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"Profili di rischio nell’industria meccanica: addetto alla trafilatura"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
04/06/2014 - In relazione alla ricerca Inail “ Profili
di rischio nei comparti produttivi dell'artigianato, delle piccole e
medie imprese e pubblici esercizi: Industrie Meccaniche” continuiamo con la presentazione delle schede Inail/exIspesl relative ai singoli "
Profili di Rischio" nelle
industrie meccaniche.
Dopo aver parlato dei rischi degli addetti alla sabbiatura, degli addetti alla movimentazione e ai forni di laminazione, ci soffermiamo oggi sulle
attività di trafilatura –
un processo di formatura che fa parte delle lavorazioni meccaniche e
può essere eseguita sia a caldo che a freddo - e in particolare sulla
scheda “
S.P.R.12_Addetto alla trafilatura”.
Veniamo ai
principali fattori di rischio connessi alla professione.
L’addetto alla trafilatura può
essere:
- soggetto a caduta
o scivolamento in piano;
- investito dai carichi che
vengono movimentati con carroponte oppure che sono depositati nelle aree di
stoccaggio provvisorie o definitive;
- vittima di urti, tagli e
schiacciamenti durante la movimentazione manuale delle barre;
- vittima di urti, tagli e
schiacciamenti se viene a contatto con gli organi in movimento delle macchine e
delle attrezzature di lavoro;
- esposto a livelli di rumore
prodotto principalmente dalle macchine/impianti e attrezzature di lavoro
impiegate o presenti nell’area”.
Queste le
principali macchine/impianti utilizzate nel processo lavorativo:
- apparecchi di sollevamento
(carroponte o carrello elevatore) per la movimentazione/trasporto materie
prime, semilavorati e prodotti finiti;
- accessori per imbracatura
(catene, fasce, funi): imbracatura del materiale da movimentare;
- linea di trafilatura;
- sabbiatrice: per la sabbiatura
del prodotto da trafilare;
- trafilatrice;
- raddrizzatrice;
- rullatrice;
- impacchettatrice/fasciatrice.
E le principali materie/sostanze
utilizzate o sviluppate nel processo sono relative a polveri metalliche e olii
lubro refrigeranti.
Ci soffermiamo in particolare sui
rischi di infortunio che dipendono
da: cadute
al piano (pavimentazione sconnessa, superfici scivolose, presenza di
ingombri ed ostacoli, mancanza di visibilità per illuminazione insufficiente);
caduta materiale (carico e scarico dei materiali, strutture inadeguate allo
stoccaggio, trasferimento dei materiali ai reparti e interferenza fra le
lavorazioni, attrezzaggio impianti e macchine e manutenzioni); investimenti o
possibili incidenti tra mezzi in movimento all’interno e all’esterno;
movimentazione barre; contatto con organi in movimento; proiezioni di materiali;
contatto con apparecchiature elettriche difettose, cavi, ecc.
Alcune indicazioni e misure di
misure di prevenzione relative ai
rischi infortunistici:
- “i pavimenti dei luoghi di
lavoro devono essere fissi, stabili ed antisdrucciolevoli, nonché esenti da
cavità o piani inclinati pericolosi;
- mantenere l’area di lavoro in
ordine ed evitare l’accumulo di materiale che possa intralciare i movimenti
dell’operatore;
- dotare gli ambienti di lavoro
di sufficiente illuminazione naturale e/o artificiale;
- dotare l’ambiente di lavoro di
idonea segnaletica di sicurezza e vietare l’accesso alle persone non
autorizzate e progettare in modo adeguato le vie di circolazione per veicoli e
pedoni al fine di evitare investimenti, incidenti tra mezzi e ribaltamenti;
- nei lavori in quota devono
essere adottati idonei parapetti o altre precauzione adatte ad eliminare il
pericolo di caduta dall’alto;
- prevedere idonee procedure ed
istruzioni operative per lo scarico e lo stoccaggio
in magazzino di materie prime;
- utilizzare scaffalature,
bancali, ecc. idonei a sostenere e trattenere il carico da immagazzinare;
- prevedere idonee procedure ed
istruzioni operative per l’approvvigionamento del materiale dal magazzino ai
reparti di produzione al fine di evitare un’interferenza con le attività di
