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"Apparecchi di sollevamento: le procedure di controllo per gli accessori"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
06/10/2015 -
Se nei mesi passati PuntoSicuro ha fornito informazioni generali tratte da varie schede dell’Inail sugli
interventi di controllo per le attrezzature e gli accessori di sollevamento (di tipo trasferibile, mobile o fisso), ci soffermiamo oggi in particolare su aspetti pratici, su alcune specifiche
procedure di controllo per gli accessori di sollevamento.
Facciamo riferimento in questo caso alle “ Schede per la definizione di piani per i controlli di “apparecchi di sollevamento materiali di tipo fisso e relativi accessori di sollevamento” [Articolo 71 comma 8 D.Lgs. 81/08 s.m.i.]”, realizzate con la collaborazione di Aisem, Ance, Anfia, Anima, Confindustria, Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro, Ministero del lavoro e delle politiche sociali e UCoMESA.
Facciamo riferimento in questo caso alle “ Schede per la definizione di piani per i controlli di “apparecchi di sollevamento materiali di tipo fisso e relativi accessori di sollevamento” [Articolo 71 comma 8 D.Lgs. 81/08 s.m.i.]”, realizzate con la collaborazione di Aisem, Ance, Anfia, Anima, Confindustria, Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro, Ministero del lavoro e delle politiche sociali e UCoMESA.
Schede che si propongono di
“offrire utili indicazioni a carattere volontario al datore di lavoro per
garantire gli interventi di controllo, non straordinari (cfr. art. 71 comma 8
lett. b) punto 2), da condurre, secondo frequenze prestabilite, ad opera di
personale formato, competente ed informato, per assicurare la permanenza nel
tempo dei requisiti di sicurezza e garantire un uso ininterrotto
dell’attrezzatura, ove la documentazione del fabbricante a corredo dell’ apparecchio
di sollevamento ovvero dell’ accessorio
di sollevamento utilizzato risulti non disponibile”.
Prima di arrivare alle procedure per
gli accessori di sollevamento degli apparecchi di tipo fisso ( gru a
ponte, gru a cavalletto, gru Derrick, ...) ricordiamo, perché citate nelle
procedure stesse, due figure che possono avere competenza in queste attività di
controllo:
-
personale di manutenzione [“identificabile con l’operatore di cui
all’art. 69 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. se specificatamente qualificato secondo
quanto previsto all’art. 71 comma 7 lett. b)]: personale responsabile della manutenzione
della gru e del suo sicuro e soddisfacente funzionamento. È tenuto ad
effettuare ogni manutenzione necessaria. Deve avere piena familiarità con
l’attrezzatura ed i rischi che essa presenta e con le procedure di intervento
previste [EN 12480-1]”;
-
tecnico esperto [identificabile con l’operatore di cui all’art. 69
del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. se in possesso delle competenze necessarie come
previsto all’art. 71 comma 8 lett. c)]: persona che, per la sua preparazione ed
esperienza, possiede capacità e conoscenze nel campo delle gru e sufficiente
familiarità con le principali regolamentazioni per poter determinare eventuali
scostamenti dalle condizioni previste [ISO 9927]”.
Non bisogna poi dimenticare che
tutti i controlli condotti sull’attrezzatura devono essere riportati su
apposito
registro, “ad eccezione di
quelli giornalieri, per i quali è sufficiente la registrazione solo in caso in
cui dovessero evidenziare eventuali difetti, al fine anche di ottemperare a
quanto previsto dall’art. 71 comma 9 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. che prevede la
registrazione dei risultati dei controlli condotti e la loro conservazione per
almeno tre anni”.
Veniamo alle
procedure di controllo per gli accessori di sollevamento, di cui
riportiamo un breve estratto e che vi invitiamo a leggere integralmente sul
documento originale.
Queste sono i controlli relativi
agli
elementi di sospensione (funi,
brache, catene, manicotti, ecc.) con riferimento al controllo del livello di
usura e di lubrificazione (di competenza del tecnico esperto):
- “
per le catene: evidenziare usura, pieghe, deformazioni, intagli,
riduzione di sezione, allungamenti, con particolare attenzione alle zone di
contatto tra le maglie, alle zone di contatto con le noci e con i rocchetti,
nonché ai punti di fissaggio ai capocatena realizzati con spine. Procedere
misurando con il calibro le dimensioni degli anelli per confrontare i valori
rilevati con quelli riportati nel certificato della catena, ove disponibile, o
individuati da tecnico esperto. Un utile riferimento per i controlli delle
catene è rappresentato dalla norma UNI EN 818-7. Prestare particolare attenzione
alle parti delle catene che sono a contatto con le noci e con i rocchetti,
nonché ai punti di fissaggio ai capocatena realizzati con spine”;
-
per le funi: “controllare lo stato di conservazione per valutarne
l'eventuale degrado e risalire alle cause dello stesso, osservando con
attenzione le parti della fune che si avvolgono sulle carrucole/pulegge e
quelle in prossimità dei punti di fissaggio alle estremità. A tal fine un utile
riferimento può essere rappresentato dalla norma UNI ISO 4309, che offre anche
criteri per valutare ed esprimere in percentuale quanto ricavato
dall’ispezione, per es. il conteggio dei fili rotti, aspetto e/o misurazioni,
la gravità del deterioramento siano valutate ed espressa in percentuale (per
esempio: 20%, 40%, 60%, 80% o 100% o in parole: bassa, media, alta, molto alta
o da scartare) e stabilire se una fune può rimanere in servizio in sicurezza
oppure è necessario sostituirla immediatamente o entro uno specifico lasso di
tempo”. Nel documento viene riportata una tabella estratta dalla UNI ISO 4309
che riporta esempi di indice di gravità e commenti sulla valutazione dello
stato della fune;
-
per gli elementi di fissaggio: “controllare il loro stato è
provvedere alla loro sostituzione in caso essi presentino deformazioni, usura,
tagli, riduzioni di sezione significative”.
