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"L’importanza di una viabilità sicura in azienda"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
01/04/2014 - Più volte, anche con riferimento alle dinamiche degli infortuni riportate in “ Imparare dagli errori” abbiamo potuto constatare come la
viabilità in un’azienda sia un elemento importante da valutare per evitare incidenti.
Malgrado ciò spesso la viabilità aziendale non è tra gli aspetti
che vengono analizzati e sottoposti a valutazione del rischio e si tende
a considerarla solo per gli aspetti che riguardano il trasporto e
l’esodo in caso d’emergenza.
Per sottolineare l’importanza del
tema ci soffermiamo su un documento - prodotto in relazione al Piano
Mirato di Prevenzione "Carrelli elevatori e viabilità sicura in
azienda" dell’ Azienda sanitaria locale della provincia di Monza e Brianza
- dal titolo “
Carrelli elevatori e
viabilità sicura in azienda. Requisiti essenziali per l’uso in sicurezza dei
carrelli elevatori”.
Il documento dedica un capitolo
alla
viabilità sicura in azienda e
ricorda che per
viabilità aziendale
si può intendere “tutto quanto (strutture,organizzazione, regole, mezzi ecc.) è
connesso con gli spostamenti delle persone, dei mezzi di trasporto, delle
materie prime e dei prodotti all’interno degli spazi aziendali, siano questi
reparti chiusi o aree esterne”.
Per non considerare la viabilità
generale solo come un problema complementare – “difficilmente gestibile per il
suo carattere precario e dinamicamente variabile” in base a diversi fattori
contingenti quali le possibili interferenze causate da ditte esterne, la
varietà di percorsi e stazionamenti dei mezzi di trasporto - bisogna “puntare
ad un organizzazione che consideri importante anche il problema della viabilità
come una possibile causa di gravi incidenti per investimento
nelle aziende”.
Oltre ad invitare i lettori ad
affrontare in modo organico il problema della viabilità, il documento
suggerisce di:
- “semplificare e ridurre il più
possibile i flussi dei prodotti, basandosi sul layout aziendale e limitare al
massimo le operazioni di trasporto interno, anche utilizzando, dove possibile,
dei sistemi automatici d’avanzamento dei prodotti, quali, ad esempio, i nastri
trasportatori;
- riunire in un unico blocco, se
possibile, gli spogliatoi, i servizi igienici, i lavabo, le docce ed i locali
di riposo: una razionale dislocazione dei servizi igienico-assistenziali
permette di realizzare delle strutture complete, agevoli da gestire limitando
così le necessità di transito dei pedoni all’esterno dei fabbricati;
- qualora vi fossero due accessi
stradali è buona regola optare per il senso unico nei piazzali esterni
dedicando un accesso all’entrata e l’altro all’uscita; in questo modo si
dimezza automaticamente il rischio di
investimento da camion e muletti”;
- dare la massima diffusione “di
quanto definito a tutti i lavoratori, fornitori e visitatori, relativamente a
quali siano le regole di viabilità che vigono in azienda”.
Il documento si sofferma in
particolare sul “
Piano della viabilità
aziendale”, un piano scritto che “definisca le regole di circolazione in
uso nei reparti e nelle aree esterne dell’Azienda e che stabilisca le misure
organizzative e procedurali sufficienti a garantire la sicurezza dei lavoratori
rispetto ai rischi connessi con l’uso dei carrelli
elevatori e di tutti gli altri mezzi di trasporto (transpallet, auto,
camion, ecc.)”
