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"Sicurezza sul lavoro: la Politica è una cosa seria"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza
27/05/2014 -
Un nostro lettore leggendo la recente intervista
di PuntoSicuro a Raffaele Guariniello si è soffermato sul punto in cui il
magistrato parla del "frutto di una politica aziendale della sicurezza
addebitabile al vertice supremo dell’impresa". Con il suo usuale tono
ironico il nostro lettore, Sebastiano Trapani, approfondisce questo aspetto e
parla della Politica vista "dal vertice aziendale"...
Chiudiamo nuovamente gli occhi e riapriamoli nel mondo
ideale dove la Politica è una cosa seria. I Top Manager si concentrano troppo
spesso solo sul
core business
(attività principale svolta dall’azienda) dimenticando spesso e volentieri che
il “core” di un’azienda non può battere senza un’anima
Politica, uno spirito guida, che indichi la
visione, i
valori essenziali
e le
convinzioni dell'azienda sul
tema della salute e sicurezza sul luogo di lavoro. L’ultima visione che mi
passa per la mente è quella del cucuzzolo della montagna. Meglio passare oltre,
cambiare canale, e mostrare una visione alternativa della Politica, in alta
definizione! Ed ecco, che lo schermo dovrebbe proiettare un’immagine,
facilmente ricordabile, che rappresenti le aspirazioni realistiche di
un’azienda in materia di salute e sicurezza, sproni nel lavoro e renda
orgogliosi. Caspita! Sembra un lavoro molto divertente! Ma allora la Politica
non è così noiosa!
Non parliamo di deputati, senatori, sottogoverni,
portaborse,
Politici e Politicanti,
che ogni giorno, con le loro facce sorridenti, inondano intere pagine di
notiziari, naufragando nei social network mentre sponsorizzano le loro vite
apparenti e risalgono a galla come pesci orgogliosi dei loro fatti illegali e
immorali. Parliamo di una cosa seria! Non parliamo della
Politica che si scontra nelle piazze, s’infiltra come l’umidità nei
palazzi, giura e spergiura nelle aule dei tribunali, sparla nei cortili delle
lobbies o si rivela fumando nei concistori. Parliamo di una cosa seria, molto
seria! Non parliamo della
Politica
della carta su carta, dei protocolli, dei faldoni che rallentano la vita, dei
pizzini che decidono la sorte, dei listini che mettono in discussione il libero
arbitrio, dei libri non indipendenti o dei giornali di parte. Parliamo di una
cosa seria, molto, molto seria! Parliamo della
Politica per la Salute e la Sicurezza! E ritengo sia un argomento
da discutere molto, ma molto serio, perché la posta in gioco è la vita della
gente comune, del padre che si sveglia al mattino baciando sulla fronte il
proprio figlio e non chiede altro di rivederlo la sera, senza temere di cadere,
trafitto alle spalle dall’infausto destino, sul luogo di lavoro.
Che cos’è, dunque, la
Politica?
E soprattutto, perché di questi tempi, si è così scettici e sfiduciati? “
Lasciate ogni speranza voi che Politicate!”
Ecco, questo sarebbe il perfetto spot pubblicitario per commercializzare il
prodotto
Politica sui tablet e
ricavarne enormi profitti nell’era 2.0. Invece, nei tempi dei nostri cari avi,
la Politica era una cosa seria e significava: “
amministrare la polis per il bene di tutti”.
Nella “città greca” l'uomo era portato a sentirsi
organicamente inserito nella sua comunità. Ognuno trovava la propria
realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del
bene comune. Oggi, le cose sono cambiate, la tendenza ad interpretare ogni cosa
in modo soggettivo e la disperazione nel non riuscire a trovare un senso alla
propria esistenza sta lasciando via libera alla rabbia e alla noia. Se
provassimo a chiudere gli occhi, abbandonando per un istante questo stato di
alienazione e invocassimo l’aiuto degli antichi saggi, riusciremmo a ridefinire
oggi il concetto di
Politica? Proviamo
a “wikipedizzarla”, contestualizzandola al nostro caso (la salute e la sicurezza sul luogo di
lavoro), sostituendo opportunamente qualche termine e chiedendo aiuto al
significato vero delle parole. Potremmo azzardare una prima definizione: “
amministrare un’entità privata o pubblica
per la tutela della salute e sicurezza di tutti”.
