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"Movimentare in sicurezza: gru a rotaia, a ponte e a cavalletto"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
20/05/2013 - Riguardo alle
attrezzature di sollevamento in
Italia si verificano ancora troppi infortuni correlati all’utilizzo di
mezzi di sollevamento e/o di trasporto non adeguati, ad esempio in
relazione al carico da movimentare.
Affrontando il tema dei
requisiti minimi di sicurezza di alcune attrezzature di sollevamento è
bene ricordare che un requisito basilare per tutti gli apparecchi di
sollevamento e trasporto è la presenza su ogni mezzo dell’
indicazione della portata massima; inoltre, se la portata varia col variare delle condizioni d’uso (es. distanza del carico dall’asse nelle gru a torre), l’entità del carico ammissibile deve essere indicata, con esplicito riferimento alle variazioni delle condizioni di uso.
A darci queste informazioni è il documento “
Movimentazione
merci pericolose. Carico, scarico, facchinaggio di merci e materiali.
Manuale sulla sicurezza destinato agli addetti al carico, scarico,
facchinaggio di merci e materiali pericolosi”, pubblicazione realizzata dalla Direzione Centrale Prevenzione dell’Inail in collaborazione con Parsifal Srl.
Dopo aver affrontato, nei giorni scorsi, il tema della sicurezza di paranchi e gru a bandiera, ci soffermiamo oggi sulle
gru a rotaia,
gru a ponte (uno dei sistemi di sollevamento più diffusi, presenta un numero consistente di varianti) e
gru a cavalletto (particolare
tipo di gru a ponte: le travi metalliche su cui scorre il carrello
porta-argano sono rette da colonne metalliche che poggiano su testate
scorrevoli su rotaie posizionate a terra).
Il documento si sofferma sulle caratteristiche e sui
requisiti minimi di sicurezza.
Vie di scorrimento
Le
gru a torre su rotaia, le gru a ponte e le gru a cavalletto “possono spostarsi
lungo delle vie di corsa aeree, a terra o parte aeree e parte a terra. Le vie
di corsa sono generalmente costituite da profilati metallici (binari) a volte
di tipo ferroviario, le cui dimensioni e caratteristiche (es. sezione, profilo)
dipendono dalla tipologia di gru da installare”. Il documento sottolinea che la
posa delle vie di corsa “deve essere fatta con la massima cura, onde non
pregiudicare il buon funzionamento degli apparecchi che vi andranno a traslare.
Errori di posa, mancato rispetto delle tolleranze, possono determinare, ad
esempio, una rapida usura dei componenti meccanici, e in particolare delle
ruote”. In particolare nelle gru a ponte, “i piani di posa
delle rotaie di scorrimento, se utilizzati per l’accesso alla gru e per altre
esigenze di carattere straordinario relative all’esercizio delle stesse, devono
avere una larghezza di almeno 60 centimetri oltre la sagoma di ingombro della
gru; devono essere agevolmente percorribili e provvisti di un corrimano posto
ad altezza di circa un metro dagli stessi piani, a una distanza orizzontale non
minore di 50 centimetri dalla sagoma di ingombro del carro ponte. I binari di
scorrimento devono essere provvisti alle estremità di corsa di tamponi di
arresto (respingenti) adeguatamente dimensionati (resistenza e azione
ammortizzante), e aventi altezza non inferiore a 0,6 volte il diametro delle
ruote”. Il documento ricorda che per quanto possibile “si deve evitare il
passaggio di carichi sospesi sopra i lavoratori,
e dove l’eventuale caduta del carico può costituire pericolo; il campo di
azione degli apparecchi di sollevamento provvisti di strumenti elettromagnetici
di presa del carico deve essere interdetto al passaggio e delimitato con
barriere o sistemi similari di uguale efficacia (es. barriere immateriali). Per
le gru a cavalletto che operano all’aperto, occorre garantirne la stabilità,
tenendo in considerazione sia le sollecitazioni che derivano dalle manovre dei
carichi, sia quelle dovute all’azione del vento”.
