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"Macchine in edilizia: i dispositivi di sicurezza delle pale caricatrici"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
19/11/2014 - La
pala meccanica – chiamata anche pala
caricatrice o caricatore – è una “ macchina
movimento terra”, cioè una macchina, come indicato dalla norma tecnica
UNI EN ISO 6165:2006, progettata per
eseguire le operazioni di scavo, carico, trasporto, spargimento e compattamento
di terra e di altri materiali in diverse attività lavorative (lavori su strade,
canalizzazioni, cantieri di costruzione, ...). È definita inoltre dalla norma
UNI EN 474-3:2009 come “macchina
semovente a ruote o a cingoli, provvista di una struttura anteriore che
sostiene un dispositivo di carico, progettata principalmente per le operazioni
di carico (uso della benna), che carica o scava il materiale attraverso il
movimento in avanti della macchina”.
RTM
Della pala caricatrice abbiamo
parlato nei mesi scorsi più volte nella rubrica “Imparare dagli errori”
mostrando non solo i fattori di rischio per i lavoratori, ma anche le
principali tipologie di infortuni correlate al suo utilizzo.
Una scheda contenuta nella seconda
parte del manuale “ Le
macchine in edilizia. Caratteristiche e uso in sicurezza”– un documento nato
dal rapporto di collaborazione tra l’ INAIL Piemonte e il CPT Torino – ci
permette di approfondire ulteriormente il tema della
sicurezza nell’utilizzo delle pale meccaniche.
Nella “
Scheda 7 - Pala caricatrice frontale” si danno innanzitutto
informazioni sulle varie tipologie di pale. Ad esempio si ricordano le
differenze tra
pale caricatrici gommate
e
caricatori cingolati (questi
ultimi, ad esempio, effettuano il cambio di direzione di marcia mediante il
temporaneo arresto di un cingolo). Ma le pale caricatrici possono essere
distinte anche “in base al peso operativo, alla potenza idraulica e alla
potenza del motore, che determinano la capacità di lavoro della benna”: il peso
della macchina è comunque il “principale parametro fisico che identifica il
limite superiore alla
capacità della
benna”. Nel documento si fa riferimento anche alle pale compatte (massa
operativa minore o uguale a 4500 kg) e i caricatori compatti gommati (mini-caricatori),
definiti “skid steer”.
La scheda, che vi invitiamo a
visionare integralmente, si sofferma su vari aspetti correlati ai caricatori:
-
elementi costituenti: carro, cabina, braccio caricatore;
-
dispositivi di sicurezza: postazione operatore, protezione dei
comandi e degli indicatori, sistemi di frenatura, attacco rapido, stabilità,
ripari, altre protezioni;
-
dispositivi di comando e di controllo: comandi della pala gommata,
comandi della pala cingolata, leve di comando dell’attrezzatura;
-
fattori di rischio: ribaltamento; scivolamenti, cadute a livello;
urti, colpi, impatti, compressione, schiacciamento/investimento; rischio elettrico;
gas di scarico; agenti chimici; rumore; vibrazioni.
Ci soffermiamo oggi sulla
descrizione di alcuni
dispositivi di
sicurezza, con riferimento alla norma “
UNI
EN 474-1 relativa ai requisiti di sicurezza delle macchine movimento terra
e alla
UNI EN 474-3 specifica per i
caricatori. Norme che individuano i requisiti di sicurezza che queste macchine
devono possedere.
Riprendiamo dalla scheda alcune indicazioni
partendo dalla
postazione dell’operatore.
La norma UNI EN 474-1 “stabilisce
che il tubo di scarico del motore deve essere orientato in modo da rilasciare i
gas lontano dall’operatore e dall’ingresso dell’aria nella cabina. La norma
stabilisce il dimensionamento minimo delle parti relative al punto di accesso
alla postazione di comando come ad esempio la porta della cabina, i gradini e
lo spazio minimo di ingombro intorno all’operatore in cabina, in relazione alle
dimensioni della macchina; ad esempio, nelle macchine compatte gli spazi sono
più ridotti. Nelle macchine a cingoli, in genere, un gradino di accesso alla
cabina è integrato nella struttura cingolata”. Rimandiamo alla lettura
integrale della scheda che si sofferma su altri aspetti della postazione, ad
esempio in riferimento al sedile e alla capacità di ridurre le vibrazioni della
macchina (il sedile dell’operatore “deve essere regolabile per meglio adattarsi
alle esigenze dell’operatore e deve possedere dispositivi antivibrazioni, deve
cioè soddisfare le pertinenti norme tecniche per quanto riguarda la sua
capacità di ridurre le vibrazioni trasmesse all’operatore durante le attività).
