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"Stretto Messina, ok dei Beni Culturali al Ponte che non c’è"
fonte www.edilportale.com / Ambiente
15/03/2013 - Via libera in ritardo al Ponte sullo stretto di Messina. Dieci giorni
dopo il blocco dell’opera, il Mibac, Ministero per i beni e le attività
culturali, ha emesso parere favorevole sul progetto definitivo.
Il Mibac riconosce all’opera la compatibilità ambientale e paesaggistica e verifica in via preliminare gli aspetti archeologici, ponendo anche alcune condizioni da inserire nel progetto esecutivo sulla base del pareri rilasciati dalle Soprintendenze.
Come emerge da fonti di agenzia, il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha definito “surreale” il parere del Ministero.
Ricordiamo che sono decaduti venerdì primo marzo i termini contrattuali stipulati per la realizzazione dell’opera tra la concessionaria pubblica società Stretto di Messina SpA e il contraente generale Eurolink.
Il 26 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha bocciato la proroga dei termini per la sottoscrizione del contratto aggiuntivo tra le due società che, come previsto dal Decreto Sviluppo bis, avrebbe garantito alla grande infrastruttura un ulteriore margine di tempo.
Siglando il contratto aggiuntivo il contraente generale si sarebbe dovuto impegnare a rinunciare alle penali previste dagli accordi. Una condizione che lo ha invece spinto a recedere dal contratto.
Il Mibac riconosce all’opera la compatibilità ambientale e paesaggistica e verifica in via preliminare gli aspetti archeologici, ponendo anche alcune condizioni da inserire nel progetto esecutivo sulla base del pareri rilasciati dalle Soprintendenze.
Come emerge da fonti di agenzia, il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha definito “surreale” il parere del Ministero.
Ricordiamo che sono decaduti venerdì primo marzo i termini contrattuali stipulati per la realizzazione dell’opera tra la concessionaria pubblica società Stretto di Messina SpA e il contraente generale Eurolink.
Il 26 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha bocciato la proroga dei termini per la sottoscrizione del contratto aggiuntivo tra le due società che, come previsto dal Decreto Sviluppo bis, avrebbe garantito alla grande infrastruttura un ulteriore margine di tempo.
Siglando il contratto aggiuntivo il contraente generale si sarebbe dovuto impegnare a rinunciare alle penali previste dagli accordi. Una condizione che lo ha invece spinto a recedere dal contratto.
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