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"Come erogare una formazione efficace ai lavoratori"
fonte www.puntosicuro.it / Formazione ed informazione
06/05/2015 - In attesa delle
novità in materia di formazione dei lavoratori contenute nel testo di revisione
degli Accordi sulla formazione degli RSPP del 2006, torniamo ad occuparci
di
organizzazione della formazione
con riferimento al documento “ Formazione dei
lavoratori in materia di igiene e sicurezza sul lavoro - Guida per le imprese”
dell’ Azienda
sanitaria locale della provincia di Monza e Brianza.
Presentando il documento,
correlato ad un Piano Mirato di Prevenzione dell’Azienda sanitaria,
PuntoSicuro si è già soffermato sulle caratteristiche
dei soggetti organizzatori, dei responsabili del progetto formativo, dei
formatori e dei tutor.
Tuttavia la pubblicazione non si
ferma agli aspetti strettamente organizzativi della formazione dei lavoratori,
ma affronta un altro tema importante: le
metodologie
di erogazione della formazione.
L’ Accordo
Stato Regioni del 21 dicembre 2011 per la formazione dei lavoratori riporta
che la metodologia d’apprendimento
deve
privilegiare
un approccio interattivo che
comporta la centralità del lavoratore nel percorso di apprendimento.
E questa indicazione “rappresenta
una
sostanziale novità in quanto
fino ad ora la formazione è sempre stata intesa come lezione d’aula di tipo
frontale in cui il docente fornisce informazioni da apprendere e il discente è
coinvolto soprattutto nello sforzo di seguire la lezione e di prendere
appunti”. E ci sono diverse tecniche che possono rendere la classica lezione
tradizionale più interattiva, “in linea con le esigenze fisiologiche,
psicologiche e esperienziali degli adulti”.
Infatti è ormai consolidato –
continua il documento - che “l’adulto dà la sua disponibilità ad apprendere se
ha motivazioni (bisogni, desideri, maggior soddisfazione nel lavoro, autostima,
ecc. sono più potenti di promozioni e retribuzioni più alte) che lo spingono a
partecipare alla formazione e se riscontra vantaggi attuabili concretamente
nella propria vita reale (ad esempio se ritiene che questo potrà aiutarlo ad
assolvere dei compiti o ad affrontare i problemi che incontra nelle situazioni
del proprio lavoro). L’apprendimento di nuove conoscenze, la capacità di
comprensione, l’abilità, i valori, gli atteggiamenti saranno tanto più efficaci
quanto più essi saranno presentati nel contesto della loro applicazione alle
situazioni reali”.
Dunque la
scelta del metodo da utilizzare per l’erogazione delle attività
formative “deve essere coerente con gli obiettivi individuati e con i risultati
attesi, in risposta al bisogno formativo e alle caratteristiche dei lavoratori
verso cui è indirizzato l’apprendimento”.
Le
metodologie attive “si basano sul presupposto che l’apprendimento
effettivo è di tipo esperienziale e relazionale e risultano particolarmente
efficaci per acquisire atteggiamenti, capacità di analisi e soluzione di
problemi (problem solving) e per incrementare specifiche capacità”.
Tra queste metodologie sono
compresi:
-
Lavori di gruppo, “è la metodologia più utilizzata e risulta molto
efficace nella formazione degli adulti. I partecipanti sono suddivisi in gruppi
di dimensioni ridotte (7-8 persone al massimo) a cui è assegnato, in un tempo
definito, un compito da svolgere (riportare un’esperienza, discutere un tema,
esplicitare opinioni, …) con la supervisione del docente. In questo modo si
verifica un coinvolgimento attivo che facilita lo scambio d’idee ed esperienze
e il prodotto finale è frutto di una sintesi collettiva in cui ciascuno può
riconoscersi;
-
Casi di studio, descrizione di un’esperienza che mette in luce una
possibile soluzione a un problema, attorno al quale tutto quel caso gravita,
allo scopo di far maturare ai partecipanti consapevolezza e competenza professionale
(ad es. situazione problematica accaduta realmente a un discente e che egli
stesso sottopone ai colleghi per analizzarlo e affrontarlo, supervisionato dal
formatore); è una metodologia che può essere finalizzata all’acquisizione di
competenze specialistiche con particolare riferimento agli aspetti legati
all’individuazione, trattamento e controllo dei rischi;
-
Esercitazioni, tecniche che servono a rafforzare l’apprendimento di
conoscenze o capacità operative; possono essere nozionistiche (es. test per
fissare concetti), applicative (es. eseguire una manovra osservata), oppure
