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"Storie di infortunio: una “culla” pericolosa"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
03/06/2014 -
Il Centro regionale di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte ( Dors) raccoglie storie d'infortunio rielaborate
dagli operatori dei Servizi PreSAL delle ASL piemontesi a partire dalle
inchieste di infortunio, con la convinzione che conoscere come e perché
è accaduto sia una condizione indispensabile per proporre soluzioni
efficaci per la prevenzione.
In questa storia, dal titolo “ Una ‘culla’ pericolosa” (a cura di Angela Griffa, Francesco Rustichelli, Servizio Pre.S.A.L. della Asl TO5), un lavoratore è stato travolto da tre coil di lamiera mentre stava lavorando nei pressi di una linea di taglio della lamiera.
In questa storia, dal titolo “ Una ‘culla’ pericolosa” (a cura di Angela Griffa, Francesco Rustichelli, Servizio Pre.S.A.L. della Asl TO5), un lavoratore è stato travolto da tre coil di lamiera mentre stava lavorando nei pressi di una linea di taglio della lamiera.
Che
cosa
Nel torinese un lavoratore è stato
travolto da tre
coil di lamiera
(bobine con larghezza, altezza e spessore variabili) mentre stava lavorando nei
pressi di una linea di taglio della lamiera. A nulla è valso l’intervento dei
colleghi del reparto che hanno prontamente liberato il corpo; il lavoratore è
deceduto dopo pochi istanti a causa dello schiacciamento del torace e degli
arti inferiori.
Chi
Il lavoratore coinvolto, Giovanni
di 31 anni, svolgeva la sua attività di “imballatore e legatore” nel reparto di
trasformazione e taglio lamiere.
Dove
e quando
L’incidente è accaduto, nel
gennaio 2011, nel primo pomeriggio, in un’azienda della provincia di Torino
dove si effettuano manipolazioni di metalli
ferrosi per conto terzi e lavorazioni di lamiere destinate all’industria
automobilistica. Giovanni operava abitualmente con altri due lavoratori nella
sezione terminale della linea di taglio longitudinale dei
coil: uno si trovava al pulpito di comando e l’altro seguiva con
Giovanni la sezione terminale della linea.


Descrizione della macchina dove è accaduto l’infortunio
Nella parte terminale della linea
è presente un “
aspo” paragonabile a
un grosso rocchetto su cui gradualmente si avvolge la lamiera prodotta dal
laminatoio. Completato l’avvolgimento della lamiera sull’aspo, si ottiene una
bobina che viene tagliata in senso verticale una o più volte in modo da avere
due o più bobine (
coil) di larghezza
inferiore.
Al di sotto dell’aspo è presente
una struttura in metallo denominata “
culla”
costituita da una parte centrale concava di forma simile appunto a una culla e
destinata a ospitare temporaneamente i
coil
in lavorazione. La culla si può muovere sia verticalmente che orizzontalmente e
ha la funzione di trasferire le bobine dall’aspo a un’altra struttura
denominata “
giostra”.

La giostra è una struttura a
forma di “T” costituita da due bracci orizzontali che ruotano attorno a un asse
verticale ed è posizionata su una guidovia che permette alla giostra di
traslare avvicinandosi o allontanandosi dall’estremità dell’aspo.
I movimenti della giostra sono
comandati da un pannello posto nelle vicinanze. L’operatore preme il tasto di
avvio sul pannello di comando e la “culla” si sposta prima verso l’alto e poi
lateralmente, determinando l’estrazione dei
coil dall’aspo. Segue poi la traslazione
della giostra e il conseguente caricamento delle bobine su uno dei suoi bracci.
Secondo le disposizioni
aziendali, quando le bobine si trovano su uno dei due bracci della giostra, un
operatore deve legare la bobina con reggette in metallo in modo da impedire che
il
coil si srotoli. L’operatore deve inoltre
tagliare con una cesoia eventuali spire interne fuoriuscite dal bordo del
coil.
Come
Un collega di Giovanni si è
accorto che alcune spire interne fuoriuscivano dal foro centrale di tre
coil
estratti dall’aspo e depositati temporaneamente sulla culla e ha chiesto a
Giovanni di intervenire. Giovanni allora, si è avvicinato alla culla per
tranciare le spire con un paio di
cesoie normalmente utilizzate per tagliare le reggette metalliche.
I tre
coil si sono inclinati e si
sono rovesciati schiacciando Giovanni contro l’aspo avvolgitore che si trovava
alle sue spalle. A nulla è servito il tentativo del collega di fermare i
coil
che, per una sorta di effetto “domino”, sono caduti sul torace di Giovanni che
è rimasto intrappolato fra la testa dell’aspo e i
coil in caduta.
Continuando a scivolare, i
coil hanno trascinato a terra il corpo
di Giovanni e lo hanno schiacciato contro la superficie della culla. I colleghi
sono accorsi prontamente per liberarlo ma Giovanni di lì a poco, dopo aver
detto “
non respiro non respiro”, è
deceduto.
Perché
Dalle indagini è emerso che
Giovanni è intervenuto per tagliare le spire quando i
coil non si trovavano né sull’aspo né sulla giostra, ma erano
depositati temporaneamente sulla culla.
Inoltre, si è rilevato che la
conformazione della culla non era idonea a garantire la stabilità della
tipologia di
coil in lavorazione al
momento dell’infortunio.
Infatti, i
coil possono essere di diverse dimensioni: in questo caso erano
alti e stretti (altezza 184 cm, larghezza circa 10 cm) e pertanto erano in
condizioni precarie di stabilità.
Per questo motivo si sono
sbilanciati e sono caduti travolgendo Giovanni che, per tagliare le spire, era
entrato in un’area pericolosa e non protetta da barriere in grado di delimitare
l’accesso ai lavoratori.

Cosa
si è appreso dall’inchiesta
Il trasferimento dei
coil dall’aspo alla culla non avveniva
in condizioni di sicurezza perché le caratteristiche strutturali della culla e
il rapporto dimensionale dei
coil non
ne garantivano la stabilità.
Inoltre, si doveva evitare l’accumulo
di questa tipologia di
coil sulla
culla poiché le loro dimensioni li rendevano instabili.
Non erano presenti barriere di
accesso alla zona della culla e l’eventuale taglio delle spire non era
effettuato in condizioni di sicurezza.
Infine, la culla, durante il suo
movimento, lasciava scoperta una pericolosa fossa nel pavimento profonda circa
un metro.
Indicazioni
per la prevenzione
La messa in sicurezza di queste
lavorazioni comporta la modifica del profilo della culla, che deve essere
dotata di “spallette” e di dispositivi di blocco in grado di impedire il
ribaltamento dei
coil.
Inoltre, deve essere regolamentato lo stoccaggio
temporaneo dei
coil sulla culla nei
casi in cui il rapporto dimensionale li renda potenzialmente instabili.
L’installazione di barriere
fotosensibili intorno alla pericolosa “area di stoccaggio temporaneo” permette
di arrestare i movimenti della macchina qualora si renda necessario
l’intervento dei lavoratori. In particolare, l’eventuale taglio delle spire
deve essere previsto dopo che i
coil
sono stati trasferiti sulla giostra.
Devono altresì essere coperti tutti i
varchi a pavimento che i movimenti della culla lasciavano accessibili.
Angela Griffa, Francesco Rustichelli
SPreSAL della ASL TO5
Fonte: Dors.
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