News
"Scale portatili: i fattori di rischio e la normativa vigente"
fonte puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
13/02/2012 - Abbiamo più volte affrontato i
rischi e gli incidenti nell’
utilizzo
delle scale portatili, un prodotto largamente impiegato sia negli ambienti
di lavoro che negli ambienti domestico.
Con
riferimento a questo tema, sul sito Inail/ex Ispesl è disponibile un
approfondimento dal titolo “
I fattori
di rischio e la normativa per la sicurezza delle scale portatili” e a
cura di Luigi Cortis (primo ricercatore, referente Laboratorio Tecnologico per
le Strutture – INAIL, dipartimento Tecnologie di Sicurezza ex ISPESL) – dove
viene sottolineato che per ridurre i rischi, è opportuno intervenire sulle scale
portatili “in fase progettuale e sulle istruzioni per l’uso in fase di
utilizzo”.
Ambedue
le fasi sono significative, in quanto, se con la formazione disposta dal Decreto
legislativo 81/2008 “è possibile limitare i comportamenti pericolosi del
lavoratore, in ambiente casalingo, dove l’informazione è presa poco in
considerazione dall’utente, la riduzione del rischio è determinata
principalmente dalla immissione sul mercato di un prodotto che abbia
caratteristiche intrinseche capaci di ridurre il più possibile il rischio di
infortunio, specialmente connesso a un uso improprio prevedibile”.
Il
documento riporta alcuni
dati relativi
agli incidenti
correlati all’uso delle scale portatili.
Infatti
il
sistema europeo di sorveglianza degli
incidenti della Commissione europea ha rilevato che tra il 2002 e il 2007 su
circa 41.200.000 incidenti approssimativamente 413.000 (circa l’1%) hanno
coinvolto il prodotto “scala portatile”.
In
particolare la
casa (nel 66% dei
casi) “risulta il luogo con maggiore frequenza di accadimento di incidente,
confermando che laddove, come per il luogo di lavoro, esista una maggiore
professionalità unita a una formazione e a un adeguato controllo, si ottengono
buoni risultati”. E una gran parte degli incidenti avviene durante le attività
legate al tempo libero e al lavoro gratuito.
Tra
l’altro già alla fine degli anni ’90 la Commissione europea si era occupata
degli incidenti correlati alle scale portatili, “evidenziando soprattutto
problemi di instabilità al ribaltamento
per le scale doppie e slittamento laterale in sommità e slittamento alla base
per le scale in appoggio”. Il 20% degli incidenti erano dovuti a difetti delle
scale, mentre il rimanente 80% erano imputabili al loro uso non corretto.
Nell’approfondimento
che vi invitiamo a leggere l’autore affronta le problematiche relative alla
sicurezza delle scale portatili prendendo in considerazione
tre soggetti: il fabbricante, il datore
di lavoro e l’utente finale.
Ricordiamo
che in Italia, “in mancanza di disposizioni comunitarie, le scale portatili
usate sui ‘luoghi di lavoro’ (utente finale, il lavoratore) devono rispondere
alla normativa vigente ex art.
113, D.Lgs. n. 81/ 2008”.
Riguardo
alla
costruzione l’art. 113 dispone che
le scale portatili devono avere dimensioni appropriate al loro uso e, quando
sia necessario assicurarne la stabilità, che le stesse siano provviste di
dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti e
ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolevoli alle estremità superiori. Al
comma 10 dello stesso articolo sono ammesse deroghe alle disposizioni di
carattere costruttivo per le scale portatili conformi all’Allegato XX (non per
gli sgabelli).
Il
D.Lgs. 81/2008 dispone inoltre, con l’art. 111, comma 3, che si utilizzi una
scala portatile quale
posto di lavoro in
quota “solo nei casi in cui l’utilizzo di altre attrezzature (per esempio,
i trabattelli, i cestelli elevatori) considerate più sicure non sia
giustificato a causa del limitato livello di rischio e della breve durata di
impiego oppure dalle caratteristiche dei siti che non può modificare”. In
particolare è l’analisi del rischio che determina la scelta delle attrezzature
più idonee all’attività che deve essere svolta, considerando anche il contesto
operativo.
