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"La prevenzione dei fattori di rischio del settore metalmeccanico"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
08/06/2012 - In questi ultimi mesi l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro
gli Infortuni sul Lavoro ( Inail) sta pubblicando diversi aggiornamenti al Decreto legislativo 81/2008 di
precedenti pubblicazioni informative, su tematiche inerenti la sicurezza nei
luoghi di lavoro, destinate a lavoratori e datori di lavoro.
Presentiamo
oggi in particolare “
Labor Tutor - Un percorso formativo sulla prevenzione dei
fattori di rischio tipici del settore metalmeccanico”, un opuscolo
realizzato dall’Inail in collaborazione con Enfea (Ente Nazionale per la
Formazione e l’Ambiente) per migliorare la tutela della sicurezza e salute dei
lavoratori nel comparto
metalmeccanico.
Ricordiamo
che se tra i rischi di questo comparto il rischio infortunistico è elevato (ad
esempio per l’utilizzo di macchine, attrezzi, utensili e di mezzi di
sollevamento e trasporto, ...) sono tuttavia presenti anche molti rischi per la
salute dei lavoratori (ad esempio correlati alla presenza di gas e fumi di
saldatura, alla movimentazione manuale dei carichi e ad attività con movimenti
ripetitivi, ...).
La
pubblicazione dell’Inail presenta e illustra in maniera dettagliata i vari
fattori di rischio che si possono riscontrare nell'industria della lavorazione
e trasformazione dei metalli.
Partendo
dai più frequenti (ad esempio gli infortuni dovuti a macchine e attrezzature di
lavoro o all’esposizione a rumore), fino ad arrivare a quelli generalmente meno
considerati ma comunque potenzialmente presenti (ad esempio l’esposizione ad
agenti chimici e agenti biologici).
Per
ciascun fattore di rischio nelle schede pubblicate è presente un’introduzione e
un’analisi dei pericoli per i lavoratori, la descrizione delle misure di
prevenzione e protezione e degli eventuali dispositivi di protezione
individuali (DPI) utilizzabili.
Rimandando
il lettore alla lettura del documento, ci soffermiamo sulle indicazioni
relative a due diversi rischi.
Innanzitutto
affrontiamo uno dei rischi meno considerati in questo settore, il
rischio biologico.
Nelle
attività metalmeccaniche tradizionali la presenza di agenti biologici
non è del tutto trascurabile. Al di là del
rischio
“generico” di esposizione ad agenti biologici “presente in tutte le
collettività” (legato ad esempio alla pulizia dei locali, alla dotazione di spogliatoi,
servizi igienici, docce, disinfezione di dispositivi di protezione usati da più
persone, ...), esiste anche un
rischio
specifico, legato alla
contaminazione
dei fluidi lubrorefrigeranti (oli minerali) da parte di batteri e/o funghi.
Il
rischio di infezione da oli minerali
contaminati può dipendere da:
-
“inadeguato trattamento dei liquidi (sostituzione, filtrazione, additivazione
con sostanze battericide);
-
assenza o inefficienza di schermature sulle macchine;
-
contatto cutaneo diretto per manipolazione di pezzi bagnati, schizzi,
contaminazione dell’ambiente circostante le macchine;
-
contatto cutaneo indiretto per permanenza di oli sugli indumenti di lavoro”.
Il
documento ricorda che gli oli minerali veri e propri, gli oli sintetici e
semisintetici “sono impiegati molto comunemente sulle macchine per la
lavorazione dei metalli, per ridurre l’attrito e l’usura tra utensile e pezzo
in lavorazione, per raffreddare, per impedire la corrosione e l’ossidazione”.
Ed è consuetudine, “invece di rinnovare totalmente il fluido in uso, fare
periodicamente dei rabbocchi, senza verificare la carica batterica presente, né
correggere la contaminazione con appositi prodotti antimicrobici. Questa
situazione favorisce lo sviluppo di batteri e/o funghi, che si moltiplicano
progressivamente con l’invecchiamento dei liquidi
lubrorefrigeranti”.
Riguardo
alla
prevenzione si sottolinea che
il controllo del rischio biologico da oli minerali contaminati deve avvenire in
primo luogo sulla
fonte del rischio,
“cioè sulla qualità dei liquidi utilizzati, sul grado di contaminazione e sulle
modalità di trattamento dei liquidi invecchiati”: è “appropriato il rinnovo
completo dei liquidi, accompagnato dalla pulizia delle vasche di raccolta” e si
può verificare la carica batterica dei liquidi e correggere la contaminazione
con appositi additivi.
