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"La sicurezza delle macchine a controllo numerico"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
15/03/2016 - Sempre più spesso nei luoghi di lavoro si utilizza la tecnologia del
controllo numerico per
programmare e controllare automaticamente l’utilizzo di una macchina.
Tuttavia, come abbiamo visto anche con la pubblicazione di una puntata
sulle macchine CNC di “ Imparare dagli errori” (la rubrica di PuntoSicuro per l’analisi degli infortuni di lavoro), anche con le
macchine a controllo numerico sono presenti rischi per gli operatori.
Per affrontare i rischi di alcune
tipologie di macchine CNC (
Computer
Numerical Control) ci soffermiamo oggi su una lista di controllo realizzata
da Suva, istituto svizzero per
l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, dal titolo “
Macchine CNC utilizzate nella lavorazione
del legno - Lista di controllo”.
Il documento ricorda i
pericoli principali di queste macchine
utilizzate nella lavorazione
del legno:
- “rimanere incastrati tra le parti mobili della macchina e
i dispositivi fissi (sbarramenti, parete ecc.);
- essere colpiti da pezzi in lavorazione o da parti di
utensili proiettati;
- schiacciamento delle dita nel dispositivo di serraggio;
- lesioni dovute al contatto con
l’utensile”
Raccogliamo alcune indicazioni per la prevenzione dalle varie domande e
suggerimenti contenuti nella lista di controllo.
Si segnala che la
macchina deve essere dotata di un
interruttore di sicurezza (interruttore
generale) che possa essere bloccato da un lucchetto.
In particolare “l’interruttore di
sicurezza deve interrompere l’alimentazione elettrica, pneumatica o derivante
da altre fonti di energia e dissipare le energie pericolose immagazzinate nel
sistema” e nella lista, che vi invitiamo a leggere integralmente, è presente la
foto di una tipologia di interruttore di sicurezza lucchettabile.
Inoltre la macchina “è dotata di
un dispositivo di comando per l’arresto di emergenza correttamente funzionante
(pulsante, fune a strappo, ecc.)”?
Veniamo al
riparo degli utensili.
A questo riguardo la “macchina è
dotata di un riparo fisso, il cui bordo inferiore dista al massimo 400 mm (a)
dalla superficie di appoggio del pezzo in lavorazione”? E “le aperture
necessarie alla lavorazione sono messe in sicurezza con tende a lamelle
mobili”?
Il documento riporta diverse figure
esplicative con
dispositivi di
protezione della macchina CNC per la lavorazione
del legno e con riferimento all’altezza massima (a) delle lamelle (400 mm “corrisponde
alla distanza massima tra riparo fisso e piano di appoggio del pezzo in
lavorazione”).
Inoltre le
tende a lamelle devono soddisfare i seguenti requisiti:
- “sono complete e in buono
stato;
- ricadono fino alla superficie
di appoggio del pezzo in lavorazione (altezza max. 400 mm);
- non entrano in contatto con
l’utensile (da verificare con l’utensile più grande e ad albero fermo);
- le tende a lamelle
corrispondono ai dati riportati nel manuale d’uso del fabbricante (materiale ad
es. PVC, PU, PP, PA, dimensioni, spessore, numero di strati, ecc.)”.
Si ricorda poi che nelle macchine
costruite dal 2014 in poi dovrebbero essere predisposti “dispositivi adeguati
per evitare che parti di utensili o di pezzi in lavorazione vengano proiettati
attraverso le traverse”.
Queste le soluzioni possibili:
- montaggio di ripari;
- realizzazione di un
incapsulaggio parziale nella parte frontale, predisposto almeno fino al bordo
inferiore delle traverse”.
La lista si sofferma anche sull’
accesso alle parti mobili.
La macchina “è stata installata
in modo da lasciare una distanza minima di 500 mm tra le parti mobili della
macchina e gli sbarramenti fissi (o parti dell’edificio)”?
I
dispositivi di protezione del centro di lavorazione devono impedire
l’accesso o l’inserimento delle mani nella zona di pericolo durante il
funzionamento automatico.