Alcune
indicazioni che il piano deve prevedere:
- “lo
stato della pavimentazione e della sua manutenzione deve essere
tale da evitare buche o avvallamenti pericolosi per la stabilità del mezzo e
del carico;
- la pavimentazione va tenuta
costantemente pulita da scarti di lavorazione al fine di rendere sicuro il
transito di persone e mezzi;
- la
segnaletica e cartellonistica, adottare una chiara segnaletica che
permetta di interpretare chiaramente la viabilità aziendale, la disposizione
dei luoghi e degli spazi e l’organizzazione complessiva della circolazione
interna; dovrà inoltre informare e far rilevare la presenza di pericoli
generici e particolari connessi alla viabilità” (ad esempio: prevedere la
separazione delle corsie di marcia, evidenziare i luoghi di stoccaggio delle
merci, di passaggio dei carrelli e dei pedoni; utilizzare la tradizionale
segnaletica verticale per evidenziare le condizioni di “pericolo, indicazione,
prescrizione”; evidenziare gli attraversamenti pedonali, gli STOP, eventuali
pericoli particolari e ostacoli; ...);
- “
spazi riservati alle merci, devono essere stoccate in aree allo
scopo dedicate, in modo da lasciare sempre sgombri i pavimenti ed i passaggi
per la normale circolazione dei pedoni e dei mezzi di trasporto sulle
rispettive vie di circolazione;
- le
corsie riservate ai carrelli ed ai pedoni, dove è tecnicamente
possibile, al fine di evitare il più possibile le ‘interferenze’ ed i relativi
rischi di investimento; a questo proposito si rammenta la necessità di
tracciare i relativi attraversamenti, coerenti e funzionali alle reali
necessità di spostamento delle persone in azienda;
-
uscite dai luoghi distinte e protette, dove questo è tecnicamente
possibile, per carrelli e pedoni;
- le
misure di prudenza necessarie (velocità ridotte dei mezzi, uso di
specchi nei punti critici e negli incroci tra le corsie e presso le uscite,
ecc) per tutte le altre aree dove, la distinzione tra pedoni e mezzi, non è
tecnicamente realizzabile;
-
protezione delle aree di sosta e ristoro (distributori di bevande,
ecc) con barriere idonee;
- l’
ubicazione delle uscite di sicurezza e le procedure in uso per
garantire sempre che le uscite di sicurezza siano tenute sgombre da intralci ed
apribili; i relativi percorsi di esodo devono anch’essi essere liberi e
accessibili;
- le
misure organizzative per la possibile presenza, sui luoghi di
transito e di manovra, di terze persone (autisti, fornitori, clienti, ecc.) che
devono essere anch’esse tutelate;
- l’
informazione ai lavoratori del contenuto del “piano di circolazione
interna Aziendale” di cui va lasciata traccia;
-
procedure di controllo aziendali per la vigilanza sul rispetto
concreto delle procedure di sicurezza elaborate nel piano della viabilità. A
questo scopo è consigliabile individuare, con apposita procedura formalizzata,
un incaricato al controllo periodico frequente (es. un preposto/capo magazziniere)”.
Ricordiamo inoltre che per i
conducenti
dei carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo e per diverse altre
attrezzature di lavoro – ad esempio trattori agricoli o forestali e macchine
movimento terra - con l’entrata in vigore dell’ accordo della Conferenza
Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 è richiesta una specifica abilitazione.
Il capitolo del documento si
conclude ricordando che “nel caso d’
inottemperanza
del rispetto delle norme di circolazione vigenti all’interno dell’azienda”,
è importante prendere provvedimenti (richiami verbali e scritti, sospensioni
temporanee o definitive ad accedere in azienda da parte di imprese esterne).
Provvedimenti che possono presi ad esempio in queste situazioni:
“velocità eccessiva dei carrelli e dei veicoli; condurre i carrelli senza la
necessaria visibilità; mancato rispetto della segnaletica e delle precedenze;
parcheggio ‘selvaggio’ dei veicoli, soprattutto se questo avviene in
corrispondenza delle uscite d’emergenza; deposito ‘caotico’ dei materiali al di
fuori delle aree previste, soprattutto quando questo costituisce intralcio alla
viabilità e pericolo per i lavoratori in caso di caduta dei
materiali stoccati in altezza sui posti di lavoro e di passaggio; transito
dei pedoni e dei mezzi al di fuori delle zone previste e prescritte; condotta
dei mezzi d’opera e di trasporto senza permessi, autorizzazioni e formazione
specifica; trasporto di persone su veicoli non autorizzati”.
Azienda sanitaria locale della
provincia di Monza e Brianza, “ Carrelli elevatori e viabilità sicura in azienda. Requisiti
essenziali per l’uso in sicurezza dei carrelli elevatori”, versione
settembre 2009, documento elaborato da Sergio Bertinelli, Fernando Biffi, Marco
Canesi, Roberta Panzeri (tecnici della prevenzione), Angela Pirris (medico del
lavoro) e Roberto Cecchetti (Direttore dipartimento di prevenzione) (formato
PDF, 0.99 MB).
Tiziano Menduto
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