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"Rumore: cabine, sistemi antivibranti e interventi sul lay-out"
fonte www.puntosicuro.it / Rischio Rumore
22/07/2013 - Concludiamo con questo articolo la rassegna di esempi pratici di bonifica acustica realizzati con riferimento a quanto contenuto nella “
Scheda 30 - Esempi di interventi tecnici di riduzione del rumore realizzati sul campo”, una delle schede di approfondimento presenti nel manuale operativo “ Metodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro”.
Il manuale - approvato dalla Commissione Consultiva Permanente per la
salute e sicurezza sul lavoro il 28 novembre 2012 - è stato pubblicato
dal Dipartimento Igiene del Lavoro dell’ Inail.
Ricordiamo che le schede – a cui vi rimandiamo per una lettura
integrale e per la visione delle varie immagini esplicative – riportano
interventi di bonifica acustica realizzati
sul territorio nazionale con l’indicazione di una serie di parametri
(ad es. il comparto produttivo, il tipo di intervento realizzato, i
risultati acustici, i fattori di criticità e la stima dei costi).
Dopo aver parlato di riduzione del rumore attraverso interventi su
sorgenti, coperture totali o parziali, trattamenti fonoassorbenti,
sistemi schermanti e silenzianti, non rimane che affrontare altre
tipologie di intervento:
cabine per operatore,
sistemi antivibranti,
interventi sul lay-out,
sistemi per l’edilizia.
Riguardo alle
cabine per operatore presentiamo un
intervento di bonifica che è avvenuto nel
comparto
industriale del vetro.
È stata approntata
una “cabina operatore per postazione di comando di macchina fresatrice blocchi di
Alluminio”.
La cabina è stata
realizzata con struttura portante monoblocco per poter essere movimentata con
carroponte
e costituita da pannelli in lamiera coibentati internamente con fibra
poliestere immarcescibile e imputrescibile che non rilascia fibre
nell’ambiente, e protetti superficialmente con lamiera forata verniciata. Ampie
vetrate del tipo stratificato anti-sfondamento permettono di monitorare il
ciclo produttivo. Tra basamento macchina e cabina è stata interposta una guaina
antivibrante per limitare la trasmissione di vibrazioni alla cabina e all’operatore”.
Riguardo ai
fattori di criticità nella
realizzazione della cabina operatore “si deve tenere in conto: degli ingombri a
disposizione in quanto va integrata con il macchinario stesso; delle attività
che l’operatore dovrà svolgere (ampie vetrate per monitorare il ciclo
produttivo, piani di appoggi per utensili, spazio sufficiente per quadro
comandi da installare all’interno, ricambi aria adeguati)”.
Un altro esempio
riguarda la realizzazione di una cabina insonorizzata nell’
industria aeronautica: una cabina per uso sala controllo per campo
volo.
È un “classico
prodotto di insonorizzazione impiegato nel mondo aeronautico, che trova
utilizzazione fondamentale per fornire al personale non solo condizioni di
sicurezza ma anche un ambiente adatto ad operare con la dovuta concentrazione
ed attenzione che le moderne tecnologie richiedono. Realizzato in esecuzione
monoblocco, consente un rapido posizionamento ed immediato utilizzo essendo
trasportabile con tutta la strumentazione già installata al suo interno”.
In sede di
progettazione devono essere osservate alcune peculiari
caratteristiche: modularità costruttiva; semplicità di trasporto ed
assemblaggio; facilità di sistemazione della strumentazione; elevato isolamento
acustico; buon comfort interno (condizionamento ed illuminazione)”.
In merito all’uso
di
sistemi antivibranti riprendiamo
un esempio applicativo relativo alla riduzione delle vibrazioni nel
settore elettromeccanico.
Infatti “durante
l’operazione di taglio effettuata mediante una sega circolare da
banco,
l’operatore risultava esposto a livelli di rumore elevati, anche a causa della
radiazione sonora derivante dalle vibrazioni trasmesse dalla macchina alla sua
base di appoggio ed al banco di alimentazione pezzi”. Per questo motivo la sega
“è stata risistemata interponendo tra essa e la sua base di appoggio dei
supporti antivibranti in gomma; inoltre si è provveduto a separare fisicamente
la sega e ed il suo basamento dal banco di alimentazione pezzi”.