Per approfondire, adesso, il significato della parola “
tutela” fino a scoprire il suo grado
primario di purezza, spolveriamo l’intramontabile “Enciclopedia Treccani”. Per
tutela s’intende “difesa, salvaguardia, protezione di un diritto o di un bene
materiale o morale, e del loro mantenimento e regolare esercizio e godimento”.
Procediamo per via analitica sostituendo con cautela: “
amministrare un’entità privata o pubblica
per proteggere, difendere, salvaguardare un diritto che appartiene a tutti, il
diritto della salute e della sicurezza”.
Il concetto
Politica
sta divenendo un insieme armonico di parole che risuonano come una orchestra
filarmonica viennese! Procediamo chirurgicamente e chi meglio dell’Organizzazione
Mondiale per la Sanità può operare a tal fine definendo la parola “Salute”? Vi
immaginate le manie del povero malato immaginario di Molière, se avesse letto
questa definizione dell’OMS: “La Salute è quello stato di completo benessere
fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”.
Con il consenso dalla nostra parte del mondo della sanità,
riscriviamo nuovamente la
Politica: “
amministrare un’entità privata o pubblica
per proteggere, difendere, salvaguardare un diritto che appartiene a tutti, il
diritto di uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale”.
Un ultimo appello, infine, lo rivolgiamo alla scienza
dello spirito e dell’anima, la Psicologia, per ipnotizzarci e rivelarci in
sogno il “benessere sociale”. L’abito della
Politica
è ora da “red carpet”, ma prima di svelare chi lo indossa, mostriamolo nella
bellezza della sua definizione ai lettori.
“Politica per la Salute e la Sicurezza sul luogo di
lavoro” significa dunque: “
amministrare
un’entità privata o pubblica per proteggere, difendere, salvaguardare un
diritto che appartiene a tutti, il diritto di uno stato di completo benessere
fisico, psichico, di appartenenza a una comunità, di avere un valore per la
società”.
Quante parole “cool” in questa definizione, persino i
giovani potrebbero da oggi interessarsi alla Politica, magari, improvvisandoci
su un rap-freestyle o un beat-box! Purtroppo, raramente la Politica per la
Salute e la Sicurezza sul luogo di lavoro la fanno i giovani. È roba da Top
Manager, da Alta Direzione, da capelli bianchi e cravatta annodata insomma.
Secondo l’organismo statistico europeo, i dirigenti
italiani hanno un’età media di 47,9 anni, che li rende i più vecchi
dell’Europa. Se siamo alla ricerca della Politica, la troveremo, quindi, esattamente
lì, ad accarezzare serenamente la propria barba bianca, in una posizione del
pilates nota come “il gabinetto”, proprio li, sul cucuzzolo della montagna, sul
cosiddetto ”vertice aziendale”.
E non oso immaginare il dolore! Perché, cari amici lettori,
la Politica è una cosa seria e non si può, farla, a parole. Se provassimo a
cercare tra le nostre tasche, quante parole salterebbero fuori? E queste
parole, una volta fuori, inizierebbero a ruotare in contemporanea a un'altra
parte del nostro corpo, che per rispetto di censura, lascio solo intendere. Al
contrario, la Politica non la si può lasciare al vento e affermo, sulla base di
una lettura approfondita delle linee guida nazionali ed europee di settore, che
la Politica per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, deve essere “
documentata” e “
sottoscritta”.
In ogni azienda italiana, quindi, che ha adottato un sistema di
gestione volontario per la salute e la sicurezza (cioè volontariamente
prova a darsi delle regole e a rispettarle) ci aspettiamo di trovare un pezzo
di carta, con il titolo “
Politica”
firmato dall’altissimo “vertice aziendale”. La parola pezzo è dispregiativa,
concordo. La si usa di solito per la pizza, per il formaggio, non di certo per
la Politica! Sostituiamo la parola pezzo con fotocopia? Un qualsiasi auditor di
terza parte dei sistemi di
gestione di salute e sicurezza (ente pagato ma indipendente dalla azienda,
che verifica periodicamente il rispetto delle regole) sarebbe d’accordo a mio
avviso. La prego, mi mostra gentilmente l’evidenza della “fotocopia” di carta
della Politica per la sicurezza? Senz’altro, la preferisce in formato Ctrl/C
Ctrl/V o preferisce che il nostro software di gestione ne riproduca una, a
campione, attingendo dal database nazionale per settore di riferimento?