esercitazioni ‘per problemi’ ossia applicare a una situazione problematica le
conoscenze pregresse”;
-
Simulazioni, “esercitazioni che avvengono in situazioni protette e
servono per favorire la sperimentazione di alcuni comportamenti in modo da
rendere più agevole la trasposizione di quanto appreso in aula rispetto alla
realtà lavorativa; possono essere applicative (es. corretto utilizzo della tecnica
BLS) o dimostrative (es. come rispondere alla telefonata di un cliente
arrabbiato). Tali simulazioni possono avvenire sia in aula sia nel contesto
lavorativo (es. prova di evacuazione
in caso di incendio);
-
Giochi di ruolo (role playing) che servono per imparare a calarsi in
un ruolo, anche diverso dal proprio, mettendo in atto comportamenti relazionali
appresi e/o spontanei; e una particolare tecnica che richiede un forte
coinvolgimento dei partecipanti alcuni dei quali svolgeranno, per un tempo
prefissato, il ruolo di ‘attori’ nella simulazione di un caso”; dal punto di
vista gestionale “si tratta di una tecnica delicata e che va messa in atto da
docenti con una rilevante esperienza formativa”;
-
Giochi che simulano la presa di decisioni (decision making); sono
simulazioni della realtà in forma ludica, caratterizzata da regole. L’attività
del giocatore è quella di considerare i dati forniti e di calcolare le scelte
più opportune; la finalità è l’affinamento delle capacità decisionali in
termini di tempestività e efficacia delle scelte adottate, nonché l’imparare a
confrontarsi con situazioni di rischio e incertezza;
-
Project work ossia progetto di lavoro complesso, che è elaborato
dai partecipanti nelle ultime giornate di un corso; serve per applicare e
sperimentare gli apprendimenti acquisiti. Spesso riguarda l’elaborazione di
protocolli, procedure, linee guida, ecc.
-
Training on the job, tecnica formativa operata sul campo, ossia nel
proprio posto di lavoro, attraverso l’affiancamento, l’assistenza e la
riflessione organizzata, con i propri strumenti di lavoro e su casi e problemi
reali, pratici e quotidiani”.
Il documento si sofferma poi
sulla
formazione in modalità e-learning
con riferimento a quanto indicato nell’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre
2011, una modalità che in questi anni è stata oggetto di studi e ricerche –
anche in comparazione
con la formazione in aula - e che la normativa futura in materia di
formazione potrebbe ulteriormente
ampliare.
L’Accordo del 2011 prevede la possibilità
di utilizzare la
modalità di
apprendimento in e-learning, una metodologia che si differenzia dalla
formazione a distanza in quanto “non consiste semplicemente nell'utilizzo di
nuove tecnologie applicate alla didattica tradizionale, attraverso il
trasferimento in rete di dispense o ‘lezioni’, ma è un processo fondato
sull'interazione tra persone (docente-discente e discente-discente), sia pure
‘a distanza’”. Inoltre deve essere presente la figura del tutor, “con il
compito di supportare il discente attraverso tutto il percorso formativo”.
Concludiamo ricordando gli
elementi qualificanti del sistema
e-learning, come riportati in dal Decreto
n. 10087 del 6 novembre 2013 della Regione Lombardia: “la flessibilità
nell’accesso e nei contenuti, la facilità di utilizzo e la semplicità di
linguaggi, l’utilizzo alternato di metodologie didattiche, l’utilizzo di moduli
brevi e incisivi e la creazione di ambienti per lo scambio di esperienze”.
Ricordiamo infine che se
attualmente la modalità in e-learning, al di là dei progetti formativi
sperimentali individuati dalle Regioni, è utilizzabile solo per la formazione
generale dei lavoratori, il Decreto regionale 10087/2013 ha ammesso la
possibilità di utilizzare la modalità in e-learning anche per la parte
specifica nel settore delle strutture sanitarie pubbliche e private.
Azienda sanitaria locale della
provincia di Monza e Brianza, Comitato Provinciale ex art. 7 DLgs 81/08
dell’ASL Monza Brianza, “ Formazione dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sul
lavoro - Guida per le imprese”, documento correlato al Piano Mirato di
Prevenzione “Formazione dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sul
lavoro” dell’ASL Monza Brianza, versione maggio 2014 (formato PDF, 1.74 MB).
Scheda di autovalutazione (Allegato XIV) (Formato PDF, 822
kB).
Allegati (Formato ZIP, 4.79 MB).
Tiziano Menduto
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