Citiamo inoltre un
intervento di sospensione elastica di
macchine avvenuto nel
comparto
metalmeccanico, relativo a lavorazioni eseguite da 10 macchine per la
fabbricazione di chiodi, raggruppate in un unico locale. Queste macchine
“determinavano nelle postazioni di lavoro livelli di esposizione al rumore
estremamente elevati” e tra le diverse cause del rumore, una delle principali
“veniva individuata nel rumore irradiato dal pavimento, costituito da una
leggera soletta in cemento armato, sottoposto a continue vibrazioni dagli
impatti meccanici – 300 al minuto - trasmessi dalle macchine”.
Per “ridurre il
contributo del rumore irradiato dal pavimento al livello di esposizione sonora
a cui erano esposti gli addetti alle macchine, si è deciso di sospendere
elasticamente tutte le macchine mediante appositi appoggi antivibranti in grado
di rispettare le seguenti esigenze: il
periodo corrispondente alla frequenza propria dell’isolatore doveva essere
maggiore della durata di ogni singolo impulso, ovvero 10 ms; il periodo corrispondente alla frequenza
propria del sistema isolatore-macchina doveva essere minore dell’intervallo tra
un impatto e l’altro, ovvero 200 ms”.
Per ridurre il
rumore è possibile anche
intervenire sul
lay-out.
Infatti i livelli di
rumorosità
all’interno di ambienti industriali “dipendono dalla potenza acustica delle
macchine ed attrezzature presenti, dalla loro posizione e dalle caratteristiche
di fonoassorbimento delle pareti dell’involucro. L’esposizione al rumore dei
lavoratori dipende, poi, dalle posizioni che questi occupano nell’ambiente e
dal tempo di permanenza”.
In una piccola
azienda industriale per la
produzione e
stampa di buste in plastica – dove è stato realizzato l’intervento – sono
individuabili “quattro reparti produttivi : reparto stampa, reparto estrusione,
reparto saldatura, reparto incollaggio o accoppiamento a cui sono associate
specifiche macchine operative di grandi dimensioni. In base alla posizione dei
lavoratori in prossimità delle macchine e all’interno di aree del capannone e
dei livelli sonori si è potuto stimare un livello di esposizione giornaliero
compreso tra 85 e 90 dBA per il 50% dei lavoratori e compreso tra 80 e 85 dBA
per i restanti”.
Sono state studiate
“
diverse disposizioni dei reparti,
con i relativi macchinari, diversi inserimenti di materiali fonoassorbenti alle
pareti e diversi schermi protettivi. La migliore soluzione compatibile con la
produzione prevede l’occupazione parziale dell’area magazzino e l’inserimento
di materiali fonoassorbenti alle pareti”.
Con il nuovo
lay-out e l’inserimento di materiali fonoassorbenti alle pareti “la percentuale
di lavoratori con esposizioni al rumore superiori a 85 dB(A) si riduce al 10%”.
Nelle schede sono
infine presentati specifici
sistemi per
l’edilizia.
Ad esempio un
isolamento acustico tra ambienti nel
terziario, isolamento avvenuto attraverso
porte
con attenuazioni certificate (porta standard STC 47).
O l’utilizzo di
serramenti e porte ad elevatissimo livello
di isolamento acustico per l’isolamento di macchine ad elevatissimo livello
sonoro. Utilizzo avvenuto in questo caso nell’industria chimica.
Queste le
principali caratteristiche che devono essere soddisfatte:
- “tenute acustiche
delle guarnizioni resistenti nel tempo;
- tenuta acustica
al perimetro, sulla muratura;
- installazione
senza la necessità di opere civili complementari;
- soglia piana
senza gradino”.
Concludiamo citando
tutti gli esempi riportati nella scheda e relativi alle quattro modalità di
bonifica acustica presentate
nell’articolo.
Cabine
per operatore:
- industria
petrolchimica - cabina insonorizzata;
- industria
aeronautica - cabina insonorizzata;
- industria del
vetro - cabina operatore.
Sistemi
antivibranti:
- settore
elettromeccanico - riduzione delle vibrazioni;
- comparto
metalmeccanico - sospensione elastica di macchine;
- industria,
impianti di servizio in genere - basamento galleggiante.
Interventi
sul lay-out:
industria in genere - modifiche del lay-out per la riduzione dell’esposizione
al rumore dei lavoratori.
Sistemi
per l’edilizia:
- industria
aeronautica - porta al servizio del banco prova;
- terziario -
isolamento acustico tra ambienti;
- industria chimica
- isolamento mulini di macinazione.
Inail, “ Metodologie
e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro”, documento
elaborato dal Comitato 9 e approvato dalla Commissione Consultiva Permanente
per la salute e sicurezza sul lavoro nella seduta del 28 novembre 2012 (formato
PDF, 9.15 MB).
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interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro”
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