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"Agenti chimici: proteggere gli occhi e ridurre il contatto con la cute"
fonte www.puntosicuro.it / Salute
17/12/2012 - Nelle
attività pratiche di
laboratorio la giusta prudenza non richiede solo un giudizio equilibrato e
un’accurata valutazione del rischio da
esposizione ad agenti chimici, ma l’utilizzo di appropriate procedure per ridurre
i rischi e tutelare la salute e la sicurezza dei soggetti coinvolti.
Per
affrontare nel dettaglio alcune di queste procedure torniamo a presentare il
contenuto delle “ Linee
Guida per la Valutazione del Rischio da esposizione ad agenti chimici
pericolosi e ad agenti cancerogeni e mutageni”, documento elaborato dal
Centro Interagenziale “Igiene e Sicurezza del Lavoro” di ISPRA, con la
collaborazione dell’Università Politecnica delle Marche, della Environment
Agency (England), della Scottish Environmental Protection Agency (SEPA) e di
diverse Arpa regionali.
Quattro principi fondamentali dovrebbero guidare
gli operatori che operano in laboratorio con agenti
chimici pericolosi:
-
“
effettuare una valutazione preliminare:
valutazione del potenziale pericolo associato con il metodo analitico prima di
applicarlo;
-
minimizzare l’esposizione agli agenti
chimici: evitare che gli agenti chimici vengano in contatto con la cute. Usare
quanto più possibile le cappe e gli altri sistemi di ventilazione o di ricambio
d’aria per ridurre al minimo la durata e l’esposizione agli agenti chimici. Indossare
i dispositivi
di protezione individuali (DPI) appropriati per ogni livello di rischio
(camici, guanti monouso, occhiali protettivi, apparati per la protezione delle
vie respiratorie (APVR), calzature);
-
non sottostimare i rischi: assumere
che tutte le sostanze o miscele chimiche siano più tossiche dei singoli agenti
chimici. Trattare tutte le sostanze la cui tossicità non è conosciuta e i
campioni da analizzare come agenti potenzialmente tossici;
-
essere pronti in caso di incidente:
prima dell’inizio di ogni attività analitica bisogna conoscere le specifiche
azioni da intraprendere nel caso di rilascio accidentale di sostanze
pericolose. È necessario conoscere la localizzazione di tutti i sistemi di
sicurezza, il più vicino sistema di allarme nel caso di incendio, il più vicino
telefono, conoscere i numeri di telefono da chiamare e che cosa dire nel caso
di un evento d’emergenza, essere preparati a mettere in atto le procedure di
primo soccorso”.
Il
documento fornisce ulteriori indicazioni generali, indicazioni che vi invitiamo
a visionare con una lettura integrale del documento. Ad esempio sul divieto di
accesso a visitatori non autorizzati o sul possibile accesso di ragazzi in
attività di formazione,
Ci
soffermiamo ora su alcuni suggerimenti specifici, sulle procedure da seguire
per precise tipologie di rischio o per la protezione di particolari parti del
corpo.
Ad
esempio il documento affronta il tema della
protezione degli occhi.
Protezione
che “deve essere richiesta per tutto il personale e per i visitatori, in tutti
i locali del laboratorio dove si utilizzano o sono conservati agenti chimici”.
In particolare gli occhiali
di protezione “devono essere disponibili all’ingresso del laboratorio per i
visitatori. I normali occhiali da sole o da vista non offrono adeguata
protezione e sicurezza durante l’utilizzo di agenti chimici così come le lenti
a contatto. Queste ultime però possono costituire un pericolo maggiore durante
l’utilizzo di agenti chimici perché possono formare vapori pericolosi e
pertanto è opportuno togliere le lenti a contatto durante le attività di
laboratorio. Nel caso in cui, per ragioni mediche, risultasse indispensabile
utilizzare le lenti a contatto, è necessario indossare gli adeguati occhiali di
protezione”.
