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"Come comunicare i rischi per evitare gli errori umani"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
12/05/2015 - Molti degli
incidenti che avvengono nei luoghi di lavoro dipendono in buona parte da
errori umani, da errori operativi
dipendenti da errori decisionali. Ed è necessario, come ai nostri microfoni
aveva in passato ricordato la Dott.ssa
Annalisa Guercio dell’Inail, tener conto in ogni opera di prevenzione del
fattore umano, del
livello di affidabilità degli operatori. E bisogna utilizzare un
giusto “
approccio comunicazionale”
per riuscire a incrementare la consapevolezza e la cultura della sicurezza e
della prevenzione dei lavoratori e diminuire le possibilità di errore.
Per parlare di questi temi,
presentiamo un intervento tratto dagli atti dell’
8° Seminario di aggiornamento dei professionisti Contarp, dal
titolo “ Dalla
valutazione alla gestione del rischio. Strategie per la salute e la sicurezza
sul lavoro” che si è svolto a Roma nel mese di novembre 2013.
In “
Comunicare il rischio (e la prevenzione) per evitare l’errore umano”,
a cura della stessa A. Guercio (Inail - Direzione Generale Contarp) e di B. Principe
(Inail - Direzione Regionale Lombardia – Contarp), si presentano le modalità e
l’approccio comunicazionale adottati dal gruppo di lavoro del “
Progetto rifiuti” per migliorare la prevenzione
dei lavoratori e dei responsabili delle aziende di
gestione dei rifiuti.
Per questo progetto sono stati
utilizzati nel tempo metodi e livelli “differenziati” di comunicazione del
rischio e delle corrette modalità di lavoro. E sono state utilizzate regole e
tecniche di linguaggio – “ispirato anche ai concetti che costituiscono la base
dello studio dei comportamenti sicuri” - per ottenere una efficace ed
efficiente
comunicazione della sicurezza.
Si segnala che la scienza dello “
Human Factor”, che “afferisce a tutti
gli effetti all’ambito dell’ergonomia, offre le modalità per riconoscere e
minimizzare l’evenienza dell’errore umano, inteso come ‘
fallimento nel portare a termine un’azione precedentemente pianificata
(errore di esecuzione) oppure uso di una pianificazione sbagliata per
raggiungere un certo obiettivo (errore di pianificazione)’. Il
disequilibrio tra le componenti del sistema ‘uomo-macchina-ambiente’ provoca un
abbassamento dell’affidabilità dell’intero sistema”.
Inoltre molti autori “hanno messo
in evidenza la sostanziale differenza tra
errore
decisionale, o latente, e
errore
esecutivo o operativo”: errori decisionali, osservabili come criticità
organizzative, “sfociano inevitabilmente, se le conseguenze che ne derivano non
sono interrotte o bloccate da difese o barriere del sistema (sistemi di
controllo e connesse misure di prevenzione), in errori operativi da cui, a loro
volta, possono scaturire incidenti e infortuni”.
E l’ errore umano
(esecutivo) si “verifica per un mancato adattamento delle esperienze precedenti
alla situazione imprevista, eventualmente causata da una mancata percezione del
pericolo anche da parte di coloro che hanno la funzione di gestire il lavoro”.
E dunque una “mancata percezione
del rischio” e la “scarsa comunicazione” sono tra le cause più importanti degli
errori umani.
Riguardo poi alla
promozione dei comportamenti in sicurezza,
lo studio del comportamento umano, anche quello riferito alla sicurezza sul
lavoro, ha dimostrato che il comportamento “è evocato da stimoli esterni (per
esempio, un cartello di divieto o un segnale d’allarme) e può essere promosso o
inibito da stimoli ricevuti immediatamente dopo la loro attuazione (per
esempio, il plauso o lo scherno dei colleghi, il fastidio prodotto dal casco
indossato)”. Ma le fasi per l’implementazione di un processo di sicurezza
basato sui comportamenti sono “molto articolate”. Ad esempio sono necessarie “l’analisi
documentale, la formazione delle persone ai concetti dell’analisi
comportamentale, la presentazione del progetto a tutto il personale
dell’azienda, l’addestramento alla conduzione delle osservazioni, l’analisi
funzionale dei comportamenti
di sicurezza da promuovere, la realizzazione degli schemi di rinforzo per
lo sviluppo ed il mantenimento dei comportamenti sicuri, l’analisi dei
risultati e la messa a punto delle liste di osservazione e degli schemi di
rinforzo, riunioni e feedback ed, infine, la attuazione di strategie per il
mantenimento del processo di sicurezza comportamentale nel tempo”. Attività che
se possono essere facilmente condotte nel caso di aziende strutturate e
dimensionalmente rilevanti, ma che sono più complicate, in riferimento ai tempi
e ai costi di realizzazione, nel caso di piccole aziende.
