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"Microclima: come misurare la qualità dell'aria nei luoghi di lavoro"
fonte www.puntosicuro.it / Salute
30/03/2015 -
Pubblichiamo un estratto del documento “
Il
monitoraggio microbiologico negli ambienti di lavoro. Campionamento e analisi
”, pubblicazione realizzata dalla Consulenza
Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (Contarp) dell’INAIL, che da alcune
indicazioni circa la valutazione del microclima nel luoghi di lavoro.
Il microclima
La qualità microbiologica
dell’aria di un ambiente
di lavoro è direttamente influenzata da fattori ambientali e microclimatici
che possono determinare o contribuire a sostenere le condizioni ottimali per lo
sviluppo e la proliferazione dei microorganismi.
Il fattore microclimatico diventa
fondamentale negli spazi chiusi, e quindi va da sé che il monitoraggio dei
parametri microclimatici ed il controllo dell’aerazione è uno dei principali
elementi che concorrono al mantenimento di una buona qualità dell’aria indoor,
e contribuisce al buono stato di salute del lavoratore.
Durante la campagna per il
monitoraggio della contaminazione
microbica degli ambienti di lavoro è, quindi, importante affiancare alle
misure microbiologiche misure microclimatiche.
La valutazione di alcuni
parametri microclimatici permette di ottenere utili informazioni sulle
condizioni ambientali in relazione allo sviluppo dei microorganismi, in
particolare temperatura, velocità dell’aria e umidità. Il valore di umidità relativa
può essere indicativo di condizioni favorenti lo sviluppo di condensa del
vapore d’acqua sulle pareti e quindi del rischio di formazione di colonie
batteriche e/o fungine.
È utile valutare la correlazione
del dato dell’umidità relativa con la concentrazione microbica (soprattutto
fungina) mediante test statistici; in particolare risulta efficace la
correlazione tramite regressione lineare.
Indicazioni operative
Per le misurazioni
microclimatiche da effettuare in concomitanza ai rilievi microbiologici si può
utilizzare:
• una centralina microclimatica
in grado di rilevare i parametri fondamentali, ovvero:
- temperatura umida a
ventilazione naturale
- temperatura umida a
ventilazione forzata
- temperatura secca a
ventilazione forzata
- temperatura globotermometrica
- velocità dell’aria
• una sonda termoigrometrica
L’utilizzo di una centralina
microclimatica richiede maggiore tempo sia per la misura che per la successiva
elaborazione dei dati, ma permette di valutare contemporaneamente sia le
condizioni favorenti la crescita microbica sia il benessere dei lavoratori,
attraverso gli indici di Ranger. La sonda termoigrometrica è uno strumento
dall’utilizzo decisamente più agevole e speditivo, ma restituisce informazioni
solo per quanto riguarda le caratteristiche ambientali tal quali.
In entrambi i casi le sonde
necessitano di un periodo cosiddetto di “acclimatazione” per far fronte alla
eventuale differenza di temperatura tra l’ambiente da campionare e l’ambiente
da cui provengono gli strumenti. Il tempo di acclimatazione dipende da tale
differenza; in ogni caso è utile prevedere un periodo di almeno 10 minuti,
durante il quale si può effettuare un rilievo con o senza registrazione del
dato.
Centralina microclimatica
a) Impostazioni
È necessario impostare la
frequenza di registrazione del dato rilevato dalle singole sonde in base al
tipo di ambiente oggetto del monitoraggio, secondo il Manuale d’uso della
centralina.
Il parametro che in ambienti
chiusi può maggiormente subire variazioni istantanee è la velocità dell’aria:
pertanto, è necessario valutare attentamente le condizioni ambientali, per
impostare correttamente la frequenza di registrazione della sonda relativa.
b) Posizionamento della
centralina
La scelta della postazione in cui
effettuare i rilievi microclimatici deve essere effettuata in base
all’osservazione dell’ambiente di lavoro, alle postazioni occupate dai
lavoratori, ai punti nei quali è stato eseguito il campionamento
microbiologico.
