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"Macchine per il sollevamento: l’evoluzione della normativa tecnica"
fonte puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
09/03/2012 - PuntoSicuro ha già presentato gli atti del convegno “ La sicurezza delle macchine in
edilizia”, un convegno organizzato da INAIL- Dipartimento
Tecnologie di Sicurezza che si è tenuto il 6 Ottobre 2011 a Bologna.
In
merito al Decreto legislativo 81/2008 e ai vari
riferimenti contenuti nel Testo Unico alle direttive comunitarie di prodotto e
alle
norme di buona tecnica,
focalizziamo oggi la nostra attenzione su un intervento dal titolo “
L’evoluzione della
normativa tecnica nel settore degli apparecchi di sollevamento a livello
europeo ed internazionale”, a cura del dott. ing. Roberto Cianotti,
Presidente della Commissione UNI “Apparecchi di sollevamento e relativi
accessori”.
L’intervento
riporta alcuni dei
riferimenti presenti
nel D.Lgs. 81/2008, ad esempio in relazione al Titolo III Art. 70 dove si
indica al comma 1 che, salvo quanto previsto al successivo comma 2,
le attrezzature di lavoro messe a
disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni
legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di
prodotto. O nel Art. 71 (obblighi datore di lavoro) dove si sottolinea che
il datore di lavoro deve prendere le misure necessarie affinché le attrezzature
di lavoro siano
oggetto di idonea
manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di
sicurezza di cui all’articolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite
istruzioni d’uso e libretto di manutenzione. E siano
assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di
sicurezza stabilite con specifico provvedimento regolamentare adottato in
relazione alle prescrizioni di cui all’articolo 18, comma 1, lettera z). Di
pertinenti norme tecniche e di
norme di buona tecnica si parla anche in
riferimento ai controlli e alle verifiche
delle attrezzature di lavoro.
L’intervento,
dopo una definizione relativa alle norme armonizzate, riporta un elenco di
varie norme europee, di norme ISO e di norme UNI relative agli apparecchi
di sollevamento stampate nel 2010 e stampate nel maggio del 2011.
L’intervento
si sofferma poi su
quattro norme per un
utilizzo sicuro degli apparecchi di sollevamento:
-
UNI ISO 9928-2:2011 “Apparecchi di
sollevamento - Manuale di guida dell’apparecchio - Parte 2: Operatori di gru
mobili”: “si aggiunge alla relativa parte 1 del 1992, specifica l’indice degli
argomenti di un manuale per l’uso di gru mobili. Il manuale deve riportare i
dati tecnici necessari al gruista per il funzionamento dell’apparecchio, la sua
manutenzione, il controllo e la riparazione, le prescrizioni generali di
sicurezza, la descrizione dei comandi e delle stazioni di lavoro, le
spiegazioni indispensabili per un corretto funzionamento della gru nonché sul
corretto parcheggio della macchina”;
-
UNI ISO 23815-1:2011 “Apparecchi di
sollevamento – Manutenzione - Parte 1: Generalità”: destinata ai proprietari e
agli utilizzatori di apparecchi di sollevamento, questa norma “stabilisce le
modalità di manutenzione delle macchine. Essa specifica i requisiti del programma
di manutenzione, stabilito secondo le istruzioni del fabbricante, le
competenze del personale addetto, la manutenzione programmata e quella basata
su verifiche. Vengono trattate dalla norma anche le precauzioni di sicurezza,
le regolazioni e riparazioni, la lubrificazione delle parti in movimento, la
manutenzione della fune”;
-
UNI ISO 23813:2011 “Apparecchi di
sollevamento - Formazione di persona designata”: specifica i “requisiti minimi
di formazione necessari per l’apprendimento delle conoscenze da parte di una
persona designata al controllo e all’esecuzione delle operazioni di
sollevamento”. In particolare “ la formazione deve comprendere un’accurata
conoscenza della legislazione che regola l’impiego degli apparecchi di
sollevamento e loro accessori, delle norme tecniche, dei codici di condotta,
delle linee guida relative al loro impiego”. E l’appendice A riporta una “lista
di controllo” che “intende venire in aiuto della persona designata e mettere in
evidenza alcuni punti importanti che dovrebbero costituire la base di una
pianificazione di ogni operazione di sollevamento. La norma non è applicabile
alla formazione aggiuntiva richiesta ai lavoratori che controllano ed eseguono
operazioni di sollevamento di merci dannose o in aree di pericolo”;
-
UNI ISO 4309:2011 “Apparecchi di
sollevamento – Funi - Cura, manutenzione, ispezioni e scarto”: “sostituisce
l’edizione del 2008, definisce le linee guida per la cura, l’installazione, la
manutenzione e i controlli delle funi di acciaio in servizio sugli apparecchi
di sollevamento. Una fune di acciaio montata su una gru è considerata un
componente deperibile, che necessita di sostituzione quando i risultati
dell’ispezione indicano che la sua condizione è peggiorata fino al punto che un
ulteriore uso sarebbe imprudente per la sicurezza”.
Quest’ultima
norma - “oltre a comprendere la guida allo stoccaggio, maneggio, installazione
e manutenzione (introdotta per la prima volta nell’ultima revisione) –
“fornisce i criteri di scarto per quelle funi soggette ad avvolgimenti a strato
singolo o multi-strato, individuando le aree critiche che richiedono
un’ispezione particolarmente attenta. Fornisce infine l’elenco dei difetti che
possono verificarsi e i corrispondenti criteri di scarto. Tale elenco è
completato da diverse illustrazioni che mostrano un tipico esempio di ogni
difetto”.
