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"Videoterminali: linee guida per prevenire i disturbi alla vista"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
06/06/2014 - Come ricordato più volte dal nostro giornale, con la grande
diffusione degli strumenti informatici nei luoghi di lavoro, con i ritmi
di lavoro più pressanti a cui sono costretti gli operatori, sono sempre
più frequenti i
disturbi correlati all’utilizzo dei videoterminali (VDT).
Disturbi che consistono per lo più in problemi alla vista e agli occhi,
nei problemi legati alla postura e nell’affaticamento fisico e mentale.
Tuttavia i rischi dei videoterminali non sono direttamente correlati alla strumentazione tecnica in sé, ma specialmente al
modo con cui il lavoratore si trova a doverla utilizzare.
Per affrontare questo tema e dare
alcuni elementi per la prevenzione, possiamo fare riferimento a un manuale - promosso
dall’ IRCSS –
Fondazione “G.B. Bietti” per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia ONLUS e
realizzato con il sostegno della Camera di
Commercio di Roma – dal titolo “
Linee
Guida per le Aziende su: Prevenzione delle Disabilità e degli Infortuni alla
Vista”.
L’obiettivo di queste Linee
Guida, un documento informativo a beneficio di tutti gli operatori che
utilizzano abitualmente il videoterminale, è l’elaborazione di raccomandazioni,
destinate alle Aziende, su alcune norme di buona pratica per prevenire ed
evitare eventuali disturbi
alla vista dei lavoratori provocati dal prolungato utilizzo del
videoterminale.
Oltre a fornire una breve
descrizione dei disturbi che possono insorgere nei videoterminalisti, il
documento propone una rassegna di semplici norme di buona pratica da
intraprendere per organizzare in maniera corretta la propria postazione di
lavoro ed utilizzare correttamente tutti gli strumenti in dotazione.
Il documento ricorda che le
“ricerche ed indagini epidemiologiche condotte sui possibili effetti prodotti
sulla salute degli addetti ai videoterminali
non hanno confermato rischi da radiazioni ionizzanti e non ionizzanti,
né un aumento delle malattie relative al sangue, all’apparato visivo,
all’apparato riproduttivo”. È stato invece evidenziato che i principali
problemi correlati all’uso dei videoterminali “possono riguardare,
esclusivamente, la fatica visiva connessa all’impegno degli occhi (astenopia),
alle caratteristiche dello schermo, alle condizioni di illuminazione e di
microclima dell’ambiente; i disturbi
muscolo-scheletrici condizionati da posture non corrette, arredi e tempi di
lavoro; e lo stress (affaticamento mentale) influenzato dai contenuti della
mansione, dal software e dal rumore”.
Disturbi che derivano da una
“inadeguata progettazione delle postazioni e delle modalità di lavoro” e che
possono quindi essere prevenuti “sia mediante l’applicazione di principi
ergonomici che con comportamenti corretti da parte degli utilizzatori”.
Si indica in particolare che i
disturbi che più frequentemente vengono lamentati dai lavoratori addetti
ai videoterminali sono “mal di testa, rigidità alla nuca, bruciore agli
occhi, lacrimazione, dolori in corrispondenza di spalle, braccia e mani”.
E i
disturbi agli occhi riguardano sostanzialmente “bruciore,
lacrimazione, secchezza, fastidio alla luce, pesantezza, visione annebbiata,
visione sdoppiata, stanchezza alla lettura e sono provocati da un’elevata
sollecitazione degli organi della vista e dal conseguente affaticamento dovuto
a:
- errate condizioni di illuminazione (ad esempio bassa
illuminazione delle superfici vicine allo schermo, cosa che comporta un
prolungato sforzo di adattamento per gli occhi);
- errata ubicazione del videoterminale rispetto a finestre e a
altre fonti di luce, con conseguenti abbagliamenti, riflessi o eccessivi
contrasti di chiaro-scuro;
- condizioni ambientali sfavorevoli (come ad esempio aria
troppo secca, presenza di fastidiose correnti d’aria, temperatura troppo bassa
o troppo alta);
- caratteristiche inadeguate del software (ad es. cattiva
visualizzazione del testo) o errata regolazione dei parametri dello schermo
(contrasto, luminosità, ecc.);
- insufficiente contrasto dei caratteri rispetto allo sfondo;
- postazione
di lavoro non corretta;
- posizione statica e impegno visivo di tipo ravvicinato e
protratto nel tempo, che comporta una forte sollecitazione dei muscoli per la
messa a fuoco e la motilità oculare;
- difetti visivi non o mal corretti che aumentano lo sforzo
visivo”.
Rimandando i lettori a futuri
approfondimenti del documento (condizioni ambientali, postazione di lavoro,
...), ci soffermiamo brevemente su quanto riportato in relazione al
videoterminale.
Ad esempio ricordando che allo
scopo di prevenire i disturbi provocati dall’affaticamento fisico e mentale “è
importante utilizzare
software che
siano adeguati alla mansione da svolgere e di facile utilizzo (adeguato al
livello di conoscenza ed esperienza dell'utilizzatore). I software devono
essere strutturati in maniera tale da:
a) fornire ai lavoratori
indicazioni comprensibili sul corretto svolgimento dell’attività;
b) fornire l’informazione con un
formato e un ritmo adeguato agli operatori; Schermo Lo schermo (o monitor) deve
essere liberamente e facilmente orientabile, e possibilmente inclinabile”.
Ricordando che il documento
riporta, nel capitolo dedicato ai videoterminali, anche indicazioni dettagliate
riguardo a schermo, tastiera e mouse, concludiamo riportando alcune specifiche
raccomandazioni:
- “è necessario avere a
disposizione un videoterminale (schermo, tastiera, mouse e, se necessario,
tappetino per il mouse) moderno e appropriato.
- il monitor deve essere
leggermente inclinato per evitare problemi di riflessione sullo schermo.
- il monitor deve essere
posizionato ad una altezza specifica in funzione delle caratteristiche fisiche
dell’utilizzatore.
- per prevenire i problemi
causati dal posizionamento del monitor ad una altezza non corretta è
importante: evitare di collocare lo schermo sopra l’unità di sistema (computer)
(in tal modo si troverebbe troppo in alto); sistemare il computer sotto il tavolo,
anche per non essere disturbati dal rumore prodotto dal ventilatore; rialzare
il monitor con un supporto se, poggiandolo sulla superficie di lavoro, la sua
altezza è insufficiente”.
IRCSS – Fondazione “G.B. Bietti” per
lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia ONLUS, Camera di Commercio di Roma, “ Linee Guida per le Aziende su: Prevenzione delle Disabilità e
degli Infortuni alla Vista” (formato PDF, 754 kB).
RTM
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