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"Linee di indirizzo per la sicurezza nelle attività subacquee"
fonte puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
17/04/2012 - Il
18° Convegno di igiene
industriale, che si è tenuto a Corvara, in provincia di Bolzano, dal 28 al
30 marzo 2012, ha affrontato diversi temi relativi all’individuazione, alla
valutazione e alla prevenzione dei fattori ambientali che possono incidere
sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
Parlando
di “rischi montani e marini” durante il convegno sono state affrontate le problematiche
legate al
mondo subacqueo, un ambiente
estremo dove eventuali standard operativi e norme procedurali per la
prevenzione dei rischi devono essere necessariamente condivisi e rigorosamente
applicati.
Ci
soffermiamo sull’articolo “
Criteri ed
indirizzi per la valutazione del rischio e le corrette modalità comportamentali
degli operatori nello svolgimento di attività subacquee delle Agenzie
Ambientali” - e sulle relative
slide
presentate al convegno - a cura di S. Gini e F. Serena ( Arpa Toscana), M.G.
Marchesiello ( Arpa
Emilia-Romagna), M. Albertazzi, D. Viglione e E. Zunino ( Arpa Liguria).
Il
documento ricorda che “ci sono molti operatori
subacquei di enti ed istituti scientifici in Italia i cui termini e
condizioni di lavoro non sono ricompresi fra quelli normati per l’immersione
militare, commerciale e industriale”. Ad esempio prestano la loro opera “presso
Università, Agenzie di Protezione Ambientale (AA) o Istituti di ricerca e
s’immergono, ordinariamente, per condurre una attività di monitoraggio e
controllo dello stato dell’ambiente marino”, eseguendo misurazioni, rilievi, prelievi
di organismi, documentazioni video-fotografiche, controlli.
Per
tali “
Operatori Subacquei Scientifici”,
continuamente “posti di fronte a situazioni che non possono essere, di norma,
previste nei dettagli da alcun manuale”, deve essere garantito un livello di
sicurezza “applicando il criterio generale di prevenzione e di tutela”,
impedendo, ad esempio che “situazioni di eccezionalità favoriscano
comportamenti non adeguati”. In questo senso è necessario “individuare un
metodo che garantisca il mantenimento dei limiti, la condotta delle operazioni,
la consapevolezza e la percezione del rischio”.
Ricordando
l’attuale mancanza di una normativa specifica nazionale o sopranazionale in
questo campo, si è dunque “ritenuto opportuno adottare un metodo che, connesso
alla Valutazione dei rischi, individuasse specifiche istruzioni di immersione
che, allo stato dell’arte, vengono applicate per la tipologia propria dell’ ‘
immersione scientifica’ per il monitoraggio
marino costiero”.
Obiettivo
del lavoro è stato quello di “individuare
un sistema di responsabilità e funzioni legato all’organizzazione delle
missioni, e al loro corretto svolgimento e successivamente alla valutazione
del rischio, alla individuazione delle misure di prevenzione e protezione
degli operatori ed infine alla regolamentazione delle attività di monitoraggio,
osservazione, documentazione, prelievo, che si inquadrano sicuramente in
compiti che richiedono un impegno fisico leggero e che vengono svolte al di
fuori dall’ambito portuale o delle immediate adiacenze e non inquadrabili nelle
disposizioni di cui al DM 13 gennaio 1979 e smi e DPR 20 marzo 1956 n. 321”.
Sono
state
definite:
-
le figure professionali preposte all’elaborazione e alle operazioni di
controllo dei programmi d’immersione;
-
i principali rischi e le misure prevenzionali e di protezione connesse;
-
le regole d’immersione e le attrezzature per la prevenzione e la protezione dei
lavoratori;
-
i limiti operativi delle attività svolte dagli operatori subacquei delle AA.