Fatemi provare a
Politicare!
Ipotizziamo che io sia il
Politicante
di una grande azienda produttrice di vasi. Che immagine potrei associare alla
Politica per rendere al meglio la
visione della mia azienda? Produco vasi, la prima cosa che mi salta in mente è
un bel fiore. Provo a immaginarmi la visione. Un attimo di concentrazione, un
bel respiro profondo. Eccola, l’ho vista! “
Ogni
qual volta un fiore entra dentro un nostro vaso apre tutti i suoi petali. Nel
preciso istante cresce il senso di appartenenza verso quest’azienda che si
prende cura di voi, ogni giorno, coltivando i vostri sogni e le vostre speranze”.
Bravo
Politicante,
questo si che è guardare oltre la siepe! L’ipotesi che hai appena formulato è
carica di significato:
prendersi cura di
voi, ogni giorno, coltivando i vostri sogni e le vostre speranze. Prova
adesso ad aggiungere un booklet sulla
Politica
e lasciati guidare dalla mia mano nello scrivere che la tutela per la salute e
la sicurezza è un valore essenziale. Tranquillo, non dovrai cantare a cappella
la nuova hit di Marco Mengoni. Ma dovrai prestare molta attenzione,
Politicante, perché, affermare che
la
salvaguardia del diritto di uno stato di completo benessere è un
valore essenziale, è più di un
giuramento o di un patto firmato con il sangue. Un valore è essenziale, se e
solo se, è necessario che l’azienda lo possegga. È come dire: il sole è
necessario per la vita della terra, o gli occhi sono necessari per guardare,
ogni giorno, negli occhi, i lavoratori della tua azienda, che stanno iniziando
a fidarsi di te e della tua
Politica.
Friedrich Nietzsche affermava: “le
convinzioni,
più delle menzogne, sono nemiche pericolose della verità perché accecano l'uomo
e non lo spingono a porsi domande”.
La
convinzione
sul tema della salute e sicurezza più diffusa, riconosciuta e meno attaccabile
è quella che vede il
lavoratore come il perno, attorno a cui, ruota
tutto il sistema di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. È l’elemento
“essenziale”, il fattore determinante, il centro vitale di un’attività, il
punto di riferimento di un’azione, ho reso l’idea? “
Si, l’hai resa e ti ringrazio! Corro a scrivere nella Politica che mi
prenderò cura del lavoratore come fosse un soprammobile da spolverare, anzi no,
un piatto d’argento da lucidare, o forse meglio, un gattino da accarezzare”.
Caro
Politicante, pur apprezzando la
tua sensibilità verso il mondo degli animali, sei un tantino fuori strada, il “
prendersi cura” deve essere inteso al
fine di rendere effettiva la salute e la sicurezza nel luogo di lavoro, non per
tutelare le specie di lavoratori a rischio d’estinzione! Il lavoratore è
chiamato a svolgere il ruolo di attore protagonista! “
Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare”, “
Dopotutto, domani è un altro giorno”. Ma che blateri
Politicante! Sei forse stanco? Ancora la
strada da percorrere è lunga, se vuoi possiamo fare una pausa, desideri un
caffè o un thè? “
Davvero non conosci Il
Padrino e Via col Vento?” Li conosco eccome, ma che ci azzeccano con la
salute e la sicurezza sul luogo di lavoro? Ma certo, capisco il ruolo di
attore protagonista!
