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"L’alfabeto della sicurezza in caso di terremoto"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza
01/06/2012 - Nel mondo virtuale della rete spesso i
blog, uno degli strumenti più caratteristici del cosiddetto web
2.0, rappresentano un utile strumento di giornalismo online che permette
approfondimenti mirati delle notizie e la raccolta di materiali, riflessioni e
impressioni prodotti dall’interscambio continuo tra gli autori del blog e i
lettori.
Un
blog che ha raccolto significative esperienze e materiali, con riferimento al
terremoto che ha interessato L’Aquila nel 2009, ha per nome “ Verso L’Aquila – la distanza,
il terremoto e l’informazione”, un blog che ospita utili materiali
informativi più che mai attuali di fronte ai movimenti
tellurici che in queste settimane interessano in particolare l’Emilia
Romagna.
Ad
esempio è presente una raccolta di
consigli
su cosa fare prima, durante e dopo un terremoto.
Le
raccomandazioni raccolte sono il frutto di questo interscambio tra il blog e i
lettori, sono il contributo diretto di cittadini che “hanno vissuto sulla propria
pelle, all’improvviso e impreparati, un evento
devastante e che vorrebbero non debba mai più ripetersi per altri con le
stesse conseguenze sulle persone”.
Per
chi non abita in
edifici antisismici
(e collaudati come tali) e nell’attesa degli auspicati adeguamenti, il primo
consiglio che si può dare, quando si percepisce di trovarsi in una situazione
di allarme
sismico, è la ricerca di “una sistemazione più sicura”.
Al
di là di questo consiglio il blog ha elaborato una sorta di “
alfabeto della sicurezza su terre mobili”, dove le
terre mobili sono quelle terre che “all’improvviso possono mettersi a ballare,
sussultare, contorcersi, spaccarsi”.
L’alfabeto,
molto ricco di voci, non è riassumibile in un articolo, ne riprendiamo pertanto
a titolo esemplificativo alcuni punti:
-
armadi: “quelli vicini alle porte
cadranno ostruendo le uscite. Organizzate per tempo gli spazi”;
-
automobile: “non posteggiata a
ridosso delle mura, dei cornicioni, sotto balconi e pensiline. Ma per
allontanarti e raggiungere il più vicino posto di raduno all’aperto non usarla,
a meno di avere persone deboli o ferite da sistemare, andare a piedi. Le strade
servono ai soccorritori”;
-
balconi: “i balconi sono
fragilissimi”;
-
biscaggina: potrebbe venir utile una
“biscaggina”, una scaletta di corda a pioli “solo per chi è addestrato ad
usarla e se si abita al primo/secondo piano altrimenti meglio aspettare i
Vigili del Fuoco”;
-
cassetta degli attrezzi: “averla
sempre nello stesso posto. Dopo potresti averne un bisogno estremo e sapresti
dove, magari, rintracciarla”;
-
casco: “tenere in casa caschetti
da cantiere, da moto, da sci e indossarli nel pre-allerta. Appesi vicino
all’uscita ti possono aiutare, dopo, a non prendere sul cranio residue macerie
in bilico”;
-
cervello versatile: “tenete acceso
il cervello, il terremoto manda in shock anche la persona teoricamente più
preparata, immaginatevi chi viene preso di sorpresa nel sonno. E non c’è
scritto da nessuna parte che la scossa non possa arrivare di notte. di giorno
se state negli uffici, a scuola, sarà difficile sfuggire al panico. Non
lanciatevi terrorizzati verso le scale, tutta la gente farà inevitabilmente la
stessa cosa e tutti rimarranno bloccati sulla porta caricando di peso un
singolo solaio che potrebbe essere, ovviamente, il primo a crollare. Con il
panico che travolge ogni pensiero, è impossibile ragionare, se proprio dovete
uscire e si è in tanti, sappiate che il modo migliore per farlo più in fretta
possibile è mettersi in fila per due, esattamente come i bambini a scuola”;
-
cellulare: “Lasciate stare il
cellulare. Un ‘io sto bene, dillo anche a mamma’ con un SMS è più che
sufficiente. Potrebbe esserci un amico che ha bisogno della linea per salvare
la vita del figlio mentre tu la tieni occupata per niente. Usate solo sms”;
-
cemento: dopo il terremoto tutto potrebbe
essere ricoperto da polvere di cemento, “se una persona rimane sotto le macerie
respira la polvere di
cemento che entra nelle vie respiratorie. Un robusto sorso d’acqua
somministrato mentre è ancora bloccata tra le macerie potrebbe essere
addirittura fatale. Cautela, queste cose fatele fare ai soccorritori”;
-
condominio: “se si abita in
condominio a più piani calcolare che le scale potrebbero essere le più
sensibili staticamente, se al buio controllare che ci siano ancora, dopo, e che
si possano usare prima di scendere (visti quanti lenzuoli erano appesi ai
balconi e alle finestre dell’Aquila?)”;
-
dopo un terremoto: “non usare mai
fiamme libere (candele, fiammiferi) non provare ad accendere la luce, chiudi
gli interruttori del gas, acqua e corrente elettrica. Spegni le stufe ad alimentazione
autonoma”. “Verifica immediatamente lo stato di salute di chi ti è vicino, non
spostare eventuali feriti gravi se non per seri motivi di sicurezza”. Non
sprecare l’acqua. Indossa subito un paio di scarpe robuste. “Raggruppa gli
altri componenti della famiglia, organizzando l’accompagnamento di anziani,
ammalati e disabili se presenti. Se non ce la puoi fare chiama i soccorsi. Non
separarti dai bambini, cerca di tranquillizzarli e tenerli sempre accanto.
