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"Imparare dagli errori: incidenti di lavoro con le trinciatrici"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
06/09/2012 - Quando si parla di incidenti di lavoro
che hanno a che fare con
le
attrezzature di lavoro utilizzate nel
comparto agricolo e forestale, generalmente ci si sofferma a parlare solo
di trattori ed eventualmente di motoseghe e
motocoltivatori.
In questi comparti in realtà sono molte le attrezzature di lavoro che hanno
specifici rischi relativi al loro impiego, attrezzature che in molti casi sono
utilizzate in abbinamento con le trattrici stesse.
Dopo
aver affrontato i rischi degli alberi cardanici e gli incidenti correlati all’ uso delle
rotoimballatrici,
ci soffermiamo oggi sulle
trinciatrici.
I
casi di incidenti che presentiamo sono relativi alle schede di INFOR.MO., strumento per
l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di
sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
I casi
Un
primo caso di infortunio è relativo
alla
guida di un trattore collegato ad
una trinciatrice.
Il
lavoratore è intento nella
lavorazione
di un prato posto lungo una scarpata avente una pendenza pari a circa il
20%.
Mentre
si accinge alla risalita della scarpata, effettua una brusca manovra di guida
tale da provocare il ribaltamento del
mezzo.
Nell’incidente il corpo del lavoratore viene schiacciato tra la macchina ed il
terreno.
Dagli
accertamenti effettuati in loco si riscontrava che il telaio di sicurezza
(ROPS) in dotazione al trattore, era in posizione orizzontale anziché verticale
come espressamente previsto e prescritto dal libretto di uso e manutenzione.
Inoltre il posto di guida del trattore risultava privo di cintura di sicurezza.
Dall’esame
autoptico veniva inoltre riscontrato nel lavoratore un livello di tasso
alcolico superiore alla norma.
Il
secondo caso affronta un incidente
collegato ad
attività di pulizia
(sfalcio) dell'argine di un campo.
L’infortunio
é avvenuto sul terreno agricolo di proprietà dello stesso infortunato. Al
momento dell’incidente lo stesso era intento a “pulire la riva dell’arginello,
sul quale corre la pubblica strada, sul lato posto in fregio (“a fianco di
qualcosa”, ndr) al proprio campo, utilizzando allo scopo il proprio trattore”
collegato ad una trinciatrice laterale dotata di marchio CE di conformità.
Il
lavoratore, dopo avere effettuato la “passata” sulla parte alta dell’arginello,
stava provvedendo a pulire la parte bassa dello stesso “in quanto l’attrezzo
collegato al trattore non aveva larghezza sufficiente per fare il lavoro in
un’unica passata, quando il trattore si è cappottato, ponendosi a ruote
all’aria sul campo sottostante”, e schiacciando il lavoratore tra il serbatoio
del carburante (posto dietro il sedile di guida) ed il terreno stesso.
Il
ribaltamento del trattore “è
avvenuto in quanto nella prima passata il mezzo si poneva in fregio alla strada
pubblica in posizione orizzontale, mentre per la seconda passata, il mezzo ha
necessariamente dovuto scendere dalla sede stradale e porsi ad un’inclinazione,
apparentemente non eccessiva ma tale da provocarne il ribaltamento favorito
anche dal mancato allestimento in opposizione all’attrezzatura dei contrappesi
che avrebbero equilibrato il trattore; contrappesi per altro consigliati
all’interno del libretto uso e manutenzione dell’attrezzatura utilizzata dal
lavoratore”.
Anche
in questo caso dunque siamo in presenza di vari fattori riconducibili all’ uso inadeguato del
trattore
collegato alla trinciatrice.
La prevenzione
Ricordando
che la
trinciatura è una delle
lavorazioni più diffuse in agricoltura, per affrontare la prevenzione degli
incidenti nell’uso delle trinciatrici riportiamo quanto contenuto nel documento
della collana “ I
Quaderni della regione Piemonte – Agricoltura”, dal titolo “ Nuove regole per le
macchine agricole - Le nuove regole per l’immissione sul mercato di macchine
nuove e per le verifiche di sicurezza di macchine usate”.
Al
di là dei problemi correlati, come abbiamo visto negli incidenti riportati,
alla guida delle trattrici collegate alle trinciatrici, tra i rischi
potenzialmente più gravi connessi con l’utilizzo della trinciatrice merita una
menzione particolare il
rischio di
lancio di oggetti: “la scocca della macchina deve essere dotata di
dispositivi in grado di eliminare i pericoli collegati al lancio di oggetti
(pietre o parti della macchina stessa) da parte del rotore e degli utensili di
taglio”. Infatti la norma EN 745, principale riferimento tecnico normativo,
“prevede il ricorso ad una protezione di tipo passivo, costituita da un riparo
rigido non perforato, un telo, catene o strisce di gomma”.
Tuttavia
non sono da sottovalutare altri
rischi
legati a:
-
contatto con gli utensili di lavoro:
“la zona superiore della macchina va protetta tramite un riparo rigido privo di
fori o comunque da un sistema che prevenga proiezioni di materiale o di parti
della macchina stessa. Le zone laterali vanno protette posizionando un riparo
rigido privo di fori, ubicato vicino agli utensili e in modo che il suo bordo
inferiore si estenda sotto la traiettoria dell’utensile per almeno 3 mm”;
-
organi di trasmissione del moto:
“per evitare il rischio di contatto involontario con gli organi di trasmissione
del moto da parte dell’operatore, le parti in movimento (catene e cinghie)
devono essere protette con ripari fissi. Nel caso in cui sono prevedibili
frequenti accessi, per esempio per manutenzione o regolazioni, i ripari devono
essere aperti soltanto per mezzo di attrezzi e rimanere attaccati alla macchina
(per esempio per mezzo di cerniere) e devono richiudersi automaticamente senza
l’utilizzo di attrezzi”.
