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"I rischi di natura elettrica negli ambienti lavoro"
fonte www.puntosicuro.it / RISCHIO ELETTRICO
24/02/2015 -
PreSAL ASL Frosinone ha presentato in occasione della settimana della
sicurezza e salute sul lavoro tenutasi la settimana ad ottobre 2014, l’opuscolo
“Rischi di natura elettrica negli ambienti lavoro”, utile per fornire le
informazioni di base art. 36 del D.Lgs. 81/08 ai lavoratori sui rischi di
natura elettrica presenti negli ambienti di lavoro.
Ne pubblichiamo un estratto che affronta i danni che si possono subire
in caso di esposizione alla corrente elettrica e i possibili rischi di natura
elettrica.
Per approfondire l’argomento del rischio elettrico vi invitiamo a
consultare gli altri articoli nell’apposita area del sito: categoria
“Rischio elettrico”
RPS
I DANNI IN CASO DI ESPOSIZIONE ALLA CORRENTE ELETTRICA
Il danno che può scaturire
dall’esposizione alla corrente elettrica sull'organismo, dipende dall’intensità
e dalla frequenza della corrente, dalla durata del contatto, dalla costituzione
fisica della persona colpita. Si rischia:
Tetanizzazione: La
corrente elettrica produce sui centri nervosi dell’infortunato degli effetti
dannosi che portano alla contrazione del
muscolo. Se la corrente supera i valori limiti la somma delle contrazioni porta
l’infortunato a non poter abbandonare il contatto con l’elemento in tensione;
qualora il contatto perduri, si potrebbe incorrere in svenimenti, asfissia, collasso
e stato d’incoscienza.
Arresto della respirazione:
Se la corrente supera il limite di rilascio e persiste, causa o una contrazione
dei muscoli respiratori o una paralisi dei centri nervosi ad essa collegati, fino
a portare alla morte per soffocamento.
Fibrillazione ventricolare:
E’ l’effetto più pericoloso, dovuto alla sovrapposizione delle correnti esterne
con quelle fisiologiche (comportando la perdita del ritmo cardiaco) che, generando
delle contrazioni scoordinate, fanno perdere il giusto ritmo al cuore.
La fibrillazione ventricolare è
reversibile entro i primi due o tre minuti soltanto nel caso in cui il cuore
sia sottoposto ad una scarica elettrica molto violenta ( Defibrillatore).
Le contrazioni scoordinate continuano, infatti, anche dopo la cessazione dello stimolo.
Ustioni: Il corpo umano
si comporta come una resistenza elettrica al passaggio della corrente,
producendo calore per effetto Joule. Tanto maggiore sarà il passaggio di
corrente, tanto maggiori saranno le ustioni.
Questo fenomeno diventa maggiore e predominante rispetto agli altri, quando
siamo in presenza di tensioni di contatto elevate.
I RISCHI DI NATURA ELETTRICA
Il D.lgs. 81/08 all’art. 80 co.1
- Obblighi del datore di lavoro: impone di prendere le misure necessarie
affinché i lavoratori siano salvaguardati da tutti
i rischi di natura elettrica connessi
all’impiego dei materiali, delle
apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in
particolare, da quelli derivanti da:
a)
contatti elettrici diretti:
si intendono contatti con un elemento in tensione. Possono essere causati dalla
rimozione delle protezioni, da lavori o interventi su parti ritenute erroneamente
fuori tensione, o dalla riattivazione intempestiva delle parti sezionate.
b)
contatti elettrici indiretti:
si intende un contatto con un elemento (massa) normalmente non in tensione, ma
che può essere attraversato da una corrente a seguito di un guasto o di un
difetto di isolamento. Tale contatto può essere causato dall’interruzione o
dall’assenza del conduttore di protezione o di terra, dall’assenza di
coordinamento fra impianto di terra e interruttore differenziale o
magnetotermico o dall’ assenza di equipotenzialità fra le masse e masse
estranee. L’innesco elettrico in prossimità di materiale combustibile (es.: uso
improprio di adattatori, prese a spina non conformi, etc.) e la propagazione
dell’incendio attraverso le condutture elettriche, sono spesso fonte di
incendi.
