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"Trattamento rifiuti: qualità dell’aria, rischio chimico e biologico"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza sul lavoro
16/05/2014 - Sono molte le situazioni potenzialmente dannose per la salute degli
addetti alla conduzione e all’esercizio, all’esecuzione delle
operazioni, alla manutenzione di macchine e impianti, a verifiche e
controlli nelle
attività di trattamento di Rifiuti Solidi Urbani (RSU) tramite
incenerimento ed eventuale
termovalorizzazione.
Un
impatto sulla salute di questi operatori può
dipendere ad esempio dalla presenza di agenti chimici, agenti biologici,
agenti fisici (dovuti all’impiego di mezzi, macchine, impianti ed
attrezzature o ad alcune tipologie di rifiuti), fattori ergonomici
legati alle postazioni di lavoro, …
Per favorire un’efficace tutela
della salute di questi lavoratori possiamo fare riferimento ad un documento,
già presentato da PuntoSicuro, prodotto dalla Consulenza Tecnica Accertamento
Rischi e Prevenzione (Contarp) dell’ Inail
e dal titolo “ La
sicurezza per gli operatori degli impianti di termovalorizzazione e di
incenerimento”.
Con riferimento alle diverse
misure organizzative e tecniche per la
tutela della salute degli operatori, il documento dedica molto spazio alla
qualità dell’aria.
A livello generale si indica che
il contenimento dello
sviluppo di
sostanze odorigene fastidiose, “connesse per lo più alla presenza di
materiale organico putrescibile può essere attuato mediante:
- confinamento delle aree di
stoccaggio e minimizzazione del tempo di stazionamento dei rifiuti in fossa
non superiore alla settimana. Qualora non sia possibile contenere la durata
dello stoccaggio, adottare sistemi di deposito refrigerati;
- aspirazione dell’aria dalla
fossa rifiuti con invio alla camera di combustione;
- in caso di fermata completa
dell’impianto è necessario prevedere un sistema di ventilazione ausiliario da
utilizzare nel caso di fermate di breve durata; nel caso di fermo totale
dell’impianto di lunga durata, ad esempio superiore ad una settimana, provvedere
allo svuotamento della fossa ed alla successiva pulizia e bonifica;
- per i rifiuti putrescibili (RU,
fanghi, scarti animali, ecc.) prevedere la possibilità di avviarli ad un
trattamento tempestivo con insufflamento di aria a salvaguardia da fenomeni di
anaerobiosi o clorazione delle acque di risulta da fanghi;
- la movimentazione di rifiuti
odorigeni deve essere condotta preferenzialmente mediante sistemi chiusi,
sottoposti a regolare pulizia ed eventuali disinfezione”.
E in ogni caso per gli ambienti
destinati allo stazionamento del personale (cabine di automezzi, sale
controllo, uffici, spogliatoi) è necessario “prevedere misure tecniche
(impianti di ventilazione, sistemi di filtrazione, ventilazione forzata in
sovrappressione, ecc.)”.
Veniamo alla qualità dell’aria in
relazione agli
agenti chimici
contenuti.
Riguardo agli agenti chimici il
contenimento della dispersione di polveri e delle sostanze volatili “inizia da
un’accurata progettazione dell’impianto, della quantità di residui prodotti e
delle modalità di gestione”.
Ricordando che l’inalazione di
agenti chimici gassosi (emessi anche da serbatoi aperti, aree di stoccaggio,
automezzi in carico/scarico, tubazioni e condotte, locali chiusi, …) può
provocare patologie anche gravi, si offrono le seguenti
indicazioni:
- “durante la fase di esercizio,
prevedere il controllo di possibili fonti di emissione diffuse o fuggitive, di
polveri e odori e le azioni correttive al verificarsi di situazioni non
previste in fase di progettazione;
- la manipolazione dei reagenti
chimici (ad esempio destinati al trattamento dei fumi) deve avvenire secondo le
indicazioni contenute nelle schede di sicurezza, le quali devono essere
aggiornate secondo quanto previsto dai regolamenti CLP e REACH;
- gli impianti di incenerimento e
di coincenerimento devono essere dotati di un sistema automatico che impedisca
l’alimentazione di rifiuti nei casi di anomalia;
- la normativa vigente
(D.Lgs.133/05 - art. 8 comma 5) prevede che ciascuna linea dell’impianto di
incenerimento deve essere dotata di almeno un bruciatore ausiliario da
utilizzare, nelle fasi di avviamento e di arresto dell’impianto, per garantire
l’innalzamento ed il mantenimento della temperatura minima stabilita durante
tali operazioni e fintantoché vi siano rifiuti nella camera di combustione;
- predisporre ed attuare un piano
di verifiche di funzionalità sia per l’elettroventilatore principale sia per
quello di emergenza;
- l’abbattimento dei vapori di
mercurio deve essere previsto già in fase di progettazione mediante l’adozione
di sistemi di monitoraggio in continuo;
- prevedere durante l’esercizio,
il controllo dei valori di incombusti nelle scorie con riferimento ai limiti
cogenti;
- predisporre contenitori stagni
per la raccolta dei liquidi di lavaggio degli impianti di trattamento fumi;
- prevedere una corretta chiusura
dei sacchi;
- prevedere dispositivi di
captazione nei punti di raccordo e tunnel di segregazione per contenere la
dispersione di polveri e agenti chimici”.
