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"Piattaforme di lavoro elevabili: norme tecniche e prevenzione"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
25/02/2015 -
Anche quest’anno ad Ambiente
Lavoro di Bologna diversi incontri, organizzati da IPAF Italia (International
Powered Access Federation), hanno affrontato il tema della prevenzione degli
incidenti e della normativa relativa all’utilizzo delle
piattaforme di lavoro elevabili (PLE).
E poiché, come mostrato anche
nella rubrica “ Imparare
dagli errori”, all’uso di queste attrezzature di lavoro sono correlati molti
incidenti gravi, per favorire la consapevolezza dei rischi e la riduzione degli
infortuni, ci soffermiamo oggi su due diversi documenti.
Il primo è relativo ad un
intervento che si è tenuto ad Ambiente Lavoro e ad una recente scadenza
normativa (norma UNI EN280), mentre il secondo affronta il tema dei DPI contro
la caduta dall’alto durante l’uso di PLE.
Partiamo dal primo documento,
pubblicato sul sito di IPAF Italia, relativo ad un intervento ad Ambiente
Lavoro, dal titolo “
Principali norme e
buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare quando si
utilizza una PLE” e a cura dell’ Ing.
Giuliano Bicchi.
Il documento dopo aver riportato
le definizioni e indicato le differenze tra regolamenti, direttive, pareri e
norme tecniche, si sofferma sulla Direttiva n. 2006/42/CE (Direttiva Macchine)
- recepita in Italia con il D.Lgs. n.17 del 27 gennaio 2010 – e specialmente
sulle
norme tecniche relative alle piattaforme
di lavoro elevabili:
-
Norma UNI EN280:2009 - Piattaforme di lavoro mobili elevabili
“Calcoli per la progettazione - Criteri di stabilità - Costruzione - Sicurezza
- Esami e prove”: “la norma costituisce il recepimento della norma armonizzata
europea EN 280:2001+A2 (edizione agosto 2009) assumendo così lo status di norma
nazionale italiana”;
-
Norma EN280:2013: “la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 28
novembre 2013 ha inserito nell’elenco titoli e riferimenti di norme armonizzate
ai sensi della normativa dell'Unione sull'armonizzazione la EN 280:2013 che va
a sostituire la EN 280:2001+A2:2009. La nuova edizione della norma EN 280 è
pubblicata dall’ UNI”.
In particolare la nuova Norma UNI
EN280:2013 “può essere già applicata dai costruttori nei nuovi progetti” e alla
data stabilita del
31 gennaio 2015
“la norma precedente cesserà di dare la presunzione di conformità ai requisiti
essenziali e agli altri requisiti previsti dalla normativa pertinente dell'UE”.
Ricordiamo infatti che “la
corretta applicazione delle Norme Tecniche Armonizzate e la Valutazione dei
Rischi effettuata su tali norme é ‘Presunzione di Conformità’ al rispetto dei
Requisiti Essenziali della rispettiva Direttiva CE”.
Diamo un breve sguardo alla
norma UNI EN280:2013.
Questa norma “specifica i
requisiti tecnici e le misure di sicurezza per tutti i tipi e per tutte le
dimensioni di piattaforme
di lavoro elevabili, destinate a spostare persone alle posizioni di lavoro
da cui possano svolgere mansioni dalla piattaforma di lavoro, con
l’intendimento che le persone accedano ed escano dalla piattaforma di lavoro
attraverso una posizione di accesso ben definita: a livello del terreno o del
carro. Ciò non significa che sia vietato lo sbarco in quota, solo che la norma
non prende in considerazione tale rischio”.
Le slide relative all’intervento,
che vi invitiamo a visionare integralmente, riportano poi ulteriori indicazioni
su vari aspetti della nuova norma: classificazione, visibilità movimenti
comandati da terra, inclinometro, limitatore di carico, limitatore di momento,
arresto di emergenza, schiacciamento, correzione livellamento, piattaforma di
lavoro, dispositivi di sicurezza, ...
