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"Dieci mosse per far svolgere un tirocinio in tutta sicurezza"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
19/09/2013 - In questi mesi PuntoSicuro ha affrontato dal punto di vista normativo gli obblighi di sicurezza di praticanti, stagisti e tirocinanti, ma non ha approfondito invece l’aspetto relativo ai fattori di rischio e alla particolare prevenzione e formazione necessaria.
A farlo è invece Suva, istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, con la nuova campagna “
Tirocinio in sicurezza”.
La campagna parte da alcuni dati sugli incidenti che avvengono in
territorio elvetico. Al di là dei numeri (in Svizzera ogni anno circa 25
000 apprendisti subiscono un infortunio professionale) le statistiche
mostrano come,
rispetto ai colleghi più esperti, gli apprendisti riportino infortuni con una frequenza decisamente superiore.
In particolare Suva ha preparato per la campagna il tesserino “
STOP”, uno strumento (non collegato ad obblighi di legge) per dare supporto agli apprendisti.
All'inizio del tirocinio l'apprendista lo fa firmare al formatore
professionale: il tesserino autorizza gli apprendisti a dire STOP in
caso di pericolo. Infatti se una “ regola vitale” non viene rispettata, si devono sospendere subito i lavori ed eliminare il pericolo. Solo dopo si può riprendere l'attività.
Un documento correlato alla
campagna si intitola “
10 mosse per un
tirocinio in sicurezza. Materiale di approfondimento. Per i formatori
professionali, gli apprendisti, i genitori interessati, i superiori”.
Presentiamo le
dieci mosse per la sicurezza
dei tirocinanti
- destinate ai
formatori professionali, agli apprendisti, ai genitori interessati e ai
superiori nell’azienda formatrice - accompagnate dalle indicazioni pratiche
relative a quanto dovrebbe fare l’apprendista e il formatore/superiore.
1
STOP in caso di pericolo!
Apprendista: “ho il diritto e il
dovere di dire STOP in caso di pericolo e di sospendere i lavori” e mi informo
sulle regole vitali di ogni attività. Per facilitare la lettura delle regole
vitali, Suva le ha raccolte in un sito dedicato ai tirocinanti.
Formatore professionale,
superiore: all’inizio del tirocinio spiego agli apprendisti quali sono le
regole vitali da rispettare nel loro lavoro.
In particolare si sottolinea che
“
nessun lavoro è così importante da
rischiare la vita. Tutti, anche gli apprendisti, hanno il diritto di
sospendere i lavori in caso di minaccia per la propria vita e salute. Spesso ci
vuole coraggio Di fronte a un pericolo i ritmi pressanti a volte ci impediscono
di dire STOP e di sospendere l’attività. Spesso ci vuole coraggio e un’azienda
alle spalle che lo permetta. In tutto questo i formatori professionali svolgono
un ruolo centrale”.
2
Conoscere i pericoli e tutelarsi da questi
Apprendista: “rispetto le regole
di sicurezza della mia azienda”.
Formatore professionale,
superiore: “sin dall’inizio spiego agli apprendisti come praticare la sicurezza
sul lavoro”.
Infatti “per non farsi male sul
lavoro o ammalarsi, è necessario conoscere i potenziali pericoli in azienda e
sapere come proteggersi al meglio. Per questo motivo, oltre alle “ regole
vitali”, ci sono ulteriori regoli da rispettare. Lavorare e restare in
salute: questo è un obiettivo di tutti. L’importante è che gli apprendisti
capiscano l’importanza e la necessità di certe regole; solo così rispettarle
sarà più facile”.
Ulteriori istruzioni per l’apprendista:
- “prima di accingermi a svolgere
una nuova mansione, chiedo precise istruzioni;
- mi informo sul significato dei
cartelli di sicurezza”;
- “applico sempre le regole
di sicurezza”.
3
Attrezzature: so usarle?
Apprendista: “utilizzo macchine e
impianti solo se sono stato autorizzato e istruito a farlo”.
Formatore professionale,
superiore: “faccio in modo che le macchine e gli impianti siano sicuri. Gli
apprendisti possono usarli solo se sono stati appositamente istruiti”.
Infatti spesso gli apprendisti
“non conoscono il loro nuovo posto di lavoro e non sanno come utilizzare le
macchine e le apparecchiature che incontrano per la prima volta sul loro
cammino professionale. È quindi fondamentale istruirli in modo approfondito e
graduale prima di lasciarli usare le attrezzature”.
