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"Quando lo spettacolosi trasforma in tragedia"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
24/11/2014 -
È notizia di questi giorni la
richiesta di condanna a tre anni e quattro mesi avanzata dal p.m di Trieste nei
confronti dell’ingegnere che era stato incaricato delle verifiche statiche
dell'impianto, improvvisamente collassato la mattina di tre anni fa in cui si
sarebbe dovuto svolgere il concerto di Jovanotti; con lui sono stati anche
imputati l'organizzatore locale del concerto e il titolare della società
incaricata della fornitura e montaggio della struttura.
Dietro la facciata patinata del
mondo dello spettacolo si cela, dunque, tutta una serie di attività lavorative
dalle caratteristiche del tutto peculiari sia per quanto riguarda le tipologie
di mansioni svolte, sia per quanto riguarda i relativi profili di rischio
infortunistico.
Quello dello spettacolo, infatti,
è un settore economico molto ampio e variegato, che conta circa 35.000 aziende
e quasi 130.000 addetti impegnati in attività tra le più svariate, che spaziano
dalle figure prettamente artistiche e culturali a quelle assimilabili invece
alle lavorazioni tipiche di operatori tecnici o manuali.

In base al sistema
classificatorio adottato da INAIL, nel settore sono comprese attività molto
diversificate: Produzione di film e cortometraggi, di spettacoli teatrali e di
programmi radiofonici e televisivi; Gestione di cinema, teatri, sale da
concerti, circhi ed altre attività di intrattenimento; Sale da gioco o da
biliardo, Giardini zoologici, acquari, ecc., Musei, biblioteche e archivi;
Gestione impianti sportivi (stadi, piscine, campi da tennis, maneggi ecc.) e
attività di sportivi professionisti. Ma, come già detto, accanto a queste
attività di natura specificamente artistico-spettacolare, convivono operazioni
di carattere molto più “industriale” sia per quanto riguarda la tipologia di
lavorazione che, conseguentemente, gli alti livelli di rischio infortunistico: Allestimento
palchi, stand e scenografie
(per fiere, mostre, concerti, teatri,
ecc.).
Si tratta di operazioni molto
delicate e complicate che si rivelano particolarmente pericolose soprattutto
nelle attività di montaggio e smontaggio di strutture metalliche per la realizzazione
dei grandi palchi in occasione di eventi musicali o di spettacoli vari.
Lo stato di potenziale
pericolosità, connesso alla perdita di stabilità delle strutture per cedimento,
si evidenziò prepotentemente proprio a seguito di due incidenti avvenuti l’uno
(di cui si è già accennato) a Trieste nel dicembre 2011, e l’altro a Reggio
Calabria nel marzo 2012, in occasione dell’allestimento dei concerti rispettivamente
di Jovanotti e Laura Pausini, dove persero la vita due giovani operai.
Per tali tristi eventi è stata
riscontrata una molteplicità di responsabilità che nasce proprio dal fatto che
l’organizzazione di enormi palchi da spettacolo presenta svariati fattori ad
alto rischio dovuti alla compresenza di più imprese esecutrici e di un elevato
numero di operatori costretti a intervenire nella stessa area di lavoro e
spesso nel rispetto di tempi strettissimi. Un luogo di lavoro con tante imprese
e tante persone, dunque, (queste ultime, frequentemente, anche di varie
nazionalità) impegnate ad avvicendarsi in spazi ristretti, tra strutture di
grandi dimensioni e a rilevanti altezze, nello svolgimento di mansioni diverse
e con durate d’intervento variabili. Non di rado, inoltre, le stesse operazioni
sono anche sottoposte a ulteriori limitazioni quali il rispetto di particolari
vincoli ambientali o architettonici o il disagio – in caso di eventi all’aperto
– di sfavorevoli condizioni meteorologiche e ambientali.
In media, nell’ultimo
quinquennio, si sono verificati ogni anno circa 350 infortuni indennizzati
dall’INAIL: in pratica un incidente al giorno compresi ferie e festivi. Di
questi, la stragrande maggioranza (circa 320 casi l’anno) comportano inabilità temporanea
con almeno 4 giorni di assenza dal lavoro; circa 30 casi l’anno comportano una
inabilità permanente di grado pari o superiore al 6%. Nell’ ultimo triennio si
è verificato un incidente mortale ogni anno.