Inoltre in base alla norma UNI EN
474-1, le postazioni di guida delle pale
caricatrici sono “protette da una
struttura,
in genere integrata con la cabina, con le caratteristiche di sicurezza di
seguito illustrate:
-
struttura ROPS (Roll Over Protection Structure) è necessaria per la
protezione dell’operatore in caso di ribaltamento del mezzo;
-
struttura TOPS (Tip Over Protective Structure); è necessaria per la
protezione dell’operatore in caso di rovesciamento laterale del mezzo;
-
struttura FOPS (Falling Object Protective Structure); è necessaria
per pale caricatrici con motore di potenza superiore a 15 kw se il loro impiego
espone l’operatore al rischio di caduta di materiale dall’alto (tale rischio,
tipico del settore edile riguarda, ad esempio, le attività di demolizione
meccanizzata); in base alla norma UNI EN 474-3:2009 tale protezione deve essere
presente anche nelle pale
caricatrici con massa operativa inferiore o uguale a 700 kg, sempre che il
loro impiego esponga l’operatore al rischio di caduta di materiale dall’alto.
La struttura FOPS può essere estesa alla parte frontale della cabina qualora
possa essere colpita da materiale”.
Si ricorda tuttavia che “le strutture
di protezione contro il ribaltamento e il rovesciamento laterale sono
assolutamente inefficaci in assenza di sistemi di ritenzione dell’operatore,
pertanto il posto di guida deve essere dotato di cintura di sicurezza”.
Altre indicazioni relative ai
dispositivi di sicurezza riguardano:
-
protezione dei comandi e degli indicatori: “i comandi che possono
causare un pericolo a causa dell’attivazione accidentale, devono essere protetti
quando l’operatore entra o esce dal posto di manovra oppure devono essere
disattivabili in modo da ridurre al minimo tale pericolo”. La scheda si
sofferma anche sui pedali e sulla possibilità, dopo l’arresto del motore, con
un adeguato dispositivo, di “abbassare l’accessorio a terra e liberare la
pressione residua nel circuito idraulico”;
-
sistemi di frenatura: si ricorda che le macchine
movimento terra “devono essere dotate di: un freno di servizio principale,
un freno secondario, un freno di stazionamento, adeguati alle condizioni di
esercizio (come ad esempio carico, velocità, tipo e pendenza del terreno)”;
-
attacco rapido: “il dispositivo di aggancio (attacco rapido)
dell’accessorio (benna) deve essere progettato in modo da impedire lo sganciamento
accidentale dell’accessorio e/o del relativo carico. Il sistema di bloccaggio
dell’attacco rapido: mantiene l’accessorio bloccato in qualsiasi condizione di
utilizzo; permette all’operatore, che ne aziona il comando, di verificare che
l’attacco rapido e l’accessorio siano in posizione di blocco; ha il comando
protetto dallo sganciamento accidentale”;
-
stabilità: “i dispositivi destinati ad aumentare la stabilità della
pala in condizione di lavoro (ad esempio blocco asse) devono essere muniti di
dispositivi di blocco che, in caso di guasto all’impianto idraulico, li
blocchino”;
-
ripari: “in base alla UNI EN 474-1 devono essere prese misure per
evitare il contatto accidentale dalla posizione di lavoro con parti in
movimento, come ad esempio le ruote e i cingoli. I ripari, per impedire
l’accesso a parti pericolose, devono essere bloccati nella loro corretta
posizione. Anche i pannelli del vano motore sono considerati ripari. I ripari
mobili anche nella posizione di apertura devono rimanere uniti alla macchina e
devono poter essere fissati in posizione di apertura”;
-
altre protezioni: la macchina è inoltre “dotata di adeguati
dispositivi acustici e luminosi (ad esempio il clacson e il girofaro) di
segnalazione e di avvertimento, nonché di illuminazione dell’area di lavoro. Il
segnalatore acustico (clacson), controllato dalla postazione dell’operatore
produce un livello di pressione sonora almeno pari a 93 dB(A) a 7 m di distanza
dalla pala”.
