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"I rischi per la salute nel settore tessile"
fonte www.puntosicuro.it / Valutazione dei Rischi
06/06/2016 -
In
relazione ai rischi per la salute nel settore tessile
,
riportiamo l'approfondimento dal titolo “I rischi per la salute nel
settore tessile
” pubblicato sulla Newsletter
dell’Inca CGIL - Numero 18/2016.
I rischi per la salute nel settore tessile
L’industria
tessile può manifestare le seguenti patologie di rischio:
·disturbi
muscoloscheletrici;
·esposizione ad
agenti fisici;
·esposizione a
rischio chimico;
·esposizione a
polveri e fibre;
·esposizione ad agenti
biologici:
·stress lavoro
correlato.
Il ciclo lavorativo di una
industria tessile
si caratterizza per le seguenti fasi:
1) magazzino dove
avviene il ricevimento dei filati;
2) preparazione
tessuti
3) orditura
4) tessitura
5) imballaggio e
spedizione
6) operazioni di
manutenzione e pulizia presenti nelle diverse fasi.
Ricevimento dei filati –
magazzin
o: i filati pervengono
in industria sotto forma di fusi mentre nelle successive fasi sono
utilizzati in forma di rocche. La trama di ordito viene invece
trasferita su subbi.
La movimentazione dei
filati e dei supporti avviene, in genere, con l'ausilio di mezzi
meccanici, in particolare di carrelli elevatori ad alimentazione elettrica.
Preparazione della
tessitura: il
filato durante questa fase può essere oggetto di due diverse lavorazioni
a seconda che sia destinato a divenire “trama” o “ordito”.
Orditura: l’orditura serve a preparare i
subbi di ordito per il telaio. La tela di ordito può essere sottoposta a
trattamenti finalizzati ad aumentarne la resistenza o a ridurre la produzione
di peluria superficiale, nella successiva fase di tessitura.
Tali trattamenti possono essere
di varia natura: si può avere l’applicazione di cere a freddo, negli stessi
locali dell’orditura, durante la fase di riavvolgimento sul subbio oppure il
trattamento di “
bozzima” classica che applica degli
addensanti in soluzione acquosa a cui sono aggiunte sostanze ammorbidenti e
antischiumogene.
Si tratta in genere di prodotti
costituiti da alcooli polivinilici, forniti in granuli, e polimeri naturali e
sintetici. Successivamente viene effettuata l’asciugatura con una
temperatura costante di circa 150°.
La movimentazione dei
subbi dall’orditoio alle zone di stoccaggio e da queste ai mezzi di
trasporto avviene, in genere, con l'ausilio di carrelli
elevatori.
Tessitura: la tecnica della tessitura non
è sostanzialmente variata dalle origini, mentre la tecnologia si è evoluta
portando dai vecchi telai a navetta, con velocità di 100 colpi/minuto a telai
diversi (con trasporto della trama a proiettile, a nastro, a pinza) con
velocità molto superiori.
Nelle aree di tessitura sono
presenti livelli elevati di rumore e condizioni microclimatiche sfavorevoli.
In genere i telai lavorano in
continuo, almeno di giorno, questo richiede una organizzazione del lavoro che
prevede dei turni, talora anche notturni.
Controllo dei tessuti,
imballaggio e spedizione:
la verifica di eventuali difetti del tessuto si effettua tramite un controllo
visivo facendo scorrere le pezze su tavoli appositamente illuminati dal basso
(specchio o tribunale) con l’ausilio di lampade poste sopra ai tavoli.
Il controllo comporta la
permanenza dell’addetto in posizione eretta davanti alla macchina specchio e
richiede un intenso impegno visivo.
Manutenzione e pulizia: per la pulizia dei locali e
delle macchine vengono usati aspirapolveri e anche sistemi ad aria compressa.
Quando si avvia una nuova tela si effettua sempre una pulizia del telaio,
pulizia che ha una durata di circa 15 minuti.
Fattori di rischio e
patologie lavorative
I fattori di rischio ergonomico per gli addetti alle
macchine per cucire sono principalmente correlati a posture incongrue,
movimenti ripetitivi a carico dell'arto superiore, stress occupazionale,
affaticamento visivo e microclima.
Indagini epidemiologiche
condotte in Toscana hanno confermato nei lavoratori di questo
settore una frequenza elevata di disturbi a carico dell'arto superiore (come la
sindrome del tunnel carpale) e del rachide (cervicalgie e
lombalgie),
Le cause sono state individuate,
oltre che nel tipo di organizzazione tipica di tali lavorazioni nella
configurazione della postazione di lavoro che spesso non rispetta i
principi ergonomici.
Frequentemente la postazione è
composta da arredi non regolabili e pertanto non adattabili alle
caratteristiche antropometriche individuali.
Inoltre gli arti superiori e, in
particolare, le mani sono spesso impegnai in azioni di tipo ripetitivo,
caratterizzate da sforzo muscolare ed atteggiamenti posturali
incongrui
Inoltre il lavoro nell'industria
tessile comporta la movimentazione di oggetti pesanti oltre al
mantenimento di carichi statici (mantenimento di posture fisse, spesso in
posizioni scomode) con i muscoli che rimangono in contrazione per periodi
prolungati.
Altri fattori di rischio
associati alla postura di lavoro, alle richieste del compito e alla capacità
individuale di adattarsi alle richieste del lavoro, che
contribuiscono all'insorgenza di patologie muscolo-scheletriche e di stress
sono l’adozione di posture di lavoro incongrue e fisse dovute ad una
scorretta configurazione dimensionale del posto di lavoro e al
design delle attrezzature, che causano un sovraccarico
biomeccanico delle articolazioni ed affaticamento muscolare.