Questi alcuni
elementi di attenzione per il contenimento
delle polveri:
- “evitare, ove possibile,
stoccaggi a cielo aperto; prevedere la copertura di recipienti e contenitori
aperti;
- pulizia periodica dei locali
produttivi, di strade e piazzali, nel caso di contaminazione mediante
macchinari ‘ad umido’ e/o con sistemi aspiranti;
- ogni fase della movimentazione
di materiale pulverulenti deve avvenire in sistemi chiusi e automatizzati o
provvisti di nebulizzazione: può essere utile predisporre idonei sistemi di
segregazione e contenimento delle zone
di stoccaggio e dei nastri trasportatori, nonché l’utilizzo di aspirazione
localizzata nei punti di scarico dell’impianto e in prossimità dei nastri
trasportatori;
- eseguire la movimentazione, il
carico e lo scarico di materiali pulverulenti mediante trasportatori chiusi, pneumatici,
sottoposti a regolare verifica di funzionamento;
- impiego di soluzioni leganti
per l’agglomerazione delle polveri mediante spruzzatori e di sistemi
frangivento;
- prevedere la raccolta degli
sfiati e l’abbattimento degli inquinanti (polveri, aeriformi);
- nello stoccaggio delle scorie
utilizzare aree compartimentate e umidificate: in ogni caso, garantire le aree
di rispetto durante lo scarico, le distanze di sicurezza e le limitazioni di
accesso;
- lo scarico, il carico e la
movimentazione dei rifiuti devono essere affidati a personale specificamente
formato, il quale deve eseguire le operazioni con finestrini chiusi in una
cabina con climatizzazione e filtrazione dell’aria adeguata e funzionante”.
In merito poi al
contenimento di composti organici volatili
(COV):
- “prevedere sistemi di sfiato
controllato e di raccolta degli stessi;
- stoccaggio di solidi in
condizioni tali da mantenere la temperatura prossima a quella ambiente (ad
esempio evitare gli effetti della radiazione solare);
- nello stoccaggio di liquidi a
pressione atmosferica prevedere: controllo di temperatura; adeguati sistemi di
isolamento; eventuali trattamenti specifici (adsorbimento, condensazione) sulle
emissioni”.
Riprendiamo alcune indicazioni in
relazione agli
agenti biologici presenti
nell’aria. Infatti i microrganismi “possono essere trasportati in aria
dalla polvere ed inalati, provocando nell’uomo allergie ed affezioni
respiratorie”.
Il documento ricorda che “negli
uffici di ricezione e pesa, solitamente ubicati in gabbiotti prefabbricati,
sarebbe preferibile mantenere porte e finestre chiuse per evitare l’entrata
della polvere, potenzialmente contaminata da microrganismi trasportati dai
mezzi con i rifiuti oltreché dei gas di scarico dei mezzi stessi. In generale,
la compartimentazione degli ambienti ed il conseguente isolamento sono di
fondamentale importanza per garantire la salubrità dell’aria, nel caso della
cabina dell’ operatore del
carroponte deve essere prevista anche la climatizzazione con sistema di
filtrazione e/o separazione rispetto all’aria che potrebbe provenire dalla
fossa rifiuti”.
Altre misure possibili:
- è raccomandabile “situare gli uffici
amministrativi o, comunque, destinati al personale non direttamente
coinvolto nel processo, in aree separate e distanti dagli ambienti operativi”;
- “la creazione di zone filtro
prima degli accessi a sale controllo, uffici e spogliatoi e la netta
compartimentazione e climatizzazione con captazione dell’aria in ingresso da
posizione sicura, degli ambienti riducono la diffusione della contaminazione
dovuta ad agenti microbiologici”;
- “laddove la movimentazione dei
rifiuti avvenga con nastri trasportatori, questi dovrebbero essere dotati, nei
tratti di raccordo, di dispositivi di captazione di polveri e di tunnel di
segregazione al fine di limitare la dispersione di polveri, la perdita di
materiali ed il peggioramento dello stato di pulizia degli ambienti”;
- “i rifiuti sanitari pericolosi
a rischio infettivo devono essere introdotti direttamente nel forno di
incenerimento senza mescolamento con altre categorie di rifiuti e senza
manipolazione diretta”.
Concludiamo con alcune
indicazioni relative alle
nanoparticelle.
La prevenzione può essere
supportata mediante un Piano di Monitoraggio e Controllo che preveda “la
caratterizzazione chimica delle emissioni in termini granulometrici e di
contaminazione da metalli pesanti, particolato secondario e microinquinanti
organici”. Tuttavia le tecniche di rimozione delle frazioni ultrafini e delle
nanopolveri, “seppur ampiamente descritte da modelli teorici di captazione, non
sono ancora consolidate. Molteplici sforzi per l’aumento dell’efficienza di
captazione e rimozione sono basati su configurazioni combinate e/o sulle
modalità di esercizio. Allo stato delle conoscenze è possibile affermare che,
per le frazioni ultrafini e le nanopolveri, sia i depolveratori elettrostatici
sia i filtri a tessuto mantengono elevate capacità di cattura”.
INAIL - Consulenza Tecnica
Accertamento Rischi e Prevenzione (Contarp), “ La sicurezza per gli operatori degli impianti di
termovalorizzazione e di incenerimento”, autori: Annalisa Guercio, Paolo
Fioretti, Biagio Principe e Patrizia Santucciu, settembre 2013 (formato PDF,
2.52 MB).
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sicurezza negli impianti di termovalorizzazione e di incenerimento”.
RTM
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