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"Imparare dagli errori: quando il transpallet è usato male"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
03/03/2016 - La rubrica “ Imparare dagli errori”,
dedicata al racconto e all’analisi degli infortuni lavorativi, continua
il suo viaggio intorno agli incidenti che avvengono con i
carrelli elevatori con timone, con i
transpallet, mezzi meccanici utilizzati per la movimentazione di carichi sia all’interno di magazzini che su piazzali esterni.
Abbiamo già ricordato nelle scorse puntate della rubrica che nei
luoghi di lavoro ci sono tipologie di transpallet diversi. I mezzi
possono muoversi, ad esempio, per trazione elettrica o trazione manuale e
a volte si utilizzano anche transpallet con postazione per l’operatore.
Ma in ogni caso, come ricorda una scheda dell’Azienda
Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi,
gli infortuni con transpallet con timone e con apparecchi del genere
“accadono di frequente e causano lunghi periodi d’assenza dal lavoro”.
Ricordiamo che la dinamica infortunistica presentata è raccolta nell’archivio di
INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Uno strumento che, a causa di persistenti disfunzioni dello spazio web
dell’area ricerca dell’Inail, non è ad oggi consultabile pubblicamente
in rete.
Il caso
Parliamo di un infortunio
avvenuto all’interno di un
magazzino
minuteria e accessori di uno stabilimento siderurgico durante il trasloco
del materiale dal vecchio magazzino al nuovo.
L’addetto, con mansione di
operaio, che in quella parte del magazzino è da solo, sta spostando del
materiale utilizzando un carrello
elevatore transpallet, probabilmente guidandolo sta sulla pedana, quando ad
un certo punto perde l’equilibrio.
Per paura di scivolare a terra,
poggia la mano destra sulla traversa fissa, posta tra i montanti di sollevamento
delle forche e protetta da griglia di sicurezza. E nel fare ciò accidentalmente
mantiene azionata con la mano sinistra, con cui tiene anche il timone del
carrello, la leva centrale del timone stesso, che comanda il movimento
verticale delle forche.
La traversa della parte mobile
del carrello, scendendo lungo le guide, sopraggiunta all’altezza della traversa
fissa del castello (a cui è aggrappata la mano destra dell’addetto), gli
provoca gravi lesioni da schiacciamento della mano destra.
Il carrello elevatore – continua
la scheda – “era di recente acquisto (certificato di conformità CE) e non
presentava anomalie di funzionamento. La zona pericolosa del castello, che
presenta il pericolo di tranciamento tra parti fisse e parti mobili, è
raggiungibile solamente riuscendo a porre la mano oltre la griglia di
protezione e distanziamento; non risulta pertanto raggiungibile in condizioni
normali di lavoro, dovendo l’addetto (come prescritto dal manuale d’uso e
manutenzione) condurre il mezzo stando dietro la parte posteriore di esso con i
piedi a terra e con le mani sul manubrio.
Il risultato è una “frattura e
lussazione palmare dell’articolazione interfalangea distale del terzo dito,
frattura scomposta dell’estremità distale della falange intermedia del quarto
dito, frattura obliqua apice quinto dito, infrazione falange distale secondo
dito. In seguito è stata eseguita la subamputazione chirurgica del III e IV
dito della mano destra”.
Si sottolinea inoltre che l’infortunato,
non essendo magazziniere, “
non avrebbe
dovuto utilizzare il carrello per trasportare il materiale, in quanto
espressamente vietato sia a lui che anche agli altri colleghi; infatti tale
personale avrebbe dovuto solo confezionare e imballare il materiale, come
indicato in un verbale di riunione redatto prima dell’inizio delle operazioni
di trasloco”.
In definitiva questo è il
fattore causale riportato nella scheda:
“l’infortunato, utilizzando un carrello, alla cui guida non era autorizzato, ha
introdotto la mano in una zona pericolosa del carrello stesso mentre con
l'altra mano azionava il movimento verticale delle forche”.
La prevenzione
Avendo già presentato, nelle
precedenti puntate, spunti generali sulla prevenzione degli infortuni con i
transpallet, ci soffermiamo oggi su alcuni aspetti più specifici.