Dopo
aver presentato i riferimenti normativi e il campo di applicazione, il
documento si sofferma su
organizzazione
e responsabilità con riferimento specifico a datore di lavoro, responsabile delle attività subacquee, capo
degli operatori subacquei, referente dell’operazione subacquea, operatore
subacqueo scientifico.
Vengono
inoltre date indicazioni riguardanti l’attività del Responsabile del Servizio Prevenzione e
Protezione e del Medico Competente, sui requisiti degli operatori subacquei
e sulla
registrazione delle attività
d’immersione (scheda per l’immersione programmata, registro d’immersione,
libretto individuale d’immersione).
Senza
dimenticare l’
organizzazione delle
immersioni (regole, discesa, permanenza sul fondo e risalita) e le relative
procedure:
-
“pre-immersione (programmazione e briefing);
-
controlli di sicurezza pre-immersione;
-
composizione della squadra di immersione;
-
immersione;
-
controlli post immersione (debriefing, lettura dati immersione)”.
Il
documento si sofferma sulle
attrezzature
ordinarie e i
dispositivi di
sicurezza in dotazione all’operatore subacqueo.
Quelle
necessarie sono: sottomuta; muta protettiva (umida, comprendente anche
cappuccio, calzari e guanti, o semistagna/stagna: necessaria qualora la
temperatura dell’acqua sia < a 15° C); maschera; pinne; zavorra; coltello
sub; profondimetro; orologio; computer subacqueo; giubbetto equilibratore
(GAV); due erogatori bistadio a stadi separati (uno principale e uno di
riserva); manometro; bombola con doppia rubinetteria; sistema di segnalazione
in superficie.
Vi
possono poi essere attrezzature particolari o straordinarie, specificatamente
assegnate e autorizzate per particolari operazioni o casi specifici.
Dopo
essersi soffermato sull’
equipaggiamento
di emergenza, sulla valutazione dei rischi ai sensi del Decreto legislativo 81/2008 e sui
rischi specifici dell’attività degli operatori subacquei scientifici, il
documento presenta una serie di
misure
di prevenzione correlate ai rischi.
Rischi da cause
chimiche:
-
“Intossicazione da ossigeno (02) - Osservare i limiti di
profondità/tempo raccomandati dalle tabelle d’immersione in uso e dal tipo di
brevetto posseduto;
-
Intossicazione da biossido di carbonio (C02) - Osservare una
corretta respirazione (pause inspiratorie);
- Intossicazione
da azoto (N2) - Indipendentemente dal tipo di brevetto posseduto le
immersioni in aria non devono superare i 35 mt;
-
Intossicazione da monossido di carbonio (C0) - Controllare che la presa di
aspirazione della stazione di ricarica bombole sia lontana da possibili fonti
di inquinamento e produzione di gas nocivi”.
Rischi da cause
meccaniche:
-
“Barotraumi - Manovre di compensazione corrette e tempestive, discesa lenta,
arresto della discesa ed eventuale risalita;
-
Embolia gassosa arteriosa (EGA) - Inspirazione ed espirazione regolari e
costanti durante la risalita, non trattenere mai il respiro durante la stessa,
rispettare la velocità di risalita;
-
Sovradistensione polmonare - Inspirazione ed espirazione regolari e costanti
durante la risalita, non trattenere mai il respiro durante la stessa, rispettare
la velocità di risalita;
-
Sovradistensione gastrointestinale - Evitare l’immersione dopo aver consumato
il pasto;
-
Vertigini alternobariche - Evitare bruschi cambi di quota, effettuare discese e
risalite in posizione eretta, effettuare corrette e frequenti manovre di
compensazione”.
Rischi da cause
fisiche:
-
“Ipotermia - Pianificare l’immersione considerando la temperatura dell’acqua e
la durata del lavoro, quindi selezionare il tipo di muta più appropriato;
-
Ipertermia - Soprattutto in estate, indossare il cappuccio come ultima fase
prima dell’immersione;
-
Malattia da decompressione (MDD) - Rispettare le tabelle di decompressione e la
velocità di risalita. Evitare lunghi sforzi fisici durante e subito dopo
l’immersione, lunghe esposizioni al freddo e l’ingestione di alcolici e bevande
gasate prima dell’immersione”.
