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"Imparare dagli errori: i rischi nell’uso delle gru a torre"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
26/02/2015 - Continuando il viaggio di “ Imparare dagli errori” attraverso gli infortuni correlati alle
attrezzature per il sollevamento dei carichi, non potevamo non parlare della
gru a torre che
rappresenta sicuramente il più importante apparecchio per la
movimentazione e il sollevamento di carichi nei cantieri edili.
Le dinamiche degli incidenti che presentiamo sono tratte dalla rassegna di incidenti presenti nell’archivio di INFOR.MO. - strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Ricordiamo che le gru a torre sono
macchine costituite costituito da una struttura verticale in acciaio
(la torre) con in sommità una trave orizzontale (braccio e
controbraccio) in acciaio munito di un sistema di elevazione dei
carichi. Normalmente le gru sono installate in posizione fissa ma a
volte possono essere dotate di un sistema di traslazione su binario.
I casi
Il
primo caso riguarda un incidente avvenuto all'interno di un
cantiere edile in attività di posa di
soglie e porte finestre.
Un lavoratore si trova con un
collega per posare soglie e porte finestre utilizzando la malta cementizia
contenuta nei due silo presenti in cantiere.
La malta viene travasata in
apposita benna a sua volta sollevata con gru a torre manovrata dal collega. La
benna carica di malta inizialmente viene sollevata di poco, per riuscire a
guidarla manualmente in modo che non urti i silo posti a circa 190 cm uno dall'altro,
poi, raggiunta la posizione ideale, il collega agisce sulla pulsantiera per
l'alzo definitivo facendo ruotare contemporaneamente il braccio della gru.
Proprio durante la fase di
sollevamento della benna carica di malta, il primo lavoratore viene travolto
dal carico sospeso e dal bozzello della gru improvvisamente staccatosi
dall'apparecchio di sollevamento.
Nel corso degli accertamenti è
emerso:
- “che durante la fase di
risalita del carico lo stesso urtava un lato del silo AA imprimendo al cavo
della gru una sollecitazione tale da provocarne la rottura, così la benna ed il
bozzello della gru cadevano a terra e nel percorso colpivano alla testa” il
lavoratore;
- che il collega “non aveva
ricevuto alcuna formazione/informazione circa l'utilizzo della gru”.
Al di là degli evidenti problemi
relativi all’assenza di formazione, la scheda di Informo individua due
fattori causali:
- “manovra di sollevamento
errata. Urta contro un silo;
- poco spazio tra i due silos e
la costruzione”.
Il
secondo caso è invece relativo ad un incidente avvenuto in attività
di
movimentazione di un cassone
metallico contenente calcestruzzo.
Un lavoratore esegue il lavoro di
movimentazione mediante l'utilizzo di una gru a torre,
condotta da un collega, e di 4 catene metalliche fornite di 4 ganci alle
estremità per l'aggancio-imbracatura del carico.
Dopo aver agganciato il cassone
utilizzando solo uno dei 4 ganci a disposizione, il lavoratore segnala al
gruista di procedere al sollevamento del cassone.
Durante la fase di sollevamento
del cassone lo stesso si sgancia da un'altezza non ben precisata ed investe
l'infortunato provocandogli lesioni mortali.
La zona di preparazione del
calcestruzzo nella quale si trovava l'infortunato al momento dell'investimento
era sprovvista di solido impalcato a protezione della caduta di materiali
dall'alto.
Questi dunque i
fattori causali rilevati:
- “l'infortunato agganciava il
carico da sollevare (cassone contenente il calcestruzzo) utilizzando solo 1 dei
4 ganci a disposizione;
- utilizzo di catene metalliche
con ganci non verificate (gancio usurato) per il sollevamento di carichi;
- la zona di preparazione del
calcestruzzo nella quale si trovava l'infortunato al momento dell'investimento
era sprovvista di solido impalcato a protezione della caduta di materiali
dall'alto”.
La prevenzione
Per raccogliere spunti per la
conoscenza e la prevenzione dei rischi nell’uso delle gru a torre presentiamo
il contenuto di una delle schede presenti nel manuale “ Le
macchine in edilizia. Caratteristiche e uso in sicurezza” prodotto da INAIL Piemonte e CPT Torino.
Nella “
Scheda 1 – Gru a torre”
sono descritti i
principali rischi e
le relative principali misure di sicurezza da adottare per prevenirli o per la
protezione dei soggetti che utilizzano la gru a torre
e dei lavoratori che svolgono la loro attività all’interno dell’area di lavoro
in cui è installata la macchina.
Ci soffermiamo brevemente sui
rischi di ribaltamento, di caduta di materiale dall’alto, di urti,
schiacciamento, cesoiamento e di caduta dall’alto.
Ribaltamento e caduta di materiale dall’alto
Il ribaltamento della gru “può
essere determinato da una serie di cause quali: cedimento del piano di
appoggio, ad esempio per la presenza di sottoservizi; non corretta
installazione, ad esempio per la cattiva distribuzione del carico sul terreno o
per l’errata installazione del binario; errori di manovra durante il sollevamento
di carichi o per esecuzione di manovre vietate; collasso della gru per
cedimento strutturale, ad esempio dovuto a carente manutenzione o per il
carente funzionamento dei limitatori di carico e di momento; urti del braccio
contro ostacoli fissi o mobili, ad esempio dovuti alla presenza di edifici o di
altre gru interferenti; vento di intensità elevata”.