Il dato riferito al 2013, è da
ritenersi ancora non consolidato e quindi provvisorio.
Nella stragrande maggioranza
degli incidenti (oltre il 95% del totale) sono rimasti coinvolti lavoratori di
sesso maschile, mentre la componente femminile rappresenta una quota marginale
(una quindicina di casi l’anno, per lo più di gravità medio-bassa). Gli
incidenti mortali, per fortuna relativamente limitati, hanno colpito
esclusivamente gli uomini.
Le cause principali degli
incidenti sono rappresentate prevalentemente da “scivolamenti, urti, movimenti
scoordinati..” (40% circa del totale) e da “ caduta
di persona su piano
o
dall’alto” (circa 35% del totale). Nel caso di incidenti mortali la causa è
dovuta sempre al cedimento di ponteggi o altre strutture metalliche utilizzate
nella realizzazione del palco.
Le aree geografiche dove si
registra il maggior numero di incidenti di questo tipo sono le regioni del
Nord, in particolare Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
Alla luce della accertata
pericolosità di questo particolare comparto, proprio di recente è stato
realizzato un importante passo avanti a favore della tutela degli operatori
impegnati nelle attività di montaggio e smontaggio dei grandi palchi in
occasione di eventi musicali e di spettacolo. Lo scorso 8 agosto, sulla
Gazzetta ufficiale, è stato pubblicato il decreto
ministeriale 22 luglio 2014
che estende a questo specifico comparto le disposizioni in materia di
prevenzione previste dal titolo IV del D.Lgs. n. 81/2008 (“Testo unico per la
sicurezza”).
Il provvedimento – come sancito dal “decreto
del fare” – indica le modalità con cui le disposizioni che regolamentano la
sicurezza nel cantieri temporanei e mobili, si applicano anche agli specifici
settori degli spettacoli cinematografici, teatrali e di intrattenimento e alle
manifestazioni fieristiche.
Una scelta, questa del
legislatore, che comporta l'assegnazione della responsabilità dell'opera e
della sicurezza degli operatori che la devono realizzare in capo alla figura
del committente, riconducendo tale comparto a quella struttura gestionale e organizzativa
ben definita proprio dal Titolo IV del Testo Unico per la sicurezza e dalla
normativa comunitaria che questo, a sua volta, recepisce.
TAVOLE ILLUSTRATIVE
Gli infortuni lavorativi nell’«Allestimento palchi, stand e scenografie»
(Fonte: elaborazione ANMIL su dati INAIL-Banca dati statistica)
INFORTUNI SUL LAVORO PER TIPO DI CONSEGUENZA
CONSEGUENZA |
2009 |
2010 |
2011 |
2012 |
2013(*) |
|
|
|
|
|
|
Inabilità temporanea |
338 |
365 |
307 |
300 |
235 |
|
|
|
|
|
|
Inabilità permanente |
23 |
30 |
35 |
30 |
25 |
|
|
|
|
|
|
Morte |
- |
- |
1 |
1 |
1 |
|
|
|
|
|
|
TOTALE |
361 |
395 |
343 |
331 |
261 |
INFORTUNI SUL LAVORO PER SESSO
SESSO |
2009 |
2010 |
2011 |
2012 |
2013(*) |
|
|
|
|
|
|
Maschi |
342 |
379 |
327 |
316 |
252 |
|
|
|
|
|
|
Femmine |
19 |
16 |
16 |
15 |
9 |
|
|
|
|
|
|
TOTALE |
361 |
395 |
343 |
331 |
261 |
% femmine |
5,3 |
4,1 |
4,7 |
4,5 |
3,5 |
(*) dati provvisori |
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INFORTUNI SUL LAVORO PER REGIONE (principali). Anno 2013

Franco D’Amico
Coordinatore dei sevizistatistico-informativi ANMIL
Fonte: ANMIL.
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