Rischi da cause
ambientali:
-
“Traumi (contusioni – ferite) - Usare sempre i guanti nel caso di lavori in cui
è richiesto l’uso di utensili taglienti, usare sempre i calzari a scarpetta e
la muta, almeno di 3 mm anche in caso d’immersioni in acque basse e in estate e
durante i trasferimenti per il luogo dell’immersione. Le eliche del mezzo
nautico devono essere ferme nel momento in cui viene effettuata l’immersione;
-
Infortunio per caduta con effetti fino all’annegamento - Ogni operatore, sia
l’operatore subacqueo, sia l’assistente di superficie devono indossare il
salvagente (nel caso del sub è sufficiente la muta); nel momento in cui viene
effettuata l’operazione subacquea, le eliche del motore del mezzo nautico devono
essere ferme;
-
Lesioni da animali marini (meduse, ecc.) - Acquisire informazioni su eventuali
allergie del personale, verificare la presenza di animali e disporre di
adeguati indumenti protettivi (muta , calzari, guanti, cappuccio);
- Movimentazione
manuale di carichi - Usare attrezzatura che non necessita il trasferimento
di parti pesanti e ingombranti, se necessario utilizzare idonei presidi per il
sollevamento e il trasporto seguendo le adeguate procedure”.
Per
concludere questa rassegna relativa alla
sicurezza
delle attività subacquee, ricordiamo che il cosiddetto decreto liberalizzazioni
– il
Decreto legge 24 gennaio 2012
“Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la
competitività” – all’articolo 16 (Sviluppo di risorse energetiche e minerarie
nazionali strategiche) cita la
norma UNI
11366 “Sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed
iperbariche professionali al servizio dell’industria - Procedure operative”.
Questa
norma dal 2010 definisce criteri e modalità per l’esecuzione delle
attività subacquee ed iperbariche
professionali che ad oggi coinvolgono direttamente oltre 350 aziende, sia a
conduzione familiare che di dimensione industriale.
La
norma comprende anche riferimenti alle caratteristiche delle attrezzature e degli
equipaggiamenti utilizzati e ai requisiti di natura professionale che deve
possedere il personale coinvolto”
Il
richiamo del recente Decreto alla UNI 11366 definisce – come riportato dall’UNI
– “un quadro nazionale sia legislativo che normativo in grado di promuovere attività
subacquee professionali all’insegna dei massimi standard di sicurezza per tutti
gli operatori del settore”.
“ Criteri
ed indirizzi per la valutazione del rischio e le corrette modalità
comportamentali degli operatori nello svolgimento di attività subacquee delle Agenzie
Ambientali”, a cura di S. Gini e F. Serena (Arpa Toscana), M.G.
Marchesiello (Arpa Emilia-Romagna), M. Albertazzi, D. Viglione e E. Zunino
(Arpa Liguria), articolo presentato al 18° Convegno di igiene industriale (formato PDF, 191 kB).
“ Criteri
ed indirizzi per la valutazione del rischio e le corrette modalità
comportamentali degli operatori nello svolgimento di attività subacquee delle Agenzie
Ambientali di Arpa Emilia-Romagna, Arpa Liguria e Arpa Toscana”, a cura di S. Gini e F. Serena (Arpa Toscana),
M.G. Marchesiello (Arpa Emilia-Romagna), M. Albertazzi, D. Viglione e E. Zunino
(Arpa Liguria), slide presentate al 18° Convegno di igiene industriale (formato PDF, 184 kB).
Pagina
web dell’Ente Nazionale Italiano di Unificazione relativo alla norma
UNI 11366
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