E
come addestrare qualcuno in modo corretto? Per prima cosa “il
formatore professionale mostra come usare una determinata attrezzatura. Poi,
l’apprendista dovrà ripeterne le mosse. Il formatore verifica se l’apprendista
sta facendo le cose correttamente e gli mostra dove sbaglia, se necessario. Se
necessario, bisognerà ripetere tutto daccapo. L’addestramento deve trattare
anche i seguenti argomenti: impiego secondo il manuale del fabbricante;
pericoli prevedibili; guasti prevedibili; eliminazione guasti; controlli necessari;
DPI necessari”.
Ulteriori istruzioni per l’apprendista:
- “prima di usare per la prima
volta un apparecchio o una macchina chiedo sempre istruzioni;
- svolgo i controlli necessari e
utilizzo l’attrezzatura di lavoro secondo l’uso previsto;
- uso sempre i dispositivi di
protezione individuale;
- in caso di guasti o anomalie
sospendo i lavori. Solo un tecnico o uno specialista può eliminare i guasti.
Riprendo l’attività solo dopo che l’attrezzatura è stata riparata”.
4
Lavori rischiosi: sì, ma solo se pianificati
Apprendista: “se devo fare un
lavoro pericoloso, procedo con scrupolosità e metodo. Mi prendo tutto il tempo
necessario per farlo”.
Formatore professionale,
superiore: “spiego agli apprendisti come svolgere i lavori pericolosi in modo scrupoloso.
Concedo loro tutto il tempo che serve”.
Si ricorda che spesso gli
infortuni gravi sono dovuti “a una scarsa
pianificazione dei lavori, a una carente comunicazione, a misure di
sicurezza incomplete, a fretta, improvvisazione o a una mole ingestibile di
lavoro. Ancora più importante è il fatto che i lavori siano sempre pianificati
con cura e non vengano fatti di fretta”.
Queste sono le
quattro domande cruciali alle quali
devono rispondere gli apprendisti per riconoscere i pericoli, pianificare i
lavori e svolgerli in condizioni di sicurezza: L’incarico è chiaro? I lavori
sono stati pianificati? La sicurezza è garantita? Ho tutto sotto
controllo?
5
Chiedere non è peccato
Apprendista: “ho il diritto di
fare domande e questo diritto lo esercito”.
Formatore professionale,
superiore: “incoraggio gli apprendisti a fare domande se hanno dei dubbi”.
Il documento sottolinea che “ogni
inizio è difficile. Questo si vede anche nel rischio di infortunio tra gli
apprendisti, decisamente più elevato rispetto ai colleghi con più esperienza.
Gli apprendisti hanno il diritto di fare domande finché non hanno chiarito
tutti i dubbi. Se per dubbi o insicurezza si corre il rischio di subire un
infortunio, a maggior ragione gli apprendisti hanno il sacrosanto dovere di chiedere.
Chiedere non è peccato Spesso gli apprendisti non osano fare domande, per paura
di sbagliare o fare una figuraccia. Quindi: prendere sempre sul serio le
domande degli apprendisti; non ci sono domande stupide, ma solo risposte
stupide; una persona di riferimento è sempre utile; bisogna motivare gli
apprendisti a fare domande; una cultura
aperta in materia di comunicazione facilita questo compito; le questioni
confidenziali vengono trattate con discrezione”.
6
DPI: niente di più ovvio
Apprendista: “uso sempre i dispositivi
di protezione individuale (DPI). Per me questo è del tutto normale”.
Formatore professionale,
superiore: “faccio in modo che gli apprendisti ricevano e usino sempre i DPI.
Anch’io do il buon esempio”.
Si ricorda che i dispostivi di protezione
individuale “servono a proteggere la persona da eventuali infortuni e malattie
professionali. Non possono eliminare i pericoli, ma servono a ridurre o a
eliminare le conseguenze avverse dei pericoli”.
Ulteriori istruzioni per l’apprendista:
- “uso sempre i DPI e rispetto le
regole di sicurezza;
- osservo i cartelli di sicurezza
che mi invitano a usare i DPI;
- ho cura dei miei DPI;
- porto al formatore i DPI
difettosi, vecchi e non più igienici affinché me li sostituisca”.
7
No alle distrazioni
Apprendista: “sul lavoro mi
concentro e non mi faccio distrarre. Neppure dal telefonino”.
Formatore professionale,
superiore: “stabilisco regole chiare per l’uso del telefonino. Lo stesso vale
per l’ascolto di musica e altre distrazioni”.
Infatti “ disattenzione
e distrazione sono la causa principale di infortunio sulle strade. Chi si
distrae o è disattento, ha tempi di razione più lunghi e questo aumenta il
rischio di infortunio. Le distrazioni rallentano i riflessi, come quando ci si
mette al volante con un tasso alcolemico dello 0,8 per mille. Anche sul lavoro
questo è fonte di infortuni. Ci si distrae quando si è attratti da qualcosa che
sta intorno a noi. La disattenzione invece è uno stato mentale, come quando uno
ha la testa fra le nuvole o è immerso in altri pensieri”.