Possono essere seguiti alcuni
criteri generali:
• effettuare il rilievo in
corrispondenza dei prelievi microbiologici
• se l’ambiente è piccolo e
uniforme: effettuare un solo rilievo al centro del locale
• se vi sono fonti di calore o di
basse temperature localizzate: effettuare un rilievo a centro ambiente ed uno
nei pressi della fonte di calore, tenendo nota se si tratta di una postazione
occupata stabilmente o saltuariamente dai lavoratori
• se vi sono correnti d’aria o
fonti di turbolenza dell’aria: effettuare un campionamento in prossimità del
punto di ingresso della turbolenza nell’ambiente di lavoro, uno in una
postazione che non risente di tale corrente d’aria, ed uno a centro-ambiente.
• se è presente un sistema di
condizionamento dell’aria: effettuare un rilievo a centro-ambiente, uno in
prossimità delle bocchette di mandata dell’aria.
• effettuare un campionamento in
esterno nel punto di prelievo dell’aria immessa nel locale. Il prelievo esterno
è utile, così come per il prelievo microbiologico, per poter valutare l’origine
delle condizioni indoor riscontrate.
La posizione del rilievo deve
essere annotata sulla planimetria dell’ambiente di lavoro
e numerata in maniera univoca.
Durata
La durata della rilevazione varia
a seconda delle condizioni ambientali e della frequenza di registrazione dei
dati impostata; con condizioni di bassa variabilità può essere sufficiente un
campionamento di 10-15 minuti.
Refertazione dei risultati
Il dato microclimatico va
inserito nella refertazione dei risultati della campagna microbiologica
(Allegato n. 7) insieme all’orario di prelievo.
Interpretazione dei risultati
Il monitoraggio dei parametri
microclimatici ha
una importanza
prevenzionale notevole, in quanto permette di conoscere e quindi
controllare le condizioni favorevoli allo sviluppo dei microrganismi; in base
ai risultati ottenuti risulterà, quindi, utile valutare la qualità
dell’aerazione degli ambienti chiusi, secondo quanto indicato dalla normativa
tecnica in materia.
Tenendo presente che l’aerazione
naturale è da preferire, quando possibile, a quella artificiale, può essere
utilizzato un descrittore semplice, ma efficace per stabilire la presenza di
una sufficiente aerazione naturale: il Rapporto Aerante (RA) ovvero il rapporto
tra la superficie apribile delle finestre di un ambiente e la sua area in
pianta. Un riferimento indicativo per la valutazione del RA può essere
costituito dai valori consigliati dal Coordinamento Tecnico Interregionale
della Prevenzione dei Luoghi di Lavoro e dall’ISPESL:
- uffici, ambulatori, mense,
locali di riposo, aule, locali di degenza: RA ≥ 1/8
- locali adibiti ad attività
lavorative diverse dalle precedenti, compresi i magazzini e gli archivi,
occupati da lavoratori:
RA ≥ 1/16 se di superficie ≤
1.000 m2
RA ≥ 1/20 se di superficie
compresa tra 1.000 e 3.000 m2
RA ≥ 1/24 se di superficie ≥
3.000 m2
- locali con posto di lavoro non
continuativo: RA ≥ 1/30
In caso di presenza di aerazione
forzata devono essere valutati i parametri indicati dalla normativa tecnica di
riferimento.
CONCLUSIONI...
Per la campagna di monitoraggio
ambientale è necessario disporre di…
Campionatore/i (controllare se
carico!) + accessori (incluso caricabatteria!)
Salviette o soluzione
sterilizzante o dispositivo per flambatura
Contenitore per trasporto
campioni (+ accessori + contenitori puliti opportunamente identificati,
per lo stoccaggio separato
delle piastre dopo campionamento)
Piastre sterili opportunamente
identificate
Piastre sterili di riserva, non
identificate
Salviette tipo Cleenex
DPI per accesso luoghi di
lavori e/o prelievo in sicurezza e igiene
Nastro parafilm (per il
confezionamento finale delle piastre nei contenitori)
Pennarello per marcatura
piastre
Planimetria ambiente/i di
lavoro, recante l’ubicazione dei punti prelievo
Centralina microclimatica
Modulistica necessaria di
accompagno
|
“ Il monitoraggio microbiologico negli
ambienti di lavoro. Campionamento e analisi”, pubblicazione realizzata
dalla Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (Contarp)
dell’INAIL: Patrizia Anzidei, Liliana Frusteri, Raffaella Giovinazzo, Federica
Venanzetti, Elena Guerrera, Daniela Sarto, edizione 2010 (formato PDF, 3.55
MB).
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