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"Attività subacquea: organizzazione e procedure per le immersioni"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza
15/06/2012 - Nelle scorse settimane PuntoSicuro ha presentato alcune linee di
indirizzo per la
sicurezza delle
attività subacquee con riferimento al documento “ Criteri ed
indirizzi per la valutazione del rischio e le corrette modalità comportamentali
degli operatori nello svolgimento di attività subacquee delle Agenzie
Ambientali” a cura di S. Gini e F. Serena ( Arpa Toscana), M.G.
Marchesiello ( Arpa
Emilia-Romagna), M. Albertazzi, D. Viglione e E. Zunino ( Arpa Liguria).
Il
documento è stato presentato, con le relative slide,
al
18° Convegno di igiene industriale,
che si è tenuto a Corvara, in provincia di Bolzano, dal 28 al 30 marzo 2012, e
che ha affrontato diversi temi relativi alla valutazione e prevenzione dei
fattori ambientali che possono incidere sulla salute e sicurezza dei
lavoratori.
“ Criteri
ed indirizzi per la valutazione del rischio e le corrette modalità
comportamentali degli operatori nello svolgimento di attività subacquee delle
Agenzie Ambientali di Arpa Emilia-Romagna, Arpa Liguria e Arpa Toscana”, a cura di S. Gini e F. Serena (Arpa Toscana),
M.G. Marchesiello (Arpa Emilia-Romagna), M. Albertazzi, D. Viglione e E. Zunino
(Arpa Liguria), slide presentate al 18° Convegno di igiene industriale
Oltre
a riportare indicazioni su attrezzature, dispositivi di sicurezza e misure di
prevenzione per gli “
operatori subacquei
scientifici” (operatori di agenzie ambientali, enti ed istituti scientifici
in Italia,...), i relatori ricordano che le
caratteristiche delle immersioni autorizzate – ad esempio in
relazione alle attività di Arpa Emilia Romagna, Arpa Liguria e Arpa Toscana –
“sono di tipo non particolarmente impegnativo e affaticante dal punto di vista
del lavoro, assolutamente non inquadrabili nelle attività per cui ricorre
l’obbligo di profilo OTS” (operatore tecnico subacqueo, ndr). Ad esempio normalmente
vengono svolte entro 12 miglia dalla costa, da imbarcazione, con autorespiratori ad aria (ARA oppure in miscela nitrox) ed
entro la batimetria dei 35 m.
Per
la sicurezza
dell’attività subacquea il documento riporta poi precise indicazioni
relative all’
organizzazione delle
immersioni e alle relative
procedure.
Infatti
un’oculata
organizzazione di
un’immersione “prevede che l’imbarcazione innalzi il segnale di operazioni
subacquee in corso: una bandiera rossa con banda diagonale bianca in acque
nazionali” e “una bandiera biancoceleste (lettera A del codice internazionale
dei segnali) in acque internazionali” e tra l’equipaggio deve essere individuato
“un operatore che avrà compiti di assistenza, pronto ad immergersi nel caso se
ne presentasse la necessità”.
Inoltre
dall’imbarcazione deve essere calata “una cima abbastanza robusta e di diametro
sufficiente ad assicurare una buona presa manuale, alla cui estremità dovrà
essere legato un peso di almeno 10 kg che ne assicuri la stabilità e ne eviti
al massimo lo sbandieramento. Su tale cima saranno posizionati segnali
indicanti le più frequenti soste di decompressione da 12, 9, 6, 3 metri”. In
particolare è obbligatoria in ogni caso “l’osservanza della tappa di sollievo a
sei metri dalla superficie”.
La
sicurezza è assicurata anche da altre
regole
e procedure, ne vediamo alcune:
-
“al termine dell’immersione l’operatore emergerà in superficie ad una velocità
non superiore a 1 metro al minuto;
-
la presenza della barca sulla zona d’immersione non libera il sommozzatore
dall’obbligo dell’uso del pallone di segnalazione, che rende oltretutto più
facile la sua identificazione dalla superficie;
-
il sommozzatore dovrà di norma emergere lungo la cima calata dal natante;
-
in caso d’immersioni di più operatori, il sommozzatore più esperto, porterà il
pallone galleggiante in superficie, gli altri ne saranno muniti, ma lo
gonfieranno solo prima di emergere nel caso si trovassero lontani dalla cima di
emersione” (il programma dell’immersione “è affidato al sommozzatore più esperto”).