Riguardo ai vari
fattori di rischio trattati dalla
scheda, riprendiamo quanto indicato in merito al
rischio vibrazioni.
La scheda ricorda che il valore
di vibrazioni
meccaniche a cui è sottoposto il corpo dell’operatore “è fortemente
influenzato dall’attività svolta (ad esempio dal tipo di materiale movimentato)
e da molteplici altri fattori come ad esempio: dallo stato di conservazione
della pala caricatrice, dal tipo e dalle condizioni del sedile, dalla massa del
caricatore, dal tipo di guida del conducente, dalle condizioni dei percorsi in
particolare durante gli spostamenti”.
La documento riporta alcune
indicazioni tratte da
misurazioni
relative alle vibrazioni meccaniche effettuate dal CPT di Torino: “è
possibile affermare che le pale caricatrici gommate durante le operazioni di
movimentazione terra, in genere, determinano valori di vibrazioni corpo intero
compresi tra 0,6 m/s2 e 0,9 m/s2; in caso di pale
caricatrici compatte i valori risultano essere superiori dei precedenti per la
minore capacità di assorbimento delle vibrazioni meccaniche dovuta
all’inferiore massa della macchina e sono, in genere, compresi tra i valori di
0,8 m/s2 e 1,4 m/s2”.
In particolare il livello di
vibrazioni prodotto dalla macchina può essere contenuto “con la sua
manutenzione, soprattutto del sedile” e, se necessario, “occorre adottare la
turnazione tra gli operatori”.
Concludiamo questa breve
presentazione riportando alcuni
divieti
di cui tener conto per evitare un impiego non corretto della pala caricatrice:
- “non usare l’attrezzatura per
sollevare o trasportare persone;
- non utilizzare l’attrezzatura
come apparecchio di sollevamento;
- non caricare materiale sfuso
sporgente dalla benna;
- non permettere che la macchina
trasli per inerzia propria, con il cambio in posizione
neutra;
- per evitare guasti o
deterioramenti, non usare la forza di caduta della benna ad esempio
per demolizioni o per compattare
il terreno;
- evitare movimenti improvvisi
delle leve sia per quanto riguarda la marcia sia per quanto
riguarda i movimenti dei bracci
idraulici (muovere le leve gradualmente);
- non condurre la macchina in
acque profonde”.
Segnaliamo infine che la scheda
riporta alcuni approfondimenti (presenza di linee o impianti elettrici; presenza
di sottoservizi) e, in allegato, una breve
check-list.
L’
indice della “
Scheda 7 -
Pala caricatrice frontale”:
1. DESCRIZIONE
2. ELEMENTI COSTITUENTI
2.1 CARRO
2.2 CABINA
2.3 BRACCIO CARICATORE
3. DISPOSITIVI DI SICUREZZA
3.1 POSTAZIONE OPERATORE
3.2 PROTEZIONE DEI COMANDI E
DEGLI INDICATORI
3.3 SISTEMI DI FRENATURA
3.4 ATTACCO RAPIDO
3.5 STABILITÀ
3.6 RIPARI
3.7 ALTRE PROTEZIONI
4. DISPOSITIVI DI COMANDO E DI
CONTROLLO
4.1 COMANDI DELLA PALA GOMMATA
4.2 COMANDI DELLA PALA CINGOLATA
4.3 LEVE DI COMANDO
DELL’ATTREZZATURA
5. FATTORI DI RISCHIO
6. ISTRUZIONI PER L’USO
6.1 DIVIETI PER L’USO
6.2 ISTRUZIONI PRIMA DELL’USO
6.3 ISTRUZIONI DURANTE L’USO
6.4 ISTRUZIONI DOPO L’USO
7. APPROFONDIMENTI
7.1 PRESENZA DI LINEE O IMPIANTI
ELETTRICI
7.2 PRESENZA DI SOTTOSERVIZI
8. ADEMPIMENTI NORMATIVI
8.1 DOCUMENTAZIONE
8.2 CONTROLLI E VERIFICHE
8.3 ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE,
FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO
9. ANNOTAZIONI TECNICHE
10. RIFERIMENTI NORMATIVI
CPT di Torino, Inail Piemonte, “ Le
macchine in edilizia. Caratteristiche e uso in sicurezza”, edizione
settembre 2013 (formato ZIP, 1,5 MB).
La scheda: “ Scheda 7 - Pala caricatrice frontale” (formato ZIP, 11.21
MB).
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