-
albero cardanico;
-
impianto idraulico;
-
elementi sollevabili: “per
permettere all’operatore di eseguire dei lavori di
manutenzione e riparazione sotto parti della macchina in posizione sollevata,
devono essere previsti dei supporti meccanici o altri dispositivi di bloccaggio
per evitare un abbassamento non intenzionale. Sono accettabili mezzi differenti
da quelli meccanici ed idraulici, se garantiscono un livello di sicurezza
almeno eguale”;
-
stabilità della macchina: “i
piedi stabilizzatori, se presenti,
devono avere una superficie di appoggio progettata per limitare la pressione di
contatto con il terreno ad un valore massimo di 4 kg/cm2; è
importante che l’altezza dei punti di aggancio inferiori della trinciatrice
portata si mantenga compatibile con quella dei bracci sollevatori della
trattrice agricola. Sia i piedi di appoggio, sia i cunei di blocco devono poter
essere alloggiati e bloccati in posizione di trasporto;
-
comandi manuali: “per evitare il
rischio di ferimento dovuto all’azionamento dei comandi manuali, le regolazioni
(per esempio la regolazione dell’altezza di taglio) devono essere possibili
quando l’operatore è o nella postazione di guida o in piedi sul terreno. Nel
secondo caso, l’operazione deve essere possibile solamente con gli attrezzi
fermi e i comandi per la regolazione devono essere posizionati sulla parte
superiore, laterale, frontale o posteriore della falciatrice, ad una distanza
massima orizzontale di 550 mm dalla sagoma esterna della macchina; inoltre, nel
caso di macchine portate, l’operatore non deve essere costretto a rimanere tra
i punti inferiori di attacco per azionare tali comandi”.
Con
riferimento ai
pericoli di ribaltamento
dei trattori ribadiamo - come riportato nel documento Inail “ Adeguamento dei
trattori agricoli o forestali - Adeguamento dei trattori agricoli o forestali
ai requisiti minimi di sicurezza per l’uso delle attrezzature di lavoro di cui
all’Allegato V al D. Lgs. 81/08
” – che i trattori agricoli o forestali
a ruote o a cingoli “devono essere dotati di un
dispositivo di protezione in caso di capovolgimento
(cabina o telaio) che garantisca un determinato volume di sicurezza in
corrispondenza del posto di guida”. I principali sistemi di prevenzione,
rappresentati da dispositivi di prevenzione di tipo passivo (per limitare
l’entità delle conseguenze di un ribaltamento), prevedono generalmente oltre al
telaio di protezione, anche un dispositivo di ritenzione che trattenga
l’operatore entro il volume di sicurezza (cintura di sicurezza)”.
Nel
caso poi che il trattore sia sprovvisto di un dispositivo di protezione in caso
di capovolgimento, l’adeguamento ai requisiti di cui al punto 2.4 della parte
II dell’Allegato V al D. Lgs. 81/08 può essere effettuato installando:
-
dispositivi di protezione in caso di capovolgimento conformi alla linea guida “ Adeguamento dei
trattori agricoli o forestali ai requisiti minimi di sicurezza per l’uso delle
attrezzature di lavoro previsti al punto 2.4 della parte II dell’allegato V del
D.Lgs. 81/08 - L’installazione dei dispositivi di protezione in caso di
ribaltamento nei trattori agricoli o forestali”;
-
“dispositivi di protezione omologati per lo specifico modello di trattore;
-
dispositivi di protezione rispondenti alle direttive comunitarie ovvero codici
OCSE di riferimento;
-
dispositivi di protezione progettati ad hoc per il modello di trattore in
esame”.
Infine
riprendiamo il contenuto di alcune schede informative - tratte dal sito
del Servizio
Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPISAL) dell ’ULSS 20 di Verona – che riportano
precise
avvertenze nell’uso dei trattori:
-
“garantire che la velocità di esercizio sia tale da mantenere la necessaria
sicurezza in relazione alla conformazione del terreno su cui si lavora come ad
esempio pendenza e franosità del terreno;
-
non avviare o manovrare il trattore senza essere al posto di guida;
-
prestare particolare attenzione nelle operazioni di manovra, soprattutto quando
non vi è piena visibilità;
-
non trasportare persone su trattrici non omologate allo scopo;
-
far condurre le
trattrici,
anche in campagna, da personale in possesso di patente di guida per
autoveicoli;
-
tenere un comportamento di guida su strada secondo quanto prescritto dal codice
della strada;
-
garantire il coordinamento fra operatore alla guida della trattrice e quello a
terra durante il collegamento meccanico degli attrezzi oppure adottare sistemi
con attacchi rapidi;
-
valutare le modalità di guida in relazione alla viabilità della campagna: la
presenza di dislivelli e di franosità del terreno, di fossi ecc.;
-
i contrappesi anteriori devono essere quelli previsti dalla casa costruttrice”.
Pagina
introduttiva del sito
web di INFOR.MO.:
nell’articolo abbiamo presentato la scheda numero
236 (archivio incidenti 2002/2004) e la scheda numero
1624 (archivio incidenti 2005/2008)
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