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"Codice Prevenzione incendi: controllo dell’incendio, estintori e impianti"
fonte www.puntosicuro.it / Rischio incendio
10/02/2016 - Dopo aver parlato nelle scorse settimane di gestione della sicurezza antincendio,
sia dal punto di vista della progettazione che da quello della gestione
nell'attività in esercizio, ci soffermiamo oggi su un altro aspetto
importante della strategia antincendio: il
controllo dell’incendio.
E lo facciamo sempre con riferimento al contenuto del documento “
Norme tecniche di prevenzione incendi” allegato al nuovo “ Codice di prevenzione Incendi”, il Decreto del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2015 recante “
Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139” (entrato in vigore il 18 novembre 2015).
Il capitolo dedicato al
controllo dell'incendio riporta nelle premesse che questa misura
antincendio “ha come scopo l'individuazione dei presidi
antincendio da installare nell'attività per la sua protezione di base,
attuata solo con estintori, e per la sua protezione manuale o protezione
automatica finalizzata al controllo dell'incendio o anche, grazie a specifici
impianti, alla sua completa estinzione”. E dunque i presidi antincendio
considerati sono gli estintori d'incendio e i seguenti impianti di protezione
attiva contro l'incendio (saranno denominati impianti): “la rete di idranti,
gli impianti manuali o automatici di controllo o di estinzione, ad acqua e ad
altri agenti estinguenti”.
Riportiamo alcune
indicazioni
generali per gli estintori e impianti:
- “gli estintori
di incendio devono essere conformi alle vigenti disposizioni normative ed
essere mantenuti a regola d'arte secondo quanto prescritto dalle specifiche
regolamentazioni, dalle norme di buona tecnica e dalle istruzioni fornite dal
fabbricante;
- gli impianti devono essere progettati, realizzati e
mantenuti a regola d'arte secondo quanto prescritto dalle specifiche
regolamentazioni, dalle norme di buona tecnica e dalle istruzioni fornite dal
fabbricante”.
Ricordiamo che con
regola
d'arte si intende “lo stadio dello sviluppo raggiunto in un determinato
momento storico dalle capacità tecniche relative ai prodotti, processi o
servizi, basato su comprovati risultati scientifici, tecnologici e
sperimentali. Fermo restando il rispetto delle disposizioni legislative e
regolamentari applicabili, la presunzione di regola dell’arte è riconosciuta,
di prassi, alle norme adottate da Enti di normazione nazionali, europei o
internazionali”.
Segnalando che il Codice presenta nel dettaglio i vari
livelli di prestazione per il controllo
o l'estinzione dell'incendio, ci soffermiamo invece brevemente sulla
classificazione degli incendi ed
estinguenti.
Una classificazione, definita secondo la natura del
combustibile, che non prevede una classe particolare per gli incendi in
presenza di un rischio dovuto all'elettricità. Alla classificazione aggiungiamo
anche – come riportato dal codice - alcuni estinguenti idonei per ciascuna
classe di incendio:
-
classe A: Incendi
di materiali solidi, usualmente di natura organica, che portano alla formazione
di braci. L'acqua, la schiuma e la polvere sono le sostanze estinguenti più
comunemente utilizzate per tali incendi;
-
classe B: Incendi
di materiali liquidi o solidi liquefacibili, quali petrolio, paraffina,
vernici, oli e grassi minerali, plastiche, ecc. Per questo tipo di incendi gli
estinguenti più comunemente utilizzati sono costituiti da schiuma, polvere e
biossido di carbonio;
-
classe C: Incendi
di gas. L'intervento principale contro tali incendi è quello di bloccare il
flusso di gas chiudendo la valvola di intercettazione o otturando la falla. A
tale proposito si richiama il fatto che esiste il rischio di esplosione se un
incendio di gas viene estinto prima di intercettare il flusso del gas. La
polvere e il biossido di carbonio sono sostanze estinguenti più comunemente
utilizzate per tali incendi;
-
classe D: Incendi
di metalli. Nessuno degli estinguenti normalmente utilizzati per gli incendi di
classe A e B è idoneo per incendi di sostanze metalliche che bruciano
(alluminio, magnesio, potassio, sodio). In tali incendi occorre utilizzare
delle polveri speciali ed operare con personale particolarmente addestrato;
-
classe F: Incendi
di oli e grassi vegetali o animali (es. apparecchi di cottura). Gli estinguenti
per fuochi di classe F spengono principalmente per azione chimica intervenendo
sui prodotti intermedi della combustione di olii vegetali o animali. Gli
estintori idonei per la classe F hanno superato positivamente la prova
dielettrica. L'utilizzo di estintori a polvere e di estintori a biossido di
carbonio contro fuochi di classe F è considerato pericoloso.
Il codice ricorda poi che le classi di incendio estinguibili
dai dispositivi “sono sempre indicate con appropriati pittogrammi definiti
dalla regola dell'arte”. E nel caso di incendi coinvolgenti impianti o apparecchiature
elettriche sotto tensione, “la scelta di estinguenti o mezzi di lotta contro
l'incendio, deve essere effettuata a seguito di valutazione del rischio di
elettrocuzione cui potrebbe essere sottoposto l'utilizzatore durante le
operazioni di estinzione. La possibilità di utilizzare mezzi manuali di lotta
all'incendio sulle apparecchiature elettriche sotto tensione, compresi i limiti
di impiego, devono essere chiaramente indicati sulla etichettatura del mezzo
manuale individuato”.