Riguardo agli
organi di presa (ganci, golfari,
magneti, pinze, ecc.) è invece importante la verifica dell’assenza di usura,
deformazioni, cricche ed altri difetti superficiali e il controllo dei dispositivi
di sicurezza per ritenuta del carico in assenza di forza motrice (sempre di
competenza del tecnico esperto):
- “le strutture metalliche,
previa adeguata pulizia, vanno sottoposte , in particolare nelle zone soggette
a contatti e/o strisciamenti, a scrupolosi controlli volti ad accertare
l’assenza di ammaccature, piegature, deformazioni, allungamenti, rotture o
altri danneggiamenti;
- le staffe, costituite da
piastre e perno, che formano elementi incernierati sono soggette ad usura,
dovuta all’attrito radente nella zona di contatto. Provvedere ad una verifica
dello stato di usura (riduzioni di sezione, presenza di incisioni o abrasioni,
corrosioni, ossidazioni, scalfitture, perdita di protezione superficiale, ecc)
onde valutare la necessità di procedere ad una loro sostituzione;
- tutti i perni, le spine ad alta
resistenza, gli spinotti e le relative sedi vanno attentamente controllati per
verificare l’assenza di un’usura eccessiva (riduzioni di sezione, presenza di
incisioni o abrasioni, corrosioni, ossidazioni, scalfitture, perdita di
protezione superficiale, ecc) o deformazioni (ad es. ovalizzazioni dei fori).
Verificare la presenza del bloccaggio assiale del perno;
- le giunzioni bullonate portanti
vanno controllate al fine di escludere allentamenti e particolari mancanti con
chiave dinamometrica tarata, per accertare che non si siano verificati
allentamenti;
- verificare l’efficienza
dell’ingrassatore e in generale il grado di lubrificazione;
- procedere ad un esame visivo delle saldature e, qualora
si ravvisino difetti effettuare controlli non distruttivi adeguati al tipo di
giunto e al difetto;
- gli elementi di presa vanno
controllati per verificare l’assenza di un’usura eccessiva che potrebbe
provocare il rilascio/perdita del carico”.
Concludiamo segnalando che il documento
contiene anche le
procedure relative
a:
-
elementi strutturali - Saldature - Giunzioni bullonate - Meccanismi di
rotazione (ove presenti): controllo dell’assenza di cricche, deformazioni,
usure e/o rotture, ossidazione, del grado di lubrificazione/ ingrassaggio e
delle coppie di serraggio, controllo dello stato di conservazione dei
cuscinetti (competenza: tecnico esperto);
-
equipaggiamenti elettrici: controllo dell’efficienza e
dell’integrità [controllare in particolare integrità cablaggi e collegamenti ed
il mantenimento del grado di protezione appropriato] (competenza: personale di
manutenzione);
-
equipaggiamenti idraulici/pneumatici: controllo dell’efficienza e
dell’integrità [controllare in particolare: integrità valvole, tenuta cilindri,
eventuali perdite di fluido nel circuito, livello fluido nel serbatoio, stato
filtri] (competenza: personale di manutenzione); verifica della corretta
taratura delle valvole (competenza: tecnico esperto);
-
gruppo motorizzazione: controllo della presenza di giochi
eccessivi, disallineamenti, parti usurate e/o rotte, dello stato di
conservazione dei cuscinetti e delle coppie di serraggio (competenza: tecnico
esperto);
-
giunti motore/ riduttore: controllo dell’assenza di rumorosità e
della lubrificazione/ ingrassaggio (competenza: personale di manutenzione); controllo
della presenza di giochi eccessivi, disallineamenti, parti usurate e dello
stato di conservazione dei cuscinetti (competenza:
tecnico esperto);
-
freno: controllo
dell’efficienza di frenatura (competenza: personale di manutenzione); controllo dell’efficienza e del grado di
usura (competenza: tecnico esperto);
-
riduttore: controllo dell’assenza di rumorosità e del grado di
lubrificazione/ingrassaggio (competenza: personale di manutenzione); controllo
della presenza di giochi eccessivi, disallineamenti, parti usurate e dello
stato di conservazione dei cuscinetti (competenza: tecnico esperto).
INAIL, Settore Ricerca
Certificazione e Verifica, Dipartimento Tecnologie di Sicurezza (DTS),
Dipartimento Certificazione e Conformità di prodotti e impianti (DCC), “ Schede per la definizione di piani per i controlli di “apparecchi
di sollevamento materiali di tipo fisso e relativi accessori di sollevamento”
[Articolo 71 comma 8 D.Lgs. 81/08 s.m.i.]”, documento versione luglio 2014 (formato
PDF, 694 kB).
Appendici (formato PDF, 86 kB).
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di tipo fisso e i relativi accessori di sollevamento”.
RTM
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