Legati i neonati sulla pancia in modo da avere le mani libere e casco anche per
loro. Verifica i danni subiti dalla costruzione; prendine nota per poter
segnalare situazioni pericolose, foto al volo se fai prima. Chiudi la porta di
casa prima di abbandonarla: le porte chiuse rallentano la propagazione del fumo
e del fuoco. Non usare mai l’ascensore che, a causa di una improvvisa
interruzione nell’erogazione della corrente elettrica o per il
verificarsi di guasti all’impianto, potrebbe restare bloccato per ore. Se
inevitabile, usare le scale ma con prudenza. Non sostare sui balconi. Non
avvicinarti ad animali visibilmente spaventati. Non usare l’automobile, lascia
le strade libere per i soccorsi”. Raggiungi a piedi “l’Area di attesa della
popolazione più vicino stabilito dal piano comunale di protezione civile”;
-
lampada di emergenza: sempre
attaccata e carica, “che si accenda automaticamente (come stanno nei locali
pubblici – tenerla anche in casa) in macchina sono utilissime le lampade
ricaricabili a manovella”;
-
librerie: “sono le prime a cadere e,
se sono vicine ai letti o alle porte, possono impedire una rapida fuga. Quindi
ancoratele e soprattutto spostatele se sono vicine ai letti (capita soprattutto
nelle camere dei bambini/ragazzi)”;
-
piano di emergenza familiare: “assieme
ai tuoi familiari discuti sulla possibilità che si verifichi un terremoto,
soprattutto con i più piccoli. Immagina che il terremoto si verifichi in una
qualsiasi ora della giornata, prendi nota dei luoghi in cui si troverebbero i
vari componenti della famiglia. Scegli in ogni stanza punti sicuri in cui
rifugiarsi. I posti migliori sono sotto gli architravi, sotto mobili robusti
come il tavolo, il letto, ecc.; oppure in alternativa contro il muro in un
angolo, lontano comunque da librerie, pensili, finestre, specchi ecc.. Prova a
ripararti in ognuno di questi posti immaginando che tutto sobbalzi per almeno
10 secondi. Insisti soprattutto con i bambini, che provino, giocando, tutte le
posizioni sotto il tavolo, sotto il letto, ecc..che imparino a resisterci senza
paura a lungo. Elimina o sposta in basso gli oggetti pesanti (vasi, statue)
posti su armadi o pensili. Fissa opportunamente alle pareti mobili alti e
pesanti. Colloca in zona centrale dell’appartamento, una lampada di
illuminazione di emergenza facilmente raggiungibile. Individua in ogni stanza i
punti più pericolosi e valuta tutte le possibilità di fuga, specialmente dalle
camere da letto. Impara ad usare con facilità i rubinetti e gli interruttori
generali del gas, acqua e corrente elettrica. Individua il centro di raccolta
più vicino alla tua abitazione, previsto dal piano di emergenza
comunale, e studia il percorso ottimale per raggiungerlo (punto di riunione di
tutta la famiglia o dove lasciare messaggi)”;
-
uscire, non uscire: “ricordate che
dalle case cadono anche le tegole, le tamponature esterne, i cornicioni.
Quindi, se decidete di uscire, state lontanissimi da ogni tipo di struttura,
camminate al centro della strada, lontano da alberi, pali della luce e fili
dell’alta tensione. Sappiate che in caso di scossa molto forte gli oggetti in
alto, statue, cornicioni, tegole, camini, campane o anche semplici vasi,
possono essere lanciati a distanze considerevoli e arrivare a terra a velocità
spaventose;
-
vivere: “per restare in vita salvare
nell’ordine: cranio, torace, bacino, gambe e braccia (quindi ottimi per
proteggersi: caschi, ripari rigidi che lascino respirare e impediscano lo
schiacciamento come tavoli, scrivanie, travi ben piazzate)”.
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