Ulteriori istruzioni per l’apprendista:
- “quando lavoro non mi faccio
distrarre dal cellulare (niente chiamate o sms), dalle mail, dai social media e
dalla musica alta;
- mi programmo il tempo in cui
leggere le mail e gli sms, in modo da concentrarmi totalmente quando lavoro;
- evito di farmi interrompere
continuamente dai colleghi dicendo loro chiaramente quando devo concentrarmi;
- se mi dedico ad attività
rischiose, evito di farmi distrarre. Se non sono concentrato, interrompo quello
che sto facendo oppure cambio attività (se posso);
- evito di fare due cose alla
volta e mi concentro solo su un compito;
- durante la giornata di lavoro
mi concedo le mie pause".
8
Freschi e riposati al lavoro
Apprendista: “vado al lavoro
riposato. Se mi capita ogni tanto di arrivare stanco sul lavoro, lo dico al
superiore e non faccio lavori pericolosi”.
Formatore professionale,
superiore: “se mi accorgo che uno dei miei apprendisti ha la faccia stanca, ne
parlo con lui. Non gli affido una mansione che potrebbe essere pericolosa per
lui o gli altri”.
La
stanchezza “induce un calo dell’attenzione e allunga i tempi di
risposta dell’individuo. Chi non dorme per 24 ore, ha la stessa capacità di
reazione di una persona che si mette al volante con un tasso alcolemico dell’1
per mille. E questo aumenta notevolmente il rischio di infortunio”. Alcuni
studi dimostrano che “i lavoratori con problemi
di sonno registrano un rischio di infortunio del 60 per cento maggiore
rispetto a chi ha un sonno regolare”.
9
Alcol e lavoro: un binomio ad alto rischio
Apprendista: “quando lavoro sono
sempre sobrio. Prima e durante il lavoro l’alcol e le droghe sono un tabù”!
Formatore professionale,
superiore: “stabilisco regole chiare e precise per quanto riguarda il consumo
di alcol e droghe. Faccio in modo che tutti le rispettino”.
Si segnala che l’alcol e le
sostanze inebrianti “alterano la sensibilità e rallentano i riflessi facendo
aumentare il rischio di infortunio per gli apprendisti e i colleghi”.
Ulteriori istruzioni per l’apprendista:
- “vado al lavoro sobrio;
- prima e durante il lavoro l’alcol
e le droghe sono un tabù!
- se ho problemi di dipendenza,
mi rivolgo a una persona di fiducia o a un consultorio. Non voglio mettere a
repentaglio il mio lavoro”.
10
Sì allo sport, ma senza eccessi
Apprendista: “quando faccio sport
sto attento a non farmi male. Rispetto le istruzioni del mio istruttore
sportivo”.
Istruttore sportivo: “le mie
lezioni di sport sono concepite in modo tale che nessuno possa farsi male. Gli
allenamenti si svolgono in base alle capacità degli apprendisti”.
Si ricorda che le lezioni di
sport nelle scuole professionali “servono ad avvicinare gli apprendisti alle
diverse tipologie di sport. Una sana attività fisica giova alla salute e allo
spirito, con effetti duraturi. Chi è in buona forma fisica subisce meno
infortuni in generale (ad es. meno infortuni per inciampo)”.
Ulteriori istruzioni per l’apprendista:
- “rispetto le regole delle varie
discipline sportive;
- rispetto le istruzioni del mio
istruttore sportivo;
- mi comporto correttamente e sto
attento a non far male a me stesso e agli altri;
- se c’è il pericolo che possa
farmi male, dico STOP e interrompo l’attività sportiva;
- mi tengo in forma allenandomi
regolarmente (minimo 1 volta alla settimana)”.
Concludiamo ricordando che sul sito dedicato alla campagna è possibile scaricare ulteriori
informazioni per apprendisti e formatori e visionare il video della conferenza stampa “Tirocinio in sicurezza”.
N.B.: I riferimenti legislativi contenuti nei documenti di Suva riguardano
la realtà svizzera, i suggerimenti indicati possono essere comunque di utilità per
tutti gli apprendisti e tirocinanti.
Suva, “ 10 mosse per un tirocinio in sicurezza. Materiale di
approfondimento. Per i formatori professionali, gli apprendisti, i genitori
interessati, i superiori”, luglio 2013 (formato PDF, 134 kB).
RTM
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