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"Buone prassi per evitare il sovraccarico da movimentazione dei carichi"
fonte www.puntosicuro.it / Salute
06/02/2013 - Uno dei rischi più diffusi, più rilevanti e, purtroppo, non sempre valutati nei luoghi di lavoro è il
sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Se l’Inail ha recentemente pubblicato un corposo documento contenente 100 schede di rischio da sovraccarico nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura, un’efficace strumento per la prevenzione è la
promozione delle buone prassi, esempi di innovazione per il miglioramento della gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Riguardo al problema del sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, il 23 gennaio 2013 la Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro ha validato una
buona prassi relativa ad alla riduzione dei compiti di movimentazione manuale dei carichi (MMC) nel reparto “Coestrusione Film a Bolle”.
Ricordiamo che il film a bolle è un prodotto di imballaggio in
plastica molto utilizzato e che la coestrusione è una variante del
processo di estrusione, un processo di deformazione plastica di vari
materiali (metallici, plastici, ...).
Nella buona prassi “
Ribaltatore Bobine” si racconta l’esperienza della Sealed Air S.r.l. nel comparto della produzione industriale di imballaggio in materie plastiche.
Una delle attività nell’azienda è l’
accatastamento in pile
di 3, nel Magazzino Prodotti Finiti, di bobine di film a bolle pesanti da 8 a 30 chilogrammi ed alte 1 metro.
Questa la
descrizione dell’azione:
- quando
svolta da una persona: “l’addetto linea
Coex (reparto Coestrusione Film a Bolle), una volta che la bobina
(prodotto finito, pesante dagli 8 ai 26 kg a seconda dell’ordine) è
stata espulsa dal bobinatore (a fine linea), la fa rotolare, pesata ed
etichettata, fino al Magazzino Prodotti Finiti dove la accatasta
manualmente in pile di 3”;
- quando
svolta da
due persone:
“le bobine da 30 kg vengono accatastate da due addetti, i quali in un
primo tempo dispongono la bobina orizzontalmente, poi, con una spinta,
le fanno assumere posizione verticale”.
Veniamo
ai
rischi per i lavoratori.
L’ accatastamento
manuale
delle bobine in pile di 3 è risultato essere – “a seguito di Valutazione dei
Rischi effettuata con metodologia NIOSH” – un compito che “espone l’addetto a
rischio di sovraccarico degli
arti superiori
e dunque, a lungo andare, a possibili lesioni all’apparato dorso-lombare”. In
particolare l’Indice di Sollevamento Composto calcolato nella Valutazione era
1.47”.
Nella
scheda che presenta la buona pratica si segnala inoltre che nell’azienda in
passato c’erano state “
denunce di
malattia professionale per lesioni all’apparato dorso-lombare da parte di
lavoratori impiegati in questo compito”.
Nelle
buone prassi alla problematica individuata corrisponde una
soluzione per la prevenzione del rischio.
In
questo caso la soluzione corrisponde all’installazione nel reparto Coestrusione
Bolle di un’attrezzatura motorizzata (
Ribaltatore
Bobine o Tilt Table) “in grado di ribaltare le bobine che vengono scaricate
dal bobinatore della linea Coex”.
Questo
il
funzionamento del ribaltatore:
-
“dopo aver scaricato le bobine dal bobinatore, l’addetto le deve accatastare in
pile di 3 nel Magazzino Prodotti Finiti;
-
con il ribaltatore ora deve solamente “far rotolare le bobine sul pavimento
fino a riporle sulla base arancione del Ribaltatore in posizione orizzontale;
-
semplicemente premendo un pulsante sul pannello le bobine vengono poi sollevate
in posizione verticale, quindi appoggiate sul carrello manuale giallo da cui
vengono poi tutte impilate insieme e trasportate in un’unica colonna verticale
di tre in Magazzino, senza alcuno sforzo aggiuntivo”.
Inoltre
per evitare lo
schiacciamento degli arti
superiori ed inferiori dell’addetto durante il movimento ascendente e
discendente del Ribaltatore, “è stato installato un dispositivo scanner sulla
parte superiore dell’attrezzatura, che monitora e protegge l’area pericolosa
interrompendo automaticamente il movimento del Ribaltatore in caso di presenza
di parti del corpo umano nella stessa”.
Riguardo
ai
risultati dell’esperienza svolta
dall’azienda si indica che “l’attrezzatura
riduce
al minimo i compiti di movimentazione manuale da parte dell’operatore,
eliminando completamente il rischio di sovraccarico degli arti superiori e di
conseguenza eventuali lesioni all’apparato dorso-lombare”.
Ma
non solo:
-
“gli addetti di reparto sono stati coinvolti sia nella fase di Valutazione del
Rischio,
sia in quella di identificazione e sviluppo dell’azione correttiva. Perciò la
utilizzano poiché la ritengono una loro creazione, oltre che uno strumento per
salvaguardare la loro salute;
-
non vi sono più lamentele né denunce di malattia professionale da movimentazione
manuale dei carichi,
da quando l’attrezzatura è in uso”.
La
scheda si sofferma sui
costi e benefici
ricordando che, indicativamente, “il costo dovuto all’assenza di un addetto al
compito in questione a causa di malattia o infortunio generato dal sovraccarico
biomeccanico degli arti superiori è stimabile in 168 €/giorno”.
Concludiamo
ricordando che nella scheda sono presenti diverse foto e ulteriori informazioni
sui costi dell’attrezzatura (nel 2009 circa 11.600 dollari americani), sui
risultati della valutazione dei rischi e sul funzionamento del ribaltatore.
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