Ad esempio in “ Labor
Tutor - Un percorso formativo sulla prevenzione dei fattori di rischio tipici
del settore metalmeccanico”, un documento prodotto per il comparto
metalmeccanico e realizzato dall’ Inail in collaborazione con Enfea (Ente Nazionale per la
Formazione e l’Ambiente), ci si sofferma sulle
misure per la
prevenzione
del rischio di investimento con i carrelli a conduzione manuale, a trazione
umana o elettrica:
- “corretta organizzazione
dell’ambiente di lavoro, tale da garantire spazio sufficiente per le manovre e
per il transito delle persone;
- formazione e addestramento del
personale appositamente designato alla conduzione dei carrelli;
- apposizione di segnaletica di
sicurezza, chiara e ben visibile;
- mantenimento in efficienza dei
sistemi frenanti e dei sistemi di segnalazione acustica e/o luminosa”.
In particolare gli
spazi lavorativi in cui si muovono i
carrelli a conduzione manuale (ad esempio cortili, magazzini, piani di
caricamento, ...) “devono essere organizzati in modo tale da garantire: spazio
di manovra adeguato sia al mezzo che al carico, spazio dedicato per eventuali
pedoni, pavimentazione regolare e priva di ostacoli. Queste precauzioni, unite
a un’adeguata segnaletica e all’impiego di personale appositamente designato e
addestrato, riducono sensibilmente il rischio di investimento”. Inoltre non
dimentichiamo di “mantenere efficiente il mezzo: freni e segnalatori (se
presenti) devono essere controllati quotidianamente”.
Il “ Manuale
delle procedure di sicurezza”, elaborato dal Servizio di Prevenzione e Protezione dell’ Azienda Ospedaliero-Universitaria
di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi, contiene poi una
procedura di sicurezza (SIC06) dedicata
all’utilizzo transpallet elettrici e manuali (carrelli elevatori con timone).
La procedura, già presentata
su PuntoSicuro, contiene anche informazioni relative all’
immagazzinamento
o prelievo dei carichi:
- “avvicinarsi e porsi in posizione frontale e
perpendicolare al carico
da prelevare;
- sollevare le forche all’altezza necessaria;
- avanzare con il transpallet fino a quando il carico è
stato completamente inforcato;
- verificare che il carico sia stato inforcato alla base
dello squadro di attacco delle forche;
- sollevare il pallet sino a staccarlo dal pavimento/catasta
o scaffale;
- arretrare il transpallet lentamente in modo da portare il
carico fuori dallo scaffale/catasta;
- abbassare il carico in posizione di trasporto;
- non depositare materiali sui passaggi, davanti alle porte
od agli estintori, nemmeno in maniera temporanea;
- sovrapporre solamente i carichi con analoghe dimensioni di
base o con superfici a scalare rispetto alla base”.
Alcuni
divieti:
- “Non trasportare più di un bancale per volta;
- Non trasportare persone sul transpallet;
- Non utilizzare il transpallet per usi diversi da quelli
previsti;
- Non abbassare od alzare bruscamente il carico durante il
trasporto”.
E riguardo ai
DPI, si ricorda infine l’importanza
di portare calzature
di sicurezza, da “utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla
presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di
schiacciamento/abrasioni/perforazione/ferite degli arti inferiori”.
Infine riportiamo una risposta
dell’
Azienda ULSS 9 Treviso
ad un quesito
formulato sulla formazione
:
“che
tipo di formazione deve garantire il datore di lavoro per i lavoratori che
fanno uso di transpallet elettrici timonati con uomo non a bordo (con o senza
castello di sollevamento)?
Questa la risposta
dell’ULSS 9: “è necessaria la formazione di cui all’art. 37 più quella
prevista dall’art. 73 anche se non è prevista la specifica abilitazione di cui
al comma 5 secondo l' accordo
Stato Regioni del 22/02/2012. Nel caso del ‘transpallet senza uomo a bordo’
tale abilitazione non è necessaria ma bisogna comunque fornire la formazione
specifica su questo tipo di attrezzatura”.
Pagina introduttiva del sito web di
INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato la scheda numero
3471 (archivio incidenti 2002/2010).
Tiziano Menduto
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