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"Sintonia tra safety e security: l’illuminazione dell’ambiente di lavoro"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza
09/06/2016 -
Il fatto che l' illuminazione ambientale
rappresenti un aspetto significativo, nel determinare confortevoli condizioni
di lavoro, non è certamente una novità per nessuno.
Tuttavia solo di recente uno
studio, sviluppato nella Corea del sud, in ambito universitario, ha potuto dare
una prova provata del fatto che una corretta illuminazione dell’ambiente di
lavoro accresce in maniera significativa la capacità di attenzione e reazione
dei soggetti che, che in tale ambiente operano.
Gli studiosi hanno allestito
delle sale di prova, dove i gruppi di operatori si alternavano, operando per
tempi più o meno lunghi in condizioni diverse di illuminazione
ambiente.
Il parametro che veniva variato
in modo più significativo non era tanto la intensità di illuminazione, quanto
la temperatura di colore.
Gli scienziati hanno potuto
dimostrare in modo scientificamente inoppugnabile, sulla base di test di reazione,
di associazione e di cognizione, che gli operatori che lavoravano in ambienti
in cui la temperatura di colore era più elevata, fino a raggiungere i 6500
gradi Kelvin, erogavano prestazioni lavorative nettamente superiore a quelle
degli operatori che lavoravano in un ambiente in cui la temperatura di colore
era sotto i 3500 gradi Kelvin.
Quest’ultima temperatura è
relativamente calda, mentre la temperatura prima indicata è assai più fredda.
I risultati sperimentali non
hanno fatto altro che dare conferma di una formulazione scientifica, chiamata
legge di Yerkes- Dodson. Questa legge è stata sviluppata più di un secolo fa da
due psicologi ed essa postula che vi è una relazione curvilinea tra lo stress e
la prestazione di una lavoratore. In altre parole, gli operatori tendono a
comportarsi in maniera più efficiente ed efficace in condizioni di moderato
stress, che vengono proprio indotte da una illuminazione
ambiente con temperatura di colore basata sui 6500 gradi.
Quando la temperatura di colore
scende a 3500 gradi, il degrado della prestazione degli operatori è evidente.
Le conseguenze che si possono
trarre da queste rilevazioni oggettive sono estremamente interessanti, ad
esempio per i professionisti della security che debbono progettare una sala operativa,
in cui operano numerosi operatori, chiamati a reagire con efficienza ed efficacia
a possibili allarmi in arrivo dall’esterno.
Un’altra interessante conseguenza
nasce dal fatto che gli studiosi stanno adesso verificando se è possibile
adattare la temperatura di colore degli schemi dei monitori oppure anche dei
libri elettronici, in modo tale da raggiungere temperature di colore, che possano
ottimizzare gli effetti di quanto appare sullo schermo, nei confronti della capacità
di attenzione e reazione.
Gli studiosi sono certi che
questi esiti sperimentali potranno essere di estremo interesse per progettare,
nell’immediato futuro, ambienti operativi in cui le prestazioni degli operatori
possano essere ottimizzate. Ciò vale per il caso già illustrato, ad esempio
quello di una sala ricezione allarme, ma anche per altri contesti operativi,
come ad esempio open space nei quali operano dipendenti, fortemente impegnati
sul piano mentale.
Adalberto Biasiotti
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