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"La prevenzione in edilizia: le reti di sicurezza e le cadute dall’alto"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
15/04/2016 - In relazione alle attività nei cantieri edili e alla prevenzione degli infortuni correlati alle cadute dall’alto,
ci sono dispositivi che sono in realtà ancora poco utilizzati nel
nostro Paese “per diversità culturali rispetto ad altri Paesi europei”,
come le
reti di sicurezza.
Infatti l’impresa edile italiana e gli operatori di settore in
generale “installano d’abitudine i parapetti provvisori e non vengono
indotti a valutare l’impiego delle reti di sicurezza che sono invece più
adatte in taluni contesti, quali la bonifica delle coperture in
amianto, il rifacimento delle strutture secondarie dei tetti in legno o
le pavimentazioni aeree, solo per citarne alcuni”.
A dirlo e a parlare per immagini delle
reti di sicurezza è uno degli
otto
opuscoli che compongono la collana “ Quaderni
per immagini” e che sono il frutto dalla sinergia di due strutture Inail, il
Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e
insediamenti antropici (DIT) e la Direzione centrale pianificazione e
comunicazione.
Questi opuscoli, nati con l’obiettivo
di superare le difficoltà comunicative e le barriere linguistiche nei cantieri in
cui sono presenti anche lavoratori stranieri, veicolano le informazioni
attraverso semplici
disegni e sono
correlati alla collana di “
Quaderni
Tecnici per i cantieri temporanei o mobili”, già edita dall’Inail in
riferimento agli stessi temi dei “Quaderni per immagini”.
Ci soffermiamo oggi sul ‘
Quaderno per immagini’ dal titolo “
Reti di sicurezza” che ricorda come le reti
di sicurezza contribuiscano a “ridurre gli effetti di una possibile caduta
dall’alto” e come ben esprimano il concetto di protezione collettiva.
Benché siano poco utilizzati nel
nostro Paese, i vantaggi offerti da questi dispositivi di protezione collettiva
“sono facilmente individuabili nella semplicità di posa e nelle ridotte conseguenze
che il corpo del lavoratore può subire in caso di caduta”.
E si segnala che le reti di
sicurezza “non vanno utilizzate nel caso in cui lo spazio vuoto al di sotto di
esse sia limitato o quando esiste il rischio di caduta di materiale, come
quello incandescente, che ne possa causare il danneggiamento”.
Possiamo trarre alcune informazioni
sulle varie tipologie di reti di sicurezza dal correlato Quaderno Tecnico “ Reti di
Sicurezza”, a cura di Luca Rossi, Luigi Cortis, Francesca Maria Fabiani e
Davide Geoffrey Svampa (DIT) con la collaborazione di Carlo Ratti e Calogero
Vitale (DIT).
Il Quaderno Tecnico indica che secondo
la
UNI EN 1263-1: 2003 le reti di
sicurezza sono
classificate in base a
due parametri: classe e sistema.
In particolare la
classificazione per classe “definisce
le dimensioni della maglia e la resistenza della rete. Le reti vengono divise
in quattro classi (A1, A2, B1, B2) che si distinguono per la massima dimensione
delle maglie (lM) e per i valori caratteristici dell’energia (E) che può agire
su di esse”.
Nel Quaderno tecnico sono
riportate per ogni classe i valori relativi alla dimensione delle maglie e i valori
dell’energia e sono presentate le immagini relative alla classificazione per
sistema.
Infatti è possibile anche una
classificazione per sistema, dove il sistema
indica la “tipologia del supporto della rete e la diversa modalità d’impiego”.
In questo senso le reti di
sicurezza “vengono divise in quattro sistemi, due per l’impiego orizzontale
(Sistema S e Sistema T) e due per l’impiego verticale (Sistema U e Sistema V)”.
Sistemi per l’impiego orizzontale (S, T):
-
Sistema S: “è la rete
di sicurezza con fune sul bordo che incornicia e rinforza la zona
perimetrale e alla quale vengono collegati i cavi di sollevamento e ancoraggio.
Essa viene messa in opera in posizione orizzontale per proteggere da cadute una
zona ampia dell’area di lavoro generalmente interna alla struttura da
proteggere. Le reti di sicurezza del Sistema S devono avere una superficie
minima di 35 mq e lato corto non inferiore a 5 m”;
-
Sistema T: “è la rete di sicurezza attaccata a consolle (telaio
metallico di supporto) per utilizzo orizzontale; a differenza del Sistema S ha
un minore sviluppo superficiale e si presenta come una mensola agganciata alla
parete esterna del manufatto”.
Sistemi per l’impiego verticale (U, V):
-
Sistema U: “è la rete di sicurezza attaccata a una intelaiatura di
sostegno per utilizzo verticale; essa può avere o non avere un telaio proprio,
fornito dal costruttore, e viene vincolata e agganciata all’intelaiatura di
sostegno tramite idonea fune o cinghia”;
-
Sistema V: “è la rete di sicurezza con fune sul bordo attaccata a
un sostegno a forca; è a installazione verticale e protegge da cadute sia
laterali che verticali che si verificano da due piani”.
Riguardo poi alla
scelta delle reti, si ricorda che le reti
di sicurezza da adottare in una specifica realizzazione “dipendono dai rischi
da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione
dei rischi”. E comunque “devono essere posizionate il più possibile vicino
al piano di lavoro”.
Rimandando alla lettura integrale
del Quaderno Tecnico, presentiamo ora, a titolo esemplificativo, una delle
immagini contenute nel nuovo “
Quaderno
per Immagini” relativa alle
reti di
sicurezza con Sistema T.

Concludiamo ricordando brevemente
tutte le
immagini contenute nel nuovo
documento Inail:
-
Figura 1 – Sistema U. Montaggio/Smontaggio;
-
Figura 2 – Sistema S. Montaggio/Smontaggio;
-
Figura 3 – Sistema T;
-
Figura 4 – Sistema U (L’esempio, in cui si presuppone che il
lavoratore possa stare in piedi senza scivolare verso il basso, rappresenta
esclusivamente la protezione dal rischio di caduta dall’alto all’esterno dell’edificio);
-
Figura 5 – Sistema S;
-
Figura 6 – Sistema S;
-
Figura 7 – Sistema U;
-
Figura 8 – Sistema S;
-
Figura 9 – Sistema S. Montaggio/Smontaggio;
-
Figura 10 – Sistema U. Montaggio/Smontaggio.
Inail, Dipartimento innovazioni
tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici,
Direzione centrale pianificazione e comunicazione, “ Reti di sicurezza”, collana Quaderni per Immagini, Responsabile
scientifico Luca Rossi (DIT), Immagini a cura di Luca Rossi, Luigi Cortis,
Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa (DIT), edizione 2016 (formato
PDF, 5.37 MB).
Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche
e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Reti di sicurezza”, Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei
o mobili a cura di Luca Rossi, Luigi Cortis, Francesca Maria Fabiani e Davide
Geoffrey Svampa (DIT) con la collaborazione di Carlo Ratti e Calogero Vitale
(DIT), edizione 2014 (formato PDF, 9.4 MB).
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reti di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili”.
RTM
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