News
"Proteggere le mani da rischi termici, chimici, biologici ed elettrici"
fonte www.puntosicuro.it / D.P.I.
20/05/2015 - Durante le
attività lavorative le nostre
mani possono essere esposte non solo a rischi meccanici (impatti, tagli,
graffi e abrasioni), ma anche - come riportato anche nell’allegato VIII del D. Lgs. 81/2008 in
relazione ai
guanti di protezione –
a rischi termici, chimici, biologici e elettrici. O ai rischi correlati all’esposizione
a vibrazioni, radiazioni ionizzanti o contaminazione radioattiva.
Per poter dare qualche breve
informazione sui guanti
di protezione idonei per affrontare questi rischi ci soffermiamo sui documenti
correlati al progetto multimediale Impresa
Sicura - elaborato da EBER, EBAM, Regione
Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail. Un progetto che è stato validato dalla Commissione
Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza come buona
prassi nella seduta del 27 novembre 2013 e che ha prodotto diversi materiali
relativi alla prevenzione in vari comparti lavorativi (metalmeccanica, cantieristica
navale, lavorazione del legno, calzature, ...) e un documento (“ ImpresaSicura_DPI”)
sui Dispositivi di Protezione Individuale.
Dopo aver parlato delle
caratteristiche dei guanti e aver illustrato le specificità dei guanti per la
protezione dai rischi meccanici, il documento si sofferma sui
guanti di protezione contro i rischi
termici.
RTM
Questa tipologia di DPI protegge
le mani dell’operatore dai rischi termici che l’allegato VIII del Testo Unico
indica come derivanti da:
-
materiali caldi o freddi: i guanti devono garantire l’isolamento
contro il caldo o il freddo;
-
temperatura dell’ambiente: i guanti devono garantire la non
infiammabilità;
-
contatto con fiamme: i guanti devono garantire la resistenza alla
fiamma;
-
lavori di saldatura: i guanti devono garantire la protezione e la
resistenza alla radiazione e alle proiezioni di metalli fusi.
Inoltre relativamente al rischio
termico l’art. 4 del D. Lgs. 475/92 classifica i DPI in tre categorie:
- “
I categoria (protezione da rischi di lieve entità): devono
proteggere dai rischi derivanti dal contatto o dall’urto con oggetti caldi, che
non espongono ad una temperatura superiore ai 50 °C;
-
II categoria: per la protezione dai rischi non indicati nella I e
III categoria;
-
III categoria (protezione da rischi di morte o di lesioni gravi o
permanenti): da utilizzarsi in attività che si svolgono in ambienti con
condizioni equivalenti a: una temperatura d’aria non inferiore a 100 °C, con o
senza radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione; una temperatura
d’aria non superiore a -50 °C”.
Diamo qualche informazione su
alcune
tipologie di guanti per i rischi
termici:
-
guanti di protezione per i rischi derivanti da calore e/o fiamma: la
normativa di riferimento è la UNI EN 407 che “regolamenta i DPI da utilizzare
in ambienti caldi con temperatura dell’aria uguale o superiore a 100 °C, con o
senza radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione, quindi di III categoria.
Il guanto conforme alla citata norma deve rispondere anche a requisiti previsti
in altre norme che sono richiamate nella UNI EN 407”. Nel documento sono
presentate le sei prove per definire la conformità del DPI;
-
guanti di protezione per saldatori: la normativa di riferimento è
la UNI EN 12477 (Guanti di protezione per saldatori); essa “detta i requisiti
che debbono avere i guanti di protezione da utilizzarsi nelle operazioni
di saldatura manuale dei metalli, nel taglio e nei procedimenti connessi. Si
annota che i guanti di protezione per procedimenti di saldatura speciali non
rientrano nello scopo del campo di applicazione della norma in trattazione”.
