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"Giovani lavoratori: incidenti, formazione e buone prassi"
fonte www.puntosicuro.it / Formazione ed informazione
19/02/2014 - I
ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni rappresentano un importante fascia di lavoratori che ha almeno
il 50% di probabilità in più di subire un infortunio sul lavoro rispetto ai lavoratori con maggiore esperienza e anzianità.
In relazione a questi dati, tratti da una campagna lanciata nel
2006 dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, e
nell’attuale difficile fase di elevata disoccupazione giovanile, il
Settore Ricerca, Certificazione e Verifica - Dipartimento Processi
Organizzativi dell’Inail ha realizzato un opuscolo dal titolo “
Giovani, formazione e lavoro - Le tue opportunità, la tua sicurezza”.
Il documento, realizzato con un
linguaggio leggero e immediato, è rivolto direttamente ai giovani per
sollecitarli “a guardarsi intorno, ad essere curiosi, a costruire il proprio
futuro con un atteggiamento positivo”.
In particolare nel capitolo
relativo al lavoro vengono forniti strumenti di conoscenza e indicazioni, anche
con riferimento al tema della sicurezza e delle buone
prassi che vengono presentate nei diversi contesti lavorativi e nelle varie
realtà territoriali.
Nel capitolo “
Giovani e sicurezza sul lavoro” viene
analizzato il dato che correla gli infortuni all’età: “i lavoratori anziani
si infortunano di meno perché, dalle interviste realizzate, sono più
concentrati nell’attività e più coscienti dei fattori di rischio. È infatti
importante sapere che nella prevenzione infortunistica non è solo la prestanza
fisica a fare la differenza, ma la competenza e l’esperienza”.
Di fronte a questo dato, cosa
fare?
Va potenziato “il coinvolgimento
nel lavoro dei dipendenti con più esperienza, che devono affiancare i
lavoratori più giovani, migliorando così anche il clima aziendale”.
In particolare gli apprendisti
“si infortunano molto più spesso degli altri lavoratori; un giovane su tre ha
un incidente sul
lavoro durante l’apprendistato, è quindi estremamente importante prevenire
l’insorgere ed il proliferare di questa piaga che, purtroppo, potrebbe
incombere, come una silenziosa spada di Damocle”.
Purtroppo – continua il documento
- non c’è da stupirsi: “il rischio di farsi male è maggiore per chi non ha
esperienza, per chi è alle prese con un nuovo mestiere e per chi lavora in una
nuova impresa”. Le insidie alla salute di un giovane
lavoratore, nell’approccio con una nuova realtà lavorativa, “potrebbero
essere costituite dall’immaturità, ad esempio, dal punto di vista sia fisico
sia psicologico, dalla mancanza di competenze e conoscenze, dalla mancata
conoscenza della normativa di sicurezza”, dei diritti e delle responsabilità,
dalla non attitudine a confrontarsi con altri lavoratori.
In questo senso è importante il
“coinvolgimento di saggi anziani nell’affiancamento di giovani esuberanti,
attraverso tutorship e mentoring” per aiutarli a trovare un significato
motivazionale profondo nel lavoro, in quanto la prima buona pratica alla quale
aspirare è proprio “l’intelligenza coraggiosa di affrontare la questione salute
sul lavoro”.
Tuttavia nelle aziende “spesso
accade che i datori di lavoro sottovalutino questa vulnerabilità e non
forniscano la formazione, la supervisione e la salvaguardia necessaria”.
A questo proposito il documento,
rivolto direttamente ai giovani, sottolinea alcuni punti:
- “hai il diritto di lavorare in
modo sicuro e sano, di fare domande se qualcosa non ti è chiaro e di rifiutarti
di svolgere eventuali attività pericolose;
- qual è dunque la prima e
fondamentale disposizione d’animo che devi avere? Sicuramente è quella
dell’ascolto. Devi ascoltare attentamente le istruzioni che ricevi, è poi
importante che tu possa ‘trovare’ il tuo ritmo di lavoro perché l’infortunio
avviene proprio quando si fanno le cose troppo in fretta;
- non devi dimenticare “che la
consapevolezza dei tuoi diritti e dei rischi che devi affrontare è molto
importante: un giovane lavoratore deve aspettare di essere adeguatamente istruito
prima di tuffarsi in qualsiasi attività lavorativa”.