Mi spiego meglio. Il lavoratore, al fine di diventare il protagonista della sicurezza e renderla effettiva sul luogo di lavoro, non può limitarsi a rispettare gli obblighi imposti dalla legge, osservare i regolamenti e le istruzioni impartite, bensì, deve “partecipare” alla sicurezza, deve fare sicurezza. “ Ricordati che sono un Top Manager, ho da far quadrare conti e bilanci, non penserai mica che possa assumere tutti all’ufficio di salute e sicurezza?” Certo che no, non è necessario, è sufficiente solo che il lavoratore possieda una Cultura della Sicurezza e automaticamente comprenderà la determinazione del suo ruolo. Ma tu, Politicante, se non nutrirai la stessa convinzione, ancora più del bugiardo, patirai sofferenze nel girone dantesco. Per evitarti di “ farti subire fortissime febbri, che ti fanno fumare il vapore attorno come man bagnate d'inverno” ti aiuterò ancora, ma non saranno concessi più passi falsi.
Mi spiego meglio. Il lavoratore, al fine di diventare il protagonista della sicurezza e renderla effettiva sul luogo di lavoro, non può limitarsi a rispettare gli obblighi imposti dalla legge, osservare i regolamenti e le istruzioni impartite, bensì, deve “partecipare” alla sicurezza, deve fare sicurezza. “ Ricordati che sono un Top Manager, ho da far quadrare conti e bilanci, non penserai mica che possa assumere tutti all’ufficio di salute e sicurezza?” Certo che no, non è necessario, è sufficiente solo che il lavoratore possieda una Cultura della Sicurezza e automaticamente comprenderà la determinazione del suo ruolo. Ma tu, Politicante, se non nutrirai la stessa convinzione, ancora più del bugiardo, patirai sofferenze nel girone dantesco. Per evitarti di “ farti subire fortissime febbri, che ti fanno fumare il vapore attorno come man bagnate d'inverno” ti aiuterò ancora, ma non saranno concessi più passi falsi.
La
Politica è una
cosa seria e serve a definire la
direzione,
i principi d'azione e i
risultati a
cui l’azienda deve tendere. Non sai se svoltare a sinistra o girare bruscamente
a destra? Non c’è campo, il GPS è andato in tilt e in giro non si vede anima
viva? Sei solo, nella suite presidenziale dell’altissimo vertice aziendale,
seduto sulla poltrona di pelle di coccodrillo e non sai fare altro che fissare
la pallina dal golf? Hai davanti a te la
Politica
e la sudorazione è incontrollabile perché, adesso, che ne comprendi il vero
significato, senti il peso di tante persone che porti sulle spalle.
Keep Calm and Safety First!
Non ti restano che due alternative.
1. Strappare il foglio che hai davanti, dare le dimissioni
e appendere le scarpette lucide di
Politicante
al chiodo.
2. Continuare, seriamente, in questo percorso riportando
la
Politica sul binario, verso la
giusta
direzione. Sono fiero che hai
scelto
volontariamente la seconda
opzione, senza pensare al dio denaro, ma solo spinto dall’amor per la
Politica che move il Politicante. E
ancor più contento perché hai fotografato quest’aspetto sulla tua Politica
scrivendo: “
per tutte le decisioni
aziendali deve essere attribuita una particolare attenzione alle questioni
relative alla salute e alla sicurezza”.
Bravo, d’ora in poi, In qualsiasi angolo dell’azienda,
ovunque ci sarà in atto un processo di assunzione di decisione, i decisori,
dovranno temere l’ombra del fantasma del
Sig.
Sicurezza. E il
Sig. Sicurezza,
per chi non lo conoscesse, indossa un paio d’occhiali speciali, che gli
permettono di prevedere il futuro, agire prima che le cose accadano,
scongiurando il verificarsi di infortuni e di
malattie professionali.
Bene adesso
Politicante,
devi far respirare e vivere la Politica trasformandola in un’energia per un
tempo. Quando eri al liceo avevi 5 in fisica? Non importa, a tutto c’è un
rimedio! Lascia perdere la mela, non parliamo di forze gravitazionali, parliamo
dei principi d’azione, ovvero, quelle forze che governano l’attività di tutti i
tuoi amministratori e dipendenti nell’esercizio delle loro funzioni.
Qual è l'
archè,
ovvero, quel principio primigenio che domina il mondo della salute e sicurezza,
da cui tutto proviene e a cui tutto tornerà? Senza alcun dubbio, il
principio di legalità. La
responsabilità del
Politicante come
legalità. Legalità e Sicurezza quale binomio indissolubile legati da un amore
platonico.