Dopo
aver ricordato che la
discesa inizia
dal momento in cui si abbandona la superficie (Bottom – Time) e che “dovrà
essere graduale ma non eccessivamente lenta per non aumentare il tempo di
saturazione”, riportiamo alcune
indicazioni
relative alla permanenza sul fondo:
-
“durante la permanenza alla massima quota, il sommozzatore dovrà porre molta
attenzione alla sua respirazione, curando che sia la più tranquilla e la meno
frequente possibile;
-
dovrà altresì cercare di limitare al massimo gli sforzi muscolari che,
attraverso l’incremento della frequenza respiratoria, aumentano la sua saturazione
di azoto. E’ da ricordare che più bassa è la temperatura dell’acqua, più
alta sarà la saturazione di azoto per cui, quando l’acqua sul fondo è
particolarmente fredda, sarà conveniente ridurre i tempi di permanenza o, se
ciò non dovesse essere possibile, aumentare i tempi di decompressione previsti;
-
in caso di affanno conclamato, sospendendo qualsiasi attività, il sommozzatore
dovrà respirare profondamente e risalire ad una profondità minore (comunque non
oltre la prima tappa di decompressione se questa è prevista) fino al ripristino
delle normali condizioni respiratorie. In caso di persistenza delle difficoltà
di respiro sarà necessario interrompere l’immersione, attenendosi comunque
alla decompressione prevista”.
Inoltre
il tempo di permanenza alla massima profondità stabilita “deve essere calcolato
in maniera da non dover utilizzare la riserva dell’aria. Il
ricorso alla riserva deve essere un provvedimento
di emergenza a cui ricorrere solo in caso di imprevisti consumi dovuti alle
più diverse cause”.
Come
abbiamo visto la
risalita deve
essere praticata ad una velocità adeguata e deve essere effettuata “il più
possibile in verticale sotto il natante di appoggio, allo scopo di poter
usufruire della cima di segnalazione, approntata per facilitare la permanenza
alle quote di decompressione, e di poter utilizzare la zavorra e
l’autorespiratore di rispetto che saranno stati predisposti”.
Benché
le immersioni previste per gli operatori subacquei delle Agenzie Ambientali siano
solo quelle in curva di sicurezza (cioè generalmente senza tappe di
decompressione) “sarà opportuno effettuare una sosta di 3 m’ alla quota di 6
metri”. Questa precauzione consente anche di essere sicuri di poter riaffiorare
senza pericolo di essere travolti da eliche di eventuali imbarcazioni che,
nonostante tutte le segnalazioni, possono transitare nella zona”.
Oltre
a sottolineare l’importanza del
programma
d’immersione, della
pianificazione
operata dal Responsabile delle operazioni subacquee (la pianificazione riporta
anche dati relativi al piano
di emergenza), il documento sottolinea che ogni immersione “deve essere
realizzata da una squadra costituita da coppie di subacquei”.
In
particolare le
squadre d’immersione
“devono limitare le loro attività (profondità, equipaggiamento, condizioni)
all’esperienza ed al tipo di brevetto posseduti dal meno qualificato del
gruppo”. E i due subacquei “devono stare in continuo contatto visivo”: in caso
di “perdita di comunicazione tra la coppia i subacquei dovranno riemergere”.
Rimandando
i lettori ad una lettura esaustiva della relazione presentata al convegno di igiene
industriale, terminiamo questo breve excursus sulla sicurezza delle immersioni
degli operatori subacquei scientifici dando qualche indicazione sui
controlli di sicurezza pre-immersione.
Intanto
ogni subacqueo scientifico “dovrà fare un controllo della funzionalità ed
efficienza della propria attrezzatura alla presenza del compagno d’immersione. È
responsabilità e dovere del subacqueo rifiutare di immergersi se, a suo
giudizio, le condizioni sono sfavorevoli, o se non sono compatibili con la
formazione e addestramento ricevuti ovvero violano le disposizioni contenute
nelle procedure adottate dall’Agenzia”.
Vige
il “
divieto di immergersi in assenza
delle condizioni ottimali per lo svolgimento dell’attività”.
Inoltre
i controlli di sicurezza pre-immersione presuppongono
due valutazioni:
-
valutazione dell’equipaggiamento: “ogni
subacqueo si assicurerà che il proprio equipaggiamento e l’attrezzatura siano
in ordine, revisionati ed adeguati al tipo d’immersione da compiere. Ed infine
dovrà controllare lo stato di piena carica
della sua bombola”;
-
valutazione del sito: “le condizioni
ambientali del sito sono valutate dal Responsabile delle operazioni subacquee.
L’operatore può rifiutare l’immersione se ritiene che le condizioni meteo
marine mettano a rischio la sua incolumità e quella dei suoi compagni”.
“ Criteri
ed indirizzi per la valutazione del rischio e le corrette modalità
comportamentali degli operatori nello svolgimento di attività subacquee delle
Agenzie Ambientali”, a cura di S. Gini e F. Serena (Arpa Toscana), M.G.
Marchesiello (Arpa Emilia-Romagna), M. Albertazzi, D. Viglione e E. Zunino
(Arpa Liguria), articolo presentato al 18° Convegno di igiene industriale (formato PDF, 191 kB).
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