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"Prevenzione incendi: le semplificazioni del nuovo testo unico"
fonte www.puntosicuro.it / Rischio incendio
10/04/2015 - Le aziende e i professionisti che si occupano di sicurezza sono da tempo in attesa del nuovo Testo Unico Prevenzione Incendi,
presentato ufficialmente un anno fa con una conferenza stampa alla
presenza del Ministro degli Interni e dei massimi vertici del Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco, ma ancora non emanato.
Un Testo Unico (di cui abbiamo pubblicato un documento preliminare/bozza) che ha la funzione di snellire il corpus normativo antincendio attraverso un processo di rinnovamento e semplificazione.
Per tornare a parlare del Testo Unico atteso, cercando di mantenere
alta l’attenzione sul tema e di velocizzare il suo iter legislativo,
riprendiamo un intervento pubblicato sul sito del Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della provincia di Rimini.
Intervento dell’Ing. Alessandra Bascià del Comando Provinciale VVF di
Venezia che si è tenuto il 26 giugno 2014 a Rimini durante un seminario
tecnico di aggiornamento.
In “
Norme di prevenzione incendi generali e semplificate: un nuovo testo
unico nel processo di rinnovamento e semplificazione”, l’Ing. Bascià parte
dalla situazione che si è creata dopo il decreto
del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151 con un passaggio
dalla riduzione degli oneri amministrativi alla riduzione degli oneri
regolatori...
Quali sono le esigenze che portano
al nuovo Testo Unico?
Ad esempio “operare una
semplificazione delle regole, garantendo contenuti chiari e stabili:
– meno prescrittive, maggiormente
prestazionali, più flessibili;
– sostenibili (delega del
Parlamento per Scuole e Ospedali);
– ispirate a principi di massima
tutela della pubblica e privata incolumità in caso di incendio”.
L’intervento si sofferma poi su
alcuni esempi di disomogeneità e sottolinea che
semplificare significa:
-
procedure più snelle – riduzione degli oneri amministrativi (già in
vigore: SCIA ex DPR 151/2011);
-
regole più chiare – riduzione degli oneri regolatori (in
preparazione: nuova norma di prevenzione incendi);
-
controlli adeguati” (con riferimento ad esempio alla formazione del
Personale VVF).
Quali principi possono essere alla base di questa semplificazione?
Questi alcuni principi descritti
nell’intervento e riportati anche nella bozza al Testo Unico di Prevenzione
Incendi:
-
generalità: metodo applicabile in tutte le attività;
-
semplicità: laddove esistano diverse possibilità per raggiungere il
medesimo risultato, si prediligono soluzioni più semplici, realizzabili,
comprensibili, per le quali è più facile operare revisioni;
-
modularità: l’intera materia è strutturata in moduli di agevole
accessibilità, che guidano il progettista antincendio alla individuazione di
soluzioni progettuali appropriate per la specifica attività;
-
flessibilità: per ogni livello di sicurezza richiesto sono indicate
diverse soluzioni progettuali prescrittive o prestazionali. Sono, inoltre,
definiti metodi riconosciuti che valorizzano l'ingegneria antincendio e possono
essere applicati senza deroga;
-
standardizzazione ed integrazione: il linguaggio in materia di prevenzione
incendi è conforme agli standard internazionali e sono unificate le diverse
disposizioni previste dalle vigenti norme nazionali di prevenzione incendi;
-
inclusione: le persone sono considerate un fattore sensibile; le diverse
disabilità (es. motorie, sensoriali, cognitive, ...), temporanee o
permanenti sono parte integrante della progettazione della sicurezza
antincendio;
-
contenuti basati sull'evidenza: i contenuti sono basati sulla
ricerca, valutazione, ed uso sistematici di studi internazionali;
-
aggiornabilità: il documento può essere facilmente aggiornato, in
relazione all’avanzamento tecnologico e delle conoscenze”.
Una tabella nel documento riporta
anche alcune indicazioni relative alla differenze nelle regole per le
vie di esodo in vari paesi: U.S.A. NFPA
101, G.B. BS 9999, Francia e Giappone.