Sistemi di
traslazione
Per
impedire situazioni di pericolo durante le fasi di traslazione, “i meccanismi
delle gru direttamente connessi alla traslazione (gru, carrelliere, carrello
porta argano, motoriduttori…) devono possedere una serie di requisiti di
sicurezza”. Ad esempio le ruote (motrici e di scorrimento) “devono essere
realizzate in maniera tale da impedire il deragliamento della gru; nella
maggior parte delle realizzazioni, le ruote sono dotate di un bordo laterale,
che impedisce loro di deragliare”. Per impedire l’urto contro i tamponi di
estremità (potrebbe avere effetti negativi sulla stabilità del carico, sul
corretto funzionamento della gru e sul comportamento delle vie di corsa), “le
gru che scorrono su binari devono essere provviste di dispositivi che agiscano
sull’apparato motore per l’arresto automatico”. Il documento si sofferma sulle
varie tipologie e caratteristiche dei dispositivi utilizzabili. Si ricorda che
in caso di presenza di più gru sulle vie di corsa, “i microinterruttori
anticollisione dovranno essere installati in maniera tale da evitare lo scontro
fra le gru, sempre tenendo in considerazione le caratteristiche dei freni delle
singole gru in relazione alla loro massa”.
Posti di manovra
I
posti di manovra dei mezzi e degli apparecchi di
sollevamento
e di trasporto “devono potersi raggiungere senza pericolo; a questo scopo,
vengono solitamente installate scale e passerelle”. Vengono riportate le
caratteristiche corrette delle eventuali scale a rampe o a pioli. I posti di
manovra “dovranno inoltre essere costruiti o difesi in modo da consentire
l’esecuzione delle manovre, i movimenti e la sosta, in condizioni di sicurezza
e permettere la perfetta visibilità di tutta la zona di azione del mezzo. Le
passerelle percorribili e i pianerottoli dovranno avere una pavimentazione
completa (meglio se in lamiera antiscivolo) e devono essere dotati di parapetto
normale con arresto al piede. I posti di manovra devono essere poi dotati di un
sistema di blocco, per impedire il movimento della gru, quando il manovratore
accede al piano di scorrimento.
Argani
L’argano
costituisce il sistema di sollevamento vero e proprio ed è quindi uno degli
elementi cardine di tutta l’attrezzatura. “Occorre che sia impedito
l’avvolgimento o lo svolgimento delle funi dai tamburi oltre le posizioni
limite (fine corsa) stabilite dal costruttore. A tale proposito, vanno
installati due fine corsa:
fine corsa
superiore, per evitare che per qualsiasi motivo (errore di manovra,
anomalia di funzionamento..) il bozzello o l’attrezzatura di sollevamento
vadano ad urtare l’argano e a sollecitare in maniera anomala le funi di
sollevamento;
fine corsa inferiore,
per evitare invece lo svolgimento completo delle funi, e la conseguente
sollecitazione anomala dei punti di aggancio della fune al tamburo. Per evitare
quest’ultima situazione (svolgimento completo della fune), sul tamburo dovranno
restare almeno due giri “morti” (cioè inutilizzati) di fune”. Inoltre i tamburi
e le pulegge di rinvio “dovranno essere provvisti di sistemi che impediscano la
fuoriuscita delle funi dalle sedi”; l’argano, il cui motore deve restare
innestato anche nella fase di discesa, deve essere “dotato di sistema frenante
(di solito elettromagnetico) per bloccare in maniera precisa e graduale il
carico all’altezza voluta e impedire, in caso di mancanza di energia, la
discesa del carico”; i ganci dei bozzelli o di eventuali accessori (es.
bilancieri) devono essere provvisti di dispositivi di chiusura dell’imbocco o
avere un particolare profilo della superficie interna o una limitazione
dell’apertura di imbocco, in modo da impedire lo sganciamento delle funi, delle catene e
degli altri organi di presa. Le funi e le catene devono essere accompagnate da
un’attestazione contenente una serie di indicazioni relative alle
caratteristiche del materiale impiegato, e recare un contrassegno indelebile e
inamovibile per permettere di risalire alla loro attestazione”;
Apparecchiature
elettriche
Le
gru a ponte e a cavalletto “hanno normalmente una linea di alimentazione
principale e una secondaria (derivata dalla principale), che corre lungo una
delle travi della gru ed è vincolata a essa”. In passato, la linea di
alimentazione principale “veniva realizzata a conduttori nudi, che correvano
parallelamente alle vie di corsa su sistemi isolanti o vincolati alla struttura
portante (gru a ponte) o a tralicci (gru a cavalletto). In alcuni casi, anche
la linea di alimentazione secondaria era a conduttori nudi. Attualmente, per
limitare i rischi di contatto con i conduttori in tensione, la linea principale
viene realizzata, per le gru a ponte, con il sistema ‘blindo-trolley’ e, per le
gru a cavalletto, con sistemi avvolgicavo motorizzati. La linea secondaria di
alimentazione è solitamente composta da un cavo a festone, sostenuto da
carrellini che scorrono su una rotaietta dedicata”. Si segnala che gli impianti
elettrici delle gru “devono essere realizzati e mantenuti in modo da prevenire
i pericoli derivanti da contatti accidentali con elementi in tensione, e i rischi di incendio/esplosione,
derivanti da eventuali anomalie che si verifichino durante l’esercizio. In
particolare, devono essere chiaramente indicati tutti i dati caratterizzanti
l’equipaggiamento elettrico quali, ad esempio, la tensione di esercizio. Gli
impianti devono essere provvisti di interruttori di apertura e chiusura
correttamente dimensionati in relazione alle correnti in gioco, di sistemi di
protezione in caso di superamento del carico di corrente stabilito o di guasto.
