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"La sicurezza negli impianti di termovalorizzazione e incenerimento"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
17/02/2014 - Sono numerosi i rischi connessi al complesso ciclo produttivo correlato alle
attività di trattamento di Rifiuti Solidi Urbani (RSU) tramite
incenerimento ed eventuale
termovalorizzazione.
Per conoscere questi rischi e proporre idonee soluzioni di
prevenzione la Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione
(Contarp) dell’ Inail ha
condotto una ricerca, sviluppata negli anni attraverso numerosi
sopralluoghi in realtà produttive differenti, che ha portato a
individuare i molteplici rischi connessi al ciclo produttivo e a
identificare idonee misure di prevenzione.
Attraverso questo percorso di ricerca è stato possibile pubblicare
un opuscolo di carattere divulgativo e generale, frutto dello studio di
settore condotto dalla Contarp, dal titolo “
La sicurezza per gli operatori degli impianti di termovalorizzazione e di incenerimento”.
Pubblicato nel mese di settembre
2013, il documento fornisce “una visione ‘globale’ della prevenzione dei rischi
- tutela dell’’ambiente e dell’uomo-lavoratore - che dovrebbe appartenere a
tutti i gestori di impianti a elevato impatto ambientale e sociale. Tale
visione dovrebbe partire da lontano, ossia da una corretta gestione dei
rifiuti in toto.
L’obiettivo della pubblicazione è
quello di illustrare gli opportuni sistemi di prevenzione e protezione, sia
collettivi sia individuali, di tipo gestionale, organizzativo e
tecnologico-progettuale, indicando gli interventi per migliorare le condizioni
e gli ambienti di lavoro.
Come PuntoSicuro ci soffermiamo
in particolare proprio su quanto indicato riguardo ai
sistemi di prevenzione e protezione sottolineando che la tutela
della salute e della sicurezza sul lavoro negli impianti di incenerimento di Rifiuti
Solidi Urbani (RSU) “dovrebbe essere integrata nella gestione aziendale
complessiva e nell’analisi costi-benefici, sia in termini economici, sia in
termini di miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori e della
collettività. Essa dovrebbe originare dal concetto di prevenzione globale, in
un contesto di gestione integrata dei rifiuti, condotta secondo criteri di
efficienza, efficacia ed economicità”.
E una corretta gestione
dei rifiuti inizia “da un sistema di raccolta che minimizzi l’eterogeneità
dei RSU e massimizzi il riciclo, il reimpiego e il recupero di materia ed
energia. L’eterogeneità dei RSU è, infatti, uno dei parametri che maggiormente
condizionano le scelte impiantistiche degli inceneritori ed è tale da
richiedere l’impiego di tecnologie affidabili e consolidate, duttili e idonee a
combinazioni e accoppiamenti”.
In particolare gli impianti di
incenerimento devono essere concepiti con l’obiettivo di tutelare la salute e
la sicurezza dei lavoratori. Obiettivo da perseguire e garantire durante tutte
le
fasi di vita dell’impianto:
- “progettazione;
- costruzione;
- ristrutturazione (revamping);
- normale conduzione ed
esercizio;
- manutenzione ordinaria e
straordinaria e pulizia;
- dismissione”.
E gli
interventi di prevenzione consistono in:
-
misure organizzative: “riconducibili alla definizione del ruolo dei
lavoratori e dei gestori dell’organizzazione, nonché alle competenze degli
stessi. Essendo le competenze aspetti incrementabili attraverso specifici
processi formativi, appartengono alle misure organizzative la formazione e
l’addestramento dei lavoratori a comportamenti corretti;
-
misure tecniche: relative a impiego e gestione di attrezzature e
componenti delle attrezzature, strutture ed elementi;
-
misure procedurali: specifiche modalità di esecuzione dei processi
operativi finalizzati al contenimento o all’eliminazione dei rischi per la
sicurezza dei lavoratori, trasferite ai lavoratori attraverso un continuo
addestramento, verificandone periodicamente la comprensione;
-
iniziative “politiche”: definizione di standard tecnici e
qualitativi; verifiche periodiche del servizio e della qualità del trattamento;
campagne informative presso l’utenza”.
Le
misure organizzative e tecniche devono riguardare ad esempio le
strutture, postazioni e ambienti di lavoro.
Per esempio un impianto di
incenerimento/termovalorizzazione “dovrebbe essere progettato, anche in caso di
ristrutturazioni di una certa rilevanza, come l’inserimento di un’ulteriore
linea di combustione, in modo da evitare carenze strutturali e layout
eccessivamente complesso. Le sovrapposizioni dei singoli impianti con sviluppo
in altezza dovrebbero essere concepite e realizzate garantendo il passaggio
agevole, senza ostacoli e senza pericoli di caduta dall’alto e/o scivolamenti
degli addetti alla conduzione e all’esercizio”.