Veniamo alle
ipotesi fondamentali da cui si parte con le nuove norme:
- “in condizioni ordinarie,
l'incendio di un'attività si avvia da un solo punto di innesco. Escluso
incendio doloso o eventi estremi (es. catastrofi, azioni terroristiche, ...);
- il rischio di incendio di
un'attività non può essere ridotto a zero. Le misure antincendio di
prevenzione, di protezione e gestionali sono selezionate al fine di minimizzare
il rischio di incendio, in termini di probabilità e di conseguenze, entro
limiti considerati accettabili”.
In particolare riguardo ai
metodi (allegato 25/26/27),
l’intervento si sofferma sul
metodo
prestazionale.
In questo caso si definiscono:
- obiettivi di sicurezza
antincendio;
- una strategia antincendio,
composta da misure che si ritengono indispensabili per garantire gli obiettivi;
- diversi livelli di prestazione
per ogni misura;
- soluzioni conformi per ogni
livello (= misure tecniche che si considerano idonee al raggiungimento del
livello fissato). Sono anche possibili soluzioni alternative, da concordare con
il Comando;
- la scelta dei livelli di
prestazione avviene in base ad una valutazione del rischio (a cura del titolare
o fissata per norma).
Le slide dell’intervento, che vi
invitiamo a visionare integralmente, si soffermano poi sull’analisi del
rischio, con diverse tabelle ed estratti delle bozze della nuova normativa,
sulla reazione e resistenza al fuoco, compartimentazione, separazione, esodo,
gestione della sicurezza antincendio, controllo e spegnimento, controllo di
fumi e calore, operatività antincendio, sicurezza degli impianti tecnologici e
di servizio, ...
Si sofferma, infine, anche su
alcuni aspetti relativi ai
termini e
definizioni.
Ad esempio sulla “novità”
relativa alla
compartimentazione con il
concetto di filtro (distinto da filtro a prova di fumo).
Filtro
Il filtro è un compartimento
antincendio avente:
a. classe di resistenza al
fuoco non inferiore a 30 minuti;
b. due o più porte almeno E
30-Sa munite di congegni di autochiusura.
2. È consentita la presenza di
materiale combustibile all’interno del filtro purché non costituisca carico
di incendio specifico qf superiore a 100 MJ/m2 e sia
applicato il livello prestazione IV di reazione al fuoco secondo l'allegato
4.
Filtro a prova di fumo
1. Il filtro a prova di fumo è
un filtro con una delle seguenti caratteristiche aggiuntive:
a. dotato di camino di
ventilazione di sezione adeguatamente dimensionata e comunque non inferiore a
0,10 m2 sfociante al di sopra della copertura dell'opera da
costruzione;
b. mantenuto in sovrappressione
ad almeno 30 Pa in condizioni di emergenza;
c. areato direttamente verso
l'esterno con aperture libere di superficie non inferiore a 1 m2
con esclusione di condotti. |
L’intervento riporta, ad esempio,
anche altre novità relative al concetto di
compartimento
a prova di fumo e all’
esodo
(luogo sicuro temporaneo, larghezza unitaria delle vie di esodo, esodo
simultaneo/per fasi/ progressivo, ...).
16. Esodo simultaneo: modalità
di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti.
17. Esodo per fasi: modalità di
esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui
l'evacuazione degli occupanti avviene in successione dopo l'evacuazione del
compartimento di primo innesco.
18. Esodo progressivo: modalità
di esodo che prevede lo spostamento degli occupanti dal compartimento di
primo innesco in un compartimento adiacente. |
Concludiamo segnalando che, sul
tema delle novità del futuro “Testo Unico di Prevenzione Incendi”, PuntoSicuro
ha intervistato, ad Ambiente
Lavoro di Bologna, l’Ing. Calogero
Turturici, Comandante dei Vigili del Fuoco di Asti.
“ Norme di prevenzione incendi generali e semplificate: un nuovo
testo unico nel processo di rinnovamento e semplificazione”,
intervento a cura dell’Ing. Alessandra Bascià del Comando Provinciale VVF di
Venezia, seminario tecnico di aggiornamento del 26 giugno 2014 a Rimini
(formato PDF, 2.57 MB).
Tiziano Menduto
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