Inoltre, conclude il relatore, il
rispetto delle norme di sicurezza da
parte dei progettisti, dei costruttori e degli operatori “è un formidabile
contributo alla riduzione degli infortuni, per la maggior parte determinati
dall’uomo più che dalle macchine”. Tuttavia non basta la conoscenza delle norme
e il loro rispetto: “è necessario che gli operatori siano adeguatamente formati
ed addestrati” se veramente si vuole ridurre il numero di incidenti.
Il secondo documento, dal titolo
“
DPI contro la caduta dall’alto durante
l’uso di PLE a braccio estensibile e attrezzature multifunzionali” è stato
invece elaborato dal
gruppo di lavoro
D-A-CH-S, un gruppo di lavoro internazionale formato da esperti provenienti
dalla Germania, Austria, Svizzera e Alto Adige che ha lo scopo “perseguire
regolamenti standardizzati internazionali per sistemi di protezione contro le
cadute dall’alto nei lavori in quota”.
La scheda prodotta dal D-A-CH-S
vuole contrastare il
rischio di caduta
dall’alto da PLE.
Infatti durante l’ uso di
una PLE c’è il pericolo per l’operatore di essere sbalzato fuori o di
cadere dalla piattaforma di lavoro, con un effetto frusta o catapulta che può
dipendere da vari fattori: “spostamento, urti, scarico di materiale,
incastramento della PLE, buche durante lo spostamento della PLE, scavalcare la
ringhiera, difetto tecnico”, ...
Dunque bisogna utilizzare
“durante il lavoro in una PLE semovente a braccio estensibile un’imbracatura
anticaduta collegata con un mezzo di collegamento registrabile con assorbitore
di energia a un punto di ancoraggio definito dal costruttore”.
Altre
indicazioni fornite dal documento:
- “rispettare le indicazioni
fornite dal costruttore della PLE!
- in PLE a braccio estensibile,
per via del non escludibile effetto frusta/catapulta, deve essere prescritto
l’uso di DPI contro la caduta
dall’alto. Per questo motivo possono essere usate solo le PLE con punti
d’ancoraggio predefiniti per i DPI contro la caduta dall’alto dal costruttore;
- una caduta al di fuori della
ringhiera deve essere esclusa, perché la caduta potrebbe causare il
ribaltamento della PLE, o la portata del punto d’ancoraggio potrebbe essere
superata. Per questi motivi i mezzi di collegamento”, in relazione alla
geometria del cestello della PLE e dei lavori da svolgere, “devono essere
tenuti più corti possibili”;
- “usare mezzi di collegamento
registrabili con assorbitore di energia o dispositivo anticaduta retrattile”
(nel documento vengono forniti ulteriori particolari tecnici);
- “durante lo spostamento della
PLE usare sempre il collegamento più corto (p. e. punto d’ancoraggio corrente
intermedio ad attacco sternale);
- bisogna sempre pianificare il
salvataggio”.
La scheda riporta informazioni
sui rischi residui e diverse fotografie esplicative relativi ad esempi di
cadute e di idonei metodi di prevenzione.
Concludiamo ricordando che, come
già comunicato nell’articolo “ Attrezzature di
lavoro: formazione entro il 12 marzo”, entro il 12 marzo 2015, gli addetti all’uso di
PLE devono farsi riconoscere la formazione pregressa e/o completare
l’aggiornamento previsto.
“ Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di
sicurezza da attivare quando si utilizza una PLE”, a cura dell’Ing.
Giuliano Bicchi, atti dell’intervento tenuto durante Ambiente di Lavoro 2014
(formato PDF, 191 kB).
“ DPI contro la caduta dall’alto durante l’uso di PLE a braccio
estensibile e attrezzature multifunzionali”, scheda a cura del Gruppo di
lavoro D-A-CH-S (formato PDF, 284 kB).
RTM
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