Sai cosa ha regalato nel 2008 per San Valentino la
Legalità alla Sicurezza? Un libro. Più che un tascabile, direi un rosso
mattone. Questa fonte infinita di sapere s’intitola: TESTO
UNICO PER LA SICUREZZA. Tratta di salute e sicurezza sul luogo di lavoro
dalla genesi all’apocalisse, dalla foce al delta del Rio delle Amazzoni, dal
primo all’ultimo metro della muraglia cinese. Al suo interno, per
razionalizzare i contenuti, ma allo stesso tempo, non omettere alcun
particolare d’interesse, rimanda ad altri allegati, tanti altri libri, norme
tecniche, italiane, europee, internazionali e cosmiche!
“
In quanti giorni
riuscirò a leggere e imparare tutto il TESTO?” Dipende, ovviamente, dalle
tue capacità di apprendimento
Politicante,
ma direi, a occhio e croce, virgola in più virgola meno, che il numero dei giorni
di studio necessari è equiparabile a quello dei neuroni che possiede il tuo
cervello. Tassellato per bene questo principio, scatta l’azione. Prevenzione!
Prevenzione! W la Prevenzione! Muoviti ancora prima di aver pensato di
muoverti, imparare a prevedere nei tuoi sogni notturni, l’incidente che si
verificherà il prossimo mese, tuffati, per salvare l’uovo che rompendosi
potrebbe far inciampare il dipendente che a sua volta potrebbe precipitare dal
pian terreno sull’aiuola di cactus!
Terzo, ma non ultimo per importanza principio d’azione che
ti consiglio di trascrivere sulla
Politica
è il
principio del miglioramento
continuo.
Per spiegartelo in maniera praticona
Politicante ti rivolgo una domanda: se tuo figlio, in matematica,
prende nove alla fine del primo quadrimestre e conferma il nove anche nel
secondo quadrimestre, come ti comporti? “
Gli
regalo la PS4, è da tanto che la desidera”. Sbagliato! Assolutamente
sbagliato! Non ha migliorato! Lo ammonisci severamente e lo mandi tutta
l’estate in collegio in un convento di sorelle ad Assisi! Hai ragione
Politicante, adesso sono io che mi sto
lasciando andare un po’ troppo alla satira. Ho ribadito più volte il concetto
che la
Politica è una cosa seria e
per dimostrarlo risulta fondamentale il buon esempio del
Politicante e di tutto il vertice aziendale.
Cosa hai inserito dunque nella tua Politica come principi?
“
Assoluto rispetto della legislazione
cogente, approccio preventivo nella valutazione dei rischi, miglioramento
continuo dei livelli di salute e sicurezza sul luogo di lavoro!” Molto,
molto soddisfatto, ottimo lavoro, siamo davvero a buon punto. Non ti è venuta
un po’ fame? A me si, perché le parole che rileggo nella tua Politica sono così
succulente da far venire l’acquolina in bocca!
Politicante, indossa un bel grembiule, prendi una ciotola in
terracotta e un cucchiaio di legno. Fidati, e fa in fretta perché il forno è
già caldo! Adesso, uno per volta, aggiungi dentro la ciotola i vari
ingredienti.
Prima i valori essenziali, poi i principi d’azione,
mescola delicatamente in senso orario per evitare che si creino grumi, un
pizzico di convinzioni, mescola ancora nella giusta direzione. Che delizia!
Adesso travasiamo il contenuto in uno stampo a forma di zero. Tranquillo, non è
il voto alla tua Politica, lo zero rappresenta l’
obiettivo verso cui tendere.
Zero infortuni, zero incidenti, zero quasi infortuni, zero
quasi incidenti, zero quasi infortuni un po’ quasi incendi, insomma, zero
tutto! Stampalo bene sulla Politica, in grassetto, carattere 72. Ma non è
l’unico! È il padre degli obiettivi, il big bang da cui si espande l’universo
della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro.