In particolare per prevenire tale
rischio “occorre eseguire un’accurata indagine preliminare per la scelta del
luogo d’installazione della gru, rispettare scrupolosamente le istruzioni del
fabbricante e il relativo registro di controllo, eseguire le verifiche previste
dalla norma ed evitare o limitare il rischio di interferenza con altre gru
operanti nella stessa zona. Per quanto riguarda il vento è necessario
sospendere l’attività quando è raggiunta la velocità stabilita dal fabbricante
o, in mancanza di questa, dalle velocità stabilite dalla norma: il braccio
della gru deve essere lasciato libero di ruotare nella direzione del vento
disattivando il freno di rotazione. Nel caso di gru traslanti su binario, è
necessario attivare le tenaglie di ammaraggio e se necessario altri eventuali
dispositivi, previsti dal fabbricante”.
Invece il
rischio di caduta di materiale dall’alto è “dovuto alla movimentazione
di carichi non correttamente imbracati, ad errate manovre che comportano
l’urto del carico contro strutture fisse o alla rottura delle funi. L’uso corretto
degli accessori di sollevamento, compresi i contenitori, associati ad un
corretto uso dei segnali gestuali, o ad altri efficaci mezzi, per la
comunicazione tra il manovratore e l’aiuto manovratore portano a limitare tale
rischio; la verifica periodica delle funi, poi, completa l’attività di
prevenzione del rischio”.
Urti, colpi, impatti, compressione, schiacciamento
È un “tipico rischio che, nella
generalità dei casi, riguarda gli addetti al montaggio e allo smontaggio,
durante la movimentazione degli elementi a terra e in quota. Per prevenire i
rischi dovuti alla mobilità delle gru traslanti su binario, occorre garantire
uno spazio sufficiente, commisurabile in almeno 70 cm tra la sagoma d’ingombro
della gru e le strutture fisse adiacenti quali edifici, depositi di materiale o
impalcature, e avere piena visibilità delle vie di corsa dal posto di guida.
Qualora il franco di sicurezza e/o la visibilità dal posto di guida non possano
essere garantiti è necessario rendere inaccessibile l’area a rischio: tale
necessità può essere soddisfatta segregando l’area relativa alla via di corsa
della gru con una barriera rigida inamovibile. Sugli eventuali punti di accesso
alle zone pericolose devono essere apposte segnalazioni di pericolo e il
richiamo ad accedere solo se autorizzati. In ogni caso, per cautela, è
opportuna la segregazione delle vie di corsa”.
Cesoiamento, stritolamento
Sono “esposti a questo rischio i
lavoratori a terra in prossimità delle gru a rotazione bassa per via della
rotazione della parte girevole su quella fissa, che comprende gli appoggi e la
ralla. Il rischio deve essere eliminato provvedendo alla efficace segregazione
della parte bassa della gru al fine di rendere inaccessibile l’area pericolosa;
la segregazione, ad esempio, può essere costituita da una barriera rigida
inamovibile, in legno o metallo, dimensionata come un normale parapetto”.
Caduta dall’alto
È un rischio che riguarda, in
particolar modo, gli addetti al montaggio, smontaggio e/o manutenzione della
gru; “queste attività si sviluppano in quota e devono essere condotte
utilizzando, quando possibile, le passerelle di servizio dotate di parapetti
e/o la piattaforma del carrello. Quando è necessario raggiungere punti in cui
non vi sono tali apprestamenti, gli addetti di cui sopra, oltre ai DPI in
dotazione come equipaggiamento ordinario, devono utilizzare i DPI
anticaduta: gli elementi che compongono il DPI anticaduta devono essere
selezionati tra i più adeguati per le operazioni da svolgere, come ad esempio
le imbracature dotate di doppio cordino. Gli utilizzatori dei DPI anticaduta
dovranno ricevere l’informazione, la formazione e l’addestramento necessari ad
acquisire le nozioni per il loro corretto impiego. Essi dovranno inoltre
conoscere e saper correttamente attuare le misure di salvataggio per il
recupero dei lavoratori eventualmente sospesi nel vuoto”.
Si indica infine che il
manovratore della gru che opera all’interno della cabina in quota “è esposto ad
un rischio residuo di caduta dall’alto durante la salita o la discesa per mezzo
delle scale fisse poste all’interno della gru. L’efficienza delle gabbie di
protezione o dei DPI anticaduta e del dispositivo verticale su cui questo si
collega, la formazione adeguata, l’idoneità e il buono stato di salute del
manovratore rendono accettabile il rischio. Il manovratore che usa i comandi a
distanza deve operare da postazioni solide e protette da parapetti. Anche gli
addetti all’aggancio o allo sgancio dei carichi devono operare all’interno di
zone sicure”.
Pagina introduttiva del sito web di
INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero
2176 e
3334 (archivio incidenti 2002/2010).
Tiziano Menduto
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