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"La gestione dei rifiuti e i rischi di incidenti rilevanti"
fonte www.puntosicuro.it / RIFIUTI
15/04/2016 -
Nube tossica da un impianto di gestione rifiuti
a cura di Diletta Mogorovich, Andrea Villani e Francesco Marotta
All'interno di aziende di gestione di rifiuti possono avvenire incidenti del tutto simili agli “incidenti rilevanti”.
In particolare si sono verificati
incidenti in unità di triturazione, settore che necessita di particolare attenzione sia in fase autorizzativa che di conduzione.
In questo numero sarà illustrato il caso di una
nube tossica proveniente da un impianto di gestione di rifiuti, avvenuto poco più di 3 anni fa.
Il 9 ottobre 2012 verso le 10:30
si verificò uno scoppio, seguito da un’emissione di una nube irritante, in una
ditta della provincia di Pisa. L’episodio acre fu avvertito dalla popolazione
presente nelle zone limitrofe. La nube formatasi fu descritta come di color
giallo-verde dalle numerose segnalazioni pervenute.
L’evento avvenne durante il
travaso di alcune piccole cisterne di
rifiuti liquidi dentro un’autocisterna. Le Autorità intervenute sul posto,
tra cui ARPAT, quando già l'evento era stato gestito dalla Ditta, attribuirono
l’evento alla miscelazione di sostanze incompatibili all'interno di
un'autocisterna con probabile formazione di cloro gassoso, che provocò
l'apertura della parte posteriore dell'autocisterna. Anche grazie alla
concomitanza di abbondanti piogge, la nube rimase abbastanza vicina allo
stabilimento.
In ogni caso fu consigliato alla
popolazione presente negli uffici e nelle abitazioni in zona - a titolo
precauzionale - di tenere le finestre chiuse.
Le indagini condotte subito dopo
l’evento ed i successivi approfondimenti hanno consentito di accertare la
seguente
ricostruzione dei fatti.
Nel piazzale retrostante lo
stabilimento, durante il travaso all'interno di un’autocisterna aspirante di 6
cisternette (1 m3) contenenti rifiuti liquidi (CER 160306, 160307*)
destinati alla termodistruzione, si verificò il
contatto accidentale tra sostanze chimicamente non compatibili con
formazione di gas (presumibilmente cloro).
La conseguente reazione chimica
all’interno dell’autocisterna (dotata di piccola valvola di sovrappressione
insufficiente a sfogare il gas prodotto) provocò l'apertura parziale del fondo,
e lo sversamento del contenuto dell’autocisterna sul piazzale, dove continuò lo
sviluppo di gas. L’evento fu limitato sia per il quantitativo ridotto delle
sostanze coinvolte, sia per l’azione di mitigazione della pioggia.
Per quanto riguarda la
correttezza delle operazioni effettuate, fu richiesto alla Ditta l’invio delle
Procedure di sicurezza previste nel corso delle operazioni di miscelamento. La
prova di miscelazione effettuata dalla Ditta stessa, prima dell'inizio del
travaso, non aveva evidenziato alcuna reazione o sviluppo di gas o calore, ma
era stata effettuata in modo non congruente rispetto alla Procedura esistente.
ARPAT individuò, come cause
dell'evento, la
sequenza di mescolamento
dei rifiuti e la presenza negli stessi di ioni ipoclorito/clorito (non
prevista) e di acido.
Di seguito si riporta la tabella
E.2 delle
Linee Guida relative ad
impianti di trattamento chimico-fisico e biologico dei rifiuti liquidi ( Decreto
Ministero dell'Ambiente 29 gennaio 2007), con evidenziate le tipologie di
rifiuti che entrarono in contatto nell'occasione e le relative conseguenze.
Clicca sull'immagine per ingrandirla
La nuova
normativa degli stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante si applica
solo a quelli in cui sono presenti sostanze pericolose in quantità superiore a
determinate soglie: a tal fine la normativa distingue gli stabilimenti di
soglia inferiore da quelli di soglia superiore.
I gestori delle aziende di
gestione di rifiuti hanno l’obbligo di valutare l’assoggettabilità alla
normativa “Seveso” attribuendo, alle sostanze pericolose potenzialmente
presenti, la categoria più simile contemplata nel Regolamento
CLP (CE) n. 1272/2008.
Eventi incidentali come quelli
descritti in questo articolo e nei due precedenti ( Grandi incidenti in aziende che trattano rifiuti e Gli incidenti presso i trituratori di rifiuti), indicano
che, in caso di gestione di sostanze pericolose, essere al di sotto delle
soglie previste non garantisce con certezza il non verificarsi di eventi
incidentali, anche con conseguenze gravissime.
Pertanto, anche in questi
stabilimenti,
dovrebbero essere adottate
procedure gestionali similari a quelle adottate presso gli stabilimenti a
rischio di incidente rilevante, così come appaiono giustificate dettagliate
analisi al riguardo e l’adozione di metodologie di prevenzione e stima degli
eventi incidentali, già impiegate negli stabilimenti di cui sopra.
Fonte: Arpat news
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