Anche l’
arco elettrico, (si ha
con il passaggio di corrente elettrico attraverso dei materiali isolanti per
esempio aria, gas, gomma ecc..), tra due parti attive a potenzialità diversa,
può
essere una sorgente di innesco.
Può produrre radiazione ottica, effetto termico e proiezione di metallo fuso,
con possibili danni alle persone. I fenomeni più comuni sono l’apertura dell’interruttore,
il cortocircuito di due conduttori, ecc.
d)
innesco di esplosioni: in
presenza di di gas, vapori, nebbie e polveri, di sostanze infiammabili o
combustibili, (es. gas, Gpl, idrocarburi, polveri di cereali, ecc…) le
sovratemperature, gli archi elettrici, le cariche elettrostatiche e la
fulminazione, possono essere sorgenti di innesco producendo l’esplosione della
sostanza con danni a persone e cose.
e)
fulminazione diretta ed indiretta:
si parla di fulminazione
diretta nel caso in cui il fulmine colpisca direttamente l’edificio o un punto
molto vicino ad esso compreso nell’area di raccolta provocando sovratensioni
che si trasmettano al suo interno attraverso accoppiamento resistivo e
induttivo. La sua corrente (con un’approssimazione grossolana) si trasferisce
per il 50% sul dispersore di terra e per il 50% sui servizi connessi
all’edifici.
Si parla di fulminazione
indiretta di un edificio quando il fulmine cade in un punto del terreno vicino
all’edificio ad una distanza superiore a tre volte l’altezza dell’edificio. Le sovratensioni
indotte nei circuiti interni sono modeste e risultano pericolose solo per le
apparecchiature con limitata capacità di tenuta, cioè quelli sensibili.
f)
sovratensioni di origine interna
ed esterna: si tratta di tensioni che superano il picco di massima
tensione in regime permanente presente in un impianto nelle condizioni normali di
funzionamento.
Per esempio, un impianto in bassa
tensione (che in condizione normale di funzionamento assorbe una certa potenza
alla tensione di 230/400 V), in condizioni di sovratensione, può presentare un
picco, a valori notevolmente superiori a quelli nominali e poi tornare a valori
di regime permanente. Tutti questi fenomeni di variazione di tensione rapidi
(con picchi multipli del valore di regime permanente) sono comunemente denominati
fenomeni di sovratensione, e si distinguono in: sovratensioni di origine
interna e sovratensioni di origine esterna. Le prime si manifestano in tutti
gli impianti
elettrici e apparecchiature, perché qualsiasi manovra e/o guasto altera l’equilibrio
del sistema, e si traduce in oscillazioni di tensione.
Quando parliamo, invece, di
sovratensioni di origine esterna, si tratta di un fenomeno naturale di grande
portata, dovuto ai fulmini che rilasciano una elevata potenza, che può raggiungere
diverse centinaia di giga watt. Può avere un effetto distruttivo o perturbatore
su impianti elettrici e apparecchiature situati a diversi chilometri di distanza.
g) altre condizioni di guasto
ragionevolmente prevedibili: Sono situazioni non contemplate come fattori di
rischio nei punti precedenti quali:
•
Disservizi di impianti e
apparecchiature elettriche. Possono essere fonte di infortuni sul lavoro
(come l’apertura non voluta di un interruttore di protezione a monte perchè non
coordinato o selettivo con interruttori a valle che potrebbe creare una
mancanza di alimentazione di sistemi deputati alla sicurezza degli operatori,
eventi spesso dovuti ad una cattiva progettazione o manutenzione);
•
Difetti dovuti all’usura nel
tempo di interruttori differenziali. Da studi effettuati si è accertato
che il 20% di questa apparecchiature non funziona più dopo due anni di servizio
(effettuare controlli periodi secondo la norma CEI 64/8).
PreSAL ASL Frosinone - Rischi
di natura elettrica negli ambienti lavoro (formato PDF, 492 kB).
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