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"Imparare dagli errori: incidenti correlati all’utilizzo del gasolio"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
31/10/2013 - Quando si utilizzano nell’attività di lavoro sostanze pericolose,
tossiche o infiammabili, è bene adottare specifiche procedure di lavoro e
adeguate misure di prevenzione. Anche quando la sostanza è solo un
carburante con cui si riempie il serbatoio di una vettura.
Ci soffermiamo infatti oggi su alcuni incidenti che hanno a che fare con l’
uso del gasolio:
per rifornire un’attrezzatura di lavoro e per caricare la cisterna di
una latteria sociale. In entrambi i casi, come vedremo, gli incidenti,
molto diversi tra loro, potevano essere evitati.
Gli incidenti che presentiamo sono tratti dalle schede di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
I casi
Il
primo caso è relativo ad un infortunio avvenuto durante il
rifornimento di un serbatoio.
Un lavoratore, avendo la
necessità di rifornire il serbatoio della motrice di gasolio, si reca sul
piazzale di proprietà di una ditta, posiziona la motrice con cabina rivolta
verso il casotto contenente le attrezzature per il rifornimento. Successivamente,
“anche se non necessariamente nello stesso ordine di seguito descritto”, il
lavoratore apre il tappo di serbatoio con la chiave, apre e spalanca il portone
in lamiera del casotto, accende la luce interna e dopo aver dato corrente alla
pompa del carburante estrae la pistola dalla sede e srotola il tubo in gomma.
Fatto questo si dirige verso il serbatoio. Arrivato in prossimità del serbatoio
inserisce la pistola dentro e dopo aver premuto sulla leva della pistola inizia
l'erogazione del gasolio. Successivamente “per non essere obbligato a tenere
costantemente premuta la leva con la mano”, probabilmente inserisce un pezzetto
di ferro a contrasto fra la leva e la pistola. Avendo messo il blocco alla
pistola e avendo la necessità di controllare il livello del gasolio all'interno
del serbatoio, per interrompere in tempo l'erogazione, probabilmente il
lavoratore, vista la scarsa illuminazione del piazzale, si aiuta, dopo aver
acceso una sigaretta, con la fiamma dell'accendino che ha con sé. “È possibile
che questa manovra, congiuntamente alla formazione di vapori all'interno e
immediatamente vicino al serbatoio, dovuti alla turbolenza impressa al
combustibile dall'operazione in corso, abbia innescato una piccola esplosione e
il successivo incendio nonostante il punto di infiammabilità abbastanza alto
del gasolio”. Il lavoratore si “è praticamente 'acceso’, riportando ustioni
termiche in sedi multiple, la fiamma si è sviluppata sul suo torace, mentre la
pompa di gasolio ha continuato ad erogare il carburante, spandendolo a terra,
senza prendere fuoco”.
Dal rapporto dei VVFF risulta
“che il serbatoio da 600 litri al momento dell'incidente fosse semipieno,
l'operazione di rifornimento era giunta quindi quasi alla fine. L'illuminazione
del piazzale era data da due lampade azionate da un interruttore crepuscolare,
montate su lampioni di tipo stradale e poste a circa 25-30 metri dal luogo del
rifornimento, dalla luce proveniente dal casotto e dalle luci
del trattore che l'infortunato aveva lasciate accese. Successivamente
l'infortunato, avvolto dalle fiamme, si è recato alla fontanella (circa 10 m
dal serbatoio) e, inginocchiandosi di fronte a questa, si è gettato addosso
l'acqua spegnendo così il fuoco che lo avvolgeva. Successivamente sono arrivati
i soccorsi che hanno provveduto a trasportarlo all'Ospedale.
Questi i due
fattori determinanti, indicati da Infor.mo., relativi alle cause
dell’incidente:
- il lavoratore “blocca la pompa
dell'erogatore, per farla funzionare senza l'uomo presente e utilizza fiamma
libera vicino al serbatoio di carburante”;
- “piazzale scarsamente
illuminato”.
Il
secondo caso è relativo al caricamento della
cisterna di gasolio di una latteria sociale.