Questi i
requisiti dei ripari fissi secondo la lista di controllo:
- sbarramento fisso alto minimo
1800 mm posto lateralmente o posteriormente o parti fisse dell’edificio;
- protezione antiaccesso laterale
al piano della macchina: altezza min. 700 mm, profondità min. 400 mm”.
Non bisogna dimenticare poi
l’importanza dei
dispositivi di
protezione immateriali: i punti di alimentazione e scarico devono essere “messi
in sicurezza con barriere
fotoelettriche, tappeti, paraurti sensibili alla pressione (bumper),
scanner laser di sicurezza, ecc.”
E questi dispositivi di
protezione immateriali (ad es. tappeti, scanner laser di sicurezza o barriere
fotoelettriche) “sono dimensionati e disposti in modo da rispettare le distanze
di sicurezza richieste”? E “con l’impiego di dispositivi
di protezione immateriali (barriere fotoelettriche, tappeti, ecc.), il
sistema di controllo della macchina può assicurare che nessun operatore si
trovi nella zona di pericolo”?
Questi i
requisiti:
- “la macchina non deve avviarsi
quando una persona si trova nel settore monitorato;
- la macchina deve arrestarsi
quando una persona accede al settore monitorato”.
A questo proposito la lista
riporta diverse figure con alcune
possibili
soluzioni:
- soluzione con tappeti e due
ripari fissi;
- soluzione con tappeti e
barriera fotoelettrica a più raggi;
- soluzione con paraurti
sensibili alla pressione (bumper) invece di tappeti;
- soluzione con scanner laser di
sicurezza invece di tappeti.
La lista indica poi che per gli
interventi di
messa a punto, cambio
utensili, pulizia, ecc., deve essere “disponibile un accesso posteriore
alla macchina che sia interbloccato elettricamente (monitoraggio elettronico)”.
Inoltre “dopo essere usciti dalla zona di pericolo (ad es. dopo la chiusura
della porta), prima di riavviare la macchina bisogna attivare un pulsante di
riarmo posto all’esterno della recinzione”?
Si ricorda che il
pulsante di riarmo “deve essere collocato
in una posizione con visuale libera sull’intera zona di pericolo”.
Altri suggerimenti della lista
riguardano il
serraggio dei pezzi in
lavorazione:
- “è garantito che il ciclo di
lavorazione possa essere avviato solo dopo aver serrato il pezzo in
lavorazione?
- utilizzando dispositivi di
serraggio pneumatici è garantito che le mani non possono essere inserite nella
zona di pericolo del dispositivo di serraggio”? Queste le soluzioni possibili:
dispositivo di comando a due mani; limitazione della corsa (gioco massimo tra
ganascia e pezzo in lavorazione non serrato: 6 mm)”.
E si segnala infine che per gli
utensili da taglio è importante la conformità
ai requisiti indicati dalle norme tecniche vigenti, la conoscenza delle
informazioni per l’uso fornite dal fabbricante assieme agli utensili e il rispetto
delle istruzioni del fabbricante dell’utensile e della macchina... Ad esempio si rispetta il numero di giri
massimo (n. max) indicato sugli utensili?
E gli utensili devono essere sottoposti
a regolare
manutenzione e trattati con cura in modo da non danneggiarli.
Concludiamo segnalando che,
riguardo agli aspetti relativi a
organizzazione
e formazione, la scheda indica la necessità di formulare delle “
regole per lavorare in sicurezza con il
centro di lavorazione CNC e per la sua manutenzione”, di controllare regolarmente
il funzionamento dei dispositivi di protezione, di formare i lavoratori sulla
sicurezza relativa al centro di lavorazione CNC e di vigilare affinché siano
rispettate le regole di sicurezza.
N.B.: Gli eventuali obblighi normativi contenuti nel documento
originale riguardano la realtà svizzera, i suggerimenti indicati possono essere
comunque di utilità per tutti i lavoratori.
Suva, “ Macchine CNC utilizzate nella lavorazione del legno - Lista di
controllo”, versione agosto 2015 (formato PDF, 1.16 MB).
RTM
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