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"La normativa tecnica per il lavoro, la produttività e la sicurezza"
fonte www.puntosicuro.it / Normativa
08/06/2016 -
Presso il
Ministero dello Sviluppo Economico si è tenuto il Convegno “L’importanza della
normazione tecnica volontaria per capire e valutare il livello di benessere
psicofisico, sicurezza sul lavoro e performance produttiva. Norme ergonomiche
UNI EN ISO e buone prassi sul problema del carico mentale e dello stress
lavoro-correlato”, organizzato dall’Ente Italiano di Normazione (UNI), per
richiamare l’attenzione dei principali stakeholders italiani (economici e
istituzionali) sulla normazione tecnica volontaria e sulla sua influenza nella politica
economica nazionale.
Durante il
convegno è stato chiarito innanzitutto che, fare normazione significa elaborare
e pubblicare documenti per dare indicazioni su “come fare bene le cose”:
sinonimo di “buona pratica”, raccomandata quando è necessario garantire
sicurezza, qualità, tutela dell’ambiente e dei consumatori.
Successivamente
sono stati fornite indicazioni su:
-Chi fa le
norme (Ente Italiano di Formazione, che rappresenta l’Italia presso CEN e ISO,
organizzazioni di normazione europea e internazionale; Accredia, che garantisce
le certificazioni in conformità alle norme UNI)
-La cogenza di
leggi e la volontarietà delle norme (armonizzazione, normalizzazione e
co-regolamentazione, efficacia ed efficienza del sistema)
-La normativa
tecnica per il lavoro, la produttività, la sicurezza, la semplificazione e
l’innovazione (contributi recenti da EXPO, Legge 4/2013 sulla professione
dell’ergonomo)
-La centralità
della persona nella normativa tecnica ergonomica interessata al “mentale”, ai
fattori psico-sociali e allo stress (norme tecniche finalizzate sul carico
mentale e sullo stress lavoro correlato tratte da UNI 130 10.075 1 - 2 - 3)
-I criteri,
metodi e strumenti per la valutazione del carico mentale (con salvaguardia
della qualità ergonomica del metodo e degli strumenti utilizzati nella
valutazione)
La normativa tecnica per il lavoro, la
produttività, la sicurezza, la semplificazione e l’innovazione
I vantaggi per
imprese, consumatori e per il legislatore, dibattuti nel corso del Convegno da autorevoli
rappresentanti di Enti ed Istituzioni, hanno messo in evidenza alcuni aspetti
importanti.
In
particolare, il Presidente UNI ha ricordato l’influenza positiva della
normazione su una politica industriale che “integra in una visione unica,
produttività, redditività, sostenibilità economica e sociale, innovazione
continua, creatività”. Tale politica può migliorare e valorizzare i tanti
“saperi” presenti nei contesti lavorativi, nelle persone, nei supporti
tecnologici, nell’arte, nella manifattura ed anche la pubblica amministrazione può trarne
grande vantaggio nella sua attività (maggiori servizi e minori contrasti
burocratici). Al riguardo, un esempio importante è rappresentato dal contributo
espresso di recente da
EXPO il cui valore aggiunto va ricercato nella coesione
e nella solidarietà espresse dalla Società Civile attraverso un modello in cui
le iniziative promosse dalla gente (dal basso verso l’alto) hanno integrato e
supportato gli indirizzi indicati a livello istituzionale (
top down). Tale modello è in
linea con la
normazione
tecnica consensuale, intesa come forma di “diritto mite” o
soft law, utile nel perseguire la
semplificazione e la qualità della regolamentazione.