Gli addetti alla cucitura
tendono a lavorare in una postura caratterizzata dal tronco in un costante
atteggiamento di flessione. Questa posizione è conseguente alla necessità di
avere un buon angolo di visione ma dipende anche dalle dimensioni e dalla
disposizione della postazione di lavoro e, se il lavoro è svolto in posizione
seduta, dalle caratteristiche non ergonomiche delle seduta.
Altri fattori di rischio sono
dati da:
·gli
scarsi contenuti e la monotonia del lavoro che aumentano lo sforzo
di mantenere la concentrazione e l'attenzione;
·i
ritmi di lavoro ad alta ripetitività,
·la
mancanza di autonomia decisionale nel proprio lavoro,
·il
sovraccarico biomeccanico dell'articolazione con tempo di recupero
inadeguati,
·il
livello inadeguato di formazione per quanto riguarda i compiti e la sicurezza
del lavoro,
·l'alto
tasso di azioni richiedenti sforzo fisico e/o torsioni del tronco,
·le
sedute di lavoro inadeguate per il tipo di compiti richiesti e per gli
effetti sulla postura, specialmente per quanto riguarda la posizione
del rachide, spalle ed arti superiori,
·i
fattori ambientali (microclima ed illuminazione),
·la
richiesta di sollevamento e spostamento manuale di carichi anche in postura
assisa.
Le patologie
muscolo-scheletriche che si riscontrano più frequentemente riguardano le
spalle e il collo a causa delle posture incongrue, l'avambraccio e la mano (a
causa delle azioni ripetitive e richiedenti sforzo muscolare), il tratto
lombare (soprattutto per posture incongrue e movimentazione manuale di
carichi).
Rischio chimico: in ambito tessile le più note
sostanze soggette a restrizione (secondo il regolamento REACH-CLP) sono le
ammine aromatiche cancerogene rilasciate dai coloranti azoici oltre
ad altri gruppi quali:
· composti organo-stannici
( TBT, TPhT, DBT, DOT) ) ossia biocidi e catalizzatori di sintesi nella
produzione di poliuretani;
· ftalati
(DEHP, DBP, BBP, DINP, DIDP, DNOP), plastificanti molto
utilizzati nel PVC,
· nichel e
cadmio presenti negli accessori metallici;
· perfluoro
ottano solfonati (PFOS), idro/oleo repellenti e additivi utilizzati nella
lavorazione del cuoio.
· alcuni
ritardanti di fiamma.
Tra le sostanze soggette ad
autorizzazione (secondo il regolamento REACH-CLP) in ambito tessile sono
particolarmente significative:
- composti
del cromo, utilizzati in alcuni processi di concia e tintura;
- paraffine
clorurate a catena corta, utilizzate per trattamenti ignifughi,
- ftalati
per i quali è prevedibile il passaggio da regime di restrizione a regiome di
autorizzazione.
Patologia allergica cutanea: le singole fibre determinano
sporadici e differenti quadri clinici;
1) la lana
causa irritazione acuta o cronica, aggrava la dermatite atopica ed induce DAC
ed orticaria da contatto;
2) la sete
è in grado di aggravare una dermatite atopica e raramente induce orticaria da
contatto;
3) il nylon
può causare DAC e orticaria da contatto;
4) lo
Spandex (utilizzato nella lingerie) determina soltanto DAC
5) la
gomma contenuta in numerosi prodotti determina allergia.
Le
manifestazioni dermatologiche causate da contatto con gli indumenti
sono generalmente attribuite a sostanze chimiche e coloranti che vengono
aggiunti alle fibre tessili durante la loro manifattura e assemblaggio in
indumenti.
In particolare gli agenti
responsabili sono rappresentati da prodotti per le
tinture e per il finissaggio, i metalli, la gomma e le c colle.
Occasionalmente anche gli sbiancanti ottici, i biocidi, i materiali
ignifughi ed altre sostanze chimiche aggiunte sono responsabili dell’insorgenza
del quadro clinico cutaneo.
I coloranti sono le sostanze
chimiche più usate e possono essere classificate in acidi, diretti, reattivi,
dispersi: vengono legati al mordente per diffondere più facilmente fra le
fibre. Dal punto i vista della classe chimica il 40% dei coloranti tessili sono
azoici ma non tutti sono altamente allergizzanti. Tra questi
coloranti quelli che più facilmente determinano sensibilizzazioni
appartengono al gruppo dei dispersi: questi formano legami stabili con le fibre
naturali mentre si legano meno stabilmente con le fibre sintetiche.
Sono composti liposolubili e per questa caratteristica penetrano bene attraverso
la cute.
Altro gruppo responsabile di allergie
sono le resine, usate per dare certe proprietà specifiche ai tessuti come
sofficità, resistenza ai colori, ecc.
Come mordente il più impiegato è
il bicromato di potassio e con analoga funzione vengono impiegati coloranti
metallo complessi che contengono cobalto o nichel all’interno della molecola.
La causa dei problemi
professionali della cute è il contatto con talune sostanze durante il lavoro.
Essi interessano le mani e gli avambracci (preferibilmente) ossia le parti del
corpo che con più probabilità vengono a contatto con la sostanza, ma possono
estendersi ad altre parti.
La rapidità di reazione della
cute dipende dalla concentrazione o dalla potenza della sostanza nonché
dalla durata e dalla frequenza del contatto di questa con la pelle.
In taluni casi gli allergeni
possono causare sintomi a livello cutaneo se inalati o ingeriti. Può anche
accadere che il contatto della pelle con sostanze chimiche provochi sintomi
allergici all’apparato respiratorio.
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