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"La patologia cardiovascolare sul lavoro: il caso degli operai"
fonte www.puntosicuro.it / Risparmio energetico
07/04/2014 - Pubblichiamo un estratto tratto da uno studio sul
contrasto delle disuguaglianze di salute nei luoghi di lavoro,
dove gli autori sottolineano come i fattori di rischio cardiovascolare
siano distribuiti in modo fortemente inverso alla collocazione sociale
della popolazione, con un rischio particolarmente accentuato per la
popolazione operaia.
Proposte ed esempi di interventi di contrasto
Di forte interesse sono gli
interventi di prevenzione primaria volti contro i fattori di rischio
cardiovascolari che possono essere attivati nell’ambiente di lavoro con
risultati che possono essere più interessanti rispetto ai singoli interventi
individuali.
3.1 Promozione della corretta alimentazione presso la sede aziendale.
Durante gli accertamenti sanitari
periodici possono essere (ed in alcune situazioni ciò avviene già) rilevati
dati relativi all’alimentazione e fornite indicazioni per migliorarne gli
aspetti qualitativi, in particolare in relazione al consumo di frutta e verdura
e alla restrizione sodica ad ogni singolo dipendente.
In queste situazioni vengono
distribuiti ai lavoratori degli opuscoli per l’informazione sulla
caratteristiche principali della
alimentazione volta a correggere l’ipercolesterolemia, il diabete e un
eccessivo consumo di sodio oltre ad indicare il corretto introito calorico in
relazione alla attività svolta.
Nelle aziende che dispongono di
un servizio di mensa aziendale, inoltre, c’è ampio spazio di
collaborazione con chi fornisce
la ristorazione collettiva per diverse modalità di intervento :
dall’indicazione delle calorie dei cibi offerti al porzionamento ridotto
distribuito di default con possibilità di chiedere un’ulteriore aggiunta.
Alcuni fornitori del servizio
mensa indicano poi corretti percorsi dietetici che abbinano le varie pietanze
in modo equilibrato integrando così le informazioni contenute negli opuscoli
informativi.
3.2 Promozione della attività motoria
La strategia per migliorare
l’attività motoria deve essere individuata in base alle caratteristiche
dell’azienda e al suo
posizionamento.
Alcuni tipi di intervento
possono, però, essere adottati in ogni contesto e risultano efficaci specie se
si abbinano ad interventi di educazione
alimentare:
- in luoghi di lavoro che
ospitino edifici a più piani, si è dimostrato efficace promuovere l’uso delle
scale in alternativa agli ascensori;
- nelle aziende con più di 300
addetti si apre l’opportunità di collaborare con il mobility manager per
verificare modalità di accesso e di uscita dal luogo di lavoro che prevedano il
mancato utilizzo parziale o totale dell’automobile;
- organizzare gruppi di cammino;
- sono in corso tentativi di
valutare la distribuzione e l’utilizzo di contapassi per stimolare i lavoratori
che, all’anamnesi, risultino sedentari a verificare di totalizzare i 10.000
passi al giorno che sono sicuramente efficaci per prevenire incidenti cardiaci
acuti.
Cessazione del fumo
Il fumo
di sigaretta costituisce un importante fattore di rischio e, come abbiamo
visto, questo fattore di rischio si distribuisce con un gradiente sociale.
Smettere di fumare è un’impresa spesso difficile ma abbiamo ormai
documentazione consolidata sull’efficacia dei corsi di disassuefazione per
utenti che hanno maturato la volontà di interrompere questa dipendenza.
In alcune situazioni, questi
corsi possono essere organizzati presso la sede aziendale.
Riteniamo che in queste
situazioni i tassi di successo nella cessazione del fumo in ambiente di lavoro
possano essere superiori rispetto a quelli ottenuti in interventi individuali.
“ Contrasto delle disuguaglianze di salute nei luoghi di lavoro:
La patologia cardiovascolare” a cura di Francesco Bellico (Direttore
EVIMED, Medico competente) e Massimo Valsecchi (Direttore Dipartimento di
Prevenzione, ULSS 20, Verona), febbraio 2013 (formato PDF, 233 kB).
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