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"Il rischio di sovraccarico biomeccanico nel florovivaismo"
fonte www.puntosicuro.it / Rischio Movimentazione dei Carichi
24/04/2015 - Il
florovivaismo, che comprende la
floricoltura e il vivaismo, è un settore agricolo importante che riguarda
diverse attività, ad esempio la produzione di fiori e di fogliame ornamentale,
di piante in vaso per interni e/o esterni, di piante da balcone, la bulbicoltura,
la produzione di alberi da frutto e arbusti, ...
In questo comparto non mancano i
rischi per i lavoratori, dai rischi infortunistici, a quelli chimici,
biologici, microclimatici o correlati all’esposizione ad agenti fisici.
Tuttavia un rischio che non sempre ottiene la giusta rilevanza nella
valutazione dei rischi nella varie aziende, è il
rischio di sovraccarico degli arti superiori.
Per parlarne e sensibilizzare le
aziende e i lavoratori sui rischi di sovraccarico nel florovivaismo, presentiamo
alcune schede presenti nel
secondo
volume Inail della monografia dal titolo “ Schede
di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della
piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura”, schede che
riguardano in particolare le attività di
invaso
bulbi, di
taleaggio margherite e
di
sbocciolatura.
Ricordiamo che se le schede
rappresentano uno strumento consultabile ai fini della redazione della
valutazione dei rischi secondo le procedure
standardizzate, di cui al Decreto
Interministeriale del 30 novembre 2012, tuttavia i risultati valutativi
stimati “sono riferibili alle specifiche caratteristiche (lay-out,
macchinari/attrezzature utilizzate, organizzazione del lavoro, ciclo di lavoro,
ecc.) descritte per ciascun compito; ne consegue che, per un corretto utilizzo
dei dati illustrati nelle schede, sarà necessario tener conto delle specificità
di ogni singola realtà lavorativa”.
Scheda 8 - Riproduzione delle piante - Invaso bulbi
Il compito analizzato dai tecnici
dell’Inail avviene in un’azienda che si occupa di riprodurre e coltivare in
serra piante
da fiore, a partire dall’acquisto “di talee di crisantemi, di bulbi di
ciclamini e mini ciclamini, di piante madri di margherite e di cinerarie. Nel
caso di piante da bulbo, queste vengono invasate e cresciute fino al punto da
poter essere vendute.
Il ciclo produttivo è caratterizzato
da elevata stagionalità: in ogni periodo dell’anno infatti devono essere svolte
alcune attività propedeutiche a quelle del periodo successivo per arrivare alla
vendita del prodotto fiorito. A completamento delle attività principali
l’operatore si occupa della gestione delle serre, ovvero apertura dei vetri e
installazione delle reti ombreggianti in primavera, e al contrario in autunno,
del confezionamento delle piante in scatole di cartone e del montaggio e
riempimento dei pallet metallici per la spedizione”.
In particolare l’
attività d’invaso bulbi viene
effettuata nei mesi di luglio e agosto e viene utilizzata una macchina molto
rumorosa, “al punto da richiedere l’ uso di cuffie da
parte dell’operatore”.
In questo compito “l’operatore
deve posizionare un bulbo, in questo caso di mini ciclamino, all’interno di
ogni vasetto in cui si trova già il terriccio adatto alla germinazione. I
vasetti giungono alla postazione attraverso un nastro trasportatore;
l’operatore preleva con la mano destra i bulbi dalla confezione posta su di una
rastrelliera davanti a sé, li pone uno per vaso sempre con la destra, e li
accomoda con la mano sinistra”.
Delle tre attività che
presentiamo questa è sicuramente quella a minor rischio per gli arti superiori,
pur tuttavia la
frequenza delle azioni
tecniche non è bassa: “i movimenti con la mano dx sono rapidi, mentre la
mano sx effettua la predisposizione del foro di alloggio del bulbo” e sono
presenti anche posture incongrue per le mani. Ed infatti in questa tipologia di
attività si rileva comunque un
rischio
medio per l’arto dx e sin dalle 6h
di lavoro in poi.
Riguardo agli
interventi di prevenzione la scheda
indica che:
- “un utensile con impugnatura
ergonomica studiato per pressare il terriccio potrebbe eliminare del tutto o
quasi la postura sfavorevole a carico della mano sinistra, in particolare di
pollice e indice che sono attivamente coinvolti;
- la regolazione adeguata della
velocità del nastro
trasportatore è cruciale per la definizione dei livelli di rischio”.
