News
"Le caratteristiche dei dispositivi per la protezione del corpo"
fonte www.puntosicuro.it / D.P.I.
01/03/2016 - Benché spesso abbiano una funzione molto importante per tutelare la salute o la sicurezza dei lavoratori, dei
dispositivi per la protezione del corpo raramente si parla. Ed è invece più usuale trovare in rete materiali informativi che analizzano, ad esempio, le specificità degli elmetti, la differenziazione tra guanti diversi, le funzionalità dei vari respiratori per la protezione delle vie respiratorie...
Dove trovare invece informazioni sulle caratteristiche, sui criteri
di scelta, sui materiali e sull’utilizzo dei dispositivi per la
protezione del corpo?
Per affrontare questo tema ci
soffermiamo sul contenuto del progetto multimediale Impresa
Sicura – un progetto elaborato da EBER, EBAM, Regione
Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail - che è stato validato dalla Commissione
Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza come buona
prassi nella seduta del 27 novembre 2013.
Il documento “ ImpresaSicura_DPI”,
correlato al progetto, ricorda che nelle normali condizioni di lavoro, in
assenza di rischi particolari, “il normale vestiario da lavoro offre
caratteristiche tali da fornire una sufficiente protezione dei lavoratori”.
Invece in attività che presentano rischi particolari si “devono usare specifici
indumenti chiamati ‘
indumenti di
protezione’ che coprono o sostituiscono gli indumenti personali e che sono
progettati con specifiche caratteristiche protettive”. Indumenti che hanno la
funzione di proteggere l’operatore che li indossa contro rischi di natura
diversa, ad esempio chimica, biologica, fisica, meccanica, ...
E, se necessario, questi indumenti
“possono essere indossati in combinazione con un appropriato dispositivo
di protezione delle vie respiratorie e con stivali, guanti o altri mezzi di
protezione”.
Si segnala che gli
indumenti di protezione possono essere:
-
abiti di protezione: “indumenti che coprono tutto il corpo o la
maggior parte di esso;
-
capi di abbigliamento: componenti individuali il cui uso protegge
solo la parte del corpo che coprono”.
E ci sono indumenti:
-
a protezione locale: “utilizzati se il rischio riguarda una sola
parte del corpo” (es: grembiuli per schizzi frontali,...); “in caso di utilizzo
contemporaneo di altri DPI è necessario verificare che tutti offrano adeguata
protezione, e non vi sia passaggio di materiali pericolosi nelle giunture. La
direzione dalla quale si prevede che provenga il pericolo indicherà quale
componente rimarrà all’esterno (per esempio la giacca posta fuori dai pantaloni
per proteggere dalla caduta di liquidi dall’alto). Un’ulteriore protezione è
fornita da giunture doppie sovrapposte inserite, specialmente se i due
componenti possono essere uniti insieme con stringhe o lacci, eccetera. I
materiali di tali indumenti sono permeabili all’aria”;
-
a copertura limitata: “per rischi non gravi e per bassa probabilità
di accadimento; questi indumenti devono poter essere tolti velocemente in caso
di contaminazione (es.: camici, giacche…). I materiali di tali indumenti sono
permeabili all’aria;
-
a copertura completa: quando l’inquinante ha capacità di
penetrazione tramite la pelle ovvero è in grado di intaccare la pelle stessa.
Si ricorre ad indumenti alimentati ad aria fino ad arrivare a quelli
impermeabili ai gas, in grado di isolare completamente l’operatore
dall’ambiente esterno”. I materiali di tali indumenti sono impermeabili
all’aria.
Il documento, dopo aver riportato,
in due diverse tabelle, le indicazioni del D.Lgs. 81/2008 (All. VIII)
e le varie norme UNI dedicate alla protezione del corpo, si sofferma sulle
caratteristiche degli indumenti di
protezione.
Gli indumenti di protezione si possono
suddividere in sottotipologie diverse che si differenziano, ad esempio, per il
genere di rischio da cui ciascuna tipologia protegge e con riferimento al “livello
di prestazione” (tale livello “espresso da numeri, è ottenuto in laboratorio, a
seguito di specifiche prove, non necessariamente riferite alle condizioni
effettive sul posto di lavoro”).
E dunque l’indumento di
protezione “dovrebbe essere selezionato tenendo conto delle condizioni e dei
compiti relativi al processo dell’utilizzatore finale, considerando il rischio
implicato e i dati forniti dal fabbricante nella nota informativa in relazione
alle prestazioni dell’indumento di protezione contro il pericolo o i pericoli
in questione”.
