News
"Lavoro al videoterminale: disturbi della vista e prevenzione"
fonte www.puntosicuro.it / Salute
09/09/2014 - L’
occhio è probabilmente l’organo di
senso più importante dell’uomo, sicuramente uno dei più delicati e soggetto a
variazioni durante la vita, anche con riferimento alle sollecitazioni a cui lo
costringiamo.
Per parlare dell’occhio, dei disturbi
alla vista e della prevenzione possibile nel
lavoro al videoterminali torniamo, per l’ultima volta, a presentare
un manuale - promosso dall’ IRCSS – Fondazione “G.B. Bietti” per lo Studio e la Ricerca
in Oftalmologia ONLUS e realizzato con il sostegno della Camera di
Commercio di Roma – dal titolo “ Linee
Guida per le Aziende su: Prevenzione delle Disabilità e degli Infortuni alla
Vista”; un documento informativo, ricco di norme di buona pratica che
possono essere di utilità per gli operatori che utilizzano abitualmente il
videoterminale.
Il documento ricorda che le
caratteristiche fondamentali della vista
sono:
-
acuità visiva: “capacità di distinguere nettamente (immagine
nitida) oggetti piccolissimi ravvicinati tra loro”;
-
accomodamento: “l’accomodazione è la capacità dell’occhio di
mettere perfettamente a fuoco un oggetto in base alla distanza dall’occhio”;
-
adattamento: “capacità dell’occhio di adattarsi a luminosità
diverse (ad esempio condizioni di luce e buio) per mezzo di una variazione
dell’apertura del forame pupillare”.
Vengono poi riportate diverse informazioni
nel dettaglio sui
disturbi della vista:
-
difetti di refrazione (ad esempio con riferimento a ametropia, ipermetropia,
miopia e astigmatismo);
-
presbiopia;
-
affaticamento visivo (astenopia).
Riguardo alla
presbiopia, dopo aver ricordato che l’apparato
visivo possiede un sistema muscolare esterno all’occhio, indispensabile per i
vari movimenti oculari, il manuale indica che gli addetti al
videoterminale, “oltre a subire gli effetti prodotti sull’apparato
muscolare dalla visione ravvicinata e protratta, sono soggetti a continue
richieste oculo-motorie: il frequente spostamento dello sguardo dallo schermo
alla tastiera, dalla tastiera al testo scritto e viceversa, la necessità di
correggere il testo sul video, la conversazione con l’elaboratore sono tutti
compiti impegnativi di tipo ‘muscolare’ e quindi molto stancanti. Deficienze
della visione binoculare, strabismi latenti, insufficienza di convergenza o
scarsa ampiezza fusionale sono responsabili di vari disturbi quali cefalea,
visione doppia, annebbiamenti visivi ricorrenti. Dunque gran parte della
sintomatologia di tipo soggettivo segnalata dagli utilizzatori del
videoterminale ha una patogenesi muscolare”. Se l’occhio mette a fuoco le
immagini degli oggetti vicini mediante l’accomodazione, “dopo i quarant’anni di
età tale capacità diminuisce progressivamente e compare la presbiopia,
difficoltà nella visione a breve distanza sia nella lettura che nella
scrittura. L’utilizzo di lenti appropriate, prescritte dallo specialista, può
correggere questo difetto visivo correlato all’età. Lenti positive monofocali,
bifocali o multifocali permettono una visione nitida degli oggetti vicini.
L’operatore al videoterminale però, deve essere provvisto di occhiali dotati di
una regolazione focale che tenga conto della maggiore distanza dello schermo
rispetto a quella usata nella normale lettura. Nel caso di lavoro
prolungato al videoterminale si suggerisce di preferire le lenti
monofocali; infatti, in tal caso, l’utilizzo delle lenti bifocali induce ad
assumere una posizione rigida e può provocare disturbi muscolo-scheletrici alla
colonna cervicale”.
Il lavoro al videoterminale sottopone
gli occhi ad un carico di lavoro molto impegnativo “e questo può portare, in
particolare nel caso di dotazioni di qualità scadente e collocate in ambienti
ergonomicamente inadeguati, alla comparsa più o meno precoce di disturbi di
affaticamento (
disturbi astenopici).
La presenza di difetti di refrazione, anche lievi, trascurati o non corretti
adeguatamente, l’eccessivo impegno della muscolatura oculare, la presbiopia non
corretta per la distanza di lettura del video, costituiscono condizioni oculari
in grado di rendere l’individuo maggiormente soggetto a sviluppare disturbi da
video”.
Il manuale, che si sofferma anche
su fattori extraoculari per l’insorgenza di una sintomatologia acuita da
affaticamento, ricorda che molti studi hanno confermato che frequentemente gli addetti
ai videoterminali “lamentano l’insorgenza di una sintomatologia caratterizzata
da bruciore oculare, sensazione di fastidio, di pesantezza o dolore ai bulbi
oculari, cefalea frontale. Talvolta anche la visione risulta disturbata, con
annebbiamenti transitori della vista durante la lettura, visione sfocata o
doppia, comparsa di post-immagini colorate, abbagliamento e fotofobia. Possono
inoltre comparire nel soggetto alterazioni obiettivabili come lacrimazione,
prurito, arrossamento congiuntivale, frequente ammiccamento. Tutti questi
disturbi, provocati dalla sollecitazione prolungata dei muscoli oculari -
deputati alla messa a fuoco dell’immagine (accomodazione) - sono transitori e
reversibili con il riposo”.