L’opuscolo si sofferma anche sul
tema dei
lavoratori temporanei,
lavoratori “che possono essere esposti a maggiori rischi perché meno informati
e formati”.
Spesso questi lavoratori hanno
infatti “meno controllo sull’ordine di esecuzione degli incarichi, sul ritmo e
sui metodi di lavoro, sono sottoposti a pressioni più elevate e sono meno
preparati a gestire i rischi presenti sul lavoro, mancata informazione che può
essere causa di incidenti, talora fatali, sul luogo di lavoro. Questa tipologia
di contratti riguarda soprattutto i giovani, ma non solo. Probabilmente è anche
per questo che i lavoratori giovani, contro il comune pensare e le attese degli
stessi ricercatori, si ammalano di più dei lavoratori
‘anziani’”.
Nel documento si fa anche cenno
ai
settori lavorativi a maggiore
presenza giovanile con particolare riferimento al
settore alberghiero: “il primo e più importante compartimento che
vede un massiccio impiego di forza lavoro giovanile”.
Nel settore alberghiero, della
ristorazione e del catering (HORECA = HOtel, REstaurant, CAtering) vi sono
“alberghi, bar, pub, ristoranti, servizi di catering, ristorazione rapida da
asporto, caffè e bistrot; in tale ambito lavorativo circa il 48% dei dipendenti
ha meno di 35 anni.
Viene fatta anche una breve
rassegna dei vari rischi a cui i giovani lavoratori sono soggetti.
Ad esempio si segnala che,
secondo alcune indagini condotte a livello comunitario e nazionale, “le
attività pesanti dal punto di vista fisico (come il lavoro svolto assumendo posture
scorrette, la manipolazione di carichi pesanti e le attività ripetitive)”
sono più frequenti tra i giovani lavoratori rispetto alla media della forza
lavoro.
Infine l’ultima parte del
capitolo è dedicata alle
buone prassi
e alla
cultura della sicurezza.
Parlando di formazione ed
istruzione in materia di SSL vengono citate le
Buone Pratiche ENETOSH (European Network Education and Training in
Occupational Safety and Health). Questa Rete europea parte dall’idea che la
sicurezza e la salute sul luogo di lavoro “devono essere parte integrante
dell’apprendimento durante tutta la vita” e per raggiungere questo obiettivo
sono stati raccolti più di 300 esempi di buone pratiche, provenienti da 26
paesi. Ed è stato elaborato “uno standard di qualità per i formatori e gli
istruttori nell’ambito della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro”.
L’
indice del documento:
Introduzione
Capitolo 1. I giovani
1.1 I giovani: chi sono?
1.2 Facilitare la transizione
dalla scuola al lavoro
1.3 Tra sfide e opportunità
Capitolo 2. Giovani e sicurezza
sul lavoro
2.1 Giovani e lavoro oggi
2.2 Settori lavorativi a maggiore
presenza giovanile
2.3 Buone prassi e cultura della
sicurezza
Capitolo 3. Ambienti di vita e
benessere
3.1 Giovani, sport e tempo libero
3.2 Dipendenze, comportamenti a
rischio e stili di vita
3.3 Esperienze di volontariato
INAIL - Settore Ricerca,
Certificazione e Verifica - Dipartimento Processi Organizzativi, “ Giovani, formazione e lavoro - Le tue opportunità, la tua
sicurezza”, opuscolo curato da Renata Di Leo, Antonella De Cristofaro e
Maria Castriotta, dicembre 2013 (formato PDF, 4.13 MB).
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formazione e lavoro”.
RTM
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