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"L'Ispels sotto l'Inail addio ai risarcimenti?"

fonte agi / Responsabilità sociale

04/06/2010 - Con queste due parole d'ordine l'articolo 7 della manovra finanziaria voluta da Tremonti ha sancito la morte di molti enti pubblici. Si va dall'Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro), che finirà sotto l'egida dell'Inail, per un risparmio di circa 400mila euro, al Centro per la Formazione in Economia e Politica dello Sviluppo Rurale che porterà a un rispanrmio di ben 8900 euro l'anno (!). In fondo, come ha spiegato il ministro Tremonti, «è dai piccoli numeri che si fanno i grandi numeri». Ma analizzando i singoli casi, non è difficile constatare come, in realtà, dietro ogni taglio c'è molto di più di un semplice risparmio. In molti casi, il vero problema è l'onnipresente conflitto d'interessi . Prendendo ad esempio proprio uno dei tagli economicamente più convenienti , portare l'Ispesl sotto l'hall significa determinare una coincidenza tra controllore e controllato in uno dei punti dolenti del nostro paese: gli infortuni sul lavoro. E - o meglio, era - l'Ispels, infatti,, l'ente preposto a riconoscere e segnalare l'insorgere di nuove malattie professionali. È l'Inail l'ente che paga gli indennizzi per quelle malattie. «Ora che Ispels e Inail saranno una cosa sola» temono i lavoratori dell'ente soppresso «il rischio è che il vero risparmio per le casse dello stato si abbia proprio dal riconoscimento di un numero sempre minore di malattie professionali».

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