Il
Politicante
ha il ruolo di promuovere nel personale la conoscenza degli obiettivi e
soprattutto dimostrare il suo impegno. La parola impegno è impegnativa,
Politicante. La Politica è una cosa seria solo e solo se ci s’impegna a
scriverla e a farla. Ringraziamo nuovamente il verbo della Treccani per la
puntuale definizione d’impegno: “
assunto
nei riguardi di altre persone, con cui ci s’impegna a fare, a consegnare, a
corrispondere qualche cosa, a eseguire una prestazione”.
Dunque Politicante mani in alto e fuori il portafoglio!
No, non è una rapina, ma fuori le carte di credito dal cucuzzolo! Servono le
risorse per finanziare gli obiettivi.
Ti ricordi la canzoncina “
per fare un
albero ci vuole un fiore”? Ecco, per fare un obiettivo ci vogliano le
risorse e soprattutto un piano che funzioni!
Sai Politicante, qual è il principio fondamentale della
pianificazione? “
Sperare per il meglio
anche per il piano peggiore”. VI-V secolo a.C., Sun Tzu, generale cinese
appassionato di filosofia, pubblicava un trattato militare, ancor oggi
riconosciuto di rilevante valore per apprendere le fondamenta della
pianificazione, dal titolo “l’arte della guerra”. Sunzi, così lo chiamavano gli
amici più stretti, affermava: “
l’importante
è vincere (non fatelo leggere ai vostri figli) e vince solo chi sa pianificare
in modo che quando si scende in campo si ottenga il massimo profitto nel minor
tempo possibile, meglio se senza combattere o col minimo di perdite”.
Quando si pianifica,
Politicante,
è importante discernere la tattica dalla strategia. Con la
tattica puoi guardare dal binocolo la singola azione tesa a
raggiungere un obiettivo di breve termine. La
strategia, invece, riguarda operazioni tese finalizzate a un
obiettivo di lungo termine. Aspetta di veder passare il cadavere del tuo nemico
seduto pazientemente sulla riva del fiume. La tattica riguarda cioè il come
combattere una battaglia, mentre la strategia riguarda il capire se la
battaglia debba essere combattuta o meno.
Cambiare tattica è possibile, anzi è spesso vantaggioso
per adattarsi a situazioni nuove o per ottenere la sorpresa sul nemico;
cambiare strategia invece è di solito difficile e costoso, perché impone una
riorganizzazione. Nel
cantiere aperto
della salute e sicurezza sul lavoro, occorre combattere uniti! Il nemico è
il “rischio”! Questo malfattore, si riproduce, si moltiplica, s’insinua, si
apposta, si nasconde e quando meno te lo aspetti, bang, ti colpisce alle spalle
con codardia e senza alcun scrupolo. “
Presto,
devo fare in fretta! Vorrei scrivere sulla Politica che il mio primo obiettivo
strategico sarà quello di studiare il nemico, in ogni sua mossa! La tattica che
intendo intraprendere per quest’anno sarà quella di aumentare di tre volte il
budget destinato alla formazione aziendale. Finanzierò l’ufficio salute e
sicurezza per aggiornare le competenze di settore, organizzeremo corsi di
informazione, formazione e addestramento per tutti i lavoratori. Vorrei anche
promuovere una campagna di sensibilizzazione affiggendo cartellonistica su
tutto lo stabilimento per accrescere la cultura della sicurezza. Vorrei anche
istruire una giornata dedicata alla sicurezza dove…”.
Ottimo
Politicante,
sono orgoglio della tua
Politica! La
mia presenza comincia quasi a diventare inutile. A malincuore vado via perché
ho tanti altri altissimi vertici da catechizzare, ma prima di andare, vorrei
lasciarti i compiti per le vacanze. Quando avrai dimenticato gli amori estivi,
e sarai tornato in cima sul cucuzzolo, dovrai riprendere in mano questo
documento che stai firmando, rileggerlo accuratamente e riesaminarlo,
confrontando i risultati raggiunti con quelli attesi, per proporre nuovi
obiettivi e traguardi da raggiungere. Non essere triste
Politicante, sorridi, perché la
Politica
è una cosa seria, ma prendi la vita con leggerezza, che leggerezza non è
superficialità ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul
core”.
Sebastiano Trapani
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