Al di là del suo evidente contributo alla crescita economica nei Paesi che la stanno
applicando diffusamente, la normazione offre opportunità sia per “ottimizzare”
la conformità delle regole, sia per fare
formazione su valori, principi e tutele, alla base della
nostra cultura e della nostra storia, orientate a: qualità, ambiente,
sicurezza, legalità, equità e dignità della persona. In tal senso, è stata
sottolineato il ruolo della normazione come
“catalizzatore
per l’innovazione, uno strumento strategico per un’economia ed una società di
successo, uno strumento di regolazione complementare alla politica industriale,
un veicolo di promozione della convergenza tecnologica”. Ad esempio, le nuove
edizioni di alcune norme rilevanti come le UNI EN ISO 9001 e 14001 aiutano le
organizzazioni che le applicano ad affrontare la complessità ed il cambiamento,
in contesti sociali sempre più attenti agli aspetti ambientali, condividendo
valori e principi che attengono soprattutto alla
“Sicurezza sul
lavoro” (ISO
45000) ed alla
“ Responsabilità
sociale d’impresa” (UNI ISO 26000). A livello nazionale si cerca un punto d’incontro tra le
diverse posizioni ed i diversi interessi mentre, in ambito europeo ed
internazionale, le posizioni italiane vengono delegate e rappresentate dopo un
attento percorso di chiara condivisione su interessi e valori. Lo stesso
regolamento UE 1025/12 dispone che si debbano considerare e coinvolgere i
“soggetti deboli”. Gli ambiti più
importanti e frequentati sono senza dubbio quelli della
SICUREZZA: sul lavoro,
domestica, finanziaria e del cittadino, estesi in tempi recenti a quella alimentare
ed informatica. Un esempio interessante delle potenzialità della normazione
tecnica, intesa come strumento di integrazione e supporto delle politiche
pubbliche, è rappresentato dall’esperienza con l’associazione
Qualità Comuni (certificati UNI EN
ISO 9001). In applicazione alla norma UNI ISO 18091 sui “Sistemi di gestione
delle Amministrazioni locali”, è stata così definita e pubblicata la UNI/PdR (Prassi
di Riferimento)5:2003 sugli indicatori numerici particolarmente significativi
per la determinazione delle prestazioni di un'amministrazione locale, in grado
di fornire gli elementi necessari per valutare nel suo complesso lo "stato
di salute" dell'organizzazione, in termini di efficienza ed efficacia. In
un'ottica di miglioramento continuo, tali dati consentono la semplificazione
dei processi, la razionalizzazione delle risorse e l’autonomia finanziaria,
ponendo al centro delle politiche pubbliche sia la soddisfazione del cittadino
che dell’operatore economico, in termini di tempi di risposta, efficacia e
congruenza della spesa. Il documento prende spunto dall’UNI/TR 11217:2010 sui
"Sistemi di gestione per la qualità – Linee guida per l'applicazione della
UNI EN ISO 9001:2008 nelle
amministrazioni locali", ricollegandosi alle aree (definite nel rapporto
tecnico), dello sviluppo istituzionale per il buon governo, dello sviluppo
economico sostenibile, dello sviluppo sociale includente e dello sviluppo
ambientale sostenibile. Ad integrazione di queste buone prassi, per la buona
gestione delle politiche di miglioramento è stato raccomandato anche il
processo di comparazione (
benchmarking) tra le stesse amministrazioni. I risultati
ottenuti in tal senso, sono stati portati all’attenzione del Ministero per la
Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, affinché ne valuti la palese
utilità nella più ampia programmazione del lavoro da svolgere nell’ambito delle
amministrazioni locali.
Sull’Innovazione va ricordato che il ruolo della normativa tecnica nelle
politiche pubbliche non riguarda soltanto strumenti, macchine o tecnologie
avanzate. Pertanto, è indispensabile occuparsi di formazione e conoscenza affinché
le persone sappiano avvicinarsi con consapevolezza alla tecnologia ed
applicarla nel modo più appropriato, allo scopo di mettere al centro gli attori
di ogni processo operativo. Per questo va riconosciuta la lungimiranza del
Legislatore che,
con la legge 4/2013 ha affidato alla normazione UNI
il compito di definire “competenze, conoscenze abilità, aggiornamento e
formazione” nell’ambito delle “professioni non regolamentate”: un campo molto vasto
di professioni presenti da tempo e non ancora formalizzate, con danni rilevanti
a livello economico e sociale, soprattutto per l’utenza. In particolare, vanno
ricordate quelle più significative che attengono alla sicurezza delle persone,
delle attrezzature e dei contesti lavorativi (come, ad esempio,
la professione
dell’ergonomo). Infine, il Presidente UNI, ha ribadito che la normativa tecnica
volontaria, oltre a rappresentare uno strumento utile quando è necessario integrare
la legislazione cogente, ha un ruolo efficace ed efficiente nella politica
economica e, sempre più anche nella politica sociale, laddove può rendere
sempre più consapevoli e partecipatele scelte alla base del progresso e dello
sviluppo della collettività. Un obiettivo che richiede equità, integrazione e
inclusione delle persone, dal momento che - come dice
Papa Francesco -
“
non siamo
al servizio delle idee, ma delle persone
”, da considerare come
“prima ed irrinunciabile risorsa” del nostro modo di essere, di fare e di
vivere.
Paola Cenni
Eur.Erg., Commissione Ergonomia UNI
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