Le parti metalliche che, a causa di guasti, potrebbero trovarsi in tensione,
vanno collegate all’impianto di terra. Il quadro elettrico deve essere
realizzato in modo da impedirne l’apertura al personale non autorizzato e deve
essere dotato di maniglia di apertura, che agisce su un interruttore che toglie
corrente in caso di apertura; la morsettiera di arrivo della linea di
alimentazione, se resta in tensione anche dopo l’apertura del quadro, deve
essere protetta mediante schermi che impediscano il contatto accidentale con le
parti in tensione. Per le gru che operano all’aperto, occorre verificare
l’eventuale necessità di protezione contro le scariche
atmosferiche”.
Organi di
comando
Vanno
disposti in modo che: “il loro azionamento sia sicuro; siano accessibili senza
difficoltà o pericolo; chi manovra possa controllare direttamente il
funzionamento dell’impianto o della parte di esso comandata (se questo non è
possibile per particolari condizioni dell’impianto, devono essere adottate
altre misure di sicurezza); siano protetti contro l’azionamento accidentale”.
In particolare, “i
sistemi di comando
(es. pulsantiere) devono: avere i pulsanti protetti contro l’azionamento
accidentale; essere dotati di arresto di emergenza; riportare in maniera chiara
le indicazioni dei vari comandi (es. salita, discesa, comando graduale…)”. Sono
riportate ulteriori indicazioni relative ai moderni sistemi a radiocomando.
Dispositivi di
segnalazione e segnaletica
Le
gru “devono essere dotate di dispositivi acustici, ed eventualmente luminosi,
di segnalazione e di avvertimento. Gli
avvisatori
acustici sono generalmente azionati dal manovratore, ogniqualvolta sia
necessario segnalare che la gru sta operando; sulle gru a cavalletto di grosse
dimensioni che operano all’esterno (es. gru per scarico container),
l’avvisatore acustico interviene automaticamente nelle fasi di spostamento. Gli
avvisatori luminosi vengono
utilizzati principalmente sulle gru a cavalletto o a semicavalletto per
segnalare che la gru è in attività, dato che la traslazione può avvenire in
presenza di persone o veicoli. Le gru devono inoltre essere dotate di adeguata
segnaletica di sicurezza e, in particolare, di: cartelli indicanti la portata
massima e, se pertinente, la portata massima nelle varie configurazioni (es.
variabile in funzione della posizione sul braccio per le gru a torre); cartelli
che indicano la direzione dei vari movimenti riportati sulla pulsantiera;
segnaletica di informazione/divieto (es. divieto di transito sotto i carichi
sospesi, segnali identificativi); segnaletica di pericolo (es. quadri
elettrici, parti in movimento).
Accessori
Concludiamo
ricordando che su tutti gli accessori di sollevamento, deve essere indicata la
portata massima. Inoltre “i ganci di collegamento devono essere dotati di
sicura (linguetta a molla) per impedire la fuoriuscita accidentale degli
accessori agganciati (funi, catene, bilancieri …) o, in alternativa, avere
forma tale da impedire lo sganciamento delle funi, delle catene e degli altri
organi di presa. Nel caso la portata vari con la configurazione utilizzata,
come nel caso dei bilancieri, deve essere indicata la portata nelle varie
posizioni. Le brache in cavo d’acciaio con attacco a manicotto devono recare
stampigliata l’indicazione della portata. Gli attacchi a morsetto devono essere
realizzati con un sufficiente numero di morsetti (funzione del diametro della
fune), correttamente posizionati (parte a ‘U’ disposta nel tratto morto della fune)
e serrati. Le brache di fibra devono riportare l’indicazione della portata
massima e non possono essere utilizzate in presenza di temperature elevate”.
“ Movimentazione
merci pericolose. Carico, scarico, facchinaggio di merci e materiali. Manuale
sulla sicurezza destinato agli addetti al carico, scarico, facchinaggio di
merci e materiali pericolosi”, pubblicazione realizzata dalla Direzione
Centrale Prevenzione dell’Inail in collaborazione con Parsifal Srl, versione
2012 (formato PDF, 3.27 MB).
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