Altri aspetti su cui si sofferma
il documento in relazione alle possibili misure organizzative e tecniche:
- piattaforme, parapetti,
passerelle e scale di accesso;
- pavimentazione degli ambienti
al chiuso;
- percorsi e aree operative;
- manutenzione delle vie di
transito;
- aree di movimentazione e di
scarico in fossa;
- circolazione dei mezzi di
movimentazione dei materiali in ingresso, in uscita e all’interno dell’area
dell’impianto, degli operatori e degli autisti nella sezione di ricezione e
circolazione interna di conduttori, manutentori e fornitori/appaltatori;
- segnaletica;
- postazioni di lavoro;
- dotazione dei sistemi
di stoccaggio e di alimentazione;
- contenitori mobili di rifiuti;
- movimentazione manuale dei
carichi;
- esposizione a rumore;
- manutenzione programmata;
- controllo della radioattività.
Rimandando i lettori al documento
originale, che si sofferma su molti altri aspetti (qualità dell’aria, misure
procedurali, sistemi di protezione, adempimenti normativi, rischi
professionali, ...), concludiamo dando qualche indicazione sulle misure
organizzative e tecniche in relazione a
impianti,
macchine e attrezzature di lavoro.
Intanto “occorre sostituire
macchine e attrezzature non marcate CE con altre marcate CE e adeguare gli
impianti alle norme tecniche più recenti, eventualmente attraverso una
riprogettazione. L’installazione di telecamere a circuito chiuso consente
controlli visivi continui dalla sala comandi, soprattutto laddove non sia
possibile un accesso diretto continuo. Le telecamere ad infrarossi possono
essere utilizzate per un migliore controllo della combustione e delle
temperature nei forni”.
Inoltre nel caso di nastri
trasportatori, carri ponte,
alimentatori, sistemi di caricamento e trasporto di materiali, griglie nella
camera di combustione, ventilatori, aspiratori, turbine, macchine come
trituratori, vagli o mulini, in cui sono presenti parti e organi in movimento,
“sarà utile la predisposizione di:
- protezioni delle parti mobili
da contatti accidentali e di fotocellule per il blocco in caso di accesso in
aree di pericolo;
- sistemi che provocano l’arresto
della parte in movimento in caso di rimozione dei carter;
- pulsanti di blocco e riavvio
macchina di colore diverso;
- segnalazioni acustiche e
luminose per il bloccaggio delle protezioni e doppio interruttore di arresto;
- dispositivi di sicurezza e
segnalazioni acustiche e visive della loro rimozione e/o spegnimento
automatico”.
E comunque in generale, sono
necessari:
- “sistemi di arresto delle
macchine in caso di conferimento non conforme di materiali;
- trituratori a basso numero di
giri per ridurre la possibilità di formazione di scintille per attrito;
- automatizzazione dello scarico
in tramoggia in modo che, una volta colma, non possa essere caricata
ulteriormente;
- installazione di rilevatori di
fumo;
- segnaletica di sicurezza
adeguata”.
Ricordando, infine, che l’impiego
di impianti e macchine “deve avvenire secondo lo specifico uso indicato dal
costruttore senza apportare modifiche ai relativi componenti”.
L’
indice del documento:
1 Metodologia di valutazione del
rischio
2 Cenni di legislazione
sull’incenerimento
3 Ciclo di trattamento
3.1 Impianti per l’incenerimento
di RSU
3.2 Mansioni
3.3 Impianti alternativi
4 I rischi professionali
4.1 Rischi per la sicurezza
4.1.1 Infortuni
4.1.2 Incendi ed esplosioni
4.1.3 Spazi confinati
4.1.4 Rischi da carenze di
sicurezza elettrica
4.1.5 Rischi da incidenti
rilevanti
4.2 Rischi per la salute o
igienico-ambientali
4.2.1 Rischio chimico
4.2.2 Rischio da agenti biologici
4.2.3 Rischio rumore e vibrazioni
4.2.4 Rischi da campi
elettromagnetici
4.3 Rischi organizzativi
4.3.1 Rischi da interferenze
4.3.2 Rischio da lavoro solitario
e notturno
4.3.3 Rischi da carenze
strutturali
4.4 Rischi legati agli interventi
di manutenzione
5 Sistemi di prevenzione e
protezione
5.1 Sistemi di prevenzione
5.1.1 Misure organizzative e
tecniche
5.1.2 Misure procedurali
5.1.3 Iniziative “politiche”
5.2 Sistemi di protezione
6 Per ricordare meglio: le schede
di rischio e dei sistemi di prevenzione e protezione
APPENDICE 1: Adempimenti
normativi
A1.1 Rischio infortunistico
A1.2 Rischio chimico
A1.3 Rischio rumore
A1.4 Prevenzione incendi e lotta
antincendio
A1.5 Rischio biologico
A1.6 Spazi confinati
APPENDICE 2: Sorveglianza
sanitaria
Glossario sicurezza
Glossario ambiente
Approfondimenti
INAIL - Consulenza Tecnica
Accertamento Rischi e Prevenzione (Contarp), “ La sicurezza per gli operatori degli impianti di
termovalorizzazione e di incenerimento”, autori: Annalisa Guercio, Paolo
Fioretti, Biagio Principe e Patrizia Santucciu, settembre 2013 (formato PDF,
2.52 MB).
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sicurezza negli impianti di termovalorizzazione e di incenerimento”.
RTM
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