Un’altra
azione di contenimento è “l’intervento
sulle macchine e sull’ambiente di lavoro, limitando la dispersione di oli, per
mezzo di: schermature antispruzzo, chiusura delle macchine, sistemi di
abbattimento delle nebbie. Anche la pulizia degli ambienti, la rimozione di
sfridi bagnati depositati a terra e l’asciugatura delle superfici contaminate,
contribuiscono a ridurre l’esposizione. Da ultimo, possono essere adottate le
protezioni personali per contenere quei rischi residui che non sono totalmente
controllabili con le misure ambientali”.
Senza
dimenticare che per il lavaggio delle mani è consigliabile l’utilizzo di “saponi
che non indeboliscano la struttura e le difese naturali della pelle” (i saponi
aggressivi, “come le paste abrasive, o peggio ancora dei solventi”, facilitano
l’ingresso di batteri e sostanze chimiche attraverso la cute).
In
particolare il
rischio di infezione da
spore del tetano “può essere totalmente controllato con la vaccinazione
specifica, che è peraltro obbligatoria per la categoria di addetti (Legge 5
marzo 1963, n. 292, modificata dalla Legge 20 marzo 1968, n. 419)”.
Veniamo
brevemente ad un rischio più noto, il rischio dipendente dalla presenza di
fumi e vapori nei luoghi di lavoro del
settore metalmeccanico.
Ad
esempio
i fumi possono essere generati
da:
-
“combustione (combustione per il riscaldamento, emissioni da motori
endotermici);
- operazioni di
saldatura (a elettrodo, ad arco, ossiacetilenica, ecc.);
-
operazioni di taglio dei metalli (con utensili meccanici, arco elettrico,
laser, ecc)”.
Come
per i fumi anche per i vapori nocivi, il rischio maggiore è determinato dalla
loro inalazione.
Nell’industria
metalmeccanica “
le principali situazioni
in cui si sviluppano vapori sono riconducibili a:
- operazioni
di verniciatura (vapori di solventi);
-
operazioni di decapaggio (vapori acidi, utilizzati nei bagni chimici);
-
operazioni di trattamento dei metalli (vapori provenienti dai bagni galvanici);
-
nebulizzazione di sostanze chimiche su superfici calde (ingrassaggio,
sgrassaggio di superfici limitate);
-
presenza di vasche contenenti sostanze chimiche allo stato liquido che, per
evaporazione, formano vapori”.
Senza
dimenticare che, al di là degli eventuali effetti sensibilizzanti, nocivi,
cancerogeni o mutageni, la presenza di “elevate quantità di vapori infiammabili
aumenta la probabilità di incendio e di esplosioni”.
Qualche
breve indicazione sulla
prevenzione.
Si
possono seguire diverse strade:
-
“tecnologie di lavorazione alternative;
-
captazione di fumi e vapori a livello dei punti di formazione e/o diffusione;
-
isolamento delle zone in cui si effettuano lavorazioni che danno origine a fumi
e a vapori;
-
adeguamento del ricambio d’aria negli ambienti;
-
uso di specifici Dispositivi
di Protezione Individuale”.
L’adozione
di specifici
Dispositivi di Protezione
Individuale “deve essere complementare e non alternativa” alle diverse
possibilità di prevenzione indicate. E in ogni caso, nell’adozione di un DPI, è
sempre necessario:
-
“identificare le specifiche sostanze da cui proteggersi, e i rischi a esse
connessi;
-
selezionare il dispositivo più appropriato;
-
addestrare all’uso e alla manutenzione gli addetti cui il dispositivo viene
fornito”.
Concludiamo
riportando un
elenco dei rischi e dei
temi trattati nel documento:
Agenti
biologici
Agenti
chimici
Agenti
cancerogeni
Agenti
ustionanti
Apparecchi
di sollevamento
Caduta
di materiali
Campi
elettromagnetici
Carrelli
elevatori
Carrelli
porta pallet a conduzione manuale
Fumi
e vapori
Infortuni
di origine meccanica
Luoghi
di lavoro
Macchine
a controllo numerico
Magazzini
Movimentazione
manuale dei carichi
Movimenti
ripetitivi
Nastri
trasportatori
Polveri
Proiezione
di materiali
Radiazioni
ionizzanti
Radiazioni
ultraviolette e infrarosse
Ribalte
- piani di caricamento
Rischio
elettrico
Rischio
esplosione
Rischio
incendio
Rumore
Vibrazioni
Dispositivi
di protezione individuale
Inail,
“ Labor
Tutor - Un percorso formativo sulla prevenzione dei fattori di rischio tipici
del settore metalmeccanico”, realizzato in collaborazione con Enfea,
edizione 2011, pubblicato nel mese di marzo 2012 (formato PDF, 6.33 MB).
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