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"La sicurezza nelle aziende di prima lavorazione del legno"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
11/06/2012 - Per un’ottimale prevenzione degli infortuni e tutela della salute dei
lavoratori nel
comparto del legno
c’è ancora molto da fare.
Infatti
i dati relativi a infortuni e malattie professionali mostrano che in questo
comparto sussistono seri rischi per la salute e sicurezza dei suoi addetti,
specialmente con riferimento alle piccole aziende del settore che hanno
difficoltà ad uniformarsi a tutti gli adempimenti richiesti dalla normativa
vigente.
Per
migliorare la prevenzione in questo settore l’ Inail ha pubblicato la nuova edizione di una pubblicazione,
realizzata in collaborazione con
FederlegnoArredo
(Federazione Nazionale delle industrie del Legno, del Sughero, del Mobile e
dell’Arredamento), dal titolo: “
Segheria Sicura -
Opuscolo informativo per Lavoratori delle aziende di prima lavorazione
del legno”.
La
pubblicazione consiste in un opuscolo informativo, con un linguaggio essenziale
e immediato, destinato a tutti i lavoratori operanti nelle aziende di prima
lavorazione del legno (
segherie).
Sono
focalizzati in particolare i principali fattori di rischio - infortunistici, organizzativi,
igienico-ambientali - che possono incontrarsi in ogni fase lavorativa con
particolare, ma non esclusivo, riferimento alle principali
macchine presenti in una segheria (segatronchi, scortecciatrice,
intestatrice, refendino, multilame e refilatrice) e a un rischio trasversale a
tutto il ciclo produttivo, l' esposizione a polveri di
legno duro.
Per
ogni fattore di rischio sono descritte le modalità per svolgere l'attività in
tutta sicurezza, con riferimento alle procedure corrette, alle misure di
prevenzione necessarie e ai dispositivi di protezione.
A
titolo esemplificativo – rimandando l’approfondimento sulla sicurezza
delle macchine a futuri articoli – ci soffermiamo sui rischi correlati alla
fase di
scarico dei tronchi.
La
nostra rubrica “Imparare dagli errori” ha più volte mostrato i molti rischi
correlati alle fasi di carico/scarico e di accatastamento
delle merci e dei materiali di lavoro.
In
particolare le operazioni di scarico dei tronchi “devono essere svolte in
aree prestabilite e appositamente adibite
allo scopo” e nel documento vengono presentate diverse indicazioni per
migliorare la sicurezza di queste aree.
Vediamo
alcune
indicazioni per l’operatore.
Durante
lo scarico dei tronchi dovrà:
-
“assicurarsi che non ci siano persone nel raggio di svolgimento delle
operazioni; l’autista dell’automezzo di conferimento dei tronchi dovrà trovarsi
in posizione sicura, lontana dalle operazioni di manovra;
-
tenere presente il fondo del piazzale di scarico: la presenza di buche,
avvallamenti, terreno cedevole, può determinare il ribaltamento del mezzo o la
caduta del tronco movimentato;
-
evitare di scaricare tronchi in condizioni meteorologiche avverse: la neve e la
pioggia rendono il legno più scivoloso, e il tronco può sfuggire dalla presa
del mezzo di scarico. Il forte vento può determinare l’eccessiva oscillazione
del tronco, con la sua conseguente caduta;
-
valutare le condizioni dei tronchi: il legno verde o bagnato è molto scivoloso
e potrebbe sfuggire alla presa del mezzo di scarico”.
E
se durante le operazioni di scarico
si effettuano anche operazioni di misurazione dei tronchi, “chi misura il
tronco dovrà: stare al di fuori del raggio di azione del mezzo di scarico, non
sostare mai sotto al tronco movimentato, avvicinarsi al tronco solo quando è
definitivamente rilasciato dal mezzo di scarico e completamente appoggiato
sulla catasta o a terra”.
Inoltre
il mezzo utilizzato per lo scarico “dovrà essere sottoposto a periodici
controlli e manutenzioni che assicurino la sua efficienza e affidabilità”.
L’opuscolo
si sofferma anche sull’
altezza e fissaggio
delle cataste di tronchi.
In
particolare si sottolinea che le
tecniche
di accatastamento dei tronchi “devono essere state analizzate e definite
mediante procedura scritta; a tal proposito, l’operatore che effettua
l’accatastamento dei tronchi deve essere adeguatamente formato”.
Se
le metodologie utilizzabili per il fissaggio delle cataste possono essere
diverse, “qualunque metodo si utilizzi, si dovrà tenere presente che più alte
sono le cataste di tronchi e maggiore è la spinta laterale che si avrà alla
base delle cataste stesse”.