Un lavoratore, da solo, sta
effettuando il caricamento travasando il carburante dall'autobotte alla
cisterna esterna, soprelevata della latteria. Per accedere all'imbocco della
cisterna, posto a 2.5 m di altezza da terra, l'operatore si posiziona
presumibilmente sulla traversa laterale del basamento della cisterna, per
riuscire ad inserire la pistola nell'imbocco di carico della cisterna.
Probabilmente per effetto
di un malore (come indicato nei certificati rilasciati dal pronto soccorso
dell'ospedale) cade a terra colpendo con la testa il suolo e riportando la
frattura del cranio. Tale caduta gli ha procurato un immediato stato di coma.
Alcuni giorni dopo è sopraggiunta la morte.
Molto probabilmente non era
presente né era stato previsto un accesso sicuro e adeguato per compiere in
sicurezza le operazioni di carico, non era presente nessun sistema per impedire
la caduta dall'alto dell'imbocco della cisterna.
Dunque i
fattori determinanti l’incidente sono:
- la salita del lavoratore sulla
traversa della cisterna per effettuare il rifornimento in condizioni non
sicure;
- la non sicurezza dell’accesso
al caricamento della cisterna.
La prevenzione
Malgrado il secondo caso
presentato non abbia a che fare direttamente con i rischi e i pericoli
correlati al
gasolio, ci soffermiamo
sugli effetti sulla salute e sulle misure di prevenzione relative all’uso di
questa miscela di idrocarburi utilizzata come combustibile, per riscaldamento e
per altri usi industriali.
Riportiamo alcune brevi
indicazioni tratte dalla “ Scheda di sicurezza conforme al Regolamento CE n. 1907/2006 e
s.m.i. - GASOLIO - Q8 Quaser srl” che segnala alcuni usi identificati nella
Relazione della Sicurezza Chimica:
- “uso industriale: distribuzione
della sostanza, formulazione e (re)imballaggio delle sostanze e delle miscele,
utilizzo come carburante/combustibile;
- uso professionale: utilizzo
come carburante/combustibile;
- consumatore: utilizzo come
carburante/combustibile”.
Questi i
pericoli identificati relativi al gasolio:
- “
pericoli fisico
‐
chimici: liquido e vapori infiammabili;
-
p
ericoli per la salute: la miscela ha
effetti irritanti per la pelle, ha proprietà nocive per inalazione. A causa
della bassa viscosità il prodotto può essere aspirato nei polmoni o in maniera
diretta in seguito ad ingestione oppure successivamente in caso di vomito
spontaneo o provocato, in tale evenienza può insorgere polmonite chimica. Può
provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta.
Sospettato di provocare il cancro;
-
pericoli per l’ambiente: la miscela ha effetti tossici per gli
organismi acquatici con effetti a lungo termine per l’ambiente acquatico”.
Inoltre il prodotto riscaldato
“emette vapori che possono formare con l’aria miscele infiammabili ed
esplosive. I vapori sono più pesanti dell'aria: possono accumularsi in locali
confinati o in depressioni, si propagano a quota suolo e possono creare rischi
di incendio e esplosione anche a distanza”.
Oltre a riportare le misure di
primo soccorso e le misure in caso di rilascio accidentale, la scheda si
sofferma anche sulle
misure antincendio:
-
mezzi di estinzione: “incendi di piccole dimensioni: terra o
sabbia, anidride carbonica, schiuma, polvere chimica secca. Incendi di grandi
dimensioni: schiuma, acqua nebulizzata. Nota: l’uso di acqua a getto frazionato
(acqua nebulizzata) è riservato al personale appositamente addestrato. Altri
gas inerti (come permessi dalla normativa). Mezzi di
estinzione non adatti: Non utilizzare getti d'acqua diretti sul prodotto
che brucia, possono causare schizzi e diffondere l'incendio. Evitare l'utilizzo
simultaneo di schiuma e acqua sulla stessa superficie poiché l'acqua distrugge
la schiuma;
-
pericoli speciali derivanti dalla sostanza o dalla miscela: la
combustione incompleta potrebbe generare una complessa miscela di particelle
solide e liquide aerodisperse e di gas, incluso CO (monossido di carbonio), SOx
(ossidi di zolfo) o H2SO4 (acido solforico), composti
organici e inorganici non identificati;
-
raccomandazioni per gli addetti all’estinzione degli incendi: “in
caso di incendio di grandi dimensioni o in spazi confinati o scarsamente
ventilati, indossare un indumento completo di protezione ignifugo e un respiratore
autonomo dotato di maschera completa funzionante in pressione positiva”.