Rimandando ad una lettura completa del documento “Norme
tecniche di prevenzione incendi”, riportiamo alcune indicazioni relative agli
estintori d’incendio:
- “l'estintore è un presidio elementare complementare alle
altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d'incendio;
- la capacità estinguente di un estintore, determinata
sperimentalmente, indica la prestazione antincendio convenzionale dello stesso;
- l' impiego
di un estintore è riferibile solo ad un principio d'incendio e l'entità
della capacità estinguente ad esso associata fornisce un grado comparativo
della semplicità nelle operazioni di estinzione;
- esistono altri aspetti che contraddistinguono gli
estintori: il peso o la capacità, connesse alla carica di estinguente, e la
dielettricità del getto, connessa alla natura dell'estinguente. informazioni su
caratteristiche usualmente indesiderate del getto, come tossicità, residui e
temperature pericolose, completano il quadro necessario per l'individuazione
dell'estintore più appropriato;
- la carica degli estintori non può essere superiore a 6 kg
o 6 litri; estintori con cariche superiori sono utilizzabili solo negli
ambienti destinati ad attività di processo non accessibili al pubblico se non
permanentemente accompagnato;
- gli estintori idonei per solventi polari riportano
sull'etichetta l'espressione ‘adatti anche per l'uso su solventi polari’
immediatamente al di sotto dei pittogrammi rappresentanti i tipi di incendio;
- gli estintori a polvere e gli estintori a biossido di
carbonio sono considerati idonei per l'intervento sui solventi polari”;
- “gli estintori carrellati sono utilizzabili in aree ampie,
prive di ostacoli alla movimentazione, in assenza di scalini e senza percorsi
vincolati. Nell'attività dotata di estintore carrellato devono essere
disponibili almeno due operatori antincendio addestrati all'utilizzo”.
Alcune indicazioni sulle
reti di idranti:
- “le reti di idranti (RI) comprendono i seguenti
componenti principali: alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse,
preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per
autopompa; valvole; apparecchi erogatori;
- le RI non devono essere installate nelle aree in cui il
contatto con acqua possa costituire pericolo o presentare controindicazioni;
- nel caso in cui la rete di
idranti sia utilizzata insieme con altri sistemi antincendio di protezione
attiva (es. sprinkler) deve essere garantito il corretto funzionamento di tutti
i sistemi antincendio presenti”.
E riguardo ai
sistemi
sprinkler si indica che:
- i sistemi sprinkler (SPK) sono impianti antincendio
automatici in grado di erogare acqua secondo appropriate configurazioni. Essi
sono progettati per rilevare la presenza di un incendio ed estinguerlo nello
stadio iniziale, oppure per tenere sotto controllo l'incendio così che
l'estinzione possa essere completata con altri mezzi;
- i sistemi
sprinkler comprendono i seguenti componenti principali: alimentazione
idrica; rete di tubazioni fisse, principali e terminali; stazione di controllo
e allarme; valvole; erogatori sprinkler;
- gli erogatori sprinkler funzionano a temperature predeterminate
per scaricare l'acqua sopra le parti interessate dell'area sottostante. La loro
temperatura di funzionamento è in genere selezionata perché si adatti alle
ordinarie condizioni di temperatura dell'ambiente di installazione garantendone
quindi l'attivazione solo in prossimità dell'incendio;
- i sistemi sprinkler non devono essere installati nelle
aree in cui il contatto con acqua possa costituire pericolo o presentare
controindicazioni;
- la presenza di un sistema sprinkler non esclude
l'eventuale necessità di altri mezzi di estinzione degli incendi. In caso di
contemporanea presenza di sistemi sprinkler e sistemi antincendio diversi (es.
rete di idranti, sistemi per il controllo di fumo e calore, ...) deve essere
garantito il corretto funzionamento di tutti i sistemi antincendio presenti,
evitando interferenze sia nell'attivazione dell'impianto che in quella di
estinzione”.
Si ricorda poi che, riguardo alle
altre tipologie impiantistiche, tra i sistemi automatici di
controllo o estinzione dell'incendio “si annoverano quelli che basano il loro
funzionamento su agenti estinguenti di tipo gassoso, ad aerosol, a polvere, a
schiuma o ad acqua nebulizzata o frazionata, a diluvio. Fra i sistemi
automatici di controllo o estinzione dell'incendio, rientrano anche gli
impianti a deplezione (riduzione della concentrazione) di ossigeno. Nella
scelta delle tipologie impiantistiche si deve tener conto dell'eventuale
incompatibilità degli agenti estinguenti con il materiale presente
nell'attività”.
Il capitolo riporta poi le soluzioni progettuali
applicabili soffermandosi sulle soluzioni conformi ai vari livelli di
prestazione indicati.
Segnaliamo infine che per l'installazione e la modifica
sostanziale degli impianti “deve essere redatto un progetto dell'impianto, elaborato
secondo la regola dell'arte. Qualora il progetto dell'impianto sia elaborato
secondo una norma adottata da un ente di normazione nazionale o europeo, lo
stesso deve essere a firma di tecnico abilitato”. In alcuni casi, elencati al
punto
S.6.7, il progetto dell'impianto deve essere a firma di
professionista antincendio.
Concludiamo questa breve
presentazione del capitolo relativo al “Controllo dell'incendio” (S.6) riportandone l’
indice:
- livelli di prestazione;
- criteri di attribuzione dei livelli di prestazione ;
- classificazione degli incendi ed estinguenti;
- presidi antincendio ;
- soluzioni progettuali;
- indicazioni complementari;
- segnaletica;
- riferimenti.
Tiziano Menduto
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