reparto e ribaltamenti;
- prevedere idonei sistemi di
trattenuta e idonei accessori per imbracatura (catene, fasce, funi);
- le zone di lavoro pericolose
devono essere protette o provviste o provviste di sistemi protettivi che ne
impediscano l’accesso;
- prevedere idonei dispositivi o
sistemi che impediscano il rotolamento o la caduta delle barre durante la loro
movimentazione;
- prevedere idonee procedure ed
istruzioni operative per l’attrezzaggio di impianti e macchine; - in caso di
inceppamento della macchina, vietare la rimozione delle protezioni per
intervenire e attendere l’intervento di personale specializzato;
- verificare che le macchine e
attrezzature siano dotate dei RES di cui alla Direttiva Macchine o alla
specifica Direttiva di Prodotto;
- verificare che le
macchine/impianti immesse sul mercato dopo il 21/09/1996 siano corredate da:
Marcatura CE, Manuale d’istruzione, Dichiarazione di conformità;
- verificare che le attrezzature
di lavoro di cui all’Art. 70 co.2 del D.Lgs. 81/2008 siano conformi ai
requisiti di sicurezza di cui all’Allegato V del medesimo decreto;
- verificare che nel corso della
valutazione dei rischi siano stati individuati i rischi palesi;
- eseguire manutenzione periodica
e programmata delle macchine e delle attrezzature di lavoro al fine di
mantenere l’efficienza dei RES;
- prevedere specifiche procedure
o Istruzioni Operative per svolgere tutte le attività che comportano lo
stoccaggio,il trasporto e la manipolazione di agenti chimici pericolosi per la
salute e la sicurezza dei lavoratori;
- prevedere procedure di
emergenza da attuare in caso di primo soccorso, lotta antincendio ed
evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato;
- verificare la sicurezza di
apparecchiature elettriche prima del loro utilizzo. Sottoporre attrezzature
elettriche difettose o che presentano anomalie sospette ad ispezione ed
eventuale riparazione da parte di un tecnico elettricista qualificato e
mantenere i cavi elettrici in ordine”.
In chiusura della scheda è
presente una breve check-list relativa agli
aspetti di sicurezza minimi richiesti dall’organo di controllo (con
riferimento alla “ Guida al
sopralluogo in aziende del comparto metalmeccanico” - DGR 7629 Regione
Lombardia 10 agosto 2011).
Riportiamo alcune delle verifiche
relative agli
apparecchi di sollevamento:
- “È presente sulla pulsantiera
di comando l’arresto di emergenza?
- Il gancio di sollevamento è
provvisto di dispositivo di sicurezza contro la fuoriuscita di funi/catene?
- Gli apparecchi di sollevamento
sono dotati di dispositivi di fine corsa (salita-discesa gancio, traslazione
carrello e traslazioni varie)?
- È presente l’indicazione della
portata massima (o diagramma delle portate) sull’apparecchio di sollevamento?
- Sono presenti sulla pulsantiera
di comando e sulla struttura dell’apparecchio di sollevamento le indicazioni di
manovra?
- L’organo di presa del carico
gancio semplice, gancio doppio, (ad ancora), è provvisto di regolare
certificato di conformità?
- Gli organi di tenuta del carico
al gancio (fasce di imbraco funi metalliche, tessili o catene) sono provvisti
di regolare certificato di conformità o regolare targa di identificazione?
- Il quadro elettrico è provvisto
di dispositivo di blocco porta all’atto dell’apertura del quadro stesso?
- Il sistema di comando del tipo
‘radiocomando’ è provvisto di regolare certificato di conformità”?
Concludiamo ricordando che il
profilo di rischio presenta misure di prevenzione in relazione a diversi
rischi: rischi infortunistici, rumore, vibrazioni (sistema mano-braccio e corpo
intero), campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali (ROA), rischi
chimici e biologici, movimentazione manuale dei carichi, lavoro ripetitivo,
stress lavoro correlato, videoterminali, ...
Profili di rischio nei comparti
produttivi, “ S.P.R.12_Addetto alla trafilatura”, Inail/exIspesl (formato
PDF, 195 kB).
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RTM
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