Un
metodo spesso utilizzato per formare cataste di tronchi stabili è “la creazione
di sostegni laterali, i cosiddetti ‘
castelli’
o ‘
castelletti’, formati con tronchi
messi longitudinalmente alla catasta e appoggiati su altri tronchi che ne
determinano una inclinazione, atta a creare un effetto di contenimento laterale
della catasta”.
Dopo
aver fornito indicazioni per poter adeguatamente valutare i tronchi per
facilitare l’accatastamento, si sottolinea che l’altezza delle cataste “deve
sempre consentire al conduttore dei mezzi meccanici di sollevamento di
movimentare i tronchi con sufficiente visibilità, sia del punto di prelievo del
tronco che del punto di appoggio del tronco stesso”. Senza dimenticare che gli spazi
per effettuare gli spostamenti e le manovre con i mezzi meccanici per la
movimentazione dei tronchi “devono essere ampi, al fine di evitare urti
accidentali che potrebbero compromettere la stabilità
delle cataste”.
I
lavoratori “non devono salire sulle cataste di tronchi per effettuare controlli
o misure”.
È
con l’uso di gru a “ragno” che “si può assestare il singolo tronco sulla
catasta o prelevarlo dalla catasta stessa”.
Se
un operatore “dovesse, per forza di cose, salire sulla catasta, dovrà
indossare:
-
un’opportuna imbracatura anticaduta con fune di trattenuta assicurata,
direttamente o mediante anello scorrevole, lungo una fune appositamente tesa e
fissata a parti stabili;
-
guanti di protezione delle mani;
-
elmetto di protezione del capo fissato con sottogola;
-
appositi ramponi da fissare alle calzature
antinfortunistiche per evitare di scivolare sui tronchi della catasta”.
Tuttavia
“per nessun motivo si deve salire sulle cataste in caso di pioggia, neve o
vento”.
Concludiamo
questa breve presentazione dell’opuscolo riportando alcune informazioni
sui
rischi legati alle polveri di legno duro, polveri che sono
classificate come cancerogene dal D. Lgs. 66/2000.
Nel
documento è presente l’elenco dei legni duri richiamato dal decreto 66/2000, elenco
che richiama la lista contenuta nella
Monografia
IARC Vol. 62.
In
particolare il
criterio di classificazione
elaborato dalla IARC “stabilisce che la ‘durezza’ del legno non è data dalle
caratteristiche fisiche di resistenza, bensì da caratteristiche biologiche.
Vengono, infatti, definiti legni duri molte latifoglie (angiosperme), mentre
con i legni teneri si identificano le conifere (gimnosperme)”.
L’opuscolo
si conclude indicando che laddove esistesse nel luogo di lavoro il rischio di
esposizione a polveri di legno duro, “si
dovrà:
-
effettuare la valutazione dell’esposizione ogni 3 anni o a ogni cambiamento del
processo produttivo significativo per la salute e la sicurezza del lavoratore;
-
dotare le macchine di impianti di aspirazione localizzata per l’aspirazione
delle polveri;
-
eliminare gli accumuli di polveri di legno non necessari alle lavorazioni;
-
effettuare regolare e sistematica pulitura del locale, delle attrezzature e
degli impianti;
-
interdire l’ingresso ai non addetti in tali aree;
-
vietare il fumare, bere e mangiare nelle aree esposte;
-
prestare particolare cura nella scelta dei dispositivi di protezione
individuali delle vie respiratorie;
-
integrare il documento di valutazione dei rischi riportando le misure di
prevenzione adottate;
-
attuare una formazione specifica per i lavoratori esposti;
-
attuare la sorveglianza
sanitaria specifica per i lavoratori esposti”.
Le
fasi di lavoro e i
rischi presentati nel documento:
-
Scarico dei tronchi
-
Scortecciatura dei tronchi
-
Intestazione dei tronchi
-
Taglio dei tronchi con segatronchi
-
Taglio delle tavole di legno con refendino
-
Taglio delle tavole con multilame (gatter)
-
Taglio delle tavole con refilatrice
-
Scorniciatura dei semilavorati
-
Accatastamento ed essiccazione dei prodotti tagliati
-
Movimentazione dei prodotti finiti
-
Manutenzione dei macchinari
-
Rischi legati alla polvere di legno duro
Inail,
“ Segheria
Sicura - Opuscolo informativo per
Lavoratori delle aziende di prima lavorazione del legno”, realizzato in
collaborazione con FederlegnoArredo, edizione 2011, pubblicato nel mese di
marzo 2012 (formato PDF, 1.46 MB).
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