In relazione alle attività poste
in atto nell’ambito del “Progetto rifiuti”, l’intervento si sofferma ampiamente
sulla “
sensibilizzazione dei decisori”,
con riferimento anche agli accordi quadro stilati e alla realizzazione di
diversi opuscoli in materia di sicurezza, e alla “
comunicazione agli esecutori”.
Riguardo a questo secondo aspetto,
l’intervento si sofferma sulla campagna informativa Inail per la prevenzione
dei rischi nelle aziende del settore di igiene ambientale “
Rifiutiamo i rischi”. Una campagna realizzata dal gruppo di lavoro
del “Progetto rifiuti” per “tradurre le soluzioni di prevenzione proposte al
Committment (datori di lavoro,
dirigenti, RSPP) in comportamenti corretti che i lavoratori devono attuare per
far sì che la gestione della sicurezza sul lavoro sia ottimale, evitando sia
errori ‘decisionali’ sia ‘esecutivi’. I principi che hanno ispirato i prodotti
per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato possono essere ricondotti ad
una serie di
concetti sintetici:
- condivisione;
- consapevolezza;
- fruibilità”.
Si indica poi che il principale
veicolo scelto per la campagna è stata la “
cartolina
tascabile”, ritenuta “la più idonea per essere ‘indossata’ e sempre a
disposizione dei lavoratori. I contenuti di ogni singola cartolina sono
sintetici, con stile omogeneo, finalizzati all’attività specifica e riportanti frasi
‘positive’ indicanti cosa fare e non modi di essere, comprensibili e con
linguaggio tecnico comune, supportate da immagini evocative della fase di
lavoro e del comportamento corretto da adottare”. Sono state utilizzate non
immagini reali, ma “fumetti dalle sembianze astratte in modo da distaccare il
fruitore dalla situazione specifica”.
A supporto delle cartoline, per
il completamento della campagna informativa, “sono stati realizzati i poster da
affiggere in azienda, quindi visibili a tutti i lavoratori ‘operativi’, basati
sui contenuti delle cartoline (immagine e frase riportante il comportamento
corretto all’interno del riquadro del colore assegnato al rischio evitato) e i
calendari da tavolo, destinati al management”.
L’intervento si conclude
sottolineando che il miglioramento
della comunicazione per la sicurezza dovrebbe essere “
multistrato” in modo “da raggiungere tutti i livelli aziendali di
responsabilità; nel contempo, deve permeare dall’alto verso il basso per
manifestare il coinvolgimento di tutti i livelli e l’impegno a costruire la
cultura della sicurezza”.
Inoltre la
sensibilizzazione dei lavoratori “non può essere né casuale né
affidata ad interventi ‘spot’ che, privi di filo logico e non allineati con la
gestione aziendale nel suo complesso, possono risultare inutili, onerosi fino a
diventare controproducenti”. E la gestione aziendale finalizzata alla sicurezza
“può essere promossa da campagne informative istituzionali, atte a promuovere a
loro volta la cultura della sicurezza e della prevenzione del management”. In
questo senso il compito principale dei vertici aziendali, una volta fatti
propri i concetti di base delle campagne informative, “è trasmetterli e
verificarne l’applicazione, favorendo la comunicazione sia verticale, in
entrambi i sensi, sia in orizzontale.
E, infine, “sarebbe di grande
utilità associare alle campagne informative un
sistema di incentivazione e gratifica, non necessariamente
economica, dei suggerimenti atti a migliorare la gestione delle attività
lavorative in sicurezza”.
“ Comunicare
il rischio (e la prevenzione) per evitare l’errore umano”, a cura di A.
Guercio (Inail - Direzione Generale Contarp) e B. Principe (Inail - Direzione
Regionale Lombardia – Contarp), intervento all’8° Seminario di aggiornamento
dei professionisti Contarp (formato PDF, xx kB).
Tiziano Menduto
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