Se l’accomodazione è tanto più
impegnativa quanto più è vicino l’oggetto che si osserva e, invece, i muscoli
oculari vengono rilasciati quando si osserva un oggetto lontano, “è opportuno
organizzare le attività lavorative al videoterminale in maniera tale da
assicurare pause o interruzioni di almeno 15 minuti ogni 2 ore di lavoro al
video, durante le quali è consigliabile svolgere attività prive di sforzi
accomodativi importanti”.
Il manuale, che vi invitiamo a
visionare e che riporta nel dettaglio i fattori che influenzano l’affaticamento
visivo, si sofferma poi sull’esame della vista e sulla
prevenzione.
Si sottolinea che la soluzione
per alcuni disturbi visivi può essere “l’
allenamento
degli occhi. Casi di ametropia lieve possono ad esempio provocare disturbi
durante il lavoro al videoterminale. Un corretto training per la vista,
effettuato su indicazione del medico competente, può contribuire a ridurre o
persino a eliminare alcuni disturbi visivi”.
Nel lavoro al videoterminale si
tende inoltre a guardare “lo schermo in modo rigido e di conseguenza le
palpebre si muovono molto meno di quando si guarda un oggetto in lontananza. In
tal caso si percepisce una sensazione di secchezza in quanto la superficie
dell’occhio non viene più idratata sufficientemente con il liquido lacrimale.
Un training per gli occhi può rivelarsi utile anche in questo caso”.
Concludiamo l’articolo riportando
anche una serie di
raccomandazioni generali
per prevenire eventuali problemi agli occhi nel lavoro al videoterminale.
Le prime raccomandazioni
riguardano aspetti correlati alla
postazione
di lavoro e all’organizzazione di lavoro:
- “illuminare correttamente il
posto di lavoro, possibilmente con luce naturale, mediante la regolazione di
tende o veneziane, ovvero con illuminazione artificiale. Le condizioni di
maggiore comfort
visivo sono raggiunte con illuminamenti non eccessivi e con fonti luminose
poste al di fuori del campo visivo e che non si discostino, per intensità, in
misura rilevante da quelle degli oggetti e superfici presenti nelle immediate
vicinanze, in modo da evitare contrasti eccessivi;
- se le luci dell’ambiente creano
abbagliamento, può essere utile disporre di lampade da tavolo per illuminare il
piano di lavoro;
- orientare ed inclinare lo
schermo per eliminare, per quanto possibile, riflessi sulla sua superficie;
- nel caso in cui l’operatore
porta occhiali bifocali il monitor non deve essere posizionato troppo in alto
(evitare di inclinare la testa indietro per guardare lo schermo);
- regolare adeguatamente il contrasto e la
luminosità del proprio monitor per migliorare la qualità del testo e della
grafica;
- assumere la postura corretta di
fronte al video in modo tale che la distanza occhi-schermo sia pari a circa
50-70 cm;
- disporre il portadocumenti, se
presente, alla stessa altezza e distanza dagli occhi e dello schermo;
- distogliere periodicamente lo
sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre
l’affaticamento visivo;
- più o meno alla fine di ogni
schermata (pagina) sollevare lo sguardo e fare un respiro profondo.
- durante le pause ed i cambiamenti di
attività previsti, è opportuno non dedicarsi ad attività che richiedano un
intenso impegno visivo, come ad esempio la correzione di un testo scritto;
- utilizzare sempre i mezzi di
correzione prescritti; ricordarsi di comunicare al medico competente qualunque
disturbo della vista”.
Riguardo al
microclima “il lavoro al videoterminale non richiede il rispetto di
parametri diversi da quelli normalmente assunti per il comune lavoro d’ufficio”.
È necessario che nella postazione di lavoro “la velocità dell’aria sia molto
ridotta, evitando la presenza di correnti d’aria provenienti da porte,
finestre, bocchette di condizionamento, ventilatori, apparecchiature poste in
vicinanza ecc”. È anche “importante che l’aria non sia troppo secca per evitare
possibili irritazioni degli occhi. Altrettanta precauzione andrà posta per
evitare fonti di calore radiante poste nelle immediate vicinanze della
postazione, quali impianti di riscaldamento ma anche finestre che possano
essere colpite da irraggiamento solare diretto ecc.”.
Riguardo all’
illuminazione, “al fine di evitare riflessi sullo schermo,
abbagliamenti dell’operatore ed eccessivi contrasti di luminosità la postazione
di lavoro va correttamente orientata rispetto alle finestre presenti
nell’ambiente di lavoro”.
Altre indicazioni:
- “l’illuminazione artificiale
dell’ambiente deve essere realizzata con lampade provviste di schermi ed esenti
da sfarfallio, poste in modo che siano al di fuori del campo visivo degli
operatori; o in caso di lampade a soffitto non schermate, la linea tra l’occhio
e la lampada deve formare con l’orizzonte un angolo non inferiore a 60°;
- va in ogni modo evitato
l’abbagliamento dell’operatore e la presenza di riflessi sullo schermo
qualunque sia la loro origine”.
Le raccomandazioni, che riportano
anche diverse misure di tutela sanitaria (nel manuale è presente anche
un’appendice normativa), si concludono ricordando che “è importante mantenere
sempre puliti lo schermo e i propri occhiali per evitare la presenza nel campo
visivo di ombre e riflessi fastidiosi ed evitare dunque di sforzare la vista”.
Per eventuali approfondimenti
rimandiamo ad altri articoli di PuntoSicuro dedicati al lavoro al
videoterminale:
IRCSS – Fondazione “G.B. Bietti” per
lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia ONLUS, Camera di Commercio di Roma, “ Linee Guida per le Aziende su: Prevenzione delle Disabilità e
degli Infortuni alla Vista” (formato PDF, 754 kB).
RTM
Segnala questa news ad un amico
Questa news è stata letta 1136 volte.
Pubblicità