Dunque
è possibile impiegare una scala portatile quale attrezzatura per il lavoro in quota “a condizione che,
dall’analisi del rischio, non sia possibile trovare altre attrezzature più idonee
per quel tipo di attività, anche in relazione al contesto operativo”.
L’autore
sottolinea poi che le scale portatili “possono essere migliorate soprattutto in
relazione alla loro caratteristica di stabilità” e risulta necessario
introdurre “nella norma tecnica UNI EN 131-2 specifiche
prove riguardanti la stabilità e la durabilità (prove cicliche di
fatica)”.
Se
tuttavia “l’introduzione di prove sull’instabilità consente di trovare
soluzioni che aumentano le prestazioni della scala e migliorano la risposta
della stessa alle sollecitazioni che la inducono”, il rischio residuo rimane: “solo
l’uso corretto e le dovute precauzioni (consultazione delle istruzioni del
fabbricante e delle buone prassi) ne consentono l’utilizzo in sicurezza”.
L’autore
si sofferma infine sul tema della
stabilità
della scala portatile, cioè sulla “capacità intrinseca della scala a
opporsi alle azioni che determinano il suo allontanamento dalla corretta
posizione di uso”.
In
particolare “sono due i fattori principali che contribuiscono principalmente
alla stabilità di una scala: l’attrito
tra la base dei montanti e la superficie di appoggio; la sua geometria in
relazione alle forze applicate”.
Ricordando
che le scale portatili possono essere suddivise in due principali
tipologie, le scale in appoggio e le scale doppie, si sottolinea la necessità
di “definire il comportamento di queste attrezzature ai fini dell’instabilità,
ipotizzando un piano di appoggio solido, stabile e orizzontale”.
La
scala in appoggio, “a partire dalla
corretta posizione d’uso, presenta
quattro
tipi di stabilità:
-
allo slittamento alla base;
-
allo slittamento laterale in sommità;
-
alla rotazione intorno ad un montante;
-
al rovesciamento all’indietro”.
Mentre
la
scala doppia, sempre a partire
dalla corretta posizione d’uso, “presenta due tipi di stabilità:
-
al ribaltamento laterale;
-
allo spostamento longitudinale”.
In
conclusione per migliorare il prodotto è necessario “
agire su due fronti, il prodotto e l’uso”:
-
il
progetto del prodotto: è possibile “migliorare la caratteristica di stabilità
della scala portatile e il fabbricante dovrà ottimizzare i rapporti
geometrici che hanno influenza sui momenti destabilizzanti e utilizzare dei
dispositivi antisdrucciolo più efficaci. In questo lavoro è necessario tenere
conto dell’uso prevedibile non corretto”;
-
l’uso: “è necessario che l’utente
conosca i possibili modi di instabilità che possono sopravvenire e comportarsi
di conseguenza”.
Riguardo
infine ai “
non luoghi di lavoro”, dove
avvengono circa l’80% degli incidenti, è necessaria una sensibilizzazione al
rischio dell’utente “non lavoratore”.
Bisogna
indurre questo tipo di utente “a seguire certi criteri di utilizzo della scala
e a non seguire criteri istintivi e/o improvvisazioni” e “il solo modo che può
portare a un buon risultato è quello di
modificare
l’approccio culturale del consumatore quando questi debba affrontare
qualsiasi attività che comporti dei rischi”. Un discorso che chiaramente va oltre
l’utilizzo di una scala e investe più in generale la cultura della sicurezza:
una cultura che “deve essere sistematicamente affrontata in ogni scuola di
ordine e grado, in quanto è da lì che si forma il futuro consumatore e/o il
lavoratore”.
Osservatorio
Inail/ex Ispesl Osservatorio su Il Sole 24 ore, “ I
fattori di rischio e la normativa per la sicurezza delle scale portatili”, a
cura di Luigi Cortis (primo ricercatore, referente Laboratorio Tecnologico per
le Strutture – INAIL, dipartimento Tecnologie di Sicurezza ex ISPESL) (formato
PDF, 865 kB).
Segnala questa news ad un amico
Questa news è stata letta 1362 volte.
Pubblicità