"Cassazione, il tempo per indossare i DPI va retribuito"
fonte Redazione Ambiente & Sicurezza sul Lavoro / Normativa
Nella sentenza n.2135/2011 la Corte di Cassazione si è trovata a
decidere in merito ad una richiesta di condanna di un datore di lavoro
che non aveva integrato la retribuzione con il pagamento di quanto
dovuto per il tempo necessario ad indossare e togliere i dispositivi di
protezione individuale.
Nel caso si trattava in particolare del
cosiddetto “tempo-tuta” dell’orario di lavoro, quei dieci minuti che
ogni lavoratore deve impiegare nelle operazioni di vestizione e
vestizione, e che il datore di lavoro non aveva computato.
La Corte
ha stabilito al riguardo, che il tempo utilizzato in azienda, nella
specie calcolato in 10 minuti, per indossare e togliersi la tuta così
come le scarpe antinfortunistiche ed il casco protettivo, dovesse
essere ricompreso nella retribuzione, in forza dell’obbligatorietà per
il lavoratore di proteggersi dai rischi lavorativi attraverso i
dispositivi di protezione individuale che vanno indossati di volta in
volta.
L’onerosità, caratteristica tipica del lavoro subordinato, si
riferisce infatti al tempo impiegato non solo per lo svolgimento in
senso stretto delle mansioni affidate, ma anche al tempo necessario
all'espletamento di attività preparatorie ed accessorie a quello
svolgimento, quali appunto la vestizione e vestizione degli indumenti
protettivi.
Il testo della sentenza è disponibile sulla nostra Banca Dati Sicuromnia
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