La scheda riporta anche utili
informazioni e precauzioni per la manipolazione e immagazzinamento del gasolio.
Riprendiamo inoltre alcune
informazioni relative ai
pericoli dei
gas e fumi di scarico degli automezzi riportati in “ Rischi
e malattie nei lavoratori del settore dei trasporti di merci e persone”, a
cura di F. Ronchese e M. Bovenzi. Relazione al 75° Congresso Nazionale
della Società Italiana di
Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale, pubblicata sul numero di
luglio/settembre 2012 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia.
Con riferimento alle
patologie
neoplastiche si indica che “diversi studi epidemiologici hanno
suggerito una maggiore incidenza di mortalità per neoplasie nei lavoratori del settore
dei trasporti”. Ad esempio nella città di New York “gli autisti di
autobus presentavano un aumentato rischio di mortalità per tutte le neoplasie
maligne” e per “cancro dell’esofago”. In alcuni studi, “in particolare quelli
sui tumori del polmone e della vescica, diversi Autori hanno suggerito il
possibile ruolo causale degli inquinanti atmosferici originati dai gas e fumi
di scarico degli automezzi (diesel, gasolio), già classificati come
probabilmente o possibilmente cancerogeni dallo IARC”. Tuttavia altri Autori
“hanno messo in dubbio le associazioni positive riscontrate in alcuni studi
epidemiologici in quanto le stime del rischio non erano aggiustate per il fumo
di tabacco ritenuto il principale agente causale per i tumori del polmone e
della vescica”.
PuntoSicuro si è occupato in
passato anche dei rischi di incendio che possono avvenire a causa delle
scariche elettrostatiche durante i rifornimenti
di carburante.
Queste alcune
precauzioni a cui attenersi durante il rifornimento di carburante ai self-service:
- mettere il freno a mano,
spegnere il motore, le luci, la radio e i fari;
- non rientrare in macchina
durante il rifornimento;
- per precauzione, chiudere la
porta uscendo, cosicché la carica elettrostatica si scaricherà toccando
qualcosa di metallico;
- toccare la parte metallica
della carrozzeria PRIMA di toccare la pistola, in modo da scaricare l'eventuale
corrente accumulata;
- non utilizzare i cellulari
durante il rifornimento;
- pulire bene il carburante
eventualmente fuoriuscito prima di rimettere in moto o accendere qualunque
apparecchiatura elettrica.
Dopo aver poi ricordato che il Decreto
legislativo 81/2008 sottolinea l’importanza di un adeguata valutazione
dei rischi ed un’adeguata prevenzione e
protezione contro le esplosioni (art. 289-291), concludiamo ricordando una
novità correlata al Regolamento
recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi,
adottato con decreto
del Presidente della Repubblica n. 151 del 1 agosto 2011.
Riguardo alle
nuove
attività
introdotte
con l'Allegato I (Elenco delle attività soggette alle visite e ai controlli di
prevenzione incendi) al
DPR 151/2011, sulla base della definizione
dell’attività n. 13 si evince che qualsiasi
distributore di gasolio,
costituisce attività soggetta, mentre invece, secondo la normativa previgente,
i distributori mobili installati all’interno di aziende agricole, cave per
estrazione di minerali, cantieri stradali e ferroviari (campo di applicazione
del DM 19 marzo 1990) non costituivano attività soggetta.
Pagina introduttiva del sito web di
INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero
1167a e
1314a (archivio incidenti 2002/2010).
Tiziano Menduto
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