Questi guanti devono proteggere da: “piccoli spruzzi di metallo fuso, breve
esposizione con contatto ad una fiamma limitata, calore convettivo, calore da
contatto, raggi UV dell’arco, resistenza elettrica, aggressioni meccaniche
(abrasione, taglio, strappo e perforazione)”. Secondo le caratteristiche
prestazionali vengono suddivisi in due tipi: tipo A (destrezza minore) e tipo B
(destrezza maggiore);
-
DPI per i rischi derivanti da freddo: “per i guanti da utilizzarsi
in condizioni atmosferiche non eccezionali o estreme di freddo, è sufficiente
che il costruttore marchi CE il guanto, non necessitando alcuna omologazione.
Invece per i guanti da utilizzarsi in condizioni estreme di temperatura, fino a
-50 °C, la normativa di riferimento è la UNI EN 511 (Guanti di protezione
contro il freddo); essa specifica i requisiti ed i metodi di prova che
proteggono contro il freddo trasmesso per convezione o conduzione fino a -50 °C”.
IL documento riporta indicazione sulle prove previste per la conformità e sui
criteri per scegliere il guanto di protezione contro il freddo.
Veniamo ai
guanti di protezione contro i rischi chimici.
I guanti di protezione contro gli
agenti chimici sono regolati dalla norma UNI EN 374/1/2/3: 2004 e i “requisiti
di base per i guanti a resistenza chimica sono:
-
penetrazione: “diffusione, a livello non molecolare, di un prodotto
chimico e/o microorganismo, attraverso porosità, cuciture, punte di spillo o
altre imperfezioni del materiale del guanto di protezione”. I guanti sono a
tenuta “quando sottoposti a prova in conformità alla UNI EN 374-2 (Prove di
perdita d’aria e di acqua) ed entrambe le prove devono essere superate”;
-
permeazione: “processo con il quale un prodotto
chimico si diffonde attraverso il materiale del guanto di protezione a
livello molecolare. La permeazione comprende quanto segue: assorbimento delle
molecole del prodotto chimico nella superficie di contatto (esterna) di un
materiale; diffusione delle molecole assorbite nel materiale; desorbimento
delle molecole dalla superficie opposta (interna) del materiale”. Ogni
combinazione guanti di protezione/prodotto chimico di prova “è classificata in
termini di tempo di passaggio, in base a ciascun prodotto chimico per il quale
il guanto impedisce la permeazione”. Nel documento è presente un elenco dei
prodotti chimici rispetto i quali è stato osservato che il tempo di permeazione
è di almeno 30 minuti.
Anche i
guanti di protezione contro gli agenti biologici, come quelli per
gli agenti chimici, sono regolati dalla norma UNI EN 374/1/2/3:2004: “viene
infatti assunto per convenzione che i guanti sottoposti a prova di penetrazione
(almeno livello 2) secondo la norma EN 374 parte 2, opponendo valida barriera
contro perdita di acqua e di aria, proteggano contro microrganismi (batteri e
funghi). È importante ricordare che tale assunto non si applica alla protezione
dai virus. I guanti devono pertanto essere sottoposti ad ulteriori prove per
definire la capacità d’essere barriera impermeabile e offrire valida protezione
contro agenti virali e microrganismi potenzialmente patogeni”.
Nel documento si presentano anche
i
guanti medicali monouso che costituiscono
una “barriera fisica tra la cute delle mani e l’ambiente esterno e quindi
rappresentano un DPI indispensabile per prevenire i rischi anche nell’ambiente
sanitario”. Si dividono in:
-
guanti da esaminazione non sterili: “usati per le procedure
diagnostiche o assistenziali che non richiedono tecniche asettiche I guanti
medicali monouso non sterili sono dispositivi utilizzati in ambiente sanitario
per proteggere il lavoratore da possibili infezioni e contaminazioni
da materiale biologico (sangue, feci, etc.) e da agenti chimici (es.
disinfettanti)”;
-
guanti chirurgici sterili: “usati per il contatto con aree del
corpo normalmente sterili. I guanti medicali monouso sterili sono dispositivi
utilizzati in ambiente sanitario per proteggere il lavoratore (come per i
guanti non sterili) e contemporaneamente per proteggere il paziente da
possibili infezioni e contaminazioni”.
