 795 Tipo B;
- linee orizzontali flessibili
(linea vita) fisse o provvisorie - EN 795 Tipo C;
- linee orizzontali rigide ( linea vita)
- EN 795 Tipo D;
- ancoraggi a corpo morto - EN
795 Tipo E.
L’intervento di Toselli ha
permesso anche un utile raccolta della principale
normativa nazionale e locale sul tema.
Riguardo alla
normativa nazionale ci si sofferma in
particolare su alcuni articoli del D.Lgs. 81/2008:
Art. 111
Obblighi del datore di lavoro
nell'uso di attrezzature per lavori in quota
1. Il datore di lavoro, nei
casi in cui i lavori temporanei in quota non possono essere eseguiti in
condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguate a partire da un
luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro più idonee a
garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformità ai seguenti
criteri:
a) priorità alle misure di
protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
b) dimensioni delle
attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle
sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi. [ ... ]
Art. 115
Sistemi di protezione idonei
per l’uso contro le cadute dall'alto
1. Nei lavori in quota qualora
non siano state attuate misure di protezione collettiva come previsto
all'articolo 111, comma 1, lettera a), è necessario che i lavoratori
utilizzino idonei sistemi di protezione composti da diversi elementi, non
necessariamente presenti contemporaneamente conformi alle norme tecniche,
quali i seguenti:
a) assorbitori di energia
b) connettori
c) dispositivo di ancoraggio
d) cordini
e) dispositivi retrattili
f) guide o linee vita
flessibili
g) guide o linee vita rigide
h) imbracature
3. Il sistema di
protezione deve essere assicurato, direttamente o mediante connettore lungo
una guida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali.
4. Nei lavori su
pali il lavoratore deve essere munito di ramponi o mezzi equivalenti e di
idoneo dispositivo anticaduta. |
Dopo aver ricordato che il comma
2 dell’articolo 115 (“il sistema di
protezione, certificato per l'uso specifico, deve permettere una caduta libera
non superiore a 1,5 m o, in presenza di dissipatore di energia a 4 metri”) è
stato abrogato dal D.Lgs. 106/2009, il relatore si sofferma sull’importanza
della norma
UNI 11560:2014 relativa
ai Sistemi di ancoraggio permanenti in copertura.
Riportiamo invece alcune delle
normative locali presentate
nell’intervento e relative alla prevenzione degli infortuni causati da cadute
dall’alto nei lavori di
manutenzione ordinaria sulle coperture:
- REGIONE LOMBARDIA– delibera giunta regionale n° VII/18344 del
23/7/2004;
- REGIONE TOSCANA– decreto presidente della giunta regionale n° 62/R del
23/11/2005;
- PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO – decreto presidente provincia n°7-114
del 25/02/2008;
- REGIONE VENETO - delibera giunta regionale n°2774 del 22/09/2009 - delibera
giunta regionale n°97 del 31/01/2012;
- REGIONE LIGURIA - legge regionale n° 5 del 15/02/2010 - legge
regionale n°43 del 17/12/2012;
- REGIONE UMBRIA - delibera
giunta regionale n°1284 del 28/10/2011;
- REGIONE SICILIA -
decreto assessorato della salute del 05/09/2012;
- REGIONE EMILIA
ROMAGNA – delibera
n°149 del 17/12/2013.
Concludiamo con alcune indicazioni del relatore, ad esempio in relazione
alla necessità di verificare che “il DPI utilizzato sia certificato e adatto
per l´impiego desiderato (marcatura CE) e che sia compatibile con i dispositivi
di ancoraggio esistenti”.
L’intervento si sofferma anche su alcune regole per i sistemi anticaduta
(i DPI contro la caduta, che arrestano la caduta del operatore):
- “rispettare il
tirante d'aria indicato dal sistema utilizzato!
- escludere l´effetto
pendolo!
- evitare che
l'utente possa sbattere contro oggetti nei suoi dintorni!
- cordini di
collegamento che resistono anche ad una sollecitazione di spigoli taglienti”.
“ Imbracature ed elmetti: tipologia, caratteristiche ed utilizzo”,
a cura dell’lng. Fabrizio Toselli (Tecnico Commerciale RothoBlaas srl),
intervento al convegno “Criteri di scelta e uso dei dpi: imbracature, elmetti,
scarpe e guanti per il rischio meccanico” (formato PDF, 4.8 MB).
RTM
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