Rimandando
i nostri lettori ad una lettura esaustiva del documento agli atti, ricordiamo
che l’intervento si sofferma anche sulle modalità di verifica della gru, con
riferimento alla norma ISO 9927-1 e ISO 9927-3.
Si
ricorda inoltre che nella norma ISO 23814 sono contenuti i
requisiti relativi alle competenze per gli ispettori di gru:
l’obiettivo di tale norma internazionale è “di ottenere degli standard di
competenza uniforme per i lavori richiedenti ispettori di gru. Possono esserci
in alcuni paesi dei requisiti regolamentari supplementari relativi alla
competenza degli ispettori che non possono essere ignorati”.
L’intervento
si sofferma su diverse altre norme, ad esempio con riferimento alla verifica
funi sollevamento, ai criteri di dismissione per rotture visibili di fili, e
ricorda che nel mese di settembre 2011 sono state pubblicate le
ultime adozioni UNI per PLE:
-
UNI ISO 16653-1 Piattaforme di
lavoro mobili elevabili - Progetto, calcoli, requisiti di sicurezza e metodi di
prova per esecuzioni speciali - Parte 1: Piattaforme
mobili di lavoro
elevabili (PLE) con sistemi di parapetto
retraibile;
-
UNI ISO 16653-2 Piattaforme di
lavoro mobili elevabili - Progetto, calcoli, requisiti di sicurezza e metodi di
prova per esecuzioni speciali - Parte 2: Piattaforme mobili di lavoro elevabili
(PLE) con componenti non conduttivi (isolanti).
Nel
documento si sottolinea che, come indicato nell’allegato VI del D.Lgs. 81/2008,
il
sollevamento di persone è permesso
soltanto con attrezzature di lavoro e accessori previsti a tal fine. A titolo
eccezionale, possono essere utilizzate per il sollevamento di persone
attrezzature non previste a tal fine a condizione che si siano prese adeguate
misure in materia di sicurezza, conformemente a disposizioni di buona tecnica
che prevedono il controllo appropriato dei mezzi impiegati e la registrazione
di tale controllo. Qualora siano presenti lavoratori a bordo dell'attrezzatura
di lavoro adibita al sollevamento di carichi, il posto di comando deve essere
occupato in permanenza. I lavoratori sollevati devono disporre di un mezzo di
comunicazione sicuro. Deve essere assicurata la loro evacuazione in caso di
pericolo.
Vengono
riportati a questo proposito alcuni riferimenti a diverse norme tecniche.
Concludiamo
questa breve presentazione riportando ulteriori informazioni su altre due
norme tecniche:
-
EN 1495: le
Piattaforme di Lavoro Autosollevanti su Colonne (PLAC) “sono
macchine installate temporaneamente, azionate a mano o motorizzate e concepite
per essere utilizzate da una o più persone che dalle stesse possono eseguire
lavori. Le parti che si muovono in senso verticale (piattaforma di lavoro)
vengono usate anche per spostare quelle stesse persone e le loro attrezzature e
materiali da e per un solo punto di accesso (queste limitazioni differenziano
le PLAC dagli ascensori da cantiere). Le piattaforme di lavoro
sono sollevate a mezzo di pignone e cremagliera e guidate dalle colonne di
supporto lungo le quali si muovono, ovele colonne possono o meno essere
ancorate lateralmente a strutture portanti separate”;
-
EN 1808: l’intervento fa riferimento
ad alcune
definizioni. Ad esempio di
unità di Manutenzione Permanente
(BMU) installate in permanenza e operanti su uno specifico edificio o struttura
edile. Le BMU “consistono di una piattaforma, sospesa per mezzo di un elemento
di sospensione che generalmente è costituito da un carro contenente l'(gli)
argano(i) di sollevamento; il carro può scorrere su un sistema di rotaie o su
una superficie piana, quale per esempio una pista in cemento. Una monorotaia
con carrelli di traslazione o altri elementi di sospensione, per esempio travi
a bandiera, fissate all'edificio e per mezzo delle quali una piattaforma può
essere sospesa, sono da considerarsi come parti di una BMU”. In particolare una
BMU è solitamente “utilizzata da operatori per lavori di ispezione, pulizia e
manutenzione su un edificio, dove in genere può verificarsi pubblico passaggio
al di sotto della piattaforma sospesa”.
Quest’ultima
norma riporta anche la definizione relativa alle
piattaforme sospese temporanee (TSP).
Una
TSP “consiste in una piattaforma sospesa installata temporaneamente su un
edificio o struttura per compiti di natura specifica. Una TSP è composta da una
piattaforma ed un elemento/i di sospensione, che vengono assemblati prima
dell'inizio dei lavori. Al termine del lavoro di propria competenza, le TSP
devono venire smontate e rimosse dal luogo di lavoro”. Una piattaforma di questo tipo è solitamente “utilizzata da operatori per
lavori di costruzione, rivestimento, verniciatura, manutenzione e restauro di
edifici, ponti, ciminiere ed altre opere edili”.
“ L’evoluzione della normativa tecnica evoluzione nel settore
degli apparecchi di sollevamento a livello europeo ed internazionale”, a
cura del dott. ing. Roberto Cianotti, Presidente della Commissione UNI
“Apparecchi di sollevamento e relativi accessori”, intervento al convegno “La
sicurezza delle macchine in edilizia” (formato PDF, 3.78 MB).
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