Scheda 9 - Riproduzione delle piante - Taleaggio margherite
In questa attività le piante
vengono “propagate per talea (taleaggio), invasate e cresciute fino al punto da
poter essere vendute”. In particolare l’operatore “preleva dal contenitore un
mazzetto di talee e, tenendole con la mano sinistra, le immerge con la destra
una ad una in una soluzione radicante; le fa scolare e poi le introduce nel
terriccio presente in una vaschetta, distanziate di qualche centimetro l’una
dalle altre, conficcandole delicatamente”. In questo caso il ciclo individuato,
relativo alla preparazione di un mazzetto di 6 talee, è della durata di circa
32 secondi.
Vediamo i
fattori di rischio:
-
frequenza: “sono necessari piccoli movimenti piuttosto rapidi
(azioni tecniche dinamiche prevalenti), con entrambi gli arti superiori.
Stereotipia moderata a carico dell’arto dx e sx;
-
forza: il peso estremamente leggero delle piccole talee rende nullo
lo sforzo fisico necessario;
-
posture: il distretto più penalizzato è senz’altro la mano sia
quella dx che quella sx, per quasi tutto il tempo di ciclo in presa pinch,
necessaria per afferrare le talee. Il polso sx assume posizioni incongrue
durante l’introduzione delle talee nel terriccio”.
In questa attività si rileva
dunque un
rischio medio per entrambi
gli arti dalle 4h in poi e un
rischio
elevato per l’arto sinistro già per attività di 6h e per l’arto dx per
attività di 8h.
In questo caso l’
intervento di prevenzione che risulta
più efficace “è la rotazione con altri compiti o l’intervallare il riempimento
delle vaschette di terriccio con il momento ad esempio di sistemazione delle
vaschette o rifornimento delle talee”.
Scheda 10 - Riproduzione delle piante - Sbocciolatura
Ancora più elevati i rischi per
il sovraccarico
degli arti superiori nell’attività di sbocciolatura.
In questo compito “nel momento in
cui le piante di margherite e crisantemi producono la prima fioritura,
l’operatore provvede ad eliminare, con l’aiuto di una piccola forbice, i
singoli fiori dagli steli, allo scopo di stimolare una fioritura più intensa
qualche settimana dopo. Il vaso che viene ‘sbocciolato’ è posato a terra”.
Il compito analizzato dall’Inail
“viene effettuato nei mesi di agosto e settembre, propedeutico alla fioritura
più abbondante nel mese di novembre”. E il vaso, “anche a causa delle
dimensioni e del peso abbastanza elevati, viene lasciato a terra, e questo
provoca il mantenimento della postura errata sia da parte del busto
(costantemente flesso in avanti) che delle braccia, che determina l’assunzione
di posture incongrue a carico della spalla”.
Vediamo anche in questo caso i
fattori di rischio:
-
frequenza: “i movimenti sono rapidi con entrambi gli arti superiori
e le azioni svolte sono sempre uguali a se stesse (azioni tecniche dinamiche
prevalenti). Stereotipia elevata a carico di entrambi gli arti;
-
forza: il peso molto leggero delle forbici rende nullo lo sforzo
fisico necessario da parte dell’arto dx, a maggior ragione per il sx;
-
posture: il distretto più penalizzato è senz’altro la spalla a
causa della posizione del corpo (eretto) rispetto al vaso (a terra): il busto
deve essere tenuto flesso e le braccia, senza appoggio, risultano quasi ad
altezza spalle per più della metà del tempo di ciclo. Il polso dx assume postura
incongrua durante il taglio dei boccioli. La mano dx impugna la piccola
forbice, la mano sx i boccioli, altrettanto piccoli, pertanto, per quasi tutto
il tempo di ciclo entrambe le mani sono in presa pinch”.
In questa attività si rileva
dunque un
rischio elevato per l’arto
sin
dalle 4h in poi e per entrambi
gli arti dalle 6h in poi di attività.
Concludiamo anche in questo caso con
qualche accenno alle possibili
misure di
prevenzione:
- “l’utilizzo di una forbice
dalle caratteristiche maggiormente ergonomiche;
- il posizionamento del vaso su
di un supporto che lo porti ad una altezza adeguata alle caratteristiche
antropometriche dell’operatore, quindi variabile per poter essere adattato a
diversi operatori e su rotelle per poter operare gli spostamenti senza
ulteriore aggravio per la colonna vertebrale e le braccia”.
Contarp Inail, “ Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti
superiori nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e
dell’agricoltura”, volume II, edizione 2014, pubblicazione realizzata da
Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (Contarp) di Direzione
Regionale Marche, Direzione Regionale Friuli Venezia Giulia, Direzione
Regionale Liguria, Direzione Regionale Toscana, Direzione Regionale Umbria;
Autori: Ugo Caselli, Chiara Breschi, Raffaella Compagnoni, Laura De Filippo,
Maria Angela Gogliettino, Elena Guerrera, Marina Mameli, Eleonora Mastrominico,
Daniela Sarto con la collaborazione di Silvia Mochi (formato PDF, 2.07 MB).
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schede di valutazione del rischio lavorativo”.
RTM
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