Si segnala che una classificazione
degli indumenti protettivi contro i vari agenti può essere fatta anche a partire
dalla durata degli indumenti che possono essere divisi in:
-
riutilizzabili: “gli indumenti protettivi riutilizzabili possono
essere usati, decontaminati, riparati e riutilizzati, essendo costituiti da
materiali di solito traspirante e molto resistente agli strappi e alle
abrasioni; forniscono un elevato grado di protezione contro specifici agenti”;
-
a uso limitato: gli indumenti protettivi ad uso limitato possono
essere utilizzati solo per periodi di tempo limitato, fino ad avvenuta
contaminazione o necessità di pulizia igienica”;
-
monouso: “gli indumenti protettivi monouso devono essere usati una
volta sola e poi smaltiti; la nota informativa del costruttore fornisce
informazioni specifiche sulle sostanze da cui proteggono. In genere, a fronte
di consentire un’ottima gestione, sono fatti con materiale poco resistente agli
strappi e alle abrasioni, e poco traspirante. La differenza tra indumenti
monouso e a uso limitato è sottile e viene indicata dal costruttore nella nota
informativa, tramite il contrassegno con l’avvertimento ‘Non riutilizzare’”.
Oltre ai requisiti dei materiali,
altre caratteristiche di questi DPI sono: vestibilità, cuciture, tasche, allacciature
(cerniere, ecc..), aperture, ...
Senza dimenticare che gli indumenti
che offrono una protezione chimica “devono anche proteggere da altri pericoli
ambientali, quali, ad es.: esplosione, irradiazione, temperature estreme, affaticamento
da calore”. Ed è anche possibile che gli stessi indumenti protettivi “creino
un pericolo, per esempio, limitando i movimenti o la visuale di chi li indossa
o riducendo la percezione di spargimenti di agenti chimici o provochino
affaticamento a chi li indossa a causa della scomodità, dell’aumento di
sudorazione, dell’accumulo di calore o della restrizione dei movimenti, e di
ciò si deve tenere conto nella procedura di selezione”. E la scelta degli
indumenti di protezione – continua il documento – “può essere limitata dalla
presenza di pericoli diversi dall’azione chimica sul corpo (per esempio le temperature
elevate). La protezione respiratoria, l’impianto di comunicazione o qualsiasi
altro apparecchio non devono interferire con l’efficacia di questi dispositivi
di protezione, in particolare con i sigilli, né impedire la comodità e la
mobilità di chi li indossa”.
Il documento, che vi invitiamo a
visionare integralmente, riporta alcuni utili diagrammi di flusso per la scelta
degli indumenti di protezione più idonei e ricorda alche l’importanza dei
requisiti di base relativi all’ergonomia e
alla salute:
- innocuità dei materiali;
- fattori di comfort ed efficacia;
- progettazione (“i DPI devono
essere progettati e fabbricati in modo tale che, nelle condizioni d’impiego cui
sono destinati, l’utilizzatore possa svolgere normalmente l’attivitá che lo
espone a rischi, disponendo al tempo stesso di una protezione appropriata e del
miglior livello possibile”).
E oltre a questi requisiti e ai parametri
microclimatici, si dovrà tener in considerazione:
- “la resistenza termica del
vestiario;
- l’età, il genere degli addetti;
- la resistenza fisica;
- l’allenamento.
Concludiamo questa breve
presentazione generale degli indumenti di protezione segnalando che il
documento si sofferma nel dettaglio su:
- Indumenti di protezione in
ambienti severi caldi e severi freddi;
- Indumenti di protezione per
lavoratori dell’industria esposti al calore;
- Indumenti di protezione dalle
radiazioni UV;
- Indumenti di protezione contro
il calore ed il fuoco (calore per contatto);
- Indumenti di protezione per la
saldatura e procedimenti similari;
- Indumenti protettivi per
elettricisti;
- Indumenti di protezione contro
le azioni meccaniche;
- Indumenti protettivi per
operazioni di sabbiatura con abrasivi in grani;
- Indumenti di protezione da
puntura o taglio;
- Indumenti per la protezione
della parte inferiore del corpo;
- Indumenti per la protezione
della parte superiore del corpo;
- Indumenti di protezione
ventilati contro la contaminazione radioattiva sotto forma di particelle;
- Indumenti di protezione non
ventilati contro la contaminazione radioattiva sotto forma di particelle;
- Indumenti di protezione contro
le sostanze chimiche;
- Indumenti di Protezione contro
microorganismi;
- Indumenti ad alta visibilità
per uso professionale.
Il sito “ Impresa Sicura”: l’accesso
via internet è gratuito e avviene tramite registrazione al sito.
RTM
Segnala questa news ad un amico
Questa news è stata letta 1066 volte.
Pubblicità