In relazione ai rischi correlati
all’esposizione a vibrazioni, a radiazioni ionizzanti o a contaminazione
radioattiva, si possono utilizzare rispettivamente:
-
guanti di protezione contro i rischi da vibrazione: i guanti
certificati “anti-vibrazioni” sono “utili ai fini di evitare l’effetto di
amplificazione della vibrazione trasmessa alla mano, generalmente riscontrabile
per i normali guanti da lavoro, e di attenuare ulteriormente i livelli di
vibrazione prodotti dagli utensili impiegati”;
-
guanti di protezione contro le radiazioni ionizzanti: “per
proteggere dalle radiazioni ionizzanti, il guanto deve contenere un certo
quantitativo di piombo indicato come ‘Spessore Equivalente’ di piombo”. I materiali
esposti a radiazioni ionizzanti “possono modificare il loro comportamento in
dipendenza delle criccature da ozono”. Si ricorda che con “irradiazione” si
intende in questo caso “l’esposizione di un essere vivente a radiazione
ionizzante da sorgenti esterne (raggi X, radiazioni alfa, beta, gamma o con
neutroni)”;
-
guanti di protezione contro la contaminazione radioattiva: “per
proteggere dalla contaminazione radioattiva, il guanto deve essere impermeabile
e deve superare anche la prova di penetrazione prevista dalla norma EN 374-2.
Per operazioni da effettuarsi in recinzioni di contenimento, il guanto deve
offrire un’elevata resistenza alla permeabilità di vapore acqueo. La
misurazione della permeabilità al vapore acqueo può essere quindi un fattore
importante nella selezione di un guanto”. Con contaminazione radioattiva si
intende la “presenza di sostanze radioattive in o su un materiale, o in un
luogo ove sono indesiderate o potrebbero essere dannose”.
Concludiamo questa presentazione
dei guanti di protezione riportando qualche informazione sui
guanti di protezione contro i rischi
elettrici.
Il documento sottolinea che i guanti
isolanti contro i rischi elettrici “sono DPI di III categoria (protezione da
rischi di morte o di lesioni gravi o permanenti) in quanto destinati a
proteggere dai rischi connessi ad attività che espongono a tensioni elettriche
pericolose. Assicurano la protezione contro: shock elettrico per contatto
diretto accidentale; ustioni dovute all’arco elettrico”.
Riportiamo infine alcune
precauzioni d’uso relative ai guanti
isolanti per i lavori elettrici:
- “devono essere conservati
asciutti, al riparo da agenti inquinanti, da polvere e sporcizia, dal calore e
dalla luce solare diretta, venendo riposti al termine dell’uso nell’apposita
custodia fornita dal fabbricante e nel rispetto delle indicazioni da lui
fornite, in modo che si mantengano le proprietà dielettriche e meccaniche”;
- la loro pulizia “deve avvenire
nel rispetto delle indicazioni contenute nelle note informative del fabbricante;
- qualora fossero necessari
guanti di protezione per altre tipologie di rischi insieme ai guanti isolanti,
i primi vanno indossati sopra;
- non debbono essere piegati o
compressi e, prima dell’uso debbono, essere ispezionati visivamente per
assicurarsi che non presentino screpolature e tendenza all’invecchiamento;
- sempre prima dell’uso è
necessario gonfiare ogni guanto per verificare se sono bucati: qualora anche
uno solo dei due dovesse presentare fughe d’aria, devono essere entrambi
gettati”.
Il sito “ Impresa Sicura”: l’accesso
via internet è gratuito e avviene tramite una registrazione al sito.
Segnala questa news ad un amico
Questa news è stata letta 1248 volte.
Pubblicità