Questi
invece i
consigli fondamentali per
evitare l’ingestione di sostanze pericolose:
-
“in laboratorio è vietato preparare o consumare cibi, bere, fumare”, masticare
chewing-gum, “applicare cosmetici, assumere farmaci, al fine di evitare che
venga aumentata la probabilità di ingestione e/o contatto con agenti chimici;
-
la vetreria utilizzata per le attività di laboratorio non deve mai essere usata
per preparare o consumare cibi o bevande;
-
frigoriferi, frigo portatili, muffole, forni, microonde, non devono essere
usati per conservare o preparare cibi;
-
l’acqua dei rubinetti del laboratorio e l’acqua deionizzata e/o distillata non
può essere utilizzata per il consumo umano”.
Il
documento riporta anche precisi suggerimenti per
evitare l’inalazione di sostanze chimiche pericolose:
-
“le procedure analitiche che coinvolgono sostanze volatili tossiche oppure
solidi o liquidi che possono generare aerosol o polveri, (svuotare pipette,
scaldare, agitare, versare, sonicare, pesare sostanze o miscele cancerogene in
polvere) devono essere condotte sotto cappa;
- è necessario definire e indicare
opportunamente le (classi/ famiglie di) sostanze utilizzabili sotto ciascuna
cappa, in relazione alle caratteristiche tecniche delle stesse;
-
le
pesate di sostanze pericolose in
polvere devono essere effettuate: sotto appropriate cappe di aspirazione;
ovvero preparando sotto cappa i materiali da pesare trasferendoli successivamente
su una bilancia esterna; ovvero nel caso di locale adibito all’uso delle
bilance in condizioni di calma d’aria, si deve opportunamente proteggere la
zona operativa allo scopo di raccogliere eventuali residui da eliminare nei
modi dovuti;
-
nel caso di composti molto tossici, cancerogeni
o mutageni, sarebbe opportuno ricorrere all’acquisto di soluzioni standard
certificate. Solo nel caso in cui tale acquisizione non risulti possibile (es.:
mancanza in commercio di standard certificati con il principio attivo in esame)
e quindi si rendesse inevitabile procedere alla pesata, oltre ad esser
necessario adottare tutte le misure di prevenzione richieste per questi tipi di
prodotti, è opportuno effettuare una pesata unica ed aggiustare il volume del
solvente per ottenere la concentrazione desiderata”.
Come evitare
l’iniezione di sostanze chimiche pericolose?
In
alcuni reparti del laboratorio è presente il rischio di una inavvertita
iniezione. È “necessario vigilare
affinché questo non avvenga avendo cura di conservare adeguatamente le siringhe
utilizzate per l’introduzione del campione”.
Concludiamo
questa presentazione di suggerimenti con i “
consigli fondamentali per minimizzare il contatto con la cute di
sostanze chimiche pericolose:
-
per manipolare sostanze chimiche pericolose usare i guanti
protettivi di idoneo materiale resistenti alla permeazione per le sostanze
in uso. Indossare un tipo inadeguato di guanti può essere più pericoloso del
non indossarne; infatti se l’agente chimico riesce ad attraversare il guanto
potrebbe rimanere a contatto per un tempo più prolungato rispetto alla mano
libera;
-
prima dell’uso, ispezionare i guanti per verificarne l’integrità (presenza di
piccoli buchi, tagli, parti che si differenziano come intensità di colorazione
sintomo di difformità nello spessore del guanto);
-
per prevenire non intenzionali contatti con sostanze pericolose, togliere i
guanti prima di toccare altri oggetti quali maniglie delle porte, telefoni,
penne, tastiere di computer;
-
sostituire periodicamente i guanti in funzione della frequenza d’uso, delle
loro caratteristiche di permeazione e degradazione, in relazione alle sostanze
utilizzate;
-
non riutilizzare i guanti monouso;
-
nella manipolazione di sostanze molto tossiche, cancerogene e mutagene, per
evitare la contaminazione secondaria quando si tolgono i guanti, è
consigliabile lavarsi le mani con i guanti ancora infilati”.
“ Linee
Guida per la Valutazione del Rischio da esposizione ad agenti chimici
pericolosi e ad agenti cancerogeni e mutageni”, versione 2011, documento
elaborato dal Centro Interagenziale “Igiene e Sicurezza del Lavoro” di ISPRA,
con la collaborazione dell’Università Politecnica delle Marche, la Environment
Agency (England), la Scottish Environmental Protection Agency (SEPA), le Arpa
Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Campania, Marche e Sicilia (formato compresso ZIP, 3.9 MB).
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