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"Rischio vibrazioni: tecniche di misura e strumentazione idonea"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza alimentare
13/12/2012 - L’ Ordine degli Ingegneri della
Provincia di Roma ha organizzato in questi anni diversi seminari formativi
per approfondire la conoscenza dei
rischi
relativi ad
agenti fisici e
affrontarne la valutazione. In particolare il 30 novembre 2011 si è tenuto presso la sede dell’Ordine il seminario dal
titolo “
Misura del rumore e delle
vibrazioni negli ambienti di lavoro”, un seminario organizzato in
collaborazione con la Commissione Acustica Ambientale dell’Ordine e la società
Aesse Misure srl.
Nel seminario si è sottolineato che negli ambiente di lavoro bisogna
fare particolare attenzione a due tipologie di rischi da agenti fisici: il rischio
rumore e il rischio
vibrazioni. E per poter elaborare in modo corretto il documento della
valutazione del rischio è necessario conoscere le
tecniche di misura e le
tipologie
di strumentazione che devono essere impiegate ai fini valutativi.
In merito a questi temi ci soffermiamo su un intervento – pubblicato
insieme agli altri atti del seminario sul sito dell’Ordine - a cura dell’Ing. Piertoni
Cambiaggio (Aesse Misure srl) dal titolo “
Vibrazioni
trasmesse all’uomo - Vibrazioni Mano-Braccio - Vibrazioni Corpo-Intero”.
Il relatore indica che una
vibrazione
“può definirsi come un movimento oscillatorio di un corpo o di una parte di
esso o, più semplicemente, di una particella intorno ad una posizione di
equilibrio”.
In particolare le vibrazioni:
- “si presentano ogni volta che una forza esterna agisce su un sistema
meccanico e quindi sono frequentemente riscontrabili nei macchinari quando
questi sono in funzione”;
- “possono avere
caratteristiche completamente diverse in relazione al tipo di sorgente che le
ha generate, o per una stessa sorgente avere un andamento mutevole nel tempo”.
Dopo aver mostrato, anche graficamente, le varie tipologie di vibrazioni
e la misura dell’intensità di una vibrazione, si sottolinea che “in relazione
ai possibili effetti sulla salute, schematicamente, si considerano come vibrazioni trasmesse al corpo intero
le vibrazioni con frequenza medio-bassa (da 0,5Hz fino a 80 Hz)”.
E le sorgenti di vibrazione possono essere diversi mezzi di trasporto
o di movimentazione (ruspe, pale meccaniche, trattori, macchine agricole,
autobus, carrelli
elevatori, camion, imbarcazioni, ecc.).
Se l'articolo 202 del Decreto Legislativo 81/2008 obbliga i datori di
lavoro a
valutare il rischio da
esposizione a vibrazioni, tale valutazione può essere effettuata senza
misurazioni, qualora siano reperibili dati di esposizione adeguati presso specifiche
banche dati o presso i produttori o fornitori. Se tali dati non sono reperibili
è invece necessario misurare i livelli di vibrazioni meccaniche a cui i
lavoratori sono esposti.
Il relatore indica che il
livello
di esposizione si valuta mediante il calcolo del valore dell’esposizione
giornaliera normalizzato alle 8 ore [A (8)].
Per le vibrazioni
trasmesse al corpo intero abbiamo:
- Livello d'azione giornaliero di esposizione A(8) = 0,5 m/s2;
- Valore limite giornaliero di esposizione A(8) = 1,0 m/s2.
E in particolare, riguardo alla valutazione con misurazioni, “l’esposizione
si valuta in base al valore di A (8) calcolata come il più alto dei valori
quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre
assi ortogonali”.
Nelle
valutazioni senza
misurazioni gli errori che si commettono generalmente sono legati ai
seguenti fattori:
- “tipologia di terreno;
- velocità del veicolo;
- condizioni generali del veicolo (ammortizzatori);
- tipologia sedile e sue caratteristiche di trasmissibilità della
vibrazione”.
La relazione presenta un
adattatore
per misure corpo intero:
- “il più diffuso adattatore per corpo intero l’adattatore per sedile
che ingloba al suo interno un accelerometro triassiale;
- con la possibilità di aver un
4° canale disponibile è molto interessante valutare il rapporto che esiste tra
l’accelerazione misurata sul sedile e quella sul pavimento secondo l’asse z”.
In merito alla
valutazione
della trasmissibilità della vibrazione attraverso il sedile, per eseguire
una misura che sia rappresentativa occorre tenere presente dei “seguenti
fattori:
- l’adattatore a cuscino va fissato sul sedile del conducente con la
terna di assi di riferimento orientata secondo la ISO 2631;
- l’adattatore non deve subire movimenti relativi rispetto al sedile,
se necessario va fissato rigidamente ad esso;
- occorre individuare il ciclo di attività del mezzo, suddividere le
fasi che lo compongono, stimare i tempi di ciascuna fase;
- per ciascuna fase occorrerà valutare l’accelerazione trasmessa;
questa procedura servirà a individuare le fasi che determinano un contributo
più gravoso all’esposizione. Sulla base di queste informazioni potranno essere
adottate misure di riduzione
dell’esposizione;
- in generale è preferibile
acquisire un maggior numero di campioni di breve durata piuttosto che un minor
numero di campioni di lunga durata, e ciò per minimizzare l’effetto di
possibili fattori interferenti sul segnale acquisito e garantire una migliore
precisione della valutazione”.
Riguardo alle
vibrazioni mano-braccio
la relazione riporta il livello d’azione e i valori limiti indicati dalla
normativa e ricorda che nelle
valutazioni
senza misurazioni spesso non si tiene conto:
- “delle caratteristiche soggettive dell’Operatore: in particolare
della Forza con la quale conduce l’utensile: la forza di prensione è un
elemento che condiziona l’esposizione”;
- del fatto che attrezzi di costruttori diversi “generano vibrazioni
di entità differente; le vibrazioni prodotte da uno stesso utensile variano nel
tempo in base alla sua usura e allo stato di manutenzione”;
- che “le vibrazioni generate da
un attrezzo sono notevolmente influenzate dal tipo di lavorazione, dal
materiale in lavorazione, dal tipo di punta-utensile”.
In particolare si ricorda che l’
accelerometro
è un “dispositivo atto a trasformare le grandezze meccaniche in grandezze
elettriche che possano essere interpretate da uno strumento di misura”. In
particolare l’accelerometro è “il trasduttore che misura le vibrazioni”.
Può essere un
accelerometro
triassale (misura nelle direzioni X, Y, Z contemporaneamente) o un
accelerometro piezoelettrico.
Quest’ultimo è l’accelerometro più utilizzato e ha:
- “gamma di frequenza e dinamica molto estese;
- eccellente linearità;
- ottima stabilità nel tempo delle caratteristiche;
- robustezza;
- affidabilità;
- assenza di parti mobili usurabili;
- indipendenza da sorgenti di alimentazione;
- delimitato inferiormente solo dal rumore dei cavi e dei
preamplificatori”.
Per concludere vi rimandiamo alla lettura del documento agli atti che
contiene ulteriori informazioni sul montaggio dell’accelerometro, sulla “catena
di misura per misure di vibrazioni
sul corpo umano” (“accelerometro, cavo accelerometrico, calibratore per
accelerometri/shaker, filtro di ponderazione, analizzatore/vibrometro/registratore,
software di elaborazione”) e sul vibrometro palmare a comunicazione wireless
(bluetooth).
“ Vibrazioni
trasmesse all’uomo - Vibrazioni Mano-Braccio - Vibrazioni Corpo-Intero”, a
cura dell’Ing. Piertoni Cambiaggio (Aesse Misure srl), seminario “Misura
del rumore e delle vibrazioni negli